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Consiglio | 12.09.2019 | 11:38

Lavori Consiglio: materiale scolastico, lavoratrici nelle PMI, comunicazione e trasparenza

Discusse mozioni di Süd-Tiroler Freiheit, Gruppo Verde e Team Köllensperger.

La seduta di oggi del Consiglio provinciale è stata inaugurata dalla presentazione della mozione n. 152/19: Acquisto di materiale scolastico: fornire un aiuto finanziario ai genitori da parte di Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit). Riferendo che già in prima elementare l’acquisto di tutto il materiale di base (cartella, astuccio, sacca per la ginnastica ecc.) comporta una spesa non indifferente per molti genitori, che può arrivare fino a 150 euro per figlio, e che in Austria viene corrisposto un assegno di inizio anno scolastico, senza che sia necessario presentare un’apposita domanda, poiché il denaro viene versato a settembre per ogni figlio di età compresa tra sei e 15 anni, mentre in provincia di Bolzano nonostante l’assegno libri per gli alunni di terza, quarta e quinta superiore, rimangono alti i costi annuali di acquisto del materiale per la scuola, come segnalato anche nell’ambito del “Consiglio provinciale per i bambini” del 2017, la consigliera invitava il Consiglio a deliberare che dalla prima elementare fino alla fine del percorso scolastico le scuole mettessero a disposizione all’inizio di ogni anno il materiale scolastico necessario allo scopo di sgravare finanziariamente soprattutto le famiglie bisognose. Atz Tammerle ha segnalato che spesso gli insegnanti richiedono l’acquisto di materiale costoso, come pennelli da 15 € che vengono usati pochissimo, e mostrato un intero sacchetto di acquisti fatti in base a una dettagliata lista fornita dalla scuola, evidenziando il costo degli oggetti e il fatto che sono eccessivamente ricercati per l’utilizzo che se ne fa in classe; ha aggiunto che molto del materiale dovrebbe essere messo a disposizione dalle scuole, e acquistato tramite gara da offerenti locali, in modo da ottenere un prezzo più conveniente.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha condiviso la proposta: ricordando i suoi anni da rappresentante dei genitori, ha riferito che questo problema era segnalato molto spesso. Nei primi giorni di scuola non si finisce più di fare acquisti, e lo si vede dalle code nei negozi. tante scuole si sono organizzate e consegnano le liste a fine dell’anno scolastico, ma la spesa resta a carico della famiglia. Tanti anni fa ci si lamentava per il costo dei libri, ma “per fortuna ci furono le elezioni e quindi fu introdotto l’assegno libri”, ora vanno trovate delle soluzioni per aiutare le famiglie anche in questa spesa. 
Alex Ploner (Team Köllensperger) si è detto convinto della necessità di aiutare le famiglie, anche indipendentemente dal reddito, seguendo l’esempio austriaco. La scelta dei materiali scolastici, peraltro, dovrebbe essere libera e fatta sul libero mercato, senza che la scuola acquisti oggetti uguali per tutti. Bisognerebbe, come in Austria, fornire un assegno scolastico alle famiglie a inizio anno, senza necesitá di bando, domanda ecc. Se si spendono 150 euro per alunni si arriva a più di 13 milioni: è un po’ caro, ma vale la pena ragionarci su.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), cofirmatario, si è detto aperto all’ipotesi di un aiuto per tutti, sottolineando tuttavia che vanno aiutate prima le famiglie bisognose. L’attrezzatura di base va messa a disposizione dall’Intendenza scolastica, senza che siano previsti materiali troppo differenziati. Se poi un bambino vuole la penna con su un calciatore, la famiglia la può comprare da sé.
Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha detto di apprezzare moltissimo la mozione: il problema è concreto, le liste sono dettagliatissime e prevedono numerosi acquisti. Ha però   aggiunto che avrebbe votato contro la mozione, perché potrebbe favorire solo Athesia, spesso indicata nelle liste quasi fosse un monopolio, e perché vanno aiutate solo le famiglie a basso reddito.
Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha aderito alla proposta ritenendo opportuno aiutare le famiglie, e ha condiviso il suggerimento di Ploner di aderire al modello austriaco. Il Centro tutela consumatori ha già criticato l’indicazione delle marche nelle liste scolastiche. Oltretutto, non solo il materiale scolastico, ma anche le gite sono diventate molto costose.
Magdalena Amhof (SVP) ha evidenziato che il problema esiste, tanto che è stato segnalato anche dalla San Vincenzo. Il collegio docenti dovrebbe confrontarsi sull’effettiva necessitá del materiale. La consegna delle liste prima dell’estate è utile, ma in quanto alla mozione è necessario differenziare in base al reddito.
Gerhard Lanz (SVP) ha sottolineato che il problema esiste, ma la mozione chiede la predisposizione di una lista centrale, e questo non è possibile: sono gli insegnanti che sanno cosa serve. Il 90% dle materiale richiesto è di plastica, quindi forse ognuno deve assumersi le sue responsabilità; l’imposizione di una regola dall’alto non va bene.
L’ass. Philipp Achammer ha riferito che la scuola altoatesina è diversa dalle altre: la Ripartizione Diritto allo Studio liquida ogni anno 60 milioni € per compensare le disuguaglianze, tramite contributi per alloggio fuori sede fino a 3.300 € l’anno, la fornitura dei libri dalla 1a elementare alla 2a superiore, l’assegno libri dalla 3a alla 5a superiore, che può essere usato anche per materiali scolastici e comporta una spesa da 1,8 a 2 milioni €; c’è un contributo per i pendolari, per una somma di 2 milioni€, ora in rielaborazione, dato che c’è l’Abo, sulla base ISEE. Bisognerebbe fare il possibile perché ci siano meno costi, e in questo senso in provincia le mense costano poco, il trasporto è gratuito per gli studenti. L’assessore ha quindi annunciato voto contrario, anche criticando la proposta di far diventare le scuole intermediarie negli acquisti e il possibile aumento di burocrazia. Su un contributo a inizio scuola si potrebbe riflettere, ma costerebbe 10 milioni. Atz Tammerle ha ricordato un ordine del giorno del suo gruppo in occasione dell’assestamento di bilancio, al fine di versare direttamente i contributi alle famiglie: poiché la Giunta l’aveva respinto, si proponeva oggi una modalitá diversa, ma anche questo non andava bene. Dare un contributo potrebbe avere l’effetto indesiderato di far aumentare le richieste degli insegnanti, per questo si era cercato un compromesso. Posta in votazione, la mozione è stata respinta con  12 sí e 18 no.

È ripresa quindi la trattazione della 16. mozione n. 33/19: Rapporto sulla situazione del personale nelle aziende altoatesine, già avviata il 4 luglio, con cui Brigitte Foppa (Gruppo verde) (versione emendata) chiedeva di incaricare l’Ufficio di Presidenza dle Consiglio, in aggiunta all’estensione del rapporto della consigliera di parità sull’equiparazione tra uomini e donne nelle aziende con più di 100 dipendenti anche alle piccole e medie imprese, senza che questo diventi per esse un onere burocratico, di istituire un gruppo di lavoro composto da rappresentanti delle parti sociali e guidato dalla consigliera di parità, e che il rapporto fungesse per l’elaborazione di misure a sostegno della paritá di genere sul posto di lavoro.
Maria Elisabeth Rieder (Team Köllensperger) ha rilevato che gran parte delle imprese altoatesine sono medio piccole, e che è importante passare dalle parole ai fatti, dato che da anni questi rapporti rivelano le difficoltá che hanno le donne nel rapporto di lavoro.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha criticato che fossero previste importanti sanzioni, come la sospensione per un anno dai contributi, per le aziende che non stilano il rapporto: per questo avrebbe votato contro. Inoltre, i gestori delle piccole medie aziende devono essere liberi di gestirle nel modo che preferiscono, in modo da restare competitive e poter restare anche nelle zone periferiche, dove offrono posti di lavoro ai locali.
Anche Andreas Leiter Reber (Die Freihietlichen) si è espresso contro la proposta, ribadendo che per le PMI è difficile e oneroso fornire questi dati. L’idea di misure che agevolino le donne nell’economia privata è giusta e ha a che fare con l’assistenza ai figli e le microstrutture, ma ha a che fare anche con le misure per la maternità nel privato: le singole imprese si trovano in difficoltà, deve entrare in gioco al mano pubblica. Il pres. Josef Noggler si è detto d’accordo sulla creazione di un gruppo di lavoro, sottolineando che anche la consigliera di parità era d’accordo. Foppa ha precisato che nella parte deliberante non si parla di sanzioni, e chiesto di votarla separatamente dalle premesse. La mozione è stata approvata: le premesse con 23 sí e 4 no, la parte deliberante con 25 sí e 4 no.

Paul Köllensperger (Team Köllensperger) ha proposto la 17. mozione n. 3/18: Sostegno alla comunicazione e trasparenza (emendata),  con la quale, sottolineando che il sistema di mezzi di comunicazione e informazione costituisce una componente fondamentale della vita sociale dell'Alto Adige, in primis per quanto attiene alle esigenze democratiche, sociali e culturali della comunità, e che la legge sulle comunicazioni, approvata dalla Giunta provinciale nel settembre 2015, si pone quindi l'obiettivo di "promuovere la libertà e la pluralità dei mezzi d'informazione in Alto Adige" e "garantire un'offerta indipendente, diversificata, equilibrata e capillare di informazioni su tematiche locali" (legge provinciale n. 13, art. 1), nonchè che possono beneficiare della promozione delle imprese di comunicazione locali tra gli altri le emittenti radiotelevisive locali, ma anche i portali informativi online, sottolineava che la concessione di contributi provinciali si basa sulla trasparenza, e che è quindi incomprensibile che questo principio non sia previsto proprio nell'ambito della promozione dei mezzi d'informazione della Provincia, e invitava quindi (1) a modificare le norme sulle telecomunicazioni affinché solo le aziende mediatiche che abbiano reso pubblici gli assetti proprietari e non siano partecipate da fiduciari possano ricevere contributi pubblici, (2) a rivedere la promozione diretta dei mezzi di informazione nell’ottica di un maggiore pluralismo e del sostegno delle piccole aziende, (3) a verificare che beneficino dei contributi solo le aziende che soddisfano i criteri datali della legge provinciale 6/2002,  modificata con la 13/2015, con verifiche se si tratta di contenuti originali, nonché di contenuti incentivabili e tematiche locali, (4) che il contributo base annuo dovrà essere aumentato per le aziende mediatiche che soddisfano tutti i criteri specificati, (5) che i piccoli portali mediatici che non soddisfano i criteri vengano sostenuti in altro modo, per esempio tramite la promozione culturale, (6) che sia introdotto l’obbligo di divulgare mensilmente sulla homepage i dati sull’utilizzo degli introiti da pubblicità e la loro provenienza, obbligo da applicare a tutti gli enti pubblici, comprese le aziende speciali, nonché i Dipartimenti provinciali, (7) che sia affidato al Comitato provinciale comunicazioni il controllo del rispetto dei criteri previsti dalla lp 6/2012, modificata con la lp 13/2015., con la messa a disposizione di adeguate risorse umane.
Sven Knoll (STF) ha dato ragione al proponente sul fatto che i contributi dovrebbero essere rivisti soprattutto per quanto riguarda i media online, che devono produrre contenuti autonomi con una propria redazione, e avere accessi verificati. Essendo cambiato il mondo della comunicazione, anche la legge sui media dovrebbe essere adattata e il Comitato provinciale per le comunicazioni dotato di altri mezzi.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha ricordato che la legge era stata discussa in modo ampio e adattata in modo da fornire un sostegno molto ampio. La modifica a leggi non va fatta tramite mozioni, anche se l’opposizione ha difficoltá a far trattare i propri disegni di legge: bisogna promuovere modifiche del regolamento per ovviare al problema. La consigliera ha chiesto la votazione per  punti separati dicendo di non essere d’accordo con punto 5, “perché la promozione culturale è cosa ben diversa”.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) si è detto d’accordo con la mozione, in particolare con il punto 6, fondamentale perché i cittadini sappiano come vengono spesi i soldi. Problematici sono invece i punti 5 e 7.
Il pres. Arno Kompatscher ha rilevato l’importanza della promozione dei media per garantire democrazia e pluralismo. L’oggettivitá è relativa, e il pluralismo è un rimedio anche per evitare manipolazioni, nella speranza che i cittadini si interessino a quello che accade consultando più fonti. In quanto alal pubblicitá, è giusto che questo sia previsto nella legge, perché bisogna sapere chi è proprietario di un’impresa di comunicazione. Molto di quanto proposto è stato attuato: per verificare quanto è giá previsto e dove si può intervenire, Kompatscher ha proposto di sospendere la mozione per confrontarsi con i suoi uffici e poi eventualmente intervenire con regolamenti alla norma, elaborati insieme al proponente e ai gruppi consiliari che desiderano partecipare. Köllensperger ha accolto la proposta di una collaborazione, ma invitato a votare comunque la mozione, per vedere quali punti incontravano l’apprezzamento dell’aula. La mozione è stata respinta: le premesse con 10 sì, 16 no e 2 astensioni, il punto (1) con 10 sì, 18 no e 2 astensioni, il (3) con 14 sì e 16 no, il (3) con 14 sì, 17 no, il (4) con 12 sí, 17 no e 2 astensioni, il (5) con 8 sí, 22 no e 2 astensioni, il (6) con 12 sí, 18 no e 2 astensioni, il (7) con 12 sí, 18 no e 2 astensioni.

(continua)

(MC)