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Consiglio | 26.11.2020 | 12:09

Lavori Consiglio: Gestione della quarantena, ordinanze Coronavirus

Mozioni di Partito Democratico - Liste civiche, Süd-Tiroler Freiheit.

Con la mozione n. 350/20: Tempistiche e gestione della quarantena, Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche),chiarendo che era stata depositata prima dello screening di massa, rilevava che L'Asl, in questa fase, non è in grado di effettuare tamponi in tempi rapidi, sia per confermare l'avvenuto contagio, sia per confermare l'avvenuta negativizzazione. Stavano infatti aumentando i tempi medi di effettuazione dei test molecolari, i tempi di comunicazione dei risultati nonché i tempi di notifica della quarantena (con conseguente inizio malattia) per i pazienti ed i loro contatti stretti.Si stavano inoltre verificando disguidi sempre maggiori rispetto al rilascio di certificazioni di malattia ed all'effettuazione di accertamenti di negativizzazione per il rientro al lavoro. Nello stesso tempo, i cittadini e le cittadine si rivolgevano sempre più spesso alle strutture private per effettuare i tamponi, oppure a quei medici di base che ne fossero dotati, ma non sempre le comunicazioni di positività da parte dei privati al Servizio di Igiene dell'ASL avvenivano in tempi rapidi e spesso le persone risultate positive non venivano contattate per la necessaria formalizzazione della positività e per il rilascio della notifica di quarantena, presupposto necessario per i certificati di malattia. Analogamente, c’erano gravi difficoltà per gli accertamenti dei contatti ristretti/persone a rischio, per le dichiarazioni di quarantena e per il rilascio delle conseguenti certificazioni di malattia. Inoltre, il tampone fatto presso privati, veniva percepito come "meno attendibile" e di conseguenza si creavano al momento del rientro al lavoro, soprattutto nelle realtà private, dubbi interpretativi sulla sua validità.Le informazioni disponibili sul sito aziendale ASL erano estremamente complicate e frammentarie e ne rendono impossibile la comprensione. Tutto ciò produceva grave disorientamento e confusione nelle persone, sia per la messa in quarantena e le certificazioni di malattia, sia per coloro che avevano necessità di poter tornare a lavorare, sia per la gestione dei contatti stretti. Pertanto, il consigliere chiedeva di impegnare la Giunta provinciale a fare in modo che (1) sito aziendale dell'ASL fornisse informazioni semplici, coerenti ed esaustive in merito alle problematiche relative agli accertamenti diagnostici, i periodi di quarantena, le certificazioni di malattia, la guarigione/negativizzazione con rientro al lavoro e la gestione dei contatti stretti, (2) fossero stabilite procedure rapide ed efficaci di effettuazione degli accertamenti diagnostici, con comunicazioni dirette agli interessati, ai datori di lavoro ed all'INPS, e rilascio delle necessarie attestazioni, anche direttamente da parte del Servizio di Igiene, (3) i medici di medicina generale potessero accedere in tempo reale a consulenze e contatti professionali diretti con gli specialisti del Servizio di Igiene che sovraintendono a tutti gli interventi di prevenzione, rilevazione e monitoraggio della Sars-Cov-2 e che i contatti per via telematica (email) siano effettivamente agibili. È altrettanto importante che possano anche segnalare al Servizio Igiene i contatti stretti/persone a rischio non già in precedenza rilevate dallo stesso, (4) fossero convenzionati (con eventuale partecipazione alla spesa) gli accertamenti diagnostici da parte dei privati che, in quanto autorizzati, devono avere pieno riconoscimento ufficiale e sottostare agli obblighi di comunicazione previsti (5) fosse previsto l'obbligo di registrazione nel registro digitale di tutti gli accertamenti diagnostici di tutti i test effettuati (antigenici rapidi e molecolari nonché sierologici), compresi quelli non validati ufficialmente che come tali verranno registrati.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiesto a chi si poteva rivolgere una cittadina che non aveva ancora ottenuto il risultato del test di massa, e riferito che un cittadino di rientro da una zona a rischio con test valido era stato comunque mandato in quarantena. Ha inoltre detto che se si riesce a ridurre i contagi si dovrebbe poter tornare alla tracciabilità chiedendo come si intende procedere.
Franz Ploner (Team K) ha sostenuto che è vero che la quarantena viene gestita in modo molto diverso: i positivi ai test di massa sono dovuti restare in quarantena 10 giorni senza secondo test, mentre chi ha un test PCR positivo deve rifarlo dopo 7 giorni e in caso di nuova positività restare in quarantena 21 giorni. questo porta anche al rifiuto di farsi testare. Ci sono anche ritardi nei test con conseguenze sulla tracciabilitá. Problematica è anche  la certificazione di malattia.Tutte le strutture che partecipano ai test devono poter immettere i risultati nel registro. La mozione va sostenuta, ma il punto 2 è problematico.
Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) si è detta d’accordo con diversi punti della mozione, chiedendo votazione separata e rilevando anche disguidi nella comunicazione degli esiti dei test del fine settimana: alcune persone avevano ricevuto i risultati di altre. Ha invitato a prendere esempio dal sito del Ministero alla salute austriaco che dà informazioni molto chiare alla cittadinanza: per esempio, la pagina FAQ della Provincia dovrebbe essere strutturata dividendo le domande per settori.
Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha appoggiato il documento, ritenendolo molto puntuale. Il tema si collega anche a quello del registro vaccinale, per il quale anche è necessario un collegamento tra tutti i soggetti che eseguono le vaccinazioni. 
Gerhard Lanz (SVP) ha evidenziato che la mozione era stata presentata in un momento in cui la situazione era diversa. Ora ci sono state modifiche, sia nelle tempistiche che nella comunicazione delle informazioni, quindi essa non sarebbe stata sostenuta. In quanto ai singoli problemi dello screening di massa, va considerato che è stato organizzato in 10 giorni e vi hanno partecipato 350.000 persone: che ci siano degli errori è comprensibile.
L’ass. Thomas Widmann ha chiarito che il tracing è molto importante, tuttavia in Germania, Austria e Svizzera è stato abbandonato da tempo. In Alto Adige, sono 110 le persone assunte per rintracciare i contatti stretti, che sono tra i 20 e i 30 per contagiato, il che, all’aumentare dei positivi, diventa complicato in termini di informazione dei cittadini. È per questo che alcuni non sono stati subito informati della fine quarantena. Questa è una delle ragioni dello screening, cui hanno partecipato oltre 361.000 persone. Il sistema del contact tracing si vuole mantenere, anche se esso non è attuabile via messaggio, così come si intende migliorare i protocolli. Il primo giorno dello screening ci sono state 12.000 persone non immediatamente informate, ma lo sono state il giorno dopo, mentre il secondo e terzo giorno l’informazione è stata rapida; il 93% delle persone sono state informate entro poche ore. I protocolli, i più rigidi d’Europa, sono di competenza nazionale, in Austria la situazione è diversa, in Isvizzera si entra e esce dalla quarantena senza un test, mentre qui erano previsti due test negativi per uscirne. Ora la quarantena termina dopo 21 giorni per i sintomatici, dopo 10 per gli asintomatici, molti dei quali sono stati individuati con i test di massa. Se il numero di contagiati aumenhterá, bisognerámodificare i protocolli: in Isvizzera sono i contagiati a comunicare i loro contatti. In quanto al punto 3, i pediatri e i medici di medicina generale hanno giá  linee telefoniche dedicate, anche se all’inizio ci sono state delle incomprensioni. I risultati dei test svolti all’estero non sono sempre riconosciuti, in questi casi devono essere ripetuti in Italia presso strutture dedicate, i medici di base, le farmacie e le strutture che partecipano ai trattamenti, in provincia, sono accreditati e comunicano i dati. Molto di quanto chiesto nella mozione è già stato messo in atto, quindi essa è superata. Repetto ha  evidenziato una contraddizione nelle affermazioni del’assesore, che prima diceva che il tracing non era più attuale, poi sosteneva che grazie allo screening era possibile farlo in maniera migliore. Esso aveva quindi una sua funzione. Lo screening di massa aveva dato un quadro, ora serviva un ragionamento di trasparenza sulla quarantena, che va uniformata. In questo senso, la mozione è ancora attuale. Messa in votazione, tuttavia, la mozione è stata votata per parti separate e respinta: le premesse con 14 sì, 19 no e 2 astensioni, il punto (1) con 16 sì e 19 no, il punto (2) con 9 sì, 19 no e 7 astensioni, il punto (3) con 16 sì e 19 no, il punto (4) con 13 sì, 19 no e 3 astensioni, il punto (5) con 16 sì e 19 no.

È stata quindi discussa la mozione n. 355/20: Ordinanze in materia di Coronavirus (EMENDATA), con cui Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) evidenziava che l'attuale emergenza Coronavirus, oltre a rappresentare una grande sfida per il sistema sanitario e la politica, stava gravando pesantemente sul tessuto sociale e sui rapporti interpersonali. Le misure per la riduzione dei contagi erano necessarie, ma occorreva mantenere lo Stato di diritto e rispettare i diritti civili fondamentali, mentre invece molti cittadini, ma anche rappresentanti delle forze dell'ordine, facevano notare che le attuali ordinanze in materia di Coronavirus erano poco chiare o contraddittorie per alcuni aspetti e quindi non era chiaro che cosa fosse ancora permesso fare e cosa invece vietato. Al fine di non complicare inutilmente la vita ai cittadini, era quindi necessario apportare alcuni correttivi, prendendo esempio dalle norme adottate in altri Paesi: in Tirolo e nel Tirolo orientale, le visite a partner e famigliari stretti rientrano nelle deroghe per “situazioni di necessità fondamentali della vita quotidiana”; l'Austria di norma consente di incontrare persone provenienti da Oltrebrennero, ma questo non è previsto dall'attuale ordinanza della Provincia di Bolzano in materia di Coronavirus e ciò costituisce una chiara violazione del diritto UE; in Austria è stata emanata un'apposita disciplina per i cittadini che vivono da soli, ai quali è consentito incontrare una persona di riferimento esterna al nucleo famigliare, il coprifuoco notturno è stato ormai revocato ed è consentito stare all'aperto in qualsiasi momento per svolgere attività di recupero psicofisico, potendo uscire di casa per i motivi previsti senza restrizioni a livello comunale o di Länder. Il consigliere criticava inoltre l'imposizione di un raggio massimo per gli spostamenti e la necessitá di autocertificazione, pure non prevista in Tirolo, nonché le sanzioni, che apparivano a molti cittadini eccessive, eccessive, soprattutto perché spesso era difficile capire cosa è ancora permesso fare e cosa è invece vietato (per esempio, la mascherina scivolata sotto il naso, il consumo di una bevanda in luoghi pubblici), e ricordava la risoluzione approvata dal Parlamento europeo che rimandava agli effetti negativi delle chiusure delle frontiere per le regioni di confine e i frontalieri, chiedendo che i cittadini delle regioni di confine e i frontalieri fossero esonerati dalle misure sulla chiusura dei confini e le limitazioni disposte a livello statale a causa della pandemia, e chiedeva che il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano sostenesse la risoluzione del Parlamento europeo e si associasse ad esso nel chiedere che i cittadini delle regioni di confine e i transfrontalieri fossero esonerati dalle limitazioni statali alle frontiere, che il Consiglio incaricasse la Giunta di adeguare le ordinanze provinciali in materia di Coronavirus in modo da 1. consentire gli incontri con i parenti stretti non conviventi (genitori/figli, fratelli e sorelle e nonni); 2. consentire anche a livello transfrontaliero tutti gli incontri che già sono ammessi in provincia di Bolzano dalle ordinanze emergenziali in materia di Coronavirus, in conformità con le norme di diritto dell'Unione Europea; 3. prevedere una regolamentazione per le persone che vivono da sole, consentendo loro di incontrare almeno una persona di riferimento esterna al proprio nucleo familiare; 4. revocare il coprifuoco notturno consentendo così di uscire all'aperto in qualsiasi momento per svolgere attività volte al recupero psicofisico; 5. revocare le restrizioni a livello comunale; 6. abolire il raggio massimo per gli spostamenti consentiti all’interno del territorio comunale; 7. abolire le autocertificazioni; 8. invitare le forze dell'ordine a informare anzitutto i cittadini in caso di violazioni delle ordinanze in materia di Coronavirus e a sanzionarli solo se necessario.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha ritenuto che effettivamente i cittadini vorrebbero avere le possibilità elencate, ma i cambiamenti sono possibili sulla base di valutazioni scientifiche. Ora la situazione è uguale quasi ovunque, quindi i confini aperti non sarebbero un problema, ma bisogna valutare i casi in cui in alcune zone ci sono situazioni peggiori. Per risolvere la situazione il più presto possibile tutti devono rinunciare a qualcosa. la mozione non sarebbe stata sostenuta.
Per contrastare il Covid-19, ha detto Franz Ploner (Team K) sono state necessarie restrizioni mai viste prima, restrizioni di diritti fondamentali, e anche sanzioni importanti. I tribunali in Germania accolgono sempre di piú ricorsi che portano alla revoca di disposizioni. Si sta esagerando: non è possibile mandare in quarantena i diritti fondamentali, le relative ordinanze vanno verificate nella loro proporzionalità. La mozione sarebbe stata sostenuta.
Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha ricordato che la Provincia non può interferire nelle normative quadro in cui si inseriscono le misure provinciali. Gli enti territoriali possono procedere con maggiori restrizioni delle disposizioni nazionali, non con minori. La mozione interviene anche su materie non prerogative della Provincia, come gli spostamenti internazionali. La mozione contiene dei punti significativi, ma nel complesso non può essere accolta; alcune misure citate inoltre sono vgiá state rimosse, come il raggio dei 100 metri. 
Josef Unterholzner (Enzian) ha suggerito ulteriori punti da esaminare, oltre a quelli della mozione, per esempio di divieti di visita nelle case di riposo, invitando a mantenere un occhio critico sulle decisioni prese, i loro effetti e le loro conseguenze. Bisogna chiedersi se non creano piú danni che vantaggi. è vero che la Provincia fa il possibile, ma essere positivo non significa diffondere la malattia, e bisogna valutare con realismo gli interventi. Molti di essi sono incomprensibili alla popolazione. 
Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit), cofirmataria, ha ribadito: i cittadini, che hanno la possibilitá di informarsi sulle basi scientifiche e su quanto avviene in altri Paesi, non capiscono più certe restrizioni, perché non sono logiche, e si arrabbiano. Con le aperture di lunedì, si ripresenteranno i problemi della primavera, per esempio con l’impedimento delle visite ai parenti. Certe decisioni limitano i diritti fondamentali, e decisioni di revoca sono state adottate dai Tribunali in Austria. le decisioni difficili possono essere necessarie, ma vanno motivate. 
Gerhard Lanz (SVP) ha ricordato che ieri si faceva appello alle giustificazioni degli esperti, e proprio gli esperti erano coloro che invitavano a limitare i contatti al minimo. Le regole vanno conosciute e rispettate, le sanzioni arrivano se non si rispettano. Con certe mozioni si crea il panico tra le persone, non è vero che non si possono visitare i genitori anziani: l’ultima ordinanza prevede tutt’altro. Il tema dei confini non è competenza dell’Alto Adige, che in quanto zona rossa ha restrizioni aggiuntive. I consiglieri hanno il compito di dire chiaro e tondo qual è la situazione.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha chiarito a Urzì che ora le Regioni possono prevedere anche norme meno rigide, d’intesa col Ministero della Salute; inoltre, nei decreti del presidente del Consiglio dei Ministri c’è sempre un riferimento alle peculiarità dell’Autonomia altoatesina. La mozione parte dalla premessa sbagliata che le ordinanze provinciali non rispetetrebebro la normagtiva europea, ma è vero il contrario. La Provincia non puó disciplinare le relazioni con altri Stati. o gli spostamenti tra regioni italiane. Non c’è chiarezza in merito alla domanda se le disposizioni relative allo spostamento tra le regioni, previste da DPCR, possano influenzare anche i passaggi oltre confine, perché potrebbe violare la normativa UE. Bisogna fissare alcune norme fondamentali e comunicarle bene, presentare casi specifici causa confusione, e comunque essi vengono chiariti anche nelle FAQ. Nelle prossime settimane la nuova ordinanza dará maggiori libertà, ma bisognerà continuare a essere prudenti osservando le regole di protezione. Nel prendere le decisioni, c’è sempre una valutazione dei pro e contro, riflettendo su come è possibile proteggere il sistema sanitario evitando però i danni, a confronto con gli esperti scientifici. Knoll ha fatto riferimento di nuovo alla recente risoluzione del Parlamento Europeo, aggiungendo che le proposte della mozione sono giá realtà in tanti altri Austria, sostenute dal Ministero dei Verdi. Ha riferito di nuovo del caso di una signora cui era stato impedito di andare a trovare l’anziano padre; un'ordinanza provinciale rispetterebbe la risoluzione del Parlamento Europeo, se lo Stato non è d’accordo puó impugnare. Il consigliere ha chiesto votazione per parti separate.
Dopo un’interruzione di pochi minuti chiesta da Gerhard Lanz (SVP), lo stesso ha comunicato che il suo gruppo avrebbe accolto il punto (1). La mozione è stata quindi votata per parti separate: le premesse respinte, il punto (1) accolto con 27 sí e 5 astensioni,gli altri punti respinti.

 

(MC)