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Consiglio | 27.11.2020 | 17:03

Lavori Consiglio: Modifiche alla legge “Territorio e paesaggio” -2

La discussione generale del dlp 63/20: gli interventi di Foppa, Faistnauer, Staffler, Köllensperger, Unterholzner, Knoll, Rieder, Repetto, Urzì, Tauber, Locher, Leiter Reber.

Ancora una volta, il plenum si è riunito in presenza e in videoconferenza. (Foto: Consiglio/Werth)ZoomansichtAncora una volta, il plenum si è riunito in presenza e in videoconferenza. (Foto: Consiglio/Werth)

Imm seduta Consiglio Provinciale del 27.11.2020
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È ripresa nel pomeriggio di oggi la discussione generale del disegno di legge provinciale n. 63/20: Modifiche alla legge provinciale 10 luglio 2018, n. 9, “Territorio e paesaggio.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha ricordato che l’obiettivo in origine era di garantire certezza giuridica, visto che la vecchia legge era diventata una mostruosità. Ha fatto riferimento agli innumerevoli emendamenti, ed affrontato poi il tema della rappresentanza femminile nelle commissioni: come sempre, si faceva un passo avanti e due indietro. Per 15 anni si era lavorato alla legge sulle pari opportunitá del 2010, e un obiettivo raggiunto era che entrassero le donne nelle commissioni urbanistiche comunali: allora molti dissero che le donne non avevano le competenze e che sarebbe stato difficile trovarle, ma poi ci si era accorti che non era così. Nel 2018 si volle rielaborare la legge urbanistica: i consulenti dell'allora ass. Theiner erano tutti uomini tranne una, e infatti dimenticarono la rappresentanza femminile. Fu poi introdotta in occasione di una rielaborazione della legge urbanistica: era prevista una rappresentanza adeguata, cioè da un terzo. E ora si vuole revocare tutto, facendo un passo indietro di dieci anni: questo è inconcepibile. I Verdi avevano preparato un emendamento stralcio all'articolo 2. non si tratta tanto di equità, quanto di contenuti: la pianificazione del paesaggio non può essere gestita solo dal punto di vista maschile, perché le donne vivono altre realtà: lei stessa aveva avuto un’altra percezione dello spazio urbanistico quando aveva dovuto spingere il passeggino del figlio o la carrozzina del papà. Le donne inoltre, normalmente sono più presenti nei paesi durante il giorno,  e hanno bisogno di illuminazione e sicurezza: si tratta di gender planning. Per questo è necessaria una maggiore rappresentanza femminile nelle commissioni urbanistiche comunali.
Il pres. Josef Noggler ha rilevato che ai vertici dell’urbanistica c’era una donna.
“Troppi cuochi rovinano il pranzo”, ha detto Peter Faistnauer (Team K), rilevando che i buoni cuochi della legge sul paesaggio avrebbero dovuto fare in modo di predisporre un buon testo, mentre chi la doveva applicare erano coloro che avrebbero mangiato la pietanza: questi dicevano che essa non era applicabile. Portando avanti al legge del 1997 fino al 2023 si sarebbero evitati tanti problemi. Chi ha la responsabilità per il pasticcio che si è creato? Tutti coloro che vi hanno partecipato, rovinando il piatto, comprese associazioni, sindaci ecc. In quanto alla questione della quota femminile, il Consiglio dei Comuni aveva detto che non si riusciva a costituire le commissioni. Ora si cercavano in maniera spasmodica le donne, ma se si fosse presa sul serio la cosa, si sarebbe provveduto prima. Il consigliere ha annunciato un emendamento in merito. Meglio sarebbe stato rinviare l’entrata in vigore della legge a luglio 2021.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha definito la proposta un risultato non ben riuscito, che lascia spazio alle speculazioni di vari gruppi di interesse, ma non rispetta lo spirito fondamentale della legge, che dovrebbe essere fatta nell'interesse della comunità. La prima proposta aveva visto il primo processo partecipativo promosso dalla Giunta, su un tema che riguardava tutti: una persona che vi aveva partecipato aveva riferito di essere rimasta molto delusa perché il risultato era stato molto diverso dalle aspettative. La legge è piena di falle e non è più comprensibile, se non a pochi esperti che l’hanno seguita in ogni modifica. Nel Bundestag vige la regola che le leggi siano comprensibili per tutti: non è certo questo il caso. Cosa veramente significano certe disposizioni si vedrà solo tra qualche anno. Riassumere in una legge paesaggio e urbanistica ha fatto passare il primo in secondo piano: si è trattato di un errore macroscopico, perché si parla solo di posti letto, di edifici, di cubature. Nessuno può dire di non sapere che la norma è stata scritta da una piccola minoranza, pur riguardando tutti i cittadini della provincia: questo è il secondo errore macroscopico. Ci si lamenta sempre della burocrazia, ma chi approva questa legge sarà responsabile di creare un mostro burocratico e non potrà più lamentarsene. La legge ha un impatto notevole sul paesaggio, si aprono molte possibilità per intaccarlo. La battaglia del collega Dello Sbarba era una lotta contro i mulini a vento.  
Paul Köllensperger (Team K) ha ricordato una delle prime illustrazioni della legge urbanistica da parte dell’ex ass. Theiner nel 2016, dove si discussero i limiti delle aree insediative per ridurre il consumo ´del suolo: il grande obiettivo era ridurre il consumo di suolo pubblico. Poi furono elaborate diverse versioni, prima che la legge approdasse in seconda commissione legislativa, dove arrivarono centinaia di emendamenti, e poi in aula, dove di nuovo ci furono tantissimi emendamenti, la maggior parte della maggioranza, che rovesciarono completamente la proposta iniziale. Nel 2018 egli aveva facilmente previsto che la legge sarebbe stata modificata spesso; essa non è leggibile, è scritta da giuristi per giuristi, e non riserva al paesaggio un rango superiore a quello dell'urbanistica, anzi la sua tutela viene meno. Molti principi sono spariti, e ora si procede alla quarta revisione, con alcuni passi in avanti ma tanti indietro, tra cui l’abolizione del imito massimo dei posti letto e dei contributi di urbanizzazione per i contadini. In questa legge si rispecchia la storia della SVP degli ultimi decenni, che va sempre incontro alle associazioni di categoria, e confonde livello tecnico e amministrativo: anche questa legge è assoggettata a interessi particolari.
Josef Unterholzner (Enzian) ha ricordato che due settimane prima, davanti a una mozione di Leiter Reber, il presidente della Provincia aveva parlato di “miscuglio”, una parola che ben si addiceva alla legge in esame, che era “una catastrofe per tutto l’Alto Adige”. Come consigliere, egli si era sempre impegnato per ridurre l’onere burocratico, ma il dlp in esame era un mostro burocratico, non più leggibile né applicabile. La nota mandata da sindaci, architetti ed esperti non è stata presa sul serio; i tecnici non riuscirebbero a lavorare con questa legge. Sarebbe opportuno annullare questa legge e scriverne una nuova, applicabile e comprensibile. Tutti i tecnici dicono che la legge è una catastrofe.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha ricordato la legge urbanistica di Alfons Benedikter che aveva come obiettivo la tutela del paesaggio tramite l’urbanistica, nella consepevolezza che il suolo è un tesoro da tutelare, e non deve essere oggetto di speculazioni. La nuova legge non corrisponde più a questa impostazione, e negli ultimi anni, anche per via delle lobbies sono stati fatti interventi edili non accettabili. Nello stesso tempo si demolisce cubatura preziosa, si pensi per esempio al caso dell’Hotel Post: non è certo l’immagine del Sudtirolo come appare dalle brochure patinate. Pare che gli edifici debbano essere a tutti i costi moderni, non importa che siano orribili. La legge è incomprensibile, la politica vrebbe invece il compito di creare norme leggibili, che aiuti a capire i successivi sviluppi e non sia orientata a determinati gruppi. In quanto all’intervento relativo alla presenza delle donne in commissione, egli lo vedeva come un passo in avanti: era positivo abbandonare le quote, non ci si sarebbe nemmeno dovuti chiedere se si voleva una donna o un uomo. Tutti sarebbero ben felici se ci fossero piú donne disposte a partecipare in questi organi, ma la realtà è diversa, e non basta essere donna per sedere in una commissione, cosí come non basta essere uomo. La stessa richiesta di Foppa dovrebbe valere per i giovani, che dovranno vivere con queste decisioni. Le piazze che Foppa ha lodato per la comodità di transito in passeggino o carrozzina sono state progettate da uomini: i progettisti creano per le persone. Nessuna donna in provincia si sentirebbe svantaggiata perché nelle sottocommissioni non ci sono donne. 
Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha ricordato che la sua esperienza con Theiner come assessore alla sanità non era stata delle migliori, lo stesso si rivela ora con la legge sull’urbanistica. Un tema è la grande incertezza del diritto, che diventa un problema per professionisti e progettisti, impegnati a seguire varianti e modifiche, e c’è confusione anche sulle scadenze, mancano molti regolamenti d’esecuzione; i tecnici hanno denunciato una burocrazia fuori controllo, molto più pesante che in passato, e poiché i Comuni non sono proni, molte domande vengono respinte per evitare il pericolo del silenzio-assenso. Dalla primavera estate 2021 si rischia una paralisi. Un altro problema è quello delle sanzioni: se un PIano di sviluppo comunale non viene completato entro due anni, infatti, non succede nulla. Un altro tema è la tutela del patrimonio edilizio esistente. In quanto alle commisioni edilizie e altri organi, servono solo se le disposizioni sono ben chiare. Gli adeguamenti positivi sono solo su sollecitazione dello Stato. In quanto alla questione delle donne nelle commissioni comunali, quanto detto da Knoll delude molto: bisognerebbe finalmente riuscire a fare un passo avanti, non va bene discutere ancora nel 2020, della necessitá di ⅓ di presenze femminili. Nell'ambito della formazione per i CdA sono state formate 120 donne dopo che è stato introdotto l’obbligo di rappresentanza femminile in quest’ambito, e sarebbero ancora di più quelle che vogliono frequentare: non è vero quindi che mancano donne che vogliono partecipare. La metá della popolazione è femminile, sarebbe giusto che la rispettiva visione rientrasse nella programmazione urbanistica: se non si trovano donne bisogna adoperarsi per trovarle. Bisognava tornare all'obiettivo della legge, che era la tutela del paesaggio e un utilizzo ridotto del suolo.
Il pres. Josef Noggler ha difeso l’ex ass. Theiner. La legge era frutto di un’ampia discussione con numerose modifiche attraverso il Consiglio provinciale. 
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha chiarito che nell’articolo 2 erano segnalate le particolari esigenze del capoluogo, e fatto riferimento al fatto che un terzo del territorio di Bolzano è area produttiva: le imprese sono seriamente preoccupate di quanto previsto dall’articolo 9 rispetto al 20% della volumetria, temendo un possibile sviluppo residenziale, con tutti i problemi connessi.  Questa situazione da affrontare con Piano comunale partiva già col piano sbagliato, e dimostrava poca attenzione a quanto previsto dall’art. 2, comma b. Molti, ha aggiunto, avevano denunciato le intromissioni delle lobbies; la legge urbanistica di fatto andava incontro anche a situazioni di economia del territorio. In quanto alla presenza di donne nelle commissioni, nei registri esse sono già molto presenti, quindi non è vero che mancano le donen disponibili. Il consigliere ha fatto riferimento al DUP del Comune di Bolzano, nel quale erano inserite una serie di scadenze che la legge imponeva di rispettare, le quali creavano grande confusione. Ci vuole più chiarezza nei rapporti tra Provincia e amministratori. 
Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia), riferendosi alle critiche di Repetto, ha ritenuto che difficilmente si riconosceva un cambio di rotta tra la precedente amministrazione, con un assessore PD, e l’attuale. La legge Benedikter citata da Knoll era una pietra miliare della conservazione del territorio che sottintendeva un controllo del suo sviluppo in direzione di una conservazione etnica e identitaria. Lo sviluppo del territorio, con interventi mirati, poteva dare aumento di attrattività e competitività ed era un buon obiettivo, così come quello di aumentare le opportunità abitative. Un esempio del fallimento della disciplina urbanistica era il prezzo del mattone a Bolzano: i costi delle case e gli affitti erano totalmente sproporzionate, mentre una buona crescita del territorio doveva rispondere ai bisogni delle persone. Si era invece preferito fare un mix di filosofia benedikteriana e vantaggi per le lobbies. Il tutto, mentre i figli non riuscivano a uscire dalla casa famigliare. Non bisogna avere paura di maggiore elasticitá e flessibilità, ma non a favore di specifiche categorie. La legislazione ad hoc non è mai una buona legislazione, ci voleva una seria analisi del modo di legiferare. Il consigliere ha criticato che si fosse arrivati a portare il dibattito su una legge così importante il venerdì sera, con il calare delle tenebre, riallacciandosi ad analoga critica espressa ieri da Dello Sbarba. La Giunta arriva con norme che sono già blindate, frutto di dibattiti in sede non politica, ma di rappresentanza di interesse. In quanto alle pari opportunità, il consigliere ha criticato “le riserve indiane” e le politiche delle quote, che tanto hanno irrigidito la provincia, rivendicando che il suo partito è l'unico con una presidente donna. Vanno rimosse le difficoltá, non certo create condizione di privilegio. La legge tradisce l'aspettativa di essere una norma funzionale a garantire la ripartenza di Bolzano, nonostante il Partito Democratico ne avesse fatto uno slogan. 
Helmut Tauber (SVP) ha sostenuto che era stata un’illusione credere che la legge sarebbe stata approvata senza modifiche. Ha quindi criticato Dello Sbarba che si esprimeva sempre contro il turismo, che aveva il dovere di svilupparsi, così come faceva qualsiasi settore. Dopo questa recessione, ci saranno migliaia di aziende che dovranno chiudere, le critiche verso un settore che ha cercato sempre si svilupparsi per raggiungere il meglio per collaboratori e territorio non sono comprensibili.
Franz Locher (SVP) ha visto nelle quote un problema gestionale, portando l’esempio delle liste di candidati alle elezioni comunali con molti posti vuoti proprio per l'assenza di donne disponibili. A Bolzano abita un quinto della popolazione altoatesina, non è confrontabile con i Comuni periferici oggetto di emigrazione, dove sono necessarie politiche per far restare le persone. Il consigliere ha apprezzato il coraggio del’assessora nel portare continui miglioramenti. Le trattative con rima avevano portato dei miglioramenti ed era giusto recepire certe proposte, anche per evitare impugnazioni. Positiva era stata l'introduzione degli accordi urbanistici, che avevano sostituito gli espropri con le trattative con i privati: si trattava di una super soluzione, chi lo negava era privo di concezione democratica. Valide erano anche le “zone miste”, che permettevano le piccole attività produttive. Un aumento dei posti letto nel turismo permetterebbe uno sviluppo positivo anche nei comuni periferici e finora svantaggiati, con il vantaggio di offrire posti di lavoro in loco. Positivo era anche l’articolo 40 sui parcheggi sotterranei, considerato che in ogni famiglia ormai c’era piú di un'automobile, così come la disposizione sulla SCIA e le varianti in fase edilizia. Il consigliere ha poi difeso la disciplina sugli interventi bagatellari, che evita imponenti iter burocratici. Apportare adeguamenti fa parte della democrazia, e questa legge è un passo avanti nell’autonomia in ambito urbanistico.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha evidenziato l’importante coinvolgimento dell'opposizione nel tema, aggiungendo che si trattava del paesaggio, con il quale la popolazione aveva un particolare legame e che promuoveva anche il turismo. L’urbanistica era molto importante, e quindi anche la legge in esame: in Alto Adige non ci sono materie prime, quindi il paesaggio è la vera ricchezza della provincia. La legge di Benedikter era orientata alla tutela del paesaggio, e negli ultimi 30 anni ce ne si era stanziati: andava considerato che l paesaggio altoatesino era caratterizzato anche dalla cultura edilizia. Con questa norma si chiedeva di approvare disposizioni che non si sapeva dove sarebbero andate a parare, con i regolamenti di attuazione; un esempio era la disposizione sul 20% di volume in area industriale. In quanto agli edifici residenziali dal di fuori delle aree insediabili, questo era un favore alla lobby degli agricoltori: il consigliere era il primo a volere la sopravvivenza delle aziende agricole, ma non accettava che chi era piú vicino alla propria terra contribuisse a rovinarla.  A questo proposito, Locher aveva in serbo un emendamento inaccettabile. Un altro emendamento era stato presentato all’articolo 103 dal presidente della provincia, e rimetteva in vigore la vecchia norma in caso di autorizzazioni sospese per problemi procedurali; non era opportuna una disposizione cosí generica. In quanto alla quota di genere, andava bene parlarne, ma questo non avrebbe evitato gli errori di sviluppo permessi dalla legge: Rivolgendosi a Rieder, il consigliere ha respinto la sua richiesta di una decisione univoca sulle quote rosa, perché non è un atteggiamento democratico. 
Dello Sbarba ha ripreso la parola per dire a Tauber che il suo intervento sui posti letto era a difesa del turismo: un limite era di tutela per le aziende sane, anche dal dumping. Ha ricordato che l’assalto con gli emendamenti in commissione a volte si paga, e che ci voleva un po’ di autocritica. A Leiter Reber ha detto che non porsi il problema di come favorire la partecipazione metá della popolazione non era una quisquilia.
(continua)


(MC)