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Consiglio | 18.10.2019 | 18:35

L’Osservatorio disabilità per un Alto Adige accessibile a tutti

Edifici pubblici senza barriere, informazioni tattili e visive, sensibilizzazione del personale dei trasporti: sono i provvedimenti necessari per garantire accessibilità e mobilità non solo alle persone con disabilità, ma a tutti. È il risultato della seduta pubblica dell’Osservatorio sui diritti delle persone con disabilità.

L'intervento di Morandini alla Seduta pubblica, con le traduzioni scritte e in lingua dei segni. (Foto: Consiglio/Werth)ZoomansichtL'intervento di Morandini alla Seduta pubblica, con le traduzioni scritte e in lingua dei segni. (Foto: Consiglio/Werth)

Ingressi principali degli edifici pubblici accessibili a tutti, informazioni d’emergenza e orientamento tattili e visuali, tabelle orarie comprensibili, scuolabus inclusivi: di questo – e molto altro – hanno bisogno le persone disabili per muoversi in libertà e accedere a notizie, informazioni, servizi. È quanto è risultato dalla seduta pubblica dell’Osservatorio sui diritti delle persone con disabilità, ospitata quest’oggi al MEC presso la Fiera di Bolzano, cui hanno partecipato persone disabili, famigliari, operatori e operatrici del settore e semplici interessati.

“Siamo qui oggi”, ha accolto gli ospiti la presidente dell’Osservatorio Michela Morandini evidenziando la completa accessibilità del convegno sia a livello motorio che di comunicazione, grazie a traduzioni nella lingua dei segni, in videoscrittura, in linguaggio facilitato con immagini, “perché, dopo aver indagato tre settori sensibili quali l’abitare indipendente, il lavoro e la mobilità, ora vogliamo che siano i diretti interessati a dire cosa serve per un ambiente totalmente privo di barriere, per una maggiore qualità della vita di tutti, non solo delle persone con disabilità”. Morandini ha quindi presentato gli altri componenti dell’Osservatorio: i neoleletti Max Silbernagl, Leonidas Sarti, Dorothea Passler Mair, Antonio Endrizzi e la riconfermata Marion Hartmann, autorappresentanti in quanto portatori di disabilità, nonché l’esperto in tema d’inclusione Sascha Plangger. I nuovi componenti sono stati ringraziati per la disponibilità a farsi portavoce delle persone disabili anche dal presidente del Consiglio provinciale Josef Noggler, il quale, ricordando che nel preambolo della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità sta scritto che “la disabilità è il risultato dell’interazione tra persone con menomazioni e barriere comportamentali ed ambientali”, ha sottolineato che “poiché certe menomazioni non si possono rimuovere, dobbiamo rimuovere le barriere”. Tutte le leggi del mondo, ha proseguito il presidente facendo riferimento anche alla legge provinciale sull’inclusione, non bastano se non si sa come applicarle nel modo migliore: “Voi potete dirci come farlo”. L’ass. Waltraud Deeg ha aggiunto, ringraziando l’Osservatorio per l’attività di sensibilizzazione, che “ci sono barriere visibili e barriere invisibili, che stanno nella nostra testa, ma tutte impediscono la partecipazione e l’autodeterminazione: abbatterle deve essere obiettivo di tutti noi”.

Come agire nel concreto per garantire una vita autodeterminata è stato discusso dai componenti dell’Osservatorio insieme ai partecipanti al convegno, aperto a persone portatrici di disabilità, famigliari, operatori e operatrici del settore e semplici interessati, nei 4 workshop dedicati all’accessibilità in luoghi aperti al pubblico, a mezzi pubblici di trasporto, a informazione e comunicazione privi di barriere, a quanto è ancora necessario, in Alto Adige, in tema di mobilità e accessibilità. Oltre ai suggerimenti sopra riportati, sono stati proposti, tra l’altro, la consultazione di esperti già in fase di progettazione degli edifici pubblici, app visuali e acustiche sui trasporti pubblici, la sensibilizzazione degli autisti, servizi taxi nelle periferie, sportelli interattivi, anche a livello centrale per chiedere soccorso, piani comunali per l’inclusione e la partecipazione.

“I risultati”, conclude Morandini, “saranno ora raccolti dall’Osservatorio, tradotti in lingua semplificata e discussi con esperti: verificheremo  di cosa ancora c’è bisogno in Alto Adige e faremo un rapporto ai responsabili politici”.

 


(MC)