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Consiglio | 11.06.2021 | 13:10

Lavori Consiglio: Democrazia diretta

Avviata la discussione del disegno di legge della SVP che modifica la norma su democrazia diretta, partecipazione e formazione politica. I primi interventi in discussione generale.

È stato avviato questa mattina in Consiglio provinciale l’esame del disegno di legge provinciale n. 69/20: Modifiche alla legge provinciale 3 dicembre 2018, n. 22, “Democrazia diretta, partecipazione e formazione politica”, e alla legge provinciale 8 febbraio 2010, n. 4, “Istituzione e disciplina del Consiglio dei Comuni” (presentato dal cons. Noggler). Come ha spiegato il presentatore Josef Noggler (SVP), si tratta di adeguamenti tecnici e migliorativi, al fine di rendere concretamente applicabili la legge provinciale attuale. da febbraio 2020 esiste presso L’EURAC un centro per l’Autonomia il cui compito rispecchia quello dell’Ufficio per la formazione politica, ecco perché si ritiene sensato prevedere la possibilità di inserire lì questo ufficio. L’indipendenza dell'Ufficio per la formazione politica viene garantita creando un ufficio di collegamento. Il Consiglio dei cittadini e delle cittadine viene semplificato e reso più efficiente.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha ricordato la conquista della prima legge sulla partecipazione civica i primi referenda, ai quali era mancato il quorum del 40%, molto elevato. Per anni si era quindi discusso del quorum, considerando che se molto alto esso permetteva di inficiare queste consultazioni semplicemente esortando a non andare a votare. la consigliera ha poi ricordato il lungo processo partecipativo che aveva portato alla formazione della legge in vigore, guidato da lei stessa insieme a Magdalena Amhof e Josef Noggler: in questo modo era stato superato l'irrigidimento dei fronti, ed era stato raggiunto un consenso trasversale. Alla fine del processo c’era stata una negoziazione, e si era cercato di trovare un compromesso, per esempio sul quorum: alcuni lo volevano escludere, alti lo volevano portare al 50%, ma grazie alla trattativa si era arrivati al 25%, “una conquista notevole”; altre parti erano state tolte al disegno di legge, per consentirne l’esame: per esempio, si era rinunciato al voto sulle delibere di Giunta, al voto ai sedicenni. nella proposta arrivata in aula era rimasto il minimo di quanto concordato, e la legge era stata approvata nella minima forma accettabile. Dopo le elezioni, la prima proposta di legge la voleva già  stravolgere. Ora il collega Vettori con un giochetto e un  subemendamento  intende togliere il referendum confermativo, “ma è questa la cultura democratica, dopo anni di discussione e lavoro su questa tematica?”. Inoltre, si intende ridurre la portata del Consiglio dei cittadini, riservandone la competenza all’Ufficio di presidenza, con estrapolazione del Comitato scientifico e della rappresentanza dello spettro politico e prevedendo un regolamento di attuazione a una norma che esiste già, cosa che non è mai accaduta in passato: l’Ufficio di Presidenza, dominato dalla maggioranza, era l’organo meno indicato in questo senso, ci voleva una gestione trasversale. da criticare era anche il fatto che si intendesse ridurre l'informazione alla cittadinanza, la cui importanza era stata dimostrata in occasione del referendum sull’aeroporto.
Anche Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha criticato il subemendamento firmato dal cons. Vettori, il quale secondo lei si era prestato a firmare una proposta che evidentemente nessuno della SVP aveva voluto sottoscrivere con il proprio nome. Lo strumento confermativo era preziosissimo per i cittadini, come dimostrato nel caso dell’aeroporto. La modifica proposta con il subemendamento era stata bloccata in commissione grazie anche al sostegno della cons. Amhof, e riproporla era scorretto, ma lei se lo aspettava. Evidentemente la SVP aveva paura che i cittadini potessero non essere d’accordo con le sue decisioni: “E questa dovrebbe essere democrazia diretta, prendere in giro i cittadini con una nuova modifica?”. La proposta veniva chiaramente dalla SVP, non da Vettori, ma significava togliere tutti i diritti ai cittadini: la consigliera si è augurata voto compatto dell’opposizione contro questa disposizione, sarebbe stata solo la SVP con vettori a far passare il subemendamento. La Süd-Tiroler Freiheit si era occupata già nel 2011 della democrazia, confrontandosi con rappresentanti della Svizzera, cercando di piantare il seme della democrazia diretta nel territorio provinciale, anche con disponibilità al compromesso, ma ora si stralciava tutto quanto era importante. La consigliera ha quindi annunciato propri emendamenti, tra cui uno per ridurre il numero di firme necessario per avviare gli strumenti di democrazia diretta da 13.000 a 8.000, e per la relativa raccolta in forma digitale.

La discussione prosegue nel pomeriggio.

(MC)