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Consiglio | 13.09.2019 | 12:35

Lavori Consiglio: Approvata la legge omnibus

Approvato con 19 sì, 9 no e 4 astensioni il dlp 27/19. La seconda parte della discussione articolata e le dichiarazioni di voto.

La discussione articolata del disegno di legge provinciale n. 27/19: Modifiche di leggi provinciali in materia di enti locali, assistenza scolastica, istruzione, scuole per l'infanzia, pubblico spettacolo, ordinamento degli uffici e personale, agricoltura, tutela del paesaggio e dell'ambiente, utilizzazione di acque pubbliche, urbanistica, caccia e pesca, risparmio energetico, igiene e sanità, politiche sociali, lavoro, artigianato, esercizi pubblici, commercio, cave e torbiere, economia, ricerca e innovazione, guide alpine, espropriazione per pubblica utilità, rimborso di spese giudiziarie, legali e peritali, appalti pubblici, finanze e bilancio (presentato dalla Giunta provinciale su proposta dello stesso presidente Kompatscher) è ripresa questa mattina dall’articolo 19, riguardante la legge urbanistica provinciale e prevede lo stralcio da essa del riferimento all’interesse pubblico generale, il cui esame era stato avviato ieri.

L’ass. Arnold Schuler è intervenuto sul tema del turismo, sottolineandone l’importantissimo contributo allo sviluppo della provincia, ma anche il fatto che esso consuma risorse, soprattutto in termini di suolo: compito della politica è gestire bene la situazione, come per tutti gli altri settori. Negli anni /0 e 80 c’è stato un raddoppio dei posti letto nel settore alberghiero, e allora la politica ha imposto un tetto massimo. Dal 1996 si è registrato un calo di 26.000 posti letto, di conseguenza la norma sul tetto massimo è stata alleggerita; contemporaneamente si è guardato alla qualità, per esempio con la possibilitá di aumentare cubatura per essere al passo coi tempi. Da quell’anno l’aumento è dello 0,3 annuo, ora si è tornati al livello del 95, anche se ovviamente è cambiato il volume degli edifici e il numero di pernottamenti è aumentato. Alla luce di questo boom si può permettere di prevedere nuove zone turistiche o di ampliare quelle esistenti? Forse bisogna frenare un pochino per essere pronti alle sfide future. Tuttavia, non bisogna mettere sotto processo il turismo, non è certo solo del turismo la responsabilità del traffico, che è aumentato tutto l’anno. Bisogna trovare nuove soluzioni, non solo pensare a uno stop ai posti letto, che mentre in alcuni comuni sono aumentati, in altri sono calati. Non bisogna farsi prendere dal panico e partire con la corsa alle nuove richieste per paura di un blocco futuro. L’ass. Maria Hochgruber Kuenzer ha chiarito che al 31 agosto sono state presentate 66 domande, per un totale di 35 ettari: ognuno di esso viene verificato. In quanto al raggio di 300 metri, si intende a partire dal centro storico. Ci si basa sempre sulla legge urbanistica vigente, anche riguardo la sospensione delle richieste riguardante il verde agricolo. Pochissimi dei progetti presentati riguardano l’area indicata, e solo 4 riguardano comuni altamente sviluppati; anche se va ben considerato quali comuni possono considerarsi ancora non sviluppati, e rivedere la classificazione. L’assessora ha chiesto di approvare il suo emendamento presentato ieri, che lancia un segnale di responsabilità e garantire la qualità della vita. Approvato l’emendamento assesorile, respinti gli altri (Foppa, Faistnauer), l’articolo è stato approvato con 19 sì, 7 no e 6 astensioni.

L’articolo 20 riguarda le norme per la protezione della fauna selvatica e per l’esercizio della caccia. L’ass. Arnold Schuler ha presentato un emendamento riguardante i casi di  consegna degli uccelli selvatici malati o feriti ai centri di recupero; Peter Faistnauer (Team Köllensperger) ha chiesto con emendamento che fosse segnalata la presenza di fototrappole o videotrappole, anche per tutelare la privacy dei cittadini: “Molti cittadini me l’hanno chiesto”. Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha sostenuto la proposta, evidenziando però che il problema sta a monte: in passato esse venivano installate dall’Ufficio Caccia e pesca senza parlare coi proprietari, “se essi verranno informati si troverá comprensione. Bisogna agire con trasparenza”. Anche Franz Locher (SVP) ha criticato le installazioni senza intesa col proprietario; gli uffici hanno agito con uno spazio di manovra eccessivo: dovrebbero invece chiedere, forestali compresi. Brigitte Foppa (Gruppo  Verde) ha evidenziato che da quanto detto in aula sembra che ci sarebbero più cartelli che alberi nei boschi, e domandato cosa mai succede nei boschi da chiedere in maniera così pressante la tutela della privacy, quando basta uscire in piazza Magnago per essere ripresi da cento telecamere, che altri partiti richiedono. Locher ha risposto che la piazza è un terreno pubblico, non privato. L’ass. Arnold Schuler ha chiarito che le videocamere vengono installate per vari scopi, e ora la materia va regolamentata. La videosorveglianza per motivi di caccia non sarà più ammissibili, ma la richiesta di autorizzazione al proprietario non è possibile perché il monitoraggio è di interesse pubblico: informare è invece possibile. Si è detto quindi scettico sui cartelli, non solo per motivi estetici, ma anche per motivi pratici: in un bosco è più difficile esporre un cartello, perché vi si accede da diverse direzioni. Accolto l’emendamento assessorile, respinto quello di Faistnauer, l’articolo è stato approvato con 21 sì e 11 astensioni.

Approvati gli articoli 20 bis e 21.

L’articolo 22 riguarda le norme in materia di programmazione, contabilità, controllo di gestione e di attivitá contrattuale del servizio sanitario provinciale. Franz Ploner (Team Köllensperger) ha presentato tre emendamenti, chiedendo di inserire un riferimento al budget annuale, al bilancio di esercizio e all’anno di riferimento. L’ass. Thomas Widmann ha parlato di un articolo molto tecnico con terminologia chiara, che non andava modificata. Ha spiegato poi che l’articolo prevede la riduzione a due di vari strumento di pianificazione, con adeguamento delle relative scadenze a quelle della Giunta. Respinti gli emendamenti, l’articolo è stato approvato con 19 sì e 13 astensioni.
L’articolo 23 riguarda la struttura organizzativa del Servizio sanitario provinciale. 3 gli emendamenti di Franz Ploner (Team Köllensperger), che ha chiesto di inserire dei riferimenti legislativi UE sul riconoscimento delle qualifiche professionali e la parificazione delle due lingue provinciali per l’iscrizione all’Ordine dei medici, a garanzia della libera di circolazione dei medici che vengono dall’estero: “Da giugno, senza la conoscenza della lingua italiana non è più possibile la registrazione nell’Ordine dei Medici anche se è stato riconosciuto il titolo di studio, e la conseguenza è che mancano medici sia nel servizio pubblico che nel privato”, ha spiegato. Inoltre, ha chiesto l’inserimento in tutti i presidi ospedalieri con due sedi apposite strutture complesse con il relativo dirigente medico e di un direttore amministrativo. Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha riferito di un medico valdostano che parla solo francese e può ciononostante esercitare, e rilevato che esistono due pesi e due misure: oltre a  ribadire sempre che italiano e tedesco sono parificati, in provincia di Bolzano, bisognerebbe chiedere quale requisito per l’iscrizione all’Ordine la conoscenza parlata dalla maggioranza della popolazione, vale a dire il tedesco. Ha quindi segnalato che all’ospedale di Bressanone esercita una dottoressa che non conosce il tedesco e ha detto a un paziente che le si deve rivolgere in italiano, evento che il direttore dell’ospedale ha negato. Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha fatto riferimento al ricorso sottoscritto da tutti i consiglieri di madrelingua tedesca e ha quindi sostenuto la proposta di Ploner, aggiungendo però anche se lo Statuto è già chiaro, bisogna prevedere per legge provinciale che questo deve valere per tutti gli ordini professionali. Il pres. Arno Kompatscher ha riferito che la Giunta si impegna in modo determinato nella tutela di questo pilastro. Il problema nasce dal fatto che il legislatore nahzionale non ha considerato nel decreto legislativo 206 che in Alto Adige ci sono due lingue ufficiali: per anni questo non è stato un problema, solo ora è scoppiato il caso. La direttiva europea fa riferimento alla lingua ufficiale, il legislatore italiano avrebbe dovuto riconoscere che in Alto Adige, e solo qui, anche la lingua tedesca lo è. I parlamentari sudtirolesi hanno fatto richiesta di integrare il decreto, ma anche la Provincia ha competenza in questo settore, può inoltre attuare direttamente le direttive UE: nella legge europea sarà quindi inserito un articolo sugli ordini professionali; questo è stato deciso dopo un confronto con esperti di diritto. Rimane comunque l’obbligo di bilinguismo per l’impiego pubblico. L’ass. Thomas Widmann ha riferito che ci si è impegnati consultando molti esperti ed arrivando alla conclusione che la strada migliore per raggiungere l’obiettivo comune è la legge europea. In quanto alle strutture complesse, non ha senso inserirle oa nella legge: gli stessi responsabili degli ospedali non lo vogliono, in quanto queste decisioni spettano alla Giunta e non alla legge. Inoltre, i responsabili amministrativi esistenti ritengono che il sistema funzioni bene così com’è. L’articolo rende più snelle le scadenze, passando da 30 a 10, per incentivare l’Azienda a fornire la documentazione più rapidamente. Respinti gli emendamenti di Franz Ploner, Sven Knoll (STF) ha chiesto al pres. Kompatscher di avere il testo della disposizione linguistica in preparazione, per verificare che non si adotti al definizione di Autonomia territoriale usata dalla Consulta: va inserita la componente etnica. Il presidente della Provincia ha risposto che lui difende sempre la motivazione etnica alla base dell’Autonomia, istituita a tutela di una minoranza.  l’articolo è stato approvato con 19 sì e 12 astensioni.

Approvati gli articoli 24 (con lo stralcio, richiesto dall’ass. Widmann, delle parole “dettagliati” e “sono predisposti in ordine prioritario d’acquisizione”), 25 e 26.

L’articolo 27 riguarda il riordinamento del servizio sanitario provinciale. 6 gli emendamenti. Franz Ploner (TK) ha presentato un emendamento sostitutivo, chiedendo che la durata in carica della Commissione conciliativa per le questioni di responsabilità in ambito sanitario dovrebbe restare in carica 5 anni (ora 3), essa dovrebbe comprendere anche un medico legale e richiedere due pareri legali esterni. (Gruppo Verde) ha chiesto che nella commissione ci fosse anche una persona che rappresenta le parti lese designata dalla Federazione per il sociale e la sanità. L’ass. Thomas Widmann ha risposto che si tratta di una commissione tecnica e non paritetica. Ha poi presentato i suoi emendamenti con precisazioni giuridiche e transitorie per l’occupazione della Commissione conciliativa: questi sono stati accolti, mentre quelli dell’opposizione sono stati respinti. L’articolo è stato approvato con 19 sì e 12 astensioni.

L’articolo 28 riguarda l’autorizzazione alle Unità Sanitarie Locali a stipulare, in casi di emergenza, convenzioni con altri istituti di ricovero per la messa a disposizione di sanitari. Franz Ploner (TK) ha chiesto  che i contratti d’opera o rapporti di diritto privato possano essere prorogabili per altri 5 anni (max), in modo da garantire sicurezza di pianificazione, e che al fine di garantire il regolare svolgimento del servizio di emergenza nei servizi di Pronto soccorso sia possibile assumere medici senza formazione specialistica. L’ass. Thomas Widmann ha replicato che i contratti d’opera sono limitati a 5 anni dalla legge statale, e che la proposta sul Pronto Soccorso si potrebbe accettare, ma l’ex ministra Grillo l’avrebbe ritenuta incostituzionale: prima di intervenire, bisogna confrontarsi in merito con il nuovo ministro. Respinti gli emendamenti, l’articolo è stato approvato con 26 sì, 1 no e 5 astensioni.

Approvato l’articolo 29.

L’articolo 30 riguarda il riordino dei servizi sociali. Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha riportato con emendamento una proposta con misure accompagnatorie di compensazione e formazione in caso di sostituzioni. L’ass. Waltraud Deeg ha fatto riferimento alla necessità di garantire il servizio, e chiarito che chi viene assunto viene già accompagnato e formato. Respinto l’emendamento, l‘articolo è stato approvato con 20 sì e 11 astensioni.

(L’articolo 31 era stato soppresso in commissione).

L’articolo 32 riguarda gli interventi di politica attiva del lavoro. L’ass. Philipp Achammer ha proposto un emendamento al fine di prevedere progetti di inserimento per persone con disabilità, affidando i relativi mezzi alle imprese ausiliarie al fine di sgravare gli uffici dal lavoro burocratico: “Questo emendamento era stato cancellato in commissione per errore”. “Non è stato un errore”, ha ribattuto Brigitte Foppa (Gruppo Verde), facendo riferimento al proprio emendamento con cui chiedeva l’introduzione di un’indennità per le persone con dignità, al fine di permettere loro di vivere dignitosamente. Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha appoggiato la proposta, ha però fatto riferimento alle persone disabili che non possono disporre liberamente dei fondi perché se ne occupano tutori o genitori; ha aggiunto che alcuni portatori di disabilitá possono lavorare, altri no. Bisogna garantire che chi ha diritto al reddito di base ne possa effettivamente disporre. L’ass. Waltraud Deeg ha replicato che giá nell’ultima legislatura erano stati previsti 80 posti di lavoro per le persone con disabilità; il problema è che questo deve essere riconosciuto come valore aggiunto anche dalle aziende, perché la loro presenza è un vantaggio per tutti,  in modo che più persone possibili vengano incluse. Le persone che lavorano in un laboratorio ottengono ora una serie di erogazioni e prestazioni che sono migliori di quanto previsto da Foppa, arrivando fino a 2.200 € al mese. L’ass. Philipp Achammer ha spiegato che alcuni progetti di inclusione sono, a livello giuridico, dei tirocini, per i quali la Provincia paga alle aziende una somma aggiuntiva: se si richiede “pari pagamento per pari lavoro” questo non sarebbe più possibile. Accolto l’emendamento assessorile, respinto quello di Foppa, l’articolo è stato approvato con 19 sì e 13 astensioni.

L’articolo 33 riguarda l’ordinamento dell’artigianato.

L’ass. Philipp Achammer ha presentato un subemendamento affinché la figura dell’addetto alla conservazione del paesaggio non fosse confusa con quella del “manutentore del verde” e un emendamento sostitutivo riguardante con un riferimento all’elenco dei Maestri artigiani, apprezzato da Gerhard Lanz (SVP). L’articolo così modificato è stato approvato.

L’articolo 34 riguarda le Norme in materia di esercizi pubblici: è stato approvato con un emendamento sostitutivo assessorile, così come l’articolo 35 riguardante il Nuovo ordinamento del commercio. Su richiesta di Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) l’assesore ha spiegato che il Tecnico del commercio corrisponde alla formazione di Maestro in quel settore.

L’articolo 36 riguarda la disciplina delle cave e delle torbiere. Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha proposto, facendo riferimento anche al caso di Gais, di introdurre una distanza di almeno 300 mt tra queste aree e quella insediabile, e di introdurre l’obbligo al ripristino dello stato originario alla fine dell’attività. L’ass. Philipp Achammer ha risposto che, in quanto alla distanza, è necessario valutare caso per caso. Il ripristino sarà previsto in una legge provinciale con disposizioni coordinate a quelle della norma urbanistica. Respinti gli emendamenti, l’articolo è stato approvato con 22 sí e 11 no.

Approvati infine, senza discussione, anche gli articoli 37, 38, 38 bis, 38 ter, 38 quater, 38 quinquies, 38 sexies, 39, 40 e 41.

Nell’ambito delle dichiarazioni di voto, Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha annunciato voto contrario facendo riferimento al “ministero della propaganda provinciale”, allo sviluppo turistico e a quanto accade in ambito sanitario: negli ultimi anni sono stati fatti molti sforzi, ma il sistema sanitario è carente in quanto a tempi d’attesa, comunicazione nella lingua madre, certezza del personale negli ospedali periferici, incertezza per i medici che parlano solo tedesco. Si attende di vedere cosa sará inserito nelle legge europea provinciale.

Evidenziando la difficoltà di valutare una omnibus, Adreas Leiter Reber (F) ha chiarito di essere d’accordo su alcuni articolo ma non su altri, e che in commissione erano stati accolti alcuni contributi dei Freiheitlichen. Ha quindi annunciato astensione.

La norma è stata approvata con 19 sì, 9 no e 4 astensioni.

La seduta prosegue con l’esame delle mozioni della maggioranza. 

 

 

(MC)