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Consiglio | 10.10.2019 | 13:07

Lavori Consiglio: Scuola digitale

Approvata una mozione della SVP per un piano per l’educazione e la formazione digitale.

Inaugurando nella tarda mattinata di oggi lo spazio riservato alla maggioranza, Magdalena Amhof (SVP) ha presentato la mozione n. 161/19: #scuoladigitale - al passo con i tempi, con la quale, sottolineando che la digitalizzazione è la parola d’ordine dei nostri tempi ed è sinonimo di efficienza, sistemi all’avanguardia, flessibilità, capacità di affrontare le sfide future, nonché che la rivoluzione digitale si ripercuote su tutti i settori della vita, e che in questo ambito l’Alto Adige – come anche numerosi altri Paesi – deve recuperare molto, creando i presupposti per preparare i giovani alle sfide future, chiedeva di incaricare la Giunta di effettuare un sondaggio sulla dotazione informatica delle scuole altoatesine e, in base ai risultati emersi, elaborare entro un anno, in collaborazione con il corpo insegnante, i rappresentanti dei genitori, gli alunni e le alunne nonché gli esperti informatici, un piano per l’educazione e la formazione digitale presso le scuole dell’Alto Adige, provvedendo alla sua attuazione; di preparare il corpo insegnante all’uso nell’insegnamento delle moderne attrezzature informatiche sia a livello teorico che pratico, mettendo loro a disposizione il tempo, il know how e il materiale necessari. 

Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha invitato a considerare gli aspetti della sostenibilità, domandandosi se è sempre necessario il wi-fi o se non è possibile procedere via cavo, e della democrazia nel mondo digitale, concetto che è in stretto collegamento con quello di open source e con la valutazione dei rischi. Se i giovani vengono abituati a usare solo una parte del mondo digitale e solo con un certo tipo di software, rimarranno in un mondo un po’ limitato e monopolizzante.
Se si vuole restare al passo coi tempi, anche nel mondo economico, bisogna essere sempre consapevoli delle sfide digitali, ha detto Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen). Questo mondo si sviluppa molto velocemente, e vanno promossi formazione e aggiornamento professionali degli insegnanti. Quanto proposto va bene, non basta: va elaborata una strategia completa insieme agli operatori economici della provincia per capire cosa realmente serve.
Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha annunciato sostegno, invitando a considerare anche un altro aspetto, ovvero che la quota delle donne che opera nel settore matematico e tecnico è venuta meno, così come l’interesse delle ragazze in questo senso. È necessario operare per risvegliarlo e spingere anche le ragazze a svolgere queste professioni, ricoprendo profili professionali nuovi.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha condiviso le premesse della mozione, ritenendo però che nella parte dispositiva mancasse un atteggiamento critico sugli sviluppi del digitale. I giovani vanno accompagnati in un futuro libero da una monocultura del digitale, ma, al contrario, ora si vuole rinunciare nelle scuole italiane al progetto Fuss basato su open source.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha fatto riferimento al fatto che i genitori danno strumenti digitali in mano a bambini piccolissimi, per evidenziare come si sia in ritardo. Anche dal punto di vista ambientale, la diffusione di questi strumenti è altamente problematica: si protesta per il clima ma nessuno rinuncia al proprio cellulare. Bisogna partire dai genitori, intervenire sugli alunni è una mossa in ritardo; il sapere analogico non deve essere sostituito da quello digitale. La STF si sarebbe astenuta.
Paul Köllensperger (Team Köllensperger) ha sostenuto la mozione, aggiungendo che l’hardware delle scuole è inadeguato, e che passando da Fuss a Microsoft si scoprirà che Windows 10 non è compatibile con i PC a disposizione. L’educazione digitale dovrebbe rientrare nel più ampio contesto dell’educazione civica, che dovrebbe insegnare anche a valutare le fonti digitali e a far capire che nulla è gratis.
Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha fatto riferimento ai pericoli connessi: se tutto fosse essere collegato via cavo darebbe subito il suo assenso, ma bisogna valutare anche i rischi dell’esposizione alle radiazioni. I bambini hanno bisogno anche di un’educazione analogica, imparano anche da comportamenti, gesti, vicinanza. un ulteriore pericolo relativo all’uso del PC è la permanenza in posizione seduta e la riduzione del movimento.
Helmut Tauber (SVP) ha fatto riferimento ai molti laptops e tablet dei consiglieri, che evidentemente non hanno paura delle radiazioni. Le scuole hanno bisogno di un’attrezzatura digitale aggiornata, così come di nuovi programmi. Ovviamente c’è bisogno di sviluppare anche la lezione analogica, tuttavia non bisogna perdere la chance a disposizione, anche perché i bambini imparano volentieri in modo digitale.
L’ass. Philipp Achammer ha invitato a seguire una sana via di mezzo, senza dimenticare un confronto critico, che fa parte del rapporto con i media digitali. Attualmente la dotazione informatica delle scuole non è allo stato più attuale, da 4 anni l’attrezzatura non viene sostituita, e spesso gli scolari portano i loro apparecchi, che sono più aggiornati. Ora è stato elaborato un concetto, che sarà completato con quanto previsto da questa mozione: 5 insegnanti saranno destinati alle diverse scuole per dare un sostegno digitale, e a questo si aggiungerà l’appoggio della Ripartizione pedagogica. La Provincia appoggia anche un’iniziativa per avvicinare le ragazze alle professioni digitali.
Sulla necessità di sensibilizzare i ragazzi a un utilizzo corretto degli strumenti digitali si è detto d’accordo l’ass. Giuliano Vettorato, raccogliendo l’appello di Knoll. Egli ha quindi invitato tutti i genitori a far fare sport ai ragazzi, perché abbiano connessioni reali. Il testo della mozione cade a fagiolo, perché la scuola italiana è in fase di analisi, e quanto richiesto lo sta facendo. Si sta analizzando la scelta del software libero, con un tavolo tecnico e un sondaggio tra gli attori interessati, e in quanto alle dotazioni si conferma che l’hardware non è aggiornatissimo. Se proseguire con Fuss o un altro software non è ancora stato deciso, ma in ogni caso saranno implementati i corsi di formazione per gli insegnanti, perché siano più partecipi e presenti, e si punterà a un grado di preparazione adeguato al mercato del lavoro.
Magdalena Amhof ha replicato che la digitalizzazione ha sempre due facce, tuttavia c’è sempre una via di mezzo. La scuola non deve essere esclusivamente digitale, “abbiamo bisogno anche di quella analogica: leggere un libro è diverso che leggere sul tablet, molti studi per esempio dimostrano che si ricorda di più”. Vero è anche che non tutto può essere delegato alla scuola, così come gli insegnanti non possono essere lasciati soli, devono essere informati su tutto quanto è a disposizione nel mondo digitale. Proprio per questo servono l’analisi e il piano proposto. In quanto alla democrazia, la mozione non si concentra su un’unica strada.
La mozione è stata approvata con 25 sì e 6 astensioni.

Helmuth Renzler (SVP) ha quindi presentato la mozione n. 162/19, che verrà discussa nel pomeriggio.

 

 

 

(MC)