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Consiglio | 15.04.2020 | 18:40

Lavori Consiglio: Interventi per affrontare l’emergenza coronavirus -2

La seconda parte della discussione generale del dlp 49/20, Variazioni al bilancio di previsione della Provincia autonoma di Bolzano per gli esercizi 2020, 2021 e 2022 e altre disposizioni, che contiene misure urgenti per affrontare l’emergenza Covid-19. La replica del pres. Kompatscher e gli ordini del giorno.

Il pres. Noggler e la vicepresidente Mattei. (foto: GNews)ZoomansichtIl pres. Noggler e la vicepresidente Mattei. (foto: GNews)

Nell'ambitod ella discussione geneale del dlp 49/20, Myriam Atz-Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha annunciato astensione, perché è senz’altro giusto emettere liquidità nel modo più veloce possibile; nei Paesi vicini i soldi sono già stati distribuiti, ma qui non è possibile perché non si possono prendere decisioni indipendenti, dovendo aspettare che i soldi siano messi a disposizione dello Stato. In futuro ci vuole senz'altro maggiore autonomia per gestire situazioni tali. In quanto ai 300 milioni annunciati, non si sa per cosa saranno messi a disposizione; bisogna varare misure per le aziende anche per il futuro, quando saranno chiamate a pagare le tasse, perché è in un secondo momento che i problemi si manifesteranno.  Non si può dimenticare quanto avvenuto nell'ambito della sanità, né far finta di non evadere che nella legge è stato inserito anche qualcosa che non c’entra con la crisi, come la banda larga: per questo la STF si sarebbe astenuta. Questa crisi dimostra che il sistema è molto fragile, né i cittadini né le aziende hanno riserve nel caso in cui non hanno entrate disponibili: questo dimostra che molti non sono stati in grado di risparmiare per le situazioni di emergenza. Le persone sono sotto pressione, le donne in articolare, e questo mette in pericolo la salute psichica e la stabilità economica. Come si ritiene che sia possibile ripagare poi i debiti contratti oggi? Bisogna collaborare con il Tirolo anche nell’ambito del turismo, cercando di staccarsi dall’identificazione che viene fatta del Sudtirolo con l’Italia. A questo püroposito, va detto che la sanità in Tirolo ha garantito qualità migliore rispetto a quella locale. LÄopposizione è a favore di misure in tempi brevi, ma non può dire sì a tutto.

Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle), evidenziando che la Provincia si è giá fatta superare dall’INPS perché oggi sono arrivati i primi 600 €, ha accolto l’appello di Lanz a favorire delle decisioni veloci. Qualsiasi decreto scontenterà una parte della società, divisa tra chi vuole tornare il più velocemente possibile a lavorare e chi ha paura. Non è vero che si vota a scatola chiusa, perché il presidente della Provincia aveva già annunciato l’oggetto degli interventi, e gli stessi imprenditori sono al corrente dei requisiti relativi, per esempio al calo di fatturato da dimostrate: “Dobbiamo quindi ratificare quanto è già stato comunicato. è inutile perdere tempo”. Si discuterà eventualmente in futuro di errori e imperfezioni, magari commesse in buonafede, perché umanamente non era possibile fare tutto giusto. Ci sonio però anche errori di cui si occuperà la magistratura. Egli ha annunciato voto a favore di tutti gli articoli.

Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha annunciato voto a favore, ritenendo che il sistema locale avesse retto nonostante evidenti errori di approvvigionamento di materiale di protezione, tuttavia era da valutare profondamente quanto avvenuto nelle case di riposo, riflettendo per esempio sui problemi di personale, già inutilmente denunciati in aula. In quanto al provvedimento per la cultura, ha chiesto di garantire alla HAydn che il contributo regionale sarebbe rimasto in vigore, rappresentando una quota consistente delle entrate. Gli interventi per l’economia sono un primo step.

Il pres. Arno Kompatscher ha ribadito in replica che si trattava di una situazione straordinaria, e la Giunta non riteneva di fare tutto in maniera perfetta: probabilmente si sarebbe potuto fare di meglio. è però inaccettabile che ci sia qualcuno che colpisce alle spalle: per quanto riguarda gli acquisti, le misure sono state spiegate, ed è difficile agire sapendo che ci sarà ogni giorno al Corte dei Conti o la Procura a bussare alla porta. Forse non tutti hanno capito che non ci si trova in una situazione standard, e per questo accusano di fare le cose di nascosti, dimenticando che ci sono funzionari che rischiano in proprio firmando. Non si tratta di mettere il bavaglio alla democrazia, ma di coniugare il controllo alla solidarietà. I decreti emessi erano necessari in seguito a decreti dello Stato che cambiavano: la situazione cambia, quindi bisogna adeguarsi: tra il resto, i decreti sono stati copiati da altre regioni. Inq quanto agli scaldacollo, bisognerebbe andare a vedere le valutazioni di una serie di autorevoli istituti che ne hanno raccomandato l’uso, OMS compreso. In quanto ai test, che molti vogliono capillari, egli si confronta con gli altri colleghi, ma la Provincia ha adottato il protocollo dell’Istituto Superiore di Sanità: “E veniamo criticati proprio da chi ci chiede di rispettare i protocolli dello Stato”. In quanto al confronto con il Tirolo, qui per valutare le guarigioni si segue tutto un altro protocollo, con test molteplici e susseguenti. I test sierologici coprono solo determinate esigenze, ma su questo ci si confronta costantemente e sono migliaia i test che si svolgono in Alto Adige, al primo posto in Italia: la Germania intende raggiungere a fine aprile il risultato che oggi qua c’è. In quanto alle misure da attuare, in primo luogo si intende  garantire liquidità, quindi aiutare individui e imprese in difficoltà, infine sostenere la congiuntura; questo ha richiesto confronti con le banche, mentre la Provincia ha giá sospeso pagamenti e imposte, in questo secondo caso per 1 mld: questo è tempo guadagnato, poi tutti insieme si deciderà se rinunciare a una parte di imposte. Ci sono poi aiuti al credito, anche questi raccomandati dagli esperti, ma sono previsti anche mezzi per chi non può lavorare e per microimprese in difficoltà. 200 milioni sono le misure già conosciute, 120 le milioni misure in conto capitale, poi c’è il fondo di solidarietà e molti altri interventi e garanzie; in quanto alle misure da intraprendere coi 300 milioni, sono già state annunciate, compreso un fondo di riserva solo epr misure Covid-19. la dotazione dovrebbe essere sufficiente prima di un accordo concreto dello Stato anche per i bond regionali. Se o Stato dà ad altre regioni i mezzi, la Provincia di Bolzano deve avere una misura compensativa, per esempio una riduzione del tributo: “Vediamo cosa riusciremo a raggiungere”. In passato se la Provincia si indebitava era un problema per lo Stato, perché occupava una quota di quanto concesso dalla UE, ma ora non è più così, pertanto la richiesta di indebitarsi è legittima. Per sostenere situazioni di emergenza serviranno altri 500 milioni, e un miliardo per il rilancio dell’economia nel lungo periodo: tutto questo sarà discusso in Consiglio provinciale. Le Regione non abbandonerà la Haydn.

ORDINI DEL GIORNO:

Con il 1o ordine del giorno, il Gruppo Verde, PD-Liste civiche, Team K, Movimento 5 Stelle, L’Alto Adige nel cuore e Süd-Tiroler Freiheit chiedevano  di impegnare la Giunta a informare regolarmente e in modo esauriente il Consiglio provinciale sulle attività previste nell'ambito delle imminenti misure per affrontare l’emergenza Covid 19 e convocare regolarmente le commissioni legislative competenti per riferire sullo stato dei lavori. Più dei tre quarti delle misure, si sottolineava nel documento presentato da Hanspeter Staffler (Gruppo Verde),  sono indirizzare all’economia, e meno di un quarto al lavoro e al welfare. Gerhard Lanz (SVP) ha respinto la proposta, ritenendo che non debba essere la Giunta a convocare gli organi del Consiglio, ma il Consiglio stesso. Il pres. Kompatscher ha sottolineato che è importante informare il Consiglio, e ritenuto che esistessero già strumenti sufficienti. Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha ribadito che ci si trovava a votare su una somma più che raddoppiata rispetto a quanto concordato, pertanto era necessario concordare anche un successivo scambio di informazioni. Myriam Atz Tammerle (STF) ha rilevato che la prima commissione legislativa non era stata nemmeno informata dell’articolo relativo agli insegnanti. Lanz si è detto disponibile a una comunicazione più efficace, chiedendo alle commissioni di fare proposte. Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha ringraziato Lanz e chi vi aveva partecipato per i confronti online, ribadendo però che il livello istituzionale è cosa diversa: superata la prima emergenza, bisogna seguire un percorso istituzionale, per esempio convocando e informando con regolarità - ogni settimana - il collegio dei capigruppo. L’ordine del giorno è stato respinto con 15 sì e 19 no.

Con il 2o ordine del giorno, Brigitte Foppa (Gruppo Verde) chiedeva che la Giunta si impegnasse in maniera inequivocabile a garantire il rispetto dei criteri di sostenibilità e di salvaguardia del clima in relazione a tutte le misure previste nell’ambito della fase 2 dell’emergenza Covid e nelle fasi successive, anche stanziando i fondi necessari a soddisfare i requisiti di sicurezza Covid. Paul Köllensperger (TK) ha appoggiato la proposta, facendo anche presente che per via del distanziamento sociale le persone tendono ad evitare i mezzi pubblici: “Se ne potrebbe approfittare per incentivare le biciclette”. Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha evidenziato l’importanza della tutela dell’ambiente, evidenziando però che le sfide future renderanno necessari dei compromessi: “Non si può bloccare tutto a priori”. Il pres. Arno Kompatscher ha chiarito che le misure tendono a coprire i danni provocati dal Covid, ma che nella fase tre del rilancio dell’economia si andrà nella direzione della tutela del clima e del risparmio energetico. Condivideva quindi i contenuti, pur non essendo a favore dell’approvazione. L’ordine del giorno è stato respinto con 11 sì, 19 no e 3 astensioni.

Con il 3o ordine del giorno, Paul Köllensperger (Team K) chiedeva di andare incontro alle aziende in difficoltà finanziarie impegnando la Giunta ad anticipare il pagamento delle somme dovute dagli enti pubblici ai fornitori e l’erogazione di incentivi e  contributi, ove possibile a saldare quanto prima i relativi importi. Questi pagamenti sono giá messi a bilancio, si tratta di agire con più rapidità. La Giunta, ha risposto il pres. Kompatscher, ha già deciso di mettere a disposizione quetsi pagamenti. L’ordine del giorno è stato respinto con 13 sì, 17 no.

Con il 4o ordine del giorno, Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha chiesto che la Giunta individuasse forme di approvvigionamento di materiale sanitario certificato (DPI) che può essere distribuito ai lavoratori, i quali potranno riprendere la loro attività in piena sicurezza, e a dare informazioni ai vari settori economici in merito ai comportamenti da tenere con i propri addetti, clienti e fornitori durante lo svolgimento delle loro attività. Questo ai fini delle aperture differenziate delle categorie ATECO. Alessandro Urzì (L’alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha invitato, a proposito delle riaperture scaglionate, a non perseguire sempre vie differenziate, Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha criticato che si permettesse la riapertura dei supermercati e non quella di piccole aziende: poter cominciare a differenziare è ciò che ci si aspetta da una Provincia autonoma. Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha evidenziato che differenziare per categorie produttive non mette in evidenza le caratteristiche di tutela dall’epidemia: bisognerebbe quindi consentire le riaperture laddove possono essere rispettati i criteri, non in base a categorie Ateco. Egli ha comunque sostenuto l'ordine del giorno. Il pres. Arno Kompatscher ha fatto riferimento alla necessità di fornire i presidi di protezione prima agli operatori sanitari, poi ai supermercati, e quindi a tutti coloro che hanno bisogno di lavorare; la categorizzazione ATECO qui ha poco senso. In quanto alle direttive sulle distanze, tutti i Paesi hanno copiato il sistema italiano del lockdown, ma nessuno ha adottato misure relative alla distanza, che hanno poco senso: le Regioni hanno situazioni diverse, per questo è necessario differenziare. L’ordine del giorno è stato respinto: le premesse con 14 sì e 20 no, la parte deliberante con 14 sì e 19 no.

Con il 5o ordine del giornoAlessandro Urzì (L’alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha proposto che venissero presi provvedimenti d’urgenza per i lavoratori disoccupati impiegati temporaneamente da Provincia o enti pubblici, ora messi a casa senza alcun riconoscimento economico. In quanto alle riaperture differenziate, ha detto che in Alto Adige si sarebbe impressa un’accelerazione al solo fine di tranquillizzare l’opinione pubblica, diffondendo un messaggio pericoloso e illusorio e creando due situazioni diverse in città e in provincia, con conseguente gravissima frattura sociale, a causa di una “follia di comunicazione”. Carlo Vettori (Alto Adige Autonomia) ha chiarito che arrivano email sia da italiani che da tedeschi ai fini di una rapida riapertura, e che qualsiasi cosa si faccia, da un certo punto di vista si sbaglia. Ora ci si trova a votare su una legge importante affinché si possa andare avanti in questo difficile periodo; non si può dire che si sostiene la legge e poi andare contro. Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha replicato a Urzì che l’unico che sta dividendo gli animi era lui, e che la divisione non è fra tedeschi o italiani, e la Giunta non ha colpa degli interventi dei sindaci. Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha invitato a non confondere il Consiglio provinciale con i Consigli comunali, e ribadito che le opinioni diverse sono trasversali. Questo, ta il resto, è il risultato del principio di sussidiarietà che si è sempre difeso. La consigliera ha comunque apprezzato l’ordine del giorno. Gerhard Lanz (SVP) ha evidenziato che come aveva previsto si andava a discutere di argomenti che non c’entravano con il pacchetto di misure, che tra il resto garantivano un sostegno trasversale anche alle persone citate da Urzì. Lo stesso è stato ribadito dal pres. Kompatscher: ci sono già gli strumenti adatti per sostenere queste persone. Urzì ha quindi ritirato l’ordine del giorno, cosa che Lanz ha definito “un gioco scorretto”, fatto per ripresentare poi la proposta tra un mese.

A maggioranza e stato quindi approvato il passaggio alla discussione articolata del disegno di legge.

(continua)


(MC)