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Consiglio | 15.04.2020 | 16:30

Lavori Consiglio: Interventi per affrontare l’emergenza coronavirus – CON VIDEO

L’illustrazione da parte del pres. Kompatscher e i primi interventi in discussione generale del 49/20, Variazioni al bilancio di previsione della Provincia autonoma di Bolzano per gli esercizi 2020, 2021 e 2022 e altre disposizioni, che contiene misure urgenti per affrontare l’emergenza Covid-19.

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Il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano si è riunito oggi in seduta straordinaria, nel rispetto delle disposizioni di sicurezza anti-contagio, per esaminare il  dlp 49/20, Variazioni al bilancio di previsione della Provincia autonoma di Bolzano per gli esercizi 2020, 2021 e 2022 e altre disposizioni, che contiene misure urgenti per affrontare l’emergenza Covid-19. Il presentatore, il pres. della Provincia Arno Kompatscher, ha fatto riferimento alla necessitá delle modifiche per via degli sviluppi a seguito della diffusione del coronavirus. La legge permetterà di introdurre misure a sostegno di tanti settori: essa contiene variazioni di bilancio modeste, soprattutto storni, e tutta una serie di misure aggiuntive. Sarà comunque presentato un emendamento che prevede maggiori entrate per 300 milioni, relativi a trattative col Governo a Roma (incontri col min. Boccia sono in programma venerdì) riguardanti la disciplina finanziaria dello Stato dinnanzi a questa situazione d’emergenza: si chiederà infatti allo Stato una modifica del contratto relativo al contributo della Provincia alle casse statali, per avere i mezzi per intervenire rapidamente sia in ambito economico che in quello sociale. In alternativa, si assumeranno dei prestiti, con la creazione per 3 anni di un bilancio di compensazione del deficit nel “worst case”. Le maggiori entrate saranno proposte con emendamento all’articolo 2. Tutti gli altri emendamenti sono correzioni linguistiche, tranne quello riguardante l’urbanistica: vista la situazione d’emergenza a livello comunale, non essendo stato possibile l’insediamento delle commissioni edilizie che sarebbe stato successivo alle elezioni comunali rinviate, le commissioni esistenti rimarranno in carica fino a settembre; inoltre, tutti i progetti presentati fino al 31 giugno saranno trattati in base alla legge attuale, dato che a marzo e aprile le commissioni non sono state in attività. In ambito culturale, molte misure non sono contenute nel disegno di legge perché non richiedono una norma legislativa, ma solo una delibera: il disegno di legge consente comunque di coprire i costi fissi delle associazioni anche nel caso in cui le manifestazioni organizzate non siano state effettivamente realizzate. Ci sono poi disposizioni nell’ambito delle autorizzazioni paesaggistiche e dell’edilizia abitativa, prolungamenti delle concessioni edilizie e sospensioni delle sanzioni in questo settore, il sostegno delle energie rinnovabili, interventi per le cooperative, contributi per i tassi di interesse al fine del credito da parte delle banche, con interessi zero il primo anno e assunzione degli interessi da parte della Provincia per il secondo anno, a sostegno delle imprese che hanno subito danni per l’emergenza coronavirus; previste anche garanzie per i crediti, contributi alle cooperative sociali. Gli articoli dall’11 al 21 riguardano semplificazioni e deroghe nell’ambito degli appalti, con la possibilitá per un anno di assegnazioni dirette e assegnazioni a imprese locali. Vengono poi sospesi gli affitti per gli affittuari di locali dell’ente pubblico e previsti sostegni per le start up negli ambiti di ricerca e innovazione, e sono previsti nuovi mezzi tramite il fondo di solidarietà bilaterale e intersettoriale, anche per sviluppare la rete della banda larga, interventi per persone in situazione di disabilitá che hanno perso l’occupazione, la proroga degli assegni famigliari essendo stata prorogata l’età per l’ingresso alla scuola dell'infanzia, contributi per interessi alle famiglie (il primo anno rinuncia la banca agli interessi, il secondo se ne fa carico la Provincia, negli anni successivi ci saranno condizioni di favore). La norma contiene infine misure tecniche relative alle graduatorie delle scuole.

Il pres. Kompatscher ha spiegato infine che si intendeva all’inizio procedere con delibera, ma essendoci incertezze sulla validitá di questo iter, in seguito a sentenza della Consulta, è stato deciso di sollecitare una seduta straordinaria del Consiglio provinciale, auspicando che la legge venisse approvata già oggi e pubblicata quanto prima.

La discussione generale è stata inaugurata da Gerhard Lanz (SVP), il quale ha chiesto ai colleghi presenti di rinunciare agli emendamenti e agli ordini del giorno, pur essendo ovviamente loro diritto. Nel corso delle ultime settimane c’erano stati diversi confronti tra i diversi consiglieri, ma ora ci si trovava davanti a una maratona, con un pacchetto di misure che avrebbe dovuto essere sostenuto da tutti. La SVP non sarebbe intervenuta nella discussione né avrebbe presentato alti emendamenti in corso della discussione. Molte delle proposte dei consiglieri erano state integrate nella legge.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha evidenziato che da tempo era stato sospeso il dibattito politico, ritenendo quindi non opportuna una sospensione di emendamenti o ordini del giorno. Non ci può essere solo la voce della Giunta provinciale, senza che l’opposizione possa esprimersi, perché si causa un gap democratico, tanto più che è stata annunciata un’integrazione di 300 milioni che non si sa come saranno spesi. Approvare le misure alle 20 o alle 22 non fa differenza rispetto alla loro efficacia, e non si tratta qui di attaccare la giunta provinciale. Negli ultimi giorni l’atmosfera è cambiata e i toni si sono fatti molto più aggressivi; l’opposizione rappresenta tutte le parti della società e deve avere voce nell’ambito di un dibattito democratico; inoltre, se non c’è nessuno che controlla la GIunta può fare più errori: per esempio, finora le donne non hanno potuto esprimersi, pur essendo la parte della popolazione che più ha sofferto della quarantena, dato che il comando è in mani maschili e si evidenzia un neopaternalismo. Nella democrazia il confronto è importante. Molte cose sono cambiate, ora: per esempio, i più piccoli non hanno più modo di interagire con i coetanei; la società e in trasformazione e le dinamiche che sorgono vanno discusse in quest’aula. Le elezioni comunali non si dovrebbero fare in fretta alla fine dell’estate.

Anche secondo Sandro Repetto (Üartito Democratico - Liste civiche) il dibattito ci deve essere, e poiché i provvedimenti riguarderanno anche la fase due è necessario discuterne. Egli non avrebbe rinunciato al suo ordine del giorno.
Anche Paul Köllensperger (Team K) ha ritenuto necessaria una “discussione minima” dopo una pausa di un mese, tanto più che il Consiglio è l’organo eletto dalla popolazione. Ha ricordato che nell’ultima seduta il consigliere Franz Ploner aveva parlato di una catastrofe che si stava avvicinando, augurandosi che si adottassero le misure corrette. La perdita del pil è del 7,5 al mese, e c’è bisogno di un'economia funzionante anche per finanziare col gettito fiscale il sistema sanitario. è importante riflettere su misure sensate e produttive. I cittadini stanno rispettando bene il lockdown, ma bisogna indicare quali sono le prospettive di uscita, con le dovute misure igienico-sanitarie. Il Consiglio dell’etica germanico ha sottolineato che la crisi coronavirus coinvolge la politica democratica: bisogna dimostrare che il Consiglio viene coinvolto in tutte le misure e processi che si succederanno. Si guarda con un certo timore a quanto avviene a Roma, dove si opera per decreto e non per legge, bisogna chiedersi se il lockdown è ragionevole, non solo economicamente ma anche dal punto di vista sociale, psicologico, della solidarietà. Il dibattito democratico è positivo, ascoltando gli altri si diventa più forti. L'opposizione è stata costruttiva in commissione legislativa, accettando quanto proposto, pur non essendo stati coinvolti: si proseguirá in questa direzione nonostante l'emendamento da 300 milioni. Il Team K aveva chiesto un mese fa una seduta di Consiglio, quindi saluta con favore questa opportunità, ritrovando nel dlp anche alcune proposte delle ultime settimane, come la sospensione dei vincoli delle norme sugli appalti, dell’IMI, agevolazioni per le microimprese. Il TK aveva proposto anche un gruppo anticrisi costituito da funzionari del sociale e dell’economia, evitando il commissario straordinario come proposto dall’Unione Commercio. Inq uanto alle elezioni comunali a settembre, e una proposta insensata perché non è possibile una campagna elettorale a ferragosto. In quanto al coronavirus, bisogna procedere il più possibile coi test, anche quelli sugli anticorpi: l’Alto Adige potrebbe fare molto di più, il costo dei test è inferiore a quello del lockdown. In un periodo in cui la democrazia soffre dei decreti urgenti della Giunta è necessario ascoltare l’opposizione. Il TK sostiene il disegno di legge, compreso l’emendamento sui 300 milioni, dimostrando così fiducia nella Giunta, “ma da domani non ci sono più scuse: questi aiuti concreti ci devono essere”.
Alessandro Urzì (L’alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha ricordato di aver detto che avrebbe dato il massimo appoggio alla Giunta provinciale inq eusto stato di emergenza che necessitava operatività assoluta. Per questo ha annunciato astensione nel dibattito articolato e voto a favore del disegno di legge a prescindere dal suo giudizio, perplesso rispetto a metodo e contenuti: “La mia parte però consiste nel garantire una rapida approvazione di provvedimenti che la maggioranza ha ritenuto necessario, affinché diventino subito attuativi”. Le settimane di pandemia sono state dolorose, la provincia di Bolzano era ai vertici dei casi a livello nazionale, per questo il suo voto sarebbe stato favorevole, ma questo non esimeva da una retrospettiva sul confuso percorso seguito fin qui. Quanto avvenuto avrebbe portato altrove anche a dimissioni. Attualmente non sono possibili manifestazioni, incontri, e la democrazia soffre dell’assenza dell’opposizione. Urzì ha ricordato il caso degli scaldacollo, diffusi mentre ai commercianti erano imposte le mascherine chirurgiche, il che ha causato anche sanzioni. Gli scaldacollo non sono dispositivi sanitari, e non si può far finta di ignorare le regole disposte dai massimi rappresentanti della salute pubblica. È vero che bisogna accelerare le procedure, ma l’iter velocizzato per l’acquisto degli scaldacollo ha senz’altro creato molte discussioni: il suo gruppo ha rinunciato ad esposti, limitandosi a far sentire la sua voce nelle sedi politiche, ma se li organi giudiziari riterranno di dover intervenire lo faranno. Si e fatto continuamente riferimento al modello austriaco, escludendo anche il Trentino e quindi abbandonando l’Euregio, si è assistito a un conto sbagliato dei morti, all’inaugurazione in tutta fretta di un ospedale che doveva essere pronto tempo fa, all’indicazione del 6 settembre come data delle elezioni proprio nel momento in cui la disgrazia si stava sviluppando, “e con la giustificazione della vendemmia: un insulto per tutti i lavoratori che ora sono a casa”. è stata creata una divisione tra cittá e provincia, quando a Bolzano e Laives non è permesso ciò che altrove invece è possibile, mentre lo stesso Caramaschi permette ora i mercati contadini a  Bolzano. Urzì ha poi criticato la conferenza stampa alla presenza del senatore Steger, l’inadeguata stesura delle ordinanze, il continuo scivolare tra ordini e raccomandazioni: “È tutto un caos, e il cittadino non sa più a cosa attenersi,a  partire agli avvisi con cui si cacciavano i proprietari delle seconde case dalla provincia di Bolzano, successivamente ritirati”. Il numero di tamponi effettuati in Alto Adige sono assolutamente insufficienti, e questo si deve a ritardi nell’avvio del processo: perché non si è intrapresa la strada dei tamponi a campione, per capire qual è l’effettiva diffusione del virus a Bolzano, perché tante persone denunciano di essere state lasciate da sole nel gestire il possibile contagio? Un terzo dei decessi è avvenuto in casa di riposo: questo va chiarito e approfondito, compresa la tutela del personale che vi lavora e la messa a disposizione di adeguati strumenti. In quanto all’agire velocemente, lo Statuto prevede un iter d’urgenza, mentre la Giunta è qui a chiedere di dare un voto a scatola chiusa. Il 31 di marzo in conferenza stampa era stata annunciata la messa sul piatto di 4 mld €: la manovra in discussione oggi prevede molto meno.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha evidenziato che la situazione attuale di clausura per alcuni è accettabile, per altri una catastrofe aggiuntiva. C’è preoccupazione per la democrazia, dato che si procede per decreto; vanno accettate misure straordinarie ma la democrazia è il bene supremo e significa discussione, scambio e dibattito. La proposta di Lanz sarebbe stata accettabile, se quanto trattato nella commissione legislativa fosse rimasto valido, ma qui si aggiungono 300 milioni: tutto quello che è stato allora discusso è stato stravolto. In questo modo si scavalca la commissione legislativa: forse andrebbe sospesa la seduta per consentire un confronto tra capigruppo, e invitato la Giunta a trattare solo la parte della legge trattata dalla commissione: “In questo caso voteremo a favore”.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha definito “drammatica” la situazione in provincia: molti conoscono persone i cui cari sono morti in completa solitudine, una situazione davvero drammatica sia per chi ci lascia che per i famigliari. Questo impone di trovare soluzioni alternative. lanz ha invitato a mostrarsi uniti, ma l’opposizione ha dimostrato di saper comprendere la gravità della situazione; il lockdown deve essere limitato, dopo alcune settimane ci devono essere altri metodi: “Mi aspettavo che la Giunta utilizzasse queste settimane per definire date sicure e dare sicurezza all’economia; è necessario inoltre comunicare meglio, perché i decreti emessi finora andavano sempre spiegati”. Bisogna dire come proteggere i gruppi a rischio: i test nelle RSA andavano farti fin dall’inizio. Bisogna informare anche relativamente al turismo: “Se noi riapriamo ma l’Austria ma la Germania non permettono ai propri cittadini di recarsi in Italia, il nostro settore turistico verrà colpito a lungo dalle misure statali”. I Freiheitlichen sono sempre stati a favore dell’Autonomia, ma hanno anche sempre detto che ci voleva un piano B, perché si dipende sempre da Roma: un piano B che va oltre l’Autonomia. L’Alto Adige è certamente in grado di indebitarsi, se però oi può prendere delle decisioni in ambito fiscale. I 300 milioni sono soldi che si cerca di trattenere in provincia o che si dovranno restituire a Roma? Molti dei danni da coronavirus si paleseranno solo alla fine dell'anno, e anche per questo ci vuole un piano B.

(continua)

(MC)