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Comitato provinciale per le comunicazioni

Comitato provinciale per le comunicazioni | 17.11.2006 | 14:23

"Superare le frontiere": il messaggio del convegno sulla comunicazone radiotelevisiva

La comunicazione radiotelevisiva, in particolare quella pubblica, deve avere uno stretto rapporto con i cittadini e le loro esigenze, in un ambito di forte pluralismo, e questo vale tanto più nelle realtà multilingui come l’Alto Adige: è quanto è emerso dal convegno “La comunicazione radiotelevisiva – Uno sguardo oltre le frontiere”, organizzato quest’oggi, a Bolzano, dal Comitato provinciale per le Comunicazioni. L’evento è stato inaugurato dal presidente del Consiglio Dello Sbarba alla presenza del sottosegretario del Ministero alle Comunicazioni Luigi Vimercati e del commissario dell’AGCOM Giancarlo Innocenzi.

Il sottosegretario ale Comunicazioni Luigi Vimercati (foto: Consiglio).ZoomansichtIl sottosegretario ale Comunicazioni Luigi Vimercati (foto: Consiglio).

“Per fare buona informazione in una provincia plurilingue come l’Alto Adige-Südtirol bisogna davvero lanciare uno sguardo oltre le frontiere, ma cominciando dalle frontiere interne che spesso dividono le lingue e le culture tra loro”: così il presidente del Consiglio provinciale Riccardo Dello Sbarba ha aperto i lavori del convegno “La comunicazione radiotelevisiva – Uno sguardo oltre le frontiere”, organizzato dal Comitato provinciale per le Comunicazioni ed ospitato, questa mattina, nel Cortile interno di Palazzo Widmann a Bolzano. Riprendendo le parole del grande giornalista Kapuscinski, Dello Sbarba ha sottolineato l’importanza, per un giornalista che lavora in una provincia multilingue, di “condividere anche il punto di vista di chi ha una lingua ed una cultura diversa”.

Al convegno, moderato dal presidente del Comitato Hansjörg Kucera, hanno partecipato numerosi esperti della realtà radiotelevisiva italiana ed estera, salutati anche dal presidente della Provincia Durnwalder: “La Radiotelevisione pubblica”, ha detto quest’ultimo, “deve garantire in Alto Adige il collegamento con l’esterno nonché lo sviluppo culturale e l’informazione nelle diverse madrelingue”. Egli ha quindi chiesto più ore di trasmissione in ladino. Anche il commissario AGCOM Giancarlo Innocenzi ha sottolineato l’importante ruolo del servizio pubblico soprattutto nei contesti di frontiera: esso deve svilupparsi insieme ad “autonomie locali e strutture che si confrontano sul territorio, e ad un’evoluzione tecnologica al passo con i tempi”. Tre fattori che l’AGCOM da lui rappresentata si sforza di far convergere e che i Comitati regionali, come ha confermato la presidente della relativa conferenza Marialuisa Sangiorgio, vogliono incentivare tramite apposite leggi regionali.

Sullo specifico compito del servizio pubblico locale ha concordato anche il sottosegretario alle Comunicazioni Luigi Vimercati, secondo il quale “esso deve essere garante del pluralismo culturale e territoriale". Egli ha annunciato anche un ddl di iforma della RAI, per difendere e rilanciare il servizio pubblico tutelandolo dalla politica, ed un progetto di TV transfrontaliera. Dopo di lui, il direttore della RAS Georg Plattner ha ripercorso la storia dell’Azienda Radiotelevisiva Speciale, e quello della Sede RAI di Bolzano Carlo Corazzola ha sottolineato le peculiarità della RAI locale, alla quale spetta un minutaggio di trasmissione molto maggiore rispetto alle altre regioni, ed evidenziato il grande successo delle trasmissioni locali: quelle in tedesco sono seguite da 182.000 utenti al giorno, quelle ladine da ben 67.000 (tra i quali, quindi, molti non ladini), ed il TG regionale in italiano fa il 34% di share. Il coordinatore del Sender Bozen Markus Perwanger ha aggiunto che tale rete, grazie alle produzioni affidate per il 90% ad agenzie locali, dà un importante contributo all’economia altoatesina. È toccato poi al caporedattore della ORF Bolzano Siegfried Giuliani spiegare l’obiettivo della propria emittente, che vuole offrire un’informazione sul Sudtirolo anche al di là della frontiera nazionale.

Il servizio radiotelevisivo pubblico in Europa è davvero molto diversificato: lo ha spiegato il docente universitario svizzero Giuseppe Richeri, che ha rimarcato, tra l'altro, le grandi differenze in termini di finanziamento (in Germania il canone è la fonte finanziaria principale, in Spagna esso non è mai stato introdotto e si punta sulla pubblicità): “La moltiplicazione delle piattaforme di accesso e dei canali”, ha poi aggiunto, “la concentrazione delle forniture di servizi ed il passaggio al digitale sono problemi che anche le emittenti pubbliche devono affrontare: tuttavia, è positivo che tra le prime dieci emittenti radiotelevisive per fatturato in Europa, ben 5 siano pubbliche”.

Una panoramica “dall’interno” sulla RAI locale è infine stata offerta dai rappresentanti dei comitati di redazione della RAI di Bolzano, Othwin Nothdurfter e Piergiorgio Veralli. Quest’ultimo non ha dimenticato di sottolineare, a margine delle peculiarità locali di RAI 3 che si rivolge a due province ormai separate e a gruppi etnici diversi, il ruolo di un giornalismo libero ed indipendente, messo ora in pericolo dai più recenti sviluppi  delle trattative di rinnovo del contratto nazionale con gli editori.

Il convegno proseguirà nel pomeriggio (ore 15.00) con le relazioni dei rappresentanti della AGCOM Germania (direttore Wolfgang Thaenert), della AGCOM Austria (vice-direttore Franz Prull), della AGCOM Svizzera (Capo dipartimento relazione pubbliche Roberto Rivola) e Catalogna-Spagna (Professore dell’Università Autonoma di Barcellona Josep Angel Guinmerà i Orts). Di seguito, il dibattito e un intervento di un rappresentante della AGCOM sulla presidenza italiana della Conferenza europea delle Autorità di regolamentazione nel settore delle comunicazioni elettroniche (European Regulators Group, ERG) nel 2007.

In allegato: Immagini del convegno e gli interventi dei relatori


(MC)