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Consiglio | 08.05.2020 | 14:58

Noi abbiamo bisogno dell’Europa, e l’Europa ha bisogno di noi

Intervento del presidente Josef Noggler in occasione della Giornata dell’Europa, che si celebra il 9 maggio.

Un momento della Giornata dell'Europa dello scorso anno. (Foto: Consiglio/Werth)ZoomansichtUn momento della Giornata dell'Europa dello scorso anno. (Foto: Consiglio/Werth)

L’anno scorso, il 9 maggio, abbiamo festeggiato la Giornata dell’Europa in piazza Magnago insieme alla Giunta provinciale, agli uffici e alle organizzazioni che si occupano concretamente di Europa e di far conoscere alla cittadinanza le opportunità che offre la UE. In una performance di danza davanti a un folto pubblico, un gruppo di scolare ha trasformato un nastro giallo in una stella che rappresentava l’Europa.

Per quest’anno avevamo programmato una grande iniziativa, che avrebbe coinvolto l’Orchestra Haydn, il Teatro Stabile di Bolzano e le Vereinigten Bühnen Bozen, con variazioni sull’Inno europeo. Contavamo sulla presenza di moltissimi spettatori e spettatrici: una grande festa per celebrare un’Europa che ha allontanato la guerra, le controversie e le invidie…

È andata diversamente.

Dopo questa lunga pausa obbligata, la voglia di festeggiare non mancherebbe, ma non si può. I pensieri sono altrove: cosa sarà della mia azienda, del mio lavoro, come arriverò a fine mese?

In questo periodo di crisi, l’Europa è stata spesso chiamata in causa, e molti si sono sentiti delusi: proprio in un momento così difficile ci si aspettava un aiuto da Bruxelles, ma per lungo tempo non è arrivato nulla. A ben guardare, però, non è stata la UE, ma sono stati i singoli Stati a frenare, come già in occasione di altre crisi. L’interesse particolare continua a prendere il sopravvento.

Se dessimo ragione a coloro che criticano l’Europa, tuttavia, la situazione sarebbe ancora peggiore. L’Alto Adige ha approfittato dell’apertura delle frontiere non solo per ragioni storiche: se non fosse la UE, ma i singoli Stati a decidere della libertà di movimento, allora sarebbero altri a stabilire se i nostri ospiti possono venire da noi o se possiamo esportare i nostri prodotti, e in questo periodo di crisi abbiamo avuto un’idea di cosa questo significherebbe.

L‘Europa ha avuto bisogno di tanto tempo per trovare un accordo su un aiuto finanziario da dare in questo momento difficile: alla fine è stato trovato un compromesso, mettendo a disposizione un pacchetto di aiuti che fa piazza pulita di tutto quanto successo finora. Avrebbe potuto essere di più, e tutto sarebbe potuto andare più velocemente, se la UE avesse più forza nei confronti dei singoli Stati: ma senza di lei non ci sarebbe stato nulla.

Noi abbiamo bisogno dell’Europa, ma abbiamo bisogno anche di un’Europa migliore. Un’Europa che tuteli la diversità di Paesi e Regioni, che si mostri compatta verso l’esterno e che si occupi dei suoi membri. Abbiamo bisogno di un’Europa forte proprio nell’attuale mondo globalizzato, nel quale i singoli Stati farebbero fatica a stare al passo: altrimenti sono altri continenti a decidere quante mascherine protettive ci spettano in caso d’emergenza.

Per rafforzare l’Europa, c’è bisogno di noi: non si tratta di una fede cieca, ma semplicemente di riflettere come sarebbe la situazione senza la UE. Possiamo dare un piccolo contributo smettendo di ripetere senza riflettere gli insostenibili pregiudizi contro la UE.   

Noi abbiamo bisogno dell’Europa, e l’Europa ha bisogno di noi.


(MC)