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Consiglio | 21.10.2021 | 15:24

Seduta congiunta: Regolamento, giovani, lupo - CON FOTO

Inaugurati ad Alpbach i lavori della Dreier Landtag, che celebra i 30 anni dalla sua costituzione: discusse le 3 mozioni di base.

Link foto: https://www.flickr.com/photos/landtagconsigliocunsei/ (Consiglio/Werth) https://we.tl/t-iKaBDrUmIA (Tiroler Landtag/Sedlak)

“Da ormai 30 anni i 3 Consigli provinciali si incontrano, insieme con i rappresentanti del Landtag del Vorarlberg, per trattare temi comuni transfrontalieri. Molto è stato fatto nel tempo, molto è stato deciso e attuato, sempre concentrandosi su ciò che è comune e su ciò che promuove la regione comune”: così la presidente del Landtag Tirolo Sonja Ledl-Rossmann ha aperto questo pomeriggio nel Congress-Centrum di Alpbach, in Tirolo, la Seduta congiunta a 30 anni dalla sua costituzione. Salutando i consiglieri e le consigliere provinciali delle assemblee elettive di Tirolo, Provincia autonoma di Bolzano e Provincia autonoma di Trento, con i presidenti Rita Mattei e Walter Kaswalder, i tre presidenti di Provincia Günther Platter, Arno Kompatscher e Maurizio Fugatti e le rispettive Giunte, nonché il sindaco di Alpbach Markus Bischofer, Ledl-Rossmann ha quindi introdotto la prima giornata di seduta. Facendo riferimento ai lavori preparatori e alla Commissione interregionale riunita a Bolzano, ha chiarito che l’ordine del giorno da questa definito conteneva 20 mozioni, suddivise nei temi “Mozioni di base”, “Turismo”, “Salute”, “Società”, “Arte e cultura”, “Traffico”.

Le proposte di mozione.

Mozioni di base.

Con la mozione 1, Modifiche al Regolamento per la seduta congiunta e al Regolamento per la Commissione interregionale delle tre assemblee legislative, presentata dai presidenti dei tre Consigli regionali Sonja Ledl-Rossmann (Landtag Tirol), Rita Mattei (Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano) e Walter Kaswalder (Consiglio della Provincia autonoma di Trento) insieme al vicepresidente dell’assemblea altoatesina Josef Noggler, si ricordava che i Regolamento di Seduta congiunta e Commissione interregionale erano invariati dal 1998, escluso qualche piccolo correttivo, e che già in occasione del Dreier Landtag del 2019 a Merano si era convenuto di ridurre il numero di proposte di mozione a un massimo di sette per ciascuna assemblea legislativa e di armonizzare i tempi degli interventi. Si evidenziava poi che l'assemblea legislativa del Land Tirolo ha istituito nell'aprile 2021 un team Euregio, e si proponevano le seguenti modifiche al Regolamento per la seduta congiunta e al Regolamento della Commissione interregionale: utilizzare un linguaggio rispettoso dei generi, ridurre il termine per la presentazione delle proposte alla commissione interregionale al fine di agevolarne la traduzione, limitare a 7 il relativo numero per Consiglio, prevedere il  consenso della prima firmataria/del primo firmatario per gli emendamenti alle proposte di mozione giá in fase di presentazione, formalizzare la prassi attuale secondo cui la/il Presidente del GECT trasmette alla/al Presidente di turno della seduta congiunta la relazione sullo stato di attuazione delle mozioni approvate.
Sophia Kircher (VP) ha chiesto sostegno alla riforma, che non era da confondere con quella del GECT, mentre Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha rilevato un problema politico: determinati consiglieri non hanno mai la possibilità di presentare mozioni, mentre andrebbe rappresentata la molteplicitá dei rappresentanti nel Dreier Landtag. Andrea Schneider (FRITZ) si è detta d’accordo con Knoll: non bisogna intervenire per limitare il lavoro del Dreier Landtag, bensì per ampliarlo. Inoltre, una mozione di base non dovrebbe occuparsi del regolamento, ma di questioni che interessano i cittadini. Hanspeter Staffler (Gruppo verde), rilevando che i Regolamenti diventano importanti quando sorgono dei problemi, ha sostenuto che le modifiche aumentavano la qualità del Regolamento attuale, piuttosto ridotto, e le ha sostenute. Dominik Oberhofer (NEOS) ha rilevato che con la Seduta congiunta si vuole non solo unire, ma anche prendere decisioni vincolanti per il futuro, e che la mozione non andava in questa direzione, introducendo dei limiti. Già ora sono prevalenti gli esecutivi: ci vorrebbe più coraggio. Jakob Wolf (VP) ha criticato Oberhofer, che non aveva fatto proposte di riforma; l'alternativa al Dreier Landtag era non parlare più gli uni con gli altri.
La mozione è stata approvata a maggioranza.

La mozione 2, L’Euregio come luogo di contaminazione, condivisione e formazione attraverso i Centri di Aggregazione giovanile, presentata dal presidente del Consiglio della Provincia autonoma di Trento Walter Kaswalder, sottolineava che le politiche giovanili all’interno della Macroregione si definiscono e si riconoscono in ambiti e progettualità simili, e che la musica è quella che è riuscita ad aggregare per prima e con più facilità i giovani, come dimostrava il festival per giovani musicisti Uploadsounds, diventato euroregionale dal 2012 con il supporto del GECT e un programma unificato di concerti ed eventi in tutta l’area dell’Euregio. Evidenziava poi che le attività ad alta capacità aggregativa nascono quasi sempre dalle sale prova dei Centri di Aggregazione Giovanile, citando come esempio virtuoso Centro Giovani di Vigolo Vattaro (TN), che occupa un intero palazzo in centro al paese e prevede una sala polifunzionale, sale per attività formative, un bar, sale prova e un’interessante foresteria dotata di cucina e diverse stanze. Proponeva quindi di impegnare il Presidente del GECT (1) a utilizzare il GECT per individuare strategie di comunicazione e progettualità condivise tra i Centri di Aggregazione Giovanile presenti ed attivi nell’Euregio, formalizzando un circuito finalizzato a una contaminazione capace di valorizzare le peculiarità dei diversi territori; (2) ad attivare le diverse realtà istituzionali competenti nell’ambito del Servizio civile all’interno dell’Euregio con l’obiettivo di concertare una modalità sovraregionale di costruzione di un Servizio civile Universale; (3) a valutare di istituire una Commissione Giovani congiunta per individuare e condividere iniziative e progetti comuni.
Alex Poner (Team K) ha sottolineato che era sempre importante verificare se le proposte sono attuabili: addetti ai lavori si erano detti critici, perché era necessario coinvolgere gli attori del settore; Upload era interessante, ma i musicisti suonavano spesso davanti a sale vuote. Il Team K avrebbe comunque votato a favore. Marina Ulrich (VP), sottolineando che il successo dell’Euregio si dimostra quotidianamente, ha auspicato un rafforzamento delle politiche giovanili in modo che bambini e giovani diventino dei veri cittadini europei.
La mozione è stata approvata all’unanimità.

Con la mozione 3, Presa di posizione congiunta sulla popolazione dei lupi nelle Alpi, presentata da Josef Noggler, Franz Locher, Gerhard Lanz, Jasmin Ladurner, Manfred Vallazza (tutti SVP), Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen), Carlo Vettori (Forza Italia Alto Adige Südtirol), Alessandro Urzì, Claudio Cia, Alessia Ambrosi, Katia Rossato (tutti Fratelli d'Italia) e Josef Unterholzner (ENZIAN), ricordando che a fronte dei primi avvistamenti di 10 anni fa, oggi in tutta l’Euregio sono presenti diversi branchi di lupi, e che si prevede che, mantenendo l'attuale grado di protezione, in Alto Adige la popolazione dei lupi aumenterà in modo esponenziale, si sosteneva che questo comporterà un’accentuazione del conflitto tra i lupi, gli animali da allevamento e l’uomo. Una situazione analoga si riscontrava per quanto riguarda l'orso bruno, reintrodotto nell’ambito di un progetto del Parco naturale Adamello Brenta in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento e l’ISPRA e sviluppatosi con successo, in maniera non innocua per alpicoltura e turismo. Si proponeva quindi di invitare gli esecutivi delle tre province intervenire congiuntamente come Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino presso i Governi austriaco e italiano, ma soprattutto presso le competenti istituzioni dell’Unione Europea, per (1) abbassare lo status di protezione del lupo ai sensi della direttiva Habitat su flora e fauna selvatiche e facilitare così il contenimento della popolazione di lupi; (2) classificare gli alpeggi dell'Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino come “aree sensibili” (3) adottare, ai fini del mantenimento dell’alpicoltura e di un allevamento rispettoso del benessere degli animali, tutte le necessarie misure a livello regionale e interregionale (GECT) nonché a livello nazionale ed europeo così da consentire, anche ai sensi della direttiva UE, il contenimento della popolazione di lupi tramite il loro prelievo nelle aree sensibili; (4) supportare e accompagnare l’attuazione di misure a tutela delle greggi nelle aree in cui ciò sia possibile e sostenibile tramite squadre di intervento ed esperti in materia di tutela delle greggi, disponendo che i costi diretti e indiretti di tali misure siano a carico della mano pubblica; (5) elaborare in ciascuno dei tre territori dell’Euregio un piano locale di gestione e prelievo dei lupi coordinato dal direttivo del GECT “Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino”, al fine di attuare un piano congiunto di gestione e prelievo dei lupi che, tramite monitoraggio, consenta il censimento in tutto l’arco alpino della popolazione di lupi e della relativa distribuzione e preveda la documentazione uniforme e trasparente delle predazioni sui pascoli e delle ripercussioni su allevamento e alpicoltura nonché la possibilità di effettuare prelievi.
Proposta emendamento dei consiglieri Josef Noggler, Franz Locher, Manfred Vallazza (SVP), Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen): (1) far sì che la gestione e il carico di bestiame degli alpeggi nell’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino, così come il mantenimento di un’agricoltura basata sulle piccole aziende, vengano dichiarati di pubblico interesse per i territori dell’Euregio, (2) effettuare un monitoraggio che consenta di censire la popolazione di lupi e la sua distribuzione nell'arco alpino nonché di documentare in maniera uniforme e trasparente le predazioni sui pascoli e le loro ripercussioni su allevamento e alpicoltura, tenendo conto delle misure adottate per la tutela delle greggi e della conduzione mirata dei pascoli, nonché di elaborare, sulla base di tale monitoraggio, un piano di gestione per i tre territori dell'Euregio, coordinato dal direttivo del GECT “Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino”, nonché piani di gestione separati per le aree più colpite; (3) adottare ai singoli livelli nazionali nonché congiuntamente a livello europeo tutte le misure ammesse dalla direttiva Habitat al fine di consentire, se necessario, il prelievo tempestivo degli animali pericolosi e classificati come problematici; (4) intensificare l’attuazione di misure a tutela delle greggi nelle aree in cui ciò sia possibile e sostenibile, adottare procedure amministrative rapide e semplificate volte all'accertamento della necessità, possibilità e sostenibilità delle misure a tutela delle greggi, nonché all'attuazione delle stesse, e prevedere a tale scopo un'ulteriore, adeguata dotazione di personale specializzato nonché mezzi finanziari a copertura di tutti gli oneri diretti e indiretti sostenuti (5) L'Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino invita l'Unione europea a mettere a disposizione degli Stati membri anche in futuro i fondi necessari per le misure di tutela delle greggi e di mantenimento dell’alpicoltura, nonché a stanziare le risorse necessarie per la gestione e il monitoraggio di lupi e orsi, senza che ciò vada a scapito del bilancio agricolo già negoziato. Si esortano i territori dell'Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino a richiedere tali fondi e ad attingervi. Georg Dornauer (SPÖ) ha annunciato voto a favore della mozione emendata, pur ritenendo migliore la prima versione, perché consentiva di mandare un segnale a Bruxelles affinché fosse modificata la direttiva Habitat per l’ambiente alpino. Non si può restare a guardare quanto succede negli alpeggi senza reagire. Pietro De Godenz (Unione per il Trentino), anch’egli apprezzando di più la versione originaria, ha evidenziato che il problema era reale: in Trentino c’erano 20-22 branchi, per un totale di 150 animali, ed erano giá parecchi i pascoli abbandonati, e i pascoli erano una ricchezza anche per il turismo. Alexander Gamper (FPÖ) ha fatto riferimento ad emendamenti e iniziative del suo partito a tutela degli alpeggi, sempre respinte dagli altri, aggiungendo che la proposta non aveva grandi contenuti, e che le persone si aspettavano altro: l’assemblea congiunta era veramente vuota, la FPÖ non avrebbe votato per la mozione. Anche Vanessa Masé (La Civica) ha ritenuto che la prima mozione fosse più incisiva, ma ha annunciato sostegno: la previsione di “pubblico interesse” era interessante, anche nell'ambito della politica agricola dell’Europa. Più considerazione dovrebbe essere data agli allevatori, considerato anche il loro contributo al mantenimento del territorio. Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha rilevato che negli ultimi danni e mesi lupo e orso avevano causato danni ingenti agli agricoltori, e che la popolazione voleva una risposta chiara: si era a favore del lupo e dell’orso o no? Anche lui avrebbe preferito la prima versione, il suo gruppo non avrebbe quindi votato. Georg Kaltschmid (GRÜNE) ha criticato che in mezzo a una crisi sanitaria si parlasse del lupo, oltretutto proponendo interventi per cui non si aveva la competenza. GLi agricoltori avevano bisogno di qualcosa di più concreto. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha annunciato sostegno alla mozione, rilevando che non si trattava di una gara per ottenere il consenso dei contadini e che le frasi populiste non avrebbero aiutato. Bisognava cercare di raggiungere degli obiettivi senza fare false promesse. Hermann Kuenz (VP) ha rilevato la pressione da parte dei contadini e la necessità che i rappresentanti politici finalmente agissero.  Gli animali si trasferivano da un territorio all’altro, pertanto c’era bisogno di un sistema funzionante a livello transfrontaliero. Il mantenimento dei contadini in malga era interesse pubblico. La mozione comprendeva anche il prelievo veloce, che era una misura concreta. Giulia Zanotelli (Lega Salvini Trentino) ha parlato di salvaguardia di zootecnia e agricoltura eroica, quella di montagna, nonché di evitare lo spopolamento delle valli e consentire un ricambio generazionale a livello agricolo. BIsognava basarsi sui dati reali, e la parola abbattimento non doveva più essere tabù: meno emozioni e più razionalità. Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha ricordato la discussione sul tema nel 2019, quando una sua mozione non era stata sostenuta, ed evidenziato che non ci si può limitare a parlare ma bisogna modificare le direttive UE abbassando lo status del lupo in tutto l’arco alpino: questa misura era stata però tolta dalla parte deliberante. I prelievi dovevano essere legalizzati, altrimenti i cittadini si sarebbero resi punibili. Andreas Leitgeb (NEOS) ha chiarito che il tema divideva la popolazione, e che era necessaria una collaborazione a livello trasnfrontaliero in modo da esprimere una voce chiara verso il governi nazionali e la UE. Il lupo non era più una specie che andava protetta. Bisognava rendere possibili i prelievi modificando la direttiva Habitat. Luca Zeni (Partito Democratico) ha rilevato le posizioni contrapposte e a volte radicali nell’opinione pubblica: andava piuttosto riconosciuta l’importanza dell’accettazione sociale, promuovendo strumenti di prevenzione, culturali ma anche di intervento. L’emendamento era equilibrato. Franz Locher (SVP) ha evidenziato che se si aspetta che Bruxelles, Vienna e Roma decidano, sarà troppo tardi. Le misure a tutela delle greggi sono problematiche e non sufficienti. Deve essere possibile attuare delle misure locali, quelle statali arriveranno troppo tardi, e intervenire anche a rischio di interventi di bruxelles. Una mozione concreta non deve mettere in discussione la coalizione. Gebi Mair (GRÜNE) ha ritenuto che se l’emendamento scontentava molti, era un buon compromesso, e aggiunto che i veri problemi dell’agricoltura sono altri, per esempio la concorrenza dei produttori intensivi, e altre sono forse le cause degli spopolamenti. La via da seguire è tutelare le greggi, anche se questo costerà molto. Arnold Schuler (SVP) ha rilevato che il tema non era nuovo, e che la veritá stava nel mezzo. Non bisognava far credere che ci sarebbe stata un’Euregio senza lupi e senza orsi, perché essi si moltiplicavano, ma bisognava garantire agricoltura e biodiversità. Non si trattava solo di questioni economiche: nessuno faceva l’agricoltore di montagna per soldi, bensì per passione, e non andava abbandonato dalla politica. C’era bisogno di una direttiva che tenesse conto di questi sviluppi, così come di regolamentazioni nazionali e locali. Markus Sint (FRITZ) ha ricordato che in ogni edizione del Dreier Landtag si parlava del löupo, ma non cambiava niente perché le regole europee erano sempre uguali: di fondo, si agiva perché le associazioni dei contadini che avevano creato delle aspettative. Ma quello che volevano i contadini non si poteva fare, andava detto chiaramente. Hanspeter Staffler (Gruppo verde) ha ritenuto sensata la mozione, frutto di contrattazione, rilevando che la politica è l’arte del possibile. Vero è che la sfida del lupo andava affrontata congiuntamente. Necessario era il monitoraggio transfrontaliero, ma gli esperti erano troppo pochi. Jakob Wolf (VP) ha sostenuto che la mozione modificata era molto costruttiva e concreta: bisognava evitare di alimentare false speranze. C’era bisogno di un rilevamento su tutti e  tre i territori e di fondi aggiuntivi della UE a tutela degli animali. Peter Faistnauer (Perspektiven für Südtirol) ha evidenziato la necessità di coinvolgere la popolazione, anche tramite progetti scolastici che facciano capire i bisogni degli agricoltori di montagna e iniziative rivolte ai turisti. Queste sono misure attuabili. Abbassare lo status di protezione non è possibile, ha detto Josef Geisler (VP), ma la mozione presenta proposte attuabili, come rpesentare l'alpeggio come interesse pubblico, monitorate congiuntamente, documentare gli attacchi dei predatori. In tirolo non ci sono popolazioni di lupi, ma singoli animali che attraversano il territorio. Va presentato alla Commissione Europea un modello che rappresenti gli interessi congiunti. Ugo Rossi (Gruppo misto) ha ricordato che quando era presidente della Provincia aveva autorizzato l’abbattimento di un esemplare, e per questo era ancora coinvolto in un processo penale: questo doveva mettere in guardia dal basarsi solo sulle emozioni, trascurando la realtá di cosa si può o no si può fare.  Egli aveva rispetto la legge, ma era stato denunciato da associazioni ambientaliste. La direttiva europea non sarebbe stata modificata, ma essa permetteva già abbattimenti singoli e prelievi: bisognava piuttosto rivolgersi ai Governi nazionali. Avrebbe comunque votato la versione emendata. Manfred Vallazza (SVP) ha chiarito che per gli agricoltori il tema era fondamentale, così come era fondamentale raggiungere un compromeso per proteggere la categoria, fatta di 40.000 aziende agricole, la cui sussistenza era minacciata. Lupo e agricoltura non avrebbero potuto convivere ancora a lungo. Roberto Paccher (Lega Salvini Trentino ha rilevato una crescita del lupo del 600% dal 2016 al 2018 in Trentino, e il previsto aumenti futuro, sottolineando i problemi per le malghe e la pastorizia montana. Era necessaria una posizione chiara e forte dell’Euregio per trovare una soluzione.
La mozione (emendata) è stata approvata a maggioranza (4 no).

(continua)

 

 

 

(MC)