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Consiglio | 02.07.2020 | 13:14

Lavori Consiglio: strisce pedonali, webinar

Approvate due mozioni della SVP. L’opposizione ha lasciato l’aula contestando l’inammissibilità di un intervento sulla commissione d’inchiesta.

Inaugurando lo spazio riservato alla maggioranza, Franz Locher (SVP) ha presentato la mozione n. 303/20: Illuminazione diretta e centrale delle strisce pedonali (EMENDATA) con la quale evidenziava che soprattutto al mattino presto, se piove e nei mesi invernali, quando il fondo stradale può essere gelato o coperto di ghiaccio e neve, il rischio di incidenti aumenta, in particolare al di fuori dei centri abitati, dove il limite di velocità supera i 50 km all'ora, e che la somma di questi fattori rappresenta un enorme pericolo soprattutto per i pedoni che intendono attraversare la strada. Una soluzione potrebbe essere realizzare dei sottopassaggi o cavalcavia pedolali, ma sarebbe molto costoso e non attuabile ovunque; inoltre, laddove esistono già dei sottopassaggi, purtroppo spesso si constata che i pedoni comunque attraversano direttamente sulla strada: ritenendo infatti questo tragitto più breve, si sentono in larga parte autorizzati ad attraversare sempre la strada, forse anche pensando: "Se arriva un veicolo, si fermerà!". Questa superficiale considerazione può avere conseguenze fatali sia per i pedoni, sia per i conducenti dei veicoli; la colpa degli incidenti per lo più ricade sugli automobilisti,  e questo può non solo condurli a una difficile situazione finanziaria ed esistenziale ma, sempre a seconda della gravità, portare un forte stress psicologico. Il consigliere chiedeva quindi di invitare la Giunta (1) a sensibilizzare i Comuni competenti per le diverse località affinché gli attraversamenti pedonali siano chiaramente segnalati, contrassegnati e illuminati; (2) a rivalutare le necessità degli attraversamenti pedonali, soprattutto al di fuori dei centri abitati, sulla base della valutazione sulla sicurezza degli attraversamenti già effettuata per tutto il territorio dal servizio strade in collaborazione con i Comuni; (3) a installare un’illuminazione e una segnaletica, compresa quella orizzontale, ottimali a seconda delle possibilità tecniche; (4) a illuminare le strisce pedonali principalmente come segue: sopra la carreggiata è collocato un cartello che segnala le strisce pedonali sottostanti, esso va illuminato direttamente e al centro, in modo tale che il fascio di luce riflesso illumini completamente le strisce pedonali (Il cartello segnaletico e le strisce pedonali si trovano quindi al centro del campo visivo del conducente che li riconosce in tempo utile); (5) a illuminare sempre i cartelli segnaletici collocati su entrambi i lati della carreggiata laddove non sia possibile illuminare direttamente e centralmente le strisce pedonali; (6) a sviluppare costantemente campagne di prevenzione per evitare quanto più possibile gli incidenti; ad adoperarsi esplicitamente per garantire una maggiore sicurezza sulle strade della provincia!
Il pres. Arno Kompatscher ha ritenuto necessari sia una sensibilizzazione che un miglioramento della visibilitá degli attraversamenti pedonali, ricordando la ridotta visibilità è stata causa di alcuni incidenti mortali in periferia. Questi interventi richiederanno un grande lavoro coinvolgendo i comuni, ma vanno fatti. Locher ha ringraziato per la disponibilità e confermato il problema nelle strade periferiche. La mozione è stata approvata all’unanimità (32 sì).

Franz Ploner (Team K) ha quindi chiesto di presentare una presa di posizione dell’opposizione sui lavori della commissione d’inchiesta, ma il pres. Josef Noggler ha spiegato che gli interventi erano ammessi solo su fatto personale o sull’ordine dei lavori. Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha criticato che l’intervento fosse stato bloccato ancora prima che fosse chiaro il contenuto, ma Noggler ha ricordato che Ploner aveva annunciato il tema del suo intervento, che non c’entra con l’ordine dei lavori. Carlo Vettori (Alto Adige Autonomia) ha aggiunto che Ploner avrebbe potuto organizzare una conferenza stampa: di commissione d’inchiesta si parla in commissione, non nei lavori calendarizzati del plenum. Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha chiarito che è prassi riferire in aula dopo un'interruzione (richiesta in precedenza dall’opposizione, NdA), ed è questo che si voleva fare; Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha condiviso questa posizione: il tema trattato durante l’interruzione ha una ripercussione sui lavori futuri dell’aula. “Ma non sui lavori previsti dall’attuale ordine del giorno”, ha replicato il pres. Josef NogglerAndreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha segnalato che anche l'intervento del pres. Kompatscher in merito non era all’ordine del giorno, ma era stata accettata, e ribadito che quanto discusso riguardava i lavori del Consiglio. Noggler ha fatto riferimento all’art. 66 del Regolamento che disciplina gli interventi per fatto personale e ordine dei lavori, che non comprendono casi come quello in esame. Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha replicato allora che l’opposizione avrebbe allora lasciato l’aula, e così è stato.

Di seguito, Magdalena Amhof (SVP) ha presentato  mozione n. 305/20: #conoscere.valutare.migliorare: benvenuti nel mondo dei webinar! Digitalizzare l’apprendimento degli adulti, con la quale spiegava che anche in Alto Adige formazioni, seminari e conferenze si svolgono sempre più spesso online con l’ausilio di video: gli organismi di formazione hanno così reagito molto rapidamente alla situazione del tutto eccezionale in cui ha portato il nuovo coronavirus. Nell’educazione permanente l’emergenza coronavirus ha dato una grande spinta innovativa costringendo a compiere passi che all’inizio dell’anno parevano impossibili: numerosi eventi di formazione sono stati spostati in luoghi virtuali e i seminari sono diventati webinar (quindi seminari online) in cui chi partecipa si incontra e lavora in videoconferenza. La partecipazione a un webinar non è legata a un luogo fisso e non richiede un’attrezzatura particolarmente sofisticata, basta un computer con un accesso internet funzionante: con un microfono e una webcam che oggigiorno fanno parte dell’equipaggiamento normale di un pc, lo scambio virtuale tra relatori/relatrici e partecipanti, oppure tra i vari partecipanti, è possibile in qualsiasi momento. Ma come in tutti gli ambiti in cui si applica la digitalizzazione, oltre alle opportunità i creano anche dei rischi: non per tutti i settori si possono organizzare dei webinar, e mentre - per esempio - la contabilità o i corsi di lingua sono ambiti che si prestano benissimo, la saldatura e il cucito sono meno o per nulla adatti all’apprendimento e agli esercizi online; anche le proposte di formazione continua nell’ambito dello sviluppo della personalità richiedono spesso un rapporto ravvicinato che in uno spazio virtuale non è  possibile nella misura necessaria. Il compito della politica chiamata a decidere in questo ambito sarà quello di trovare un giusto equilibrio. Pertanto, si incaricava la Giunta provinciale (1) di avviare ed effettuare quanto prima un’analisi della domanda e dell’offerta di corsi e seminari virtuali in Alto Adige, valutando gli organismi di formazione esistenti in provincia, le modalità e i risultati dei corsi per adulti da essi svolti online nonché le esperienze acquisite nei mesi passati, (2)  di motivare, partendo da ciò, tutti i promotori di iniziative di educazione permanente esistenti in Alto Adige a organizzare proposte con l’utilizzo dell’apprendimento digitale e di invogliarli a occupare queste attrattive nicchie del mercato formativo, sostenendoli in modo adeguato, (3) di considerare i settori non adatti all’apprendimento virtuale, rafforzandoli con misure specifiche. In questo modo bisogna valorizzare e dare un nuovo ruolo soprattutto alle strutture di formazione ed educazione permanente della nostra provincia che nella loro offerta formativa mettono l’accento sulla componente sociale e artigianale.
Helmut Tauber (SVP) ha sostenuto la mozione, ricordando che le organizzazioni dell’economia hanno lavorato massicciamente durante l’emergenza coronavirus, e che questo metodo dovrebbe essere adottato anche dall’amministrazione. 
La mozione è stata approvata all’unanimità (16 sì).

Carlo Vettori (Alto Adige Autonomia) ha quindi proposto, se tutti i presenti fossero stati d’accordo, di proseguire nella trattazione dell’ordine del giorno saltando la pausa pranzo, ma il pres. Josef Noggler ha ritenuto opportuno seguire l’orario di convocazione previsto, e osservare la pausa per riprendere i lavori alle 14.30.

(MC)