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Consiglio | 11.12.2019 | 13:03

Lavori Consiglio: Discussione generale sul bilancio 2020

Gli interventi dei conss. Urzì, Foppa, Rieder, Mair.

La seduta di questa mattina del Consiglio provinciale è cominciata in lieve ritardo a causa dell’assenza della Giunta, riunita in seduta poiché, come ha spiegato Gerhard Lanz (SVP) portando le scuse dell’esecutivo, non era riuscita a riunirsi ieri a causa del prolungarsi del Consiglio regionale. Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) e Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) hanno protestato per quest’assenza, ritenendola una mancanza di rispetto: “La seduta di Consiglio era nota”, ha detto Urzì, “La Giunta avrebbe potuto riunirsi prima delle 10”, ha aggiunto Knoll.

Alla ripresa dei lavori, il pres. Josef Noggler ha ricordato Umberto Montefiori, consigliere eletto nell’XI legislatura con la Lega Alto Adige Südtirol e presidente dell’assemblea  dal giugno 1996 al dicembre 1998, mancato due giorni fa all’età di 73 anni: “Montefiori ha guidato il Consiglio con la correttezza e il rigore della sua esperienza da carabiniere, ma anche con un’umanità che lo ha fatto apprezzare da tutti gli schieramenti politici”. L’aula ha osservato quindi un minuto di silenzio in suo ricordo.

Lo stesso pres. Noggler ha quindi informato che il cons. Carlo Vettori aveva costituito il nuovo gruppo consiliare “Alto Adige Autonomia”, e che il gruppo della Lega aveva scelto come nuovo nome “Lega Salvini Alto Adige Südtirol”: “Nuova capogruppo è la consigliera Rita Mattei”.
È quindi cominciata la discussione generale della manovra finanziaria della Provincia, contenuta nei disegni di legge n. 39/19 “Disposizioni collegate alla legge di stabilità 2020”, n. 40/19“Legge di stabilità provinciale per l'anno 2020” e n. 41/19 “Bilancio di previsione della Provincia autonoma di Bolzano 2020-2022” e presentata venerdì scorso dal presidente della Provincia Arno Kompatscher.
Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha ricordato la presidenza di Montefiori, caratterizzata da un’umanità che va oltre le ruvidezze della politica, invitando a prendere esempio da questo atteggiamento e a ricercare sempre negli avversari politici gli elementi di umanità che consentono di trovare punti di contatto e di capire le ragioni dell’altro. In quanto alla relazione programmatica, si trattava di visioni che non sempre entravano nel dettaglio, ed esprimeva più sentimenti che questioni amministrative: “Un ragionamento nel dettaglio sarebbe molto più concreto”. In ogni caso, il presidente aveva fatto riferimento al compromesso, che non sempre regge quando si vuol far contare il proprio peso incondizionatamente. In riferimento alla sanità, “il tema dei temi”, Urzì si è sorpreso del riferimento di Kompatscher al “criticabile atteggiamento dei cittadini che trascurano la propria salute”, perché rimanda la responsabilità ai cittadini stessi, non al sistema che non è pronto ad affrontare la sfida: “Sono quindi i cittadini che si ammalano troppo!”. Urzì ha criticato questa impostazione, ritenendo invece necessari interventi di forte impatto per migliorare la qualitá di un servizio sanitario che anche secondo le statistiche non è eccellente. Relativamente al personale - “Posso parlare di personale specializzato?”, ha chiesto qui ironicamente Urzì riferendosi al modello austriaco - il consigliere ha ricordato la proposta di una rete di medici di base “non necessariamente in possesso del patentino di bilinguismo, tanto più che il medico di base viene scelto dai cittadini”, rammaricandosi che fosse stata rigidamente respinta. Una rigidità che contrasta con gli interventi messi in atto affinché possa operare in Alto Adige un medico che non conosce la lingua italiana, in un’ottica di “extraterritorialità”. Questo tipo di approccio legislativo è usuale: non si rimuovono gli ostacoli, ma si forza alzando l’asticella, fino ad arrivare alla Corte costituzionale. Lo stesso è stato fatto per la norma d’attuazione sulla toponomastica in Commissione dei Sei. Sul tema dell’edilizia sociale, nella relazione manca un piano per l’edilizia pubblica, al fine di alzare l’offerta di alloggi sociali per calmierare il mercato degli affitti, contribuendo a ridurre anche la pressione sul ceto medio. Su Bolzano, nella relazione c’è solo una riga, nell’ambito del testo sui grandi progetti viari e in riferimento al tunnel sotto il Monte Tondo, più di sollievo per i pendolari da Sarentino - al pari del tram che era pensato più come metropolitana di superficie per Appiano e Caldaro, “cosa di cui i bolzanini si sono accorti” - , e il sottopasso di via Roma: “Nessuna traccia della circonvallazione a Bolzano sud”, mentre ogni cittá che si rispetti ne ha ormai una; ci si chiede quindi quando partirá la famosa “Agenda Bolzano” di cui si parla da decenni: “È possibile che questa visione non solo non ci sia, ma nemmeno venga rivendicata?”, e questo nonostante nel capoluogo vivano un terzo dei cittadini altoatesini. Urzì ha quindi segnalato che a pagina 14 della relazione programmatica, oltre a ribadire le distanze da uno Stato che “pretende cassa”, si citava la “neutralità fiscale”, con riferimento al pericolo della flax tax e alla necessità di scongiurarlo, nel caso di un Governo di Lega e Fratelli d’Italia, “come sarà il prossimo”, ha sottolineato Urzì. Questo era quindi un messaggio alle varie categorie economiche e un’espressione della preoccupazione di minori entrate fiscali per la Provincia, senza pensare ai cittadini che vorrebbero meno tasse, ed era una totale assenza di fair play verso l’alleato della Lega, che flax tax proponeva proprio la flax tax. Ampia parte della relazione è destinata al tema dell’integrazione dei nuovi cittadini, che Kompatscher vuole incentivare, “e io sono al suo fianco”, ma c’è anche un riferimento a una “politica miope e populista” in quest’ambito: “A chi si riferiva, presidente? Secondo la stampa, era un velato riferimento ai Suoi alleati, ma io credo sia un errore”. Anche da qui si rileva che la posizione di Kompatscher è chiaramente di sinistra, ma la SVP è un partito pragmatico, o forse opportunista, e ha formato la Giunta sulla base di equilibri che non sempre rispecchiano le reali preferenze. Kompatscher ha parlato di una società “tollerante”, ma fino a che punto? Verso chi si comporta male e non rispetta le regole, per chi non ha titolo di venire in Italia e in europa e quindi è clandestino, ci vuole “tolleranza zero”. Nel bilancio, ha rilevato Urzì, ci sono 1,2 mld € per gli investimenti nel 2020, ma 900 milioni nei due anni successivi: si verifica quindi un calo, ed aumenta la spesa corrente per un apparato amministrativo elefantiaco. Kompatscher parlava poi nella relazione della fiducia da parte degli oppositori politici che nasceva dalla stabilità politica, e Urzì ha chiesto a chi si riferiva, sottolineando che in un anno l’Alto Adige era sceso dal primo al decimo posto della classifica di Italia Oggi. Il consigliere ha infine criticato il riferimento all’ossatura identitaria, citata già a pagina 3, e il riferimento alla doppia cittadinanza: in questo caso, mentre si afferma che il 63% dei cittadini è contrario, si dice che si troverá il modo per ottenerla: “Sulla base di quale legittimazione politica?”. Il tema era divisivo, e non opportuno il suo inserimento nella relazione al bilancio. Criticabile era anche riprendere a pagina 3 un tema archiviato “in silenzio”, col riferimento a “un’ostinata bagarre” sulla questione del termine Alto Adige”: il presidente qui addirittura attribuiva la responsabilità non a chi aveva lanciato la provocazione, ma a chi a essa aveva reagito, garantendo però poi il silenzio in aula: oltre a lodare la politica del compromesso, sarebbe stato opportuno ribadire nella relazione anche il significato del rispetto e del fair play.

Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha segnalato innanzitutto che la situazione dell’Alto Adige è positiva: la provincia è un modello a livello internazionale in quanto ad occupazione, PIL, dati sul turismo e sull’export, tasso di natalità. Di questo si può essere fieri, ma bisogna anche chiedersi qual è il prezzo, quali le ombre. Non si può parlare di sostenibilitá senza far riferimento all’altra faccia del sistema di produzione, e al fatto che non è certo l’ambiente che viene messo al primo posto: “I giovani ci dicono che non possiamo più guardare solo un lato della medaglia”. Alla base dell’imponente export di mele, per esempio, stanno industrializzazione e monocultura, sempri nuovi impianti, uso di fitofarmaci, interventi sulla biodiversità. Lo stesso riguarda l’imponente produzione di latte: l’importanza dell’agricoltura, e di quella di montagna in particolare, non può essere negata, ma non va dimenticato lo sfruttamento intensivo dei prati. Kompatscher evidenzia l’importanza dell’autonomia, ma nello stesso tempo si prendono le distanze dal sistema FUSS per diventare dipendenti da Microsoft, e in quanto all’autonomia digitale si utilizzano sistemi per nulla facili e vicini al cittadino. Facendo riferimento anche alla recente elezione della giovane premier finlandese, foppa ha poi criticato che il presidente Kompatscher avesse solo vicepresidenti machi, e segnalato che le donne sono sottorappresentate, sottopagate nelle professioni da loro maggiormente svolte, stanche, impoverite. Il 17% della popolazione è a rischio povertà, e questo non viene considerato, così come l’aumento della solitudine, della pressione per le prestazioni; manca un’economia sociale collegata all’ambiente e alla cultura, e una vera politica di sostenibilità, non esente da rinunce: chi ha cominciato davvero a vivere sostenibilmente ha dovuto frenare. Questo è importante anche in ambito turistico: si pensi alla torre di vetro sotto al Catinaccio, o all’aeroporto, che di fatto è stato venduto, nonostante il messaggio della popolazione fosse chiaro, ed era per nessun aeroporto o un aeroporto più piccolo. In quanto al sistema democratico si diffonde la sensazione che candidarsi per l’opposizione sia rischioso, e che questo porti a svantaggi soprattutto nei paesi: nei comuni nascono nuove strutture autoritarie, e questo nonostante Kompatscher si sia presentato come paladino della partecipazione, posizione che è stata contraddetta dal fatto che il primo disegno di legge della maggioranza fosse quello che rivedeva la legge sulla democrazia diretta. Il parlamentarismo è un valore importante, ma spesso anche in aula c’è un atteggiamento di sufficienza verso il dibattito politico, a volte trascurato anche dall’opposizione, che preferisce rivolgersi direttamente ai mesia. Questo atteggiamento è pericoloso, così come quello della maggioranza verso la provocazione della Süd-Tiroler Freiheit in merito alla denominazione “Alto Adige”. In questo anno di legislatura sono mancate sia visione che disponibilità al compromesso: l’intera relazione programmatica era una risposta all’opposizione, non la proposta di un ampio progetto da parte di un presidente sempre più isolato, anche nella sua stessa coalizione. Questo atteggiamento aveva origine giá dalla formazione del governo, basata su un mero elenco di punti, e si rifletteva anche sulla bassa considerazione del partner di governo, nemmeno invitato alla conferenza stampa programmatica. Mancava, fondamentalmente, coraggio.

Maria Elisabeth Rieder (Team K), sottolineando di credere che consiglieri e consigliere rappresentino innanzitutto i cittadini e non un partito, ha ritenuto di essere stata forse ingenua nel prendere in considerazione l’offerta di collaborazione fatta da Kompatscher a inizio legislatura, dato che le proposte dell’opposizione costantemente vengono ignorate. Il bilancio di 6,2 mld € è il più ricco finora registrato, grazie al lavoro e alle imposte pagate dalla popolazione, e della relazione programmatica molto si può condividere, a partire dall’affermazione del presidente sulla necessità di agire per tempo e stilare delle priorità. Tuttavia, dov’erano queste priorità nell’ultimo anno? Sanità e pensioni saranno una sfida molto importante del futuro, ma anche qui ci si è limitati ad annunci e belle parole, a conferenze stampa che presentano una sanità come di fatto non è, anche se fa piacere che l’ass. Widmann voglia attuale delle proposte che il Team K ha fatto da tempo. Non si è mai parlato delle migliaia di collaboratori che da anni garantiscono una buona prestazione sanitaria, compresi il personale amministrativo, delle pulizie, dei magazzini, delle mense: 471 di loro si sono licenziati da gennaio 2017 ad aprile 2019, e questo fa paura; ci vogliono buone condizioni di lavoro e stipendi adeguati, mentre il contratto collettivo per il personale non medico è scaduto, mentre a breve sarà urgente la sfida dei pensionamenti. Bisogna poi pensare agli anziani, a coloro che hanno contribuito a costruire la provincia e che continuano ad aiutare i figli, a coloro che avrebbero bisogno di  cure, di alloggi diversi, di un apprezzamento visibile. Che ne è stato delle iniziative promesse per l’aumento delle pensioni minime, e del rinnovo del Piano sociale provinciale che risale al 2007 ed è decaduto nel 2009? Da agosto c’è un tavolo tecnico sull’assistenza, ma i lavori non sono stati avviati. TRa 10 anni un quarto della popolazione avrà più di 65 anni, e mancano posti nelle case di riposo, vanno creati 1.000 nuovi posti e reperite 2.200 unitá di personale. Non affrontare la questione va a scapito soprattutto delle donne. Bisogna garantire la conciliabilità famiglia lavoro, ma anche una retribuzione adeguata del personale, per lo più donne,m che si occupa dell’assistenza all’infanzia, cui manca un contratto aggiuntivo, promosso da anni: “Una Tagesmutter riceve 4 € lordi l’ora, spese per il cibo comprese”. Il Team K ha fatto numerose proposte sul tema, tutte respinte. Non vanno ridotte le  prestazioni sociali, ma piuttosto bisogna fare in meno che sempre meno persone ne abbiano necessità. Collegare la riduzione dell’IRAP agli stipendi va bene, ma è necessario garantire davvero retribuzioni migliori e migliori condizioni di lavoro, sia nel pubblico che nel privato. Nel programma si parla della creazione di un fondo a questo scopo per favorire la conciliabilitá famiglia e lavoro anche nel privato: “Ho presentato un apposito ordine dle giorno, e mi auguro che la maggioranza lo sostenga”. Nel programma si parla anche si sostenibilitá, e questo è positivo, ma si potrebbe cominciare ad adottarla con la cava di gais. Il presidente ha richiamato alla responsabilità dei singoli e ha chiesto fiducia, ma bisogna considerare che per prima la politica risulta poco credibile,anche per comportamenti poco dignitosi, a partire dai comportamenti in aula e dal fatto che alcuni comportamenti della maggioranza hanno cercato di minare gli strumenti a disposizione dell’opposizione.

Ulli Mair (Die Freihietlichen) ha segnalato che Kompatscher impersona “la conformità di essere diversi”, poiché quello che fa non si distingue dal mainstream. Il suo bilancio non è caratterizzato da indipendenza e differenza, meglio sarebbe un presidente scomodo, che si distingue. In questo sistema, chi parla dei fatti viene etichettato come populista ed emarginato, ma poi se ne adottano le proposte. Kompatscher parla di sostenibilitá, ma nello stesso tempo promuove l’aeroporto e non frena i transiti dei mezzi pesanti sul territorio provinciale, rimettendosi solo alle disposizioni della UE, senza far valere l’Autonomia. I politici di un tempo non pensavano solo alla loro popolarità nei social media, che non c’erano: la generazione attuale della SVP, invece, cerca solo di piacere a Roma e Bruxelles. In quanto a temi concreti, il parco della stazione a Bolzano è diventato simbolo del mancato interesse da parte della politica. Col mercatino si è cercato di coprire il traffico di droga che i si svolge, e che chi abita nella zona ben conosce, così come conosce i mendicanti stanziali. Nonostante le molte proposte dei Freiheitlichen, Kompatscher non ha mai fatto nulla, a partire da quando era presidente del Consorzio dei Comuni: egli agisce solo su pressione dei media, mentre è necessario intervenire contro quelle persone che abusano del diritto d’asilo e con il loro comportamento danneggiano non solo la popolazione locale, ma anche chi si comporta correttamente. Nel 2017, più del 50 degli autori di reati erano stranieri, ma il problema della sicurezza viene affrontato, anche a Merano, con inattività e tolleranza: questo è il vero populismo, che permette che si creino zone dove non vige la legge. Si sarebbe dovuto agire prima, invece ci si è dedicati a progetti inefficaci come “hamet2”, e non sono stati coinvolti i Comuni; tanto più tempo passa senza che si intervenga, tanto piú il problema si aggraverá. Mair ha segnalato a questo proposito che della partecipazione della Lega al governo non si vede traccia: essa si dedica più ai social media che a mettere alle strette il partner di governo, che esercita una politica caratterizzata da un populismo di centrosinistra, senza assumersi la responsabilità del fatto che uscire la sera diventa pericoloso. Il presidente rivendica decisioni coraggiose, ma invece esercita una politica dell’adattamento e del silenzio. Per esempio, non vengono affrontati i problemi del ceto medio e le esigenze delle famiglie locali, che avrebbero bisogno in primo luogo di un alleggerimento fiscale. In quest’ambito avrebbero spazio d’intervento anche la regione e i Comuni, per esempio con l’abolizione dell’addizionale IRPEF, inoltre andrebbero introdotti lo splitting fiscale ed esenzioni piuttosto che con assegnazioni, anche per contrastare la paura di fare figli. Il requisito della residenza di 5 anni per accedere a certi contributi deve essere innalzato a 10 anni o addirittura a 15, anche in un’ottica di tutela delle minoranze  quindi dell’Autonomia. va inoltre considerato che i genitori non hanno ancora libertá di scelta riguardo all’assistenza dei figli: l’assistenza da parte di estranei viene costantemente sovvenzionata, quella in famiglia no, e oltretutto la remunerazione delle lavoratrici del settore è ridicola; la politica della famiglia della Provincia è fallita, e lo dimostra il basso tasso di natalità delle donne locali, le cui famiglie vanno sovvenzionate maggiormente. Un altro problema è quello della mancanza di forza lavoro: per rendere i posti di lavoro più attrattivi, ancora una volta è opportuno sostenere le famiglie, mentre se si apre a forza lavoro da fuori bisogna controllare che chi entra sia rispettoso della società locale e desideroso di lavorare, non solo di accedere ai servizi sociali. Bisogna fare un’analisi dei costi rispetto a quanto effettivamente viene prodotto e quanto si spende in misure di integrazione, considerando costi e benefici, e bisogna evitare che le forze lavoro vengano sfruttate e che la collettività si debba fare carico dei relativi costi.

La discussione prosegue alle 14.30.

(MC)