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Consiglio | 27.11.2019 | 17:13

Animali da circo, Incentivi per i giovani che scelgono di studiare medicina, culle per la vita

Prosegue in Consiglio provinciale la trattazione delle mozioni e dei voti all'ordine del giorno.

I lavori del Consiglio provinciale sono ripresi con la trattazione della mozione n. 201/19: Stop agli animali nei circhi in Alto Adige/Südtirol.
L'assessore Arnold Schuler vede nella mozione due problemi che sono stati affrontati anche nel corso del dibattito. Da un lato, con l'applicazione integrale di questo testo, il dressage e altre attività animali sarebbero vietate. D'altra parte i sindaci sono responsabili delle autorizzazioni ed esiste un problema di competenza. Potrebbe anche immaginare di limitare il circo agli animali domestici e di escludere gli animali selvatici. Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha spiegato che si tratta di tutti gli animali perennemente in viaggio, in particolare nei circhi. Ha quindi criticato la posizione della maggioranza che parla di competenze.  Ha chiesto, avendo rilevato che sostanzialmente vi fosse una condivisione di sensibilità sugli animali da circo, un voto unanime come segnale in questa direzione. Ha rinviato dunque la trattazione per poter modificare il dispositivo.

La mozione 203/19, a firma Sven Knoll e Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) chiede alla Gunta di adottare misure affinché più giovani della Provincia di Bolzano studino medicina, specializzandosi poi nelle discipline dove la carenza di medici è maggiore.
Sven Knoll ha spiegato che molti studenti di medicina non rientrano in Alto Adige dopo la formazione e molti professionisti lasciano la provincia in cerca di condizioni di lavoro migliori. Ha detto che, visto che gli esami di maturità si svolgono tardi, c'è spesso poco tempo per gli studenti per prepararsi ai test di ingresso. Sul problema, ha chiesto che nei programmi scolastici sia implementata la conoscenza dei temi che possano agevolare chi decide di iscriversi a medicina. Inoltre ha spiegato che sussiste il problema della lingua e ha chiesto che vi sia la possibilità di corsi di formazione intensiva retribuita. Per gli studenti ha invitato la Giunta a prevedere borse di studio che invoglino a scegliere questo percorso di studi.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha detto che occorre fare una votazione per punti separati. In particolare, ha spiegato, il punto 3 e 4 del dispositivo lo irritano: sul punto terzo ha detto che non ritiene giusto sostenere un profilo professionale a scuola, mentre gli altri vengono lasciati da parte. Anche sul punto quarto ha rilevato come concentrare la formazione scolastica per coloro che vogliono studiare medicina andrebbe a scapito di altre professioni dove vi è uguale carenza. Ha detto che occorre rendere più attrattiva l'Azienda sanitaria, perché ad oggi sono più attrattive Austria e Germania. Inoltre ci sono requisiti necessari, come il bilinguismo, più esigenti. Infine ha rilevato come vi siano pochi posti per la specializzazione.
Anche Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha detto che occorre sapere in quali parti del territorio vi sono carenze e di quali professionalità. Ha detto che prevedere incentivi solo per coloro che scelgono medicina, non sono sufficienti. Occorre offrire incentivi finanziari anche per altre professioni, come per gli infermieri. Anche sul punto quarto ha rilevato che insegnare in quinta superiore nozioni per superare il test di ingresso a tutti non sia giusto. Ha detto che andrebbero insegnati solo a chi è interessato.
Alessandro Urzì (L'Alto Adige nel cuore - Fratelli d'Italia) ha dichiarato voto contrario perché questa mozione senza entrare nel merito del testo. Ha sollevato la questione del cambiamento linguistico avvenuto con l'emendamento sostitutivo della mozione, consegnata nella mattina, dove “Alto Adige” è stato sostituito da “Sudtirolo”.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha parlato anch'egli di punti problematici, in riferimento in particolare al terzo e quarto. Ha detto che vi sono carenze in molti ambiti e dedicare risorse solo alle professioni mediche sarebbe inopportuno. L'Alto Adige ha una situazione fortunata dal punto di vista delle attrattive turistiche, ma per essere attrattivi occorrono alloggi e servizi che permettano alle persone di scegliere di venire a vivere in Alto Adige, non solo in ambito medico ma anche in altri settori.
A favore della mozione Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle), che ha però ha sollevato perplessità sul punto 5 e ha chiesto la votazione per punti separati.
Gerhard Lanz (SVP) ha detto che l'azienda alla quale affidiamo oltre un miliardo di euro sappia guardare in avanti e abbia le capacità di gestire queste carenze. Non è sensato proporre alle scuole corsi specifici, perché la carenza di lavoratori la avvertiamo in molti ambiti. Siamo convinti che la struttura sanitaria sia attrezzata molto bene e siano presi provvedimenti necessari.
L'assessore Thomas Widmann ha ricordato quanto detto nella mattinata sulla carenza dei medici. Ha detto che su alcuni punti potrebbero essere d'accordo se formulati diversamente. Non parlerebbe di borse di studio, ma la Provincia ha già iniziato a prevedere degli incentivi per la specializzazione e ha detto che con la formazione in Austria i posti sono arrivati a 110. La Giunta sta elaborando un modello in base al quale sarà possibile ampliare il numero di posti disponibili per la formazione. Ci sono piani specifici che indicano a quanto ammonta annualmente il fabbisogno per le categorie di medici. Di fronte a questa carenza di medici e infermieri non è pensabile di risolvere con una sola proposta. Ha detto che prima o poi sarà possibile risolvere questa carenza. Ha detto che il problema degli infermieri è ancora più grande che non quello dei medici.
L'assessore Philipp Achammer ha detto di condividere le critiche ai punti 3 e 4: non è pensabile indirizzare gli studenti verso una certa direzione. Se qualcuno ha fatto una certa scelta di scuola, non possiamo pensare di fare una formazione uguale per tutti. Esistono corsi preparatori per i test di ingresso per gli studenti e non è possibile pensare di preparare gli studenti per un solo percorso.
Sven Knoll (STF) ha detto che ciò che viene insegnato nelle lezioni di fisica a scuola non è sufficiente per i test di ingresso. Non diciamo di insegnare materie specifiche, ma di proporre nozioni per far sí che non siano svantaggiati. Non vogliamo concentrarci troppo sulle borse di studio, ma era solo una idea per agevolare chi sceglie questa professione. Sappiamo che in Austria i medici sono pagati meglio e che viene loro offerto un alloggio. Se non riusciamo a rendere attrattiva questa Provincia i medici andranno all´estero. Se noi formassimo meglio i giovani, forse potrebbero decidere di iscriversi a medicina.
Dopo una breve sospensione, l'assessore Thomas Widmann ha detto di non essere favorevole alla mozione. Il testo, votato per punti separati ha visto le premesse bocciate con 12 voti a favore e 19 contrari. Punto 11 voti favorevoli, 20 contrari 1 astenuto. Uguale risultato per il punto 2. Punto 3 respinto con 3 favorevoli, 22 contrari e 7 astenuti, punto 4 respinto con 3 favorevoli, 27 contrari 2 astenuti, punto 5 resspinto con 12 favorevoli e 20 contrari. Infine il punto 6 è stato respinto con 12 favorevoli e 20 contrari.

Punto successivo all'ordine del giorno, la mozione n.166/19, presentata dai consiglieri Ulli Mair e Andreas Leiter Reber (Die Freiheilichen) sul tema delle Culle per la vita. La consigliera Mair ha spiegato che la mozione è nata dopo aver letto del ritrovamento del cadavere di un neonato in Alto Adige. Ha detto che le “culle per la vita” esistono già in Germania e in Svizzera e ha ricordato che queste strutture potrebbero aiutare le madri. Ha ricordato che esistono anche aspetti negativi, per esempio che chi viene affidato a queste strutture non potrà mai sapere chi siano i genitori. Ha ricordato che già ora esiste la possibilitá di partorire anonimamente e che vi sono già iniziative che aiutano le donne in difficoltà. Ha però detto che si tratterebbe di aiutare una persona in difficoltà e salvare un bambino, per garantirgli una vita in dignitá all'interno di una famiglia adottiva. Esiste la possibilità per le madri la possibilitá di rimanere anonime per tutta la vita, scegliendo entro dieci giorni e da un punto di vista legale le stesse tempistiche potrebbero essere adottate anche per le “culle per la vita”. Ha detto che il punto 1 è stato modificato, prevedendo di “valutare come sia la situazione in Austria e Germania e la situazione giuridica in Italia”.
Magdalena Amhof (SVP) ha detto che sarebbe una proposta da valutare. Non esistono dati affidabili, anche se in Svizzera vi sono uno o due bambini all'anno sono stati affidati. In Alto Adige esiste già la possibilità di partorire in anonimato, ma manca la conoscenza di questa possibilità. Ha detto che se anche viene messa in campo la “culla per la vita”, allora occorre che sia fatta una maggiore pubblicità. Ha detto che esiste la possibilitá di mantenere l´anonimato per tutta la vita ma anche di ripensarci entro un anno. Ha detto di aver effettuato una ricerca che evidenzia la necessità che le madri si congedino dal bambino anche con una lettera che ne spiega le motivazioni, per evitare un trauma.
Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha detto di essere a favore della mozione: se anche un bambino viene salvato da questa “culla per la vita” è giá un successo. È giusto che le informazioni arrivino alla popolazione e che le persone interessate siano a conoscenza di queste possibilità attraverso opuscoli o altro.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha detto che si tratta di una materia difficile della quale parlare. Ha detto che questa proposta rappresenta l'ultimo anello di una catena molto complessa. Ci si chiede se questa “culla per la vita” venisse istituita, vorrebbe dire che tutto il resto ha fallito. Esiste la possibilitá del parto anonimo e ci sono donne che non lo sanno: occorre pensare a come informare. Ha detto di non pensare che la “Culla per la vita” sia la soluzione ma si deve capire cosa fare per evitarlo. Questo metodo può essere una soluzione aggiuntiva, ma non la soluzione e per questo ha annunciato voto contrario”.
Paul Köllensperger  (Team K) ha spiegato il funzionamento delle “culle per la vita” in Germania e ha ricordato che si tratta di una soluzione per le madri che non possono occuparsi di un figlio. Prima di instaurare le culle per la vita occorre un quadro giuridico definito. Si può partorire in modo anonimo in Italia, ma non un quadro giuridico che va risolto prima. Un bambino ha il diritto di sapere chi siano i propri familiari. Le culle per la vita potrebbero evitare che questi bambini siano uccisi. Le donne che ammazzano i propri figli non utilizzerebbero le culle per la vita perché si trovano evidentemente in situazioni estreme. Ha detto che potrebbe approvare la mozione se ci fosse un chiarimento giuridico prima.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha ricordato la situazione delle madri che sono costrette ad abbandonare i propri figli, spesso con storie di vita drammatiche alle spalle. Ma chi fa queste scelte non va dal ginecologo o dall'assistente sociale. È triste che si debba parlare di questo tema ma fa parte della nostra vita. Anche Mosè, nella Bibbia, è stato abbandonato in questo modo. In Svizzera vi sono stati 23 casi di questo tipo.
Anche per Alessandro Urzí (Alto Adige nel Cuore - Fratelli d'Italia) si tratta di un ultimo anello. Occorre, per lui, un lavoro su tutte le azioni possibili da fare a monte per evitare che si arrivi a questo punto. Ha detto che occorre concentrarsi sul rispetto per la vita, ma anche per l'unitarietà del rapporto tra madre e figlio e al complesso dei genitori. C'è bisogno, ha detto, che l'istituzione pubblica faccia il possibile che le situazioni di degrado in cui si generano questi casi, siano eliminate. Ha detto che la mozione dovrebbe mettere il rilievo le priorità per evitare che si debba ricorrere a questa ultima possibilità.
Carlo Vettori (Lega Salvini Alto Adige Südtirol) ha detto di votare convintamente a favore della mozione perché quando si può salvare una vita e si riesce, anche con misure emergenziali come questa, a soccorrere un bambino, queste proposte siano da accogliere.
Sven Knoll (STF) ha ricordato come nel passato una donna incinta o con un figlio non sposata, rappresentasse un problema di esistenza. Esiste un problema giuridico, il diritto della discendenza, ma che in questo consenso va valutato il diritto alla vita. Se questa soluzione non esiste, allora c'è maggiore possibilità che il bambino sia ucciso. Non è che una mamma necessariamente metta il bambino nel proprio Comune. Magari è una donna del Trentino, metta il bambino in una culla a Bolzano per non essere riconosciuta. Si tratta di donne disperate per arrivare ad uccidere un bambino. Se abbiamo la possibilità di dare una opportunità ad una donna di mantenere in vita un bambino, penso che sia un dovere morale.
Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha ricordato che questa forma di salvaguardia della vita del bambino era in vigore fino all'800 in tutta Europa e poi è andata graduamente sparendo ed è rimasta in vigore dove vi è un alto tasso di infanticidio, coem Afghanistan. Ha detto di temere che per certe situazioni, come l'immigrazione in clandestinità, possa essere una via maestra. Ha detto che si dovrebbe favorire il parto in anonimato attraverso servizi a bassa soglia che raggiungano anche quelle persone. Esistono - ha ricordato - servizi che garantiscono anonimato anche per chi si trova in queste situazioni. Ha detto che riaprire “la ruota degli esposti” non rende giustizia al livello di civiltà alla quale siamo arrivati.
Sull'ordine dei lavori, Alessandro Urzì (Alto Adige nel Cuore - Fratelli d'Italia) ha rilevato come vi siano titoli diversi nelle due traduzioni e ha sollevato il problema di forme diverse di descrizione del tema. Ha annunciato che presenterà documenti con testi diversi.
La vicepresidente Rita Mattei, che presiedeva il Consiglio, ha specificato che si tratta di una traduzione pertinente.
L'assessore Thomas Widmann ha parlato di un tema molto toccante. Dopo aver fatto una ricerca, ha detto che questa dovrebbe essere l'ultima possibilità, perché esiste già la possibilità di partorire in anonimato. Ha detto che è giusto che sia vagliata la situazione giuridica e che sia giusto, fatte le necessarie verifiche, dare l'assenso a questa mozione. Ulli Mair (F) ha detto che non si tratta della panacea, della soluzione. La culla della vita - ha detto - non puó evitare tutti gli aborti e che occorre valutare tutti i casi. Ma ci sono donne che, per tante diverse motivazioni, si trovano in questa situazione. E se anche in dieci anni viene abbandonato in una “culla” il bambino, allora è giusto farlo. Io non condanno una donna che decide di fare questa scelta, ma occorre fare in modo che sia data la possibilitá di vivere a un bambino. La Provincia può anche fare opuscoli, ma se non si è nelle condizioni di vederli o non sa nulla di queste opportunitá, allora la Culla per la Vita puó essere una possibilità. La mozione è stata approvata con 28 sì, due no e due astensioni.

(MNP)