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Consiglio | 12.12.2019 | 13:06

Lavori Consiglio: Discussione generale sul bilancio 2020 - 5

Gli interventi dei conss. Vettori, Atz Tammerle, Faistnauer, Leiter Reber, Köllensperger sulla manovra di bilancio. La discussione riprende nel pomeriggio.

Nell’ambito della discussione generale della manovra finanziaria della Provincia, contenuta nei disegni di legge n. 39/19 “Disposizioni collegate alla legge di stabilità 2020”, n. 40/19“Legge di stabilità provinciale per l'anno 2020” e n. 41/19 “Bilancio di previsione della Provincia autonoma di Bolzano 2020-2022” è intervenuto oggi anche Carlo Vettori (Alto Adige Autonomia) contestando le critiche relative all’inesistenza della parte italiana della maggioranza, che assomigliano alle schermaglie della campagna elettorale. Gli assessori non passano certo il tempo sui social, anzi lavorano a testa bassa con le loro squadre di tecnici, sobbarcandosi anche una serie di tematiche ereditate dal passato. Il vicepresidente Vettorato e dell’ass. Bessone affrontano con pragmatismo tematiche come quelle del polo bibliotecario, del carcere, dell’ambiente. La Giunta non è certo populista, ma vuole lavorare seriamente, e la tematica ambientale - non certo riserva dei verdi - è preponderante nel bilancio, e ha un orientamento concreto. L’esecutivo, va detto, porta avanti con caparbietà un’azione politica, nonostante gli attacchi continui all’Autonomia che arrivano da Roma: la provincia di Bolzano viene presentata come modello virtuoso per tanti settori, ma quando vuole portare avanti soluzioni per migliorare, anche nella sanitá, trova a Roma un muro, a causa di una virata centralistica. l’Autonomia va però difesa strenuamente e ampliata, anche in ambito sanitario. Non è  vero, come detto da Repetto, che la Giunta non ha rapporto con le amministrazioni comunali; con le prossime elezioni comunali, inoltre, i rapporti si potranno riconsiderare: Repetto dovrebbe collaborare con gli assessori del gruppo italiano, non sempre combattere contro di loro. Molte sono le tematiche da portare avanti nella Commissione dei 6, dove però mancano ancora le nomine governative da parte del Ministro per gli Affari regionali Boccia: esse sono necessarie per chiudere questioni preponderanti, in primis la toponomastica. Il PD puó quindi lamentarsi, ma è parte in causa del presunto immobilismo che rinfaccia alla maggioranza provinciale.

Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha sostenuto che il bilancio affronta tanti temi, ma con ben poco di concreto. I discorsi solenni come quello del presidente fanno da contraltare a una relatá delle cose ben diversa: alla sbandierata sostenibílità fa da contraltare la decisione di organizzare i giochi olimpici in Val Pusteria senza consultare la popolazione: “Che ne è del bene comune, del rispetto, del coinvolgimento della popolazione, del rispetto ambientale?”. Già ora la Pusteria è esposta a molto traffico, e i cittadini temono un consistente peggioramento. Bisogna anche chiedersi come verrá presentata la provincia di Bolzano, e visti gli ultimi sviluppi relativi al toponimo “Alto Adige” si può già immaginare la risposta, come dimostra la mancanza di coraggio che ha portato a tornare sui propri passi, riguardo alla legge omnibus. Tanti assesori si recano a Roma per andare incontro ai Ministri italiani, facendo concessioni esagerate, l’indebitamento statale comporta la sottrazione di mezzi anche alla provincia di Bolzano, e saranno le future generazioni a farne le spese. In quanto alla flat tax, è positivo che improvvisamente ieri Kompatscher abbia detto che la ritiene positiva; le imprese vanno infatti protette, e i conti devono tornare qui, non a Roma. Bisogna favorire anche i giovani che vogliono acquistare una casa, e i risparmi delle vecchie generazioni non vanno sprecati. La provincia ha sempre un ruolo esemplare, confrontata con le altre regioni, ma non va dimenticato che il costo della vita qui aumenta e che i sudtirolesi sono grandi lavoratori; se lo stato pretendesse di meno, anche a livello fiscale, famiglie e imprese starebbero meglio. Come detto dai sindacati, va rivisto il calcolo della DURP, che non è favorevole alle famiglie né sostenibile, così come non è caratterizzata da sostenibilitá la conciliabilità famiglia-lavoro: bisogna inoltre fare qualcosa anche per le famiglie che vogliono crescere i loro bambini a casa, senza affidarli a strutture esterne, ma sembra che la politica spinga per questa seconda soluzione. nella relazione al bilancio si è parlato anche dello stile di vita dei sudtirolesi: in quest’ambito bisogna anche garantire la sopravvivenza dell’identità e delle radici culturali, in primis con la tutela della madrelingua. Esperimenti come il CLIL vanno impediti, i risultati hanno oltretutto dimostrato che non serve a nulla. La soluzione migliore sarebbe l’autodeterminazione, per la quale la Giunta si dovrebbe impegnare con convinzione al fine di promuovere un referendum: questo sì che sarebbe un passo coraggioso. Se ci si allontanasse dallo Stato, il Sudtirolo non avrebbe il problema di rivendicare risorse e difendere competenze, ma potrebbe usarle tranquillamente per le future generazioni.

Peter Faistnauer (Team K) ha fatto riferimento alla frase di Kompatscher secondo cui accanto al valore aggiunto è necessaria anche considerazione, sottolineando che di questa ha particolarmente bisogno il mondo dell’agricoltura, che tanto fa per la società. Essa offre anche tanti posti di lavoro, mantiene il paesaggio e la natura. L’alto Adige è una terra di diversità, e la Ripartizione viene riorganizzata anche in quest’ottica; nella trasformazione da verde a verde andrebbe previsto l’obbligo di produzione biologica per tutta l’azienda; va comunque  considerato che l’agricoltura non è solo causa di CO2, ma anche attivitá che permette di catturare queste emissioni, ma ciononostante il relativo budget diminuisce costantemente, anche per quanto riguarda la formazione. Positivo è che i contributi non vengano piú distribuiti a pioggia, e che si aiuti in maniera maggiore l’agricoltura di montagna. L’agricoltura vitivinicola ha scelto 30 anni fa la giusta strada della qualità, e ora si mantiene sulle proprie gambe: questa strada dovrebbe essere scelta anche dal settore lattiero caseario e da quello della frutticoltura. In quanto all’agricoltura biologica, la provincia è in ritardo, per esempio anche nella bioregione della venosta superiore, e fa pensare che la stessa Chiesa, nonostante il suo legame con il principio della Creazione, non voglia introdurre l’agricoltura biologica nei suoi terreni. Anch’essa, come l’amministrazione pubblica, dovrebbe dare un esempio. La formazione dei giovani agricoltori dovrebbe essere migliorata, mentre per quanto riguarda i contributi, i giovani agricoltori chiedono strumenti efficaci, e sostegni per l’agricoltura di montagna anche in caso di cessione del maso, con interventi più favorevoli ai giovani agricoltori. nella relazione di kompatscher è mancata una riflessione sull’energia: Alperia è una società pubblica al 100%, e dovrebbe fornire energia a prezzi contenuti, ma, come risulta dai dati forniti dal CTCU così non è, ci sono offerenti più economici. Le cooperative storiche della provincia, che da decenni riforniscono i cittadini di energia economia, invece, non sono aiutate: vanno create uguali condizioni. Per quanto riguarda i giovani, ci vogliono interventi per mantenerli in provincia, garantendo anche una politica abitativa economica.

Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha evidenziato che una quota considerevole di fondi, frutto del lavoro di cittadini onesti che pagano le tasse, va a Roma, e criticato che di questo si debba anche ringraziare. Sono i cittadini che, invece, andrebbero ringraziati, ma questo non lo fa nessuno. Il bilancio è consistente, ma lo spazio per gli investimenti si riduce: essi però sono necessari anche per assicurare le entrate future. La provincia è una zona sicuramente vivibile, ma bisogna anche confrontarsi con altre regioni, in quanto a standard di vita, sostenibilitá, giustizia generazionale: secondo i dati internazionali relativi alle zone migliori in questo senso, al primo posto ci sono Norvegia, Islanda, Lussemburgo, al quarto un Paese dove vivono diversi gruppi linguistici e dove le diverse lingue sono tutelate: la Svizzera, che può essere un esempio per l’Alto Adige per il diritto al plurilinguismo garantito ovunque, così come è un esempio in termini di gestione del risultato di referendum, che non viene “interpretato”. Se il presidente Kompatscher vuole fare dell’Alto Adige una provincia sostenibile da affiancare agli stati citati, i Freiheitlichen lo sosterranno; nella classifica l’Austria è al 10o posto, l’Italia al 27o. L’Alto Adige è considerato una piccola Europa, ma l’Europa non è certo priva di problemi; in provincia un problema importante è quello della fuga dei cervelli, e questo non è accettabile se si vuole restare competitivi. Anche l’innovazione va sostenuta maggiormente, e non va dimenticato che anche il sistema socio-assistenziale è finanziato dall’economia. Il brain drain riguarda anche altri Paesi: in Germania, chi se ne va lo fa per avere migliori prospettive professionali, avendo una buona formazione; in Alto Adige si perdono in media ogni anno 500 talenti, nel 2017 sono stati ben 1500, e meno di 100 sono tornati. A fronte di ciò, c’è l’immigrazione dai Paesi extracomunitari: questi dati preoccupano, la Giunta - che ha la possibilità di agire e dare il buon esempio - deve svegliarsi e fare qualcosa di concreto. I rifugiati hanno una tutela a tempo, non hanno diritto di restare per sempre, e se non si fa una distinzione tra i veri  rifugiati e quelli economici “si puó chiudere i battenti per sempre”. I minori non accompagnati comportano un costo di varie migliaia di euro al mese in prestazioni, mentre i pensionati si devono accontentare di 700 €: su questo bisogna riflettere. Il piano di far venire i medici dall’estero può funzionare solo se la provincia viene resa una terra più interessante. I cittadini della provincia vogliono essere trattati con rispetto, e vogliono sapere perché la Giunta non ha migliorato le loro condizioni: si tratta qui soprattutto di pensionati, coppie giovani che non sanno se possono permettersi uno o più figli, persone che devono evitare di passare da certe zone perché hanno paura, persone con alta formazione che preferiscono andare all’estero, imprenditori privati sottoposti a forte pressione, volontari oppressi dalla burocrazia, genitori che non hanno libertà di scelta, datori di lavoro preoccupati per l’elevato costo del lavoro e la burocrazia, agricoltori che devono resistere al dumping e vengono resi capri espiatori di tutti i problemi, imprenditori che non trovano lavoratori qualificati o giovani che vogliono assumersi responsabilità. Se Kompatscher vuole rendere la provincia una delle più vivibili d’Europa, ha tanto da fare. Dovrebbe innanzitutto dire onestamente che se il rating della Provincia si è ridotto, è per via dell’appartenenza all’Italia, che è un pericolo per l’economica e impugna costantemente le leggi provinciali. Nella SVP diminuiscono quelli che hanno voglia di battersi, e cos’è rimasto della Lega con una mentalitá secessionista? Manca il passo verso l’indipendenza. Bisogna anche rivedere la Regione, rivendicando più indipendenza, anche a livello sportivo: a questo bisogna lavorare tutti insieme, a 100 anni dalla separazione dal Tirolo bisogna trovare un obiettivo comune. L’Euregio è importante, ma il Sudtirolo ha la sua particolarità, e bisogna combattere la tendenza alla centralizzazione. Si parla spesso di una “piccola Europa in Europa”, ma questo potrebbe essere solo se si adottano le misure adeguate, per esempio prendendo sul serio gli esiti della Convenzione. In merito ai toni accesi in Consiglio per certe discussioni, Leiter Reber ha chiarito che nessuno ha offeso nessuno, e che in aula si discute sempre seriamente, ognuno con il proprio personale atteggiamento. Il modo in cui ci si comporta in Consiglio darà al di fuori l’immagine della politica, e in questo senso va considerato che le poche mozioni dell’opposizione che vengono accolte non vengono poi attuate, come quella per un Ufficio per le lingue meglio attrezzato, e che le mozioni della maggioranza sono foglie di fico.

Paul Köllensperger (Team K)  ha sostenuto che nella sua relazione il pres. Kompatscher ha introdotto molti temi in auge: ha parlato per esempio di biodiversità, tutela del territorio e del clima, ma la politica concreta va in direzione diversa, come dimostra la legge urbanistica. Il bilancio andrebbe meglio analizzato, ma non ci sono notizie sulla spending review e il performance plan: serve una strategia coerente, con efficaci criteri di valutazione. Nella relazione Saniregio la provincia ha una posizione mediocre, con costi elevati per offrire una buna qualitá nel servizio sanitario, e anche l’organizzazione è poco efficiente, ma ciononostante le voci in bilancio restano sempre le stesse, senza modifiche. Il bilancio di previsione somiglia molto a quelli degli anni passati, a parte qualche piccola modifica percentuale, e questo perché molti sono costi fissi. In futuro il bilancio sarà stabile, ma, se i costi correnti aumentano, lo spazio di manovra sarà sempre minore. In Italia ci sarà una crescita dello 0,5%, in provincia dell’1,5%, e questo invita a farsi delle domande sul debito pubblico italiano, il più alto d’Europa, nonché sulle sicurezza per il futuro. Una possibile flat tax, che un eventuale Governo Salvini-meloni introdurrebbe, avrebbe un forte effetto sul bilancio provinciale: come si sta pensando di mettersi al riparo? Non bisogna dimenticare che, secondo gli accordi, l’Italia in caso di bisogno straordinario puó pretendere l 10% in più dall’Alto Adige. In italia le differenze tra nord e sud sono enormi, e l’Alto Adige paga molto di più della Lombardia. Il bilancio è consistente, esso  è fatto delle tasse pagate dai lavoratori, che hanno costi della vita più alti, che la nuova legge urbanistica che favorisce il turismo non aiuta a ridurre. Una provincia ricca dovrebbe occuparsi di più del 16% di nuclei famigliari che sono a rischio povertà, creando opportunità eque per tutti e investendo in istruzione e formazione; va promosso un aumento dei redditi, agevolando le aziende che trattano bene i loro dipendenti e sostenendo il ceto medio con l’addizionale regionale IRPEF: in questo senso il bilancio va nella direzione giusta. Inq uanto a digitalizzazione e amministrazione piú efficiente, bisogna considerare che la metá dei funzionari provinciali andrà in pensione entro il 2030, e sará impossibile ricoprire tutti i posti: bisogna quindi ripensare in maniera più efficiente le prestazioni, sburocratizzando. Questo vale anche per la sanità, seguendo l’esempio della provincia di Trento. Kompatscher dovrebbe riferire com’è andato davvero l’incontro a Roma sulla sanità, perché i media danno versioni contrastanti. All’innovazione dovrebbe essere dedicato il 3% del bilancio, secondo la strategia di Lisbona, ma la quota prevista dal bilancio è invece dello 0,5%: servono maggiori investimenti, magari utilizzando le quote mediocredito a favore delle imprese. Il bilancio è molto tradizionale, con poche riforme, ma ormai limitarsi ad amministrare non basta per fare dell’Alto Adige, come kompatscher vorrebbe, la terra più vivibile d’Europa.

La discussione prosegue nel pomeriggio.

(MC)