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Consiglio | 04.02.2020 | 16:43

Lavori Consiglio: Interrogazioni su temi d’attualità - 3

Poste da consiglieri alla Giunta provinciale, riguardavano gli alloggi per il ceto medio, l’accesso all’edilizia abitativa agevolata, gli accordi finanziari con lo Stato, parcheggi alla stazione di Ponte Gardena. Terminata la discussione delle interrogazioni, avviato l’esame delle proposte delle opposizioni.

Dalla stampa risulta che il programma di alloggi per il ceto medio varato dalla GIunta provinciale è stato dichiarato fallito: Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha chiesto quanti alloggi si intendeva realizzate e quanti sono stati realizzati, quante domande sono state presentate e quante soddisfatte, perché il progetto è fallito, se si intende abbandonarlo o ripresentarlo, se c’era una definizione esatta di ceto medio e se sarà riformulata. L’ass. Waltraud Deeg ha chiarito che erano stati previsti 1.000 alloggi, 700 per Comuni con più di 10.000 abitanti, e che a dicembre 2019 ne erano stati costruiti 400, per varie ragioni. Nel 2010 lei era responsabile per l’edilizia agevolata a Brunico, dove avea comunicato il programma insieme all’ass. Tommasini davanti a una sala piena: “Alla fine, le organizzazioni interessate erano zero”. A Brunico si trattava anche di un problema di metratura: 80 mq non erano sufficienti per le molte famiglie con bambini, pertanto molti avevano poi scelto l’edilizia agevolata. Bisogna poi far riferimento alla questione fiscale: trascorre molto tempo prima di diventare proprietari, e questo è penalizzante a livello fiscale. Anche il programma per l’affitto non è stato accolto molto bene, per esempio perché dopo 10 anni bisogna lasciare l’alloggio. Il consigliere ha auspicato che si pensi a soluzioni innovative, che sblocchino il mercato degli affitti e la flessibilitá della casa, in una direzione più aperta  e moderna. 

Secondo Sven Knoll (STF) a molte famiglie è precluso l’accesso all’edilizia abitativa agevolata, e ha portato il caso di una coppia che disponeva solo di uno e non di due stipendi: egli ha chiesto se non è opportuno rinunciare al riferimento al minimo vitale valutando i singoli casi e se intende portare modifiche in questo senso alla legge. L’ass. Waltraud Deeg ha riferito che si valutano anche i singoli casi e non si parte più dal presupposto del minimo vitale, che sarà eliminato. Attualmente si valuta anche il reddito minimo, un parametro sensato che va mantenuto: negli ultimi 10-20 anni ci sono state molte lacune perché molte persone non sono state capaci di coprire i costi, quindi è importante che sia richiesto un reddito minimo. Prima di fare una richiesta, devono inoltre usufruire di una consulenza qualificata. Knoll ha invitato a considerare con attenzione anche la situazione di richiedenti di una certa età, per i quali restituire il debito può essere un problema. 

Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha fatto riferimento alle osservazioni del ministro Boccia sugli accordi finanziari Stato-Provincia. L’accordo prevede che la Provincia di Bolzano dal 2017 fino al 2022 ogni anno debba versare una quota pari a 477,2 miliardi di euro. Il 22 ottobre del 2019 la Giunta provinciale ha stabilito l’ammontare della quota per l’anno finanziario 2019: 353.379.014 euro provenienti dal proprio bilancio e 97.317.915 euro versati dalla Provincia di Bolzano tramite il bilancio della regione Trentino-Alto Adige. In tutto parliamo quindi di una cifra pari a 450.696.929 euro. Il consigliere ha chiesto qual è la quota annuale che viene versata allo Stato sin dal 2014, se dal 2014 sono state apportate delle variazioni alle somme stabilite nell’accordo finanziario e, se sì, a quali avvenimenti sono da attribuire queste variazioni. Ha segnalato poi che l’’articolo 12 dell’accordo finanziario indica che a partire dal 2023 il contributo da versare – fatti salvi i 905 miliardi, vale a dire l’importo totale previsto – viene ridefinito di anno in anno e che la somma da versare da ciascuna delle due province viene stabilita in base alla quota del PIL provinciale in confronto al PIL regionale, e chiesto in base a quali informazioni si sostiene che l’accordo finanziario non abbia data di scadenza e che non venga ricalcolato dopo il 2023. Infine, come descritto dall’articolo 12, a partire dal 2023 la quota da versare verrà ricalcolata, fatti salvi i 905 miliardi finora concordati: questo articolo lascia veramente dei dubbi sul fatto che a partire dal 2023 aumenteranno i contributi da versare all’erario? Il pres. Arno Kompatscher ha segnalato che con l’Accordo finanziario del 2014 sono state inserite disposizioni nello Statuto di Autonomia, che non possono essere modificate senza l’accordo della Provincia autonoma di Bolzano. Dal 2018 al 2022 è previsto un contributo di 905 Mio. €, una parte a carico della Regione e una parte a carico delle Province; c’è inoltre un calcolo sul PIL, e il PIL della provincia di Bolzano è cresciuto più di quello trentino. È previsto che dal 2023 l’importo totale verrà ridefinito, in base all’importo dell’anno precedente: se lo Stato avrà maggiori tassi d’interesse, esso aumenterá, ma negli ultimi anni sono stati molto bassi. L’Alto Adige ha pagato ogni anno 476-477 milioni. Sono stati pagati 25 milioni in più in deroga, ma sono stati rimborsati. La Corte costituzionale ha riconosciuto che non sono possibili modifiche unilaterali a questo sistema.

La stazione di Ponte Gardena viene utilizzata da molte/i pendolari, ma anche da chi prende il treno soltanto occasionalmente. Il bacino di utenza è ampio, e spazia da Laion a Gardena, includendo anche Castelrotto e Barbiano; da anni si sollecita i responsabili a risolvere il problema urgente della mancanza di parcheggi a Ponte Gardena, perché soltanto chi al mattino prende uno dei primi treni riesce a trovare un parcheggio, e chi arriva dopo nel peggiore dei casi è costretto a proseguire per Bolzano con la macchina. Lo ha segnalato Hanspeter Staffler (Gruppo Verde), ricordando che gli enti provinciali competenti continuano a obiettare che per andare in stazione le persone interessate dovrebbero utilizzare mezzi di trasporto pubblici come gli autobus: in zona ci sono però molti insediamenti sparsi e masi isolati, che non dispongono o non dispongono di sufficienti collegamenti autobus. La Giunta, ha aggiunto il consigliere, ha anche sottolineato a più riprese, che il parcheggio esistente non è sufficiente soltanto perché gli abitanti di Ponte Gardena lo usano come parcheggio di lunga sosta. Egli ha quindi chiesto se la Giunta è a conoscenza del problema, se è vero che sull’areale ferroviario era stato previsto un progetto di ampliamento del parcheggio, ma che questo è stato abbandonato per via della tratta di accesso BBT e cosa intende fare la Giunta per riservare i parcheggi di Ponte Gardena in primis per i pendolari che vanno al lavoro in treno. La Giunta È a conoscenza del problema, ha risposto l’ass. Daniel Alfreider, ricordando che si era più volte intervenuti per ampliare il parcheggio esistente, creando 20 nuovi posti su un terreno aggiuntivo. È vero che molti cittadini lo usano come parcheggio di paese, ma i 20 posti aggiuntivi hanno ampliato l’offerta. Altri terreni non sono disponibili, perció resta solo la possibilitá di alzare o di creare un parcheggio sotterraneo. In tutta la provincia si è cercato di organizzare meglio i parcheggi esistenti, a favore dei pendolari, digitalizzando e collegando le informazioni con l’Alto Adige Pass: oggi si avvia il progetto pilota a Marlengo. 

Questa era l’ultima interrogazione su tema d’attualità. Il plenum ha quindi avviato l’esame delle proposte delle opposizioni.

(MC)