Contenuto principale

Consiglio

Consiglio | 10.09.2019 | 17:40

Interrogazioni su temi d’attualità -1

Presentate da consigliere e consiglieri alla Giunta, riguardavano la ristrutturazione dell’ospedale di Vipiteno, dichiarazione di appartenenza, aree militari dismesse, progetto EUMINT, Green Power, cava di ghiaia a Gais, Polo bibliotecario, contributi prima casa e dichiarazione di appartenenza.

Con la prima delle interrogazioni su temi di attualità discusse oggi, Franz Ploner (Team Köllensperger) ha fatto riferimento alla ristrutturazione dell’ospedale di Vipiteno, che è inserita nel programma edilizio della Provincia per gli ospedali: il primo lotto è già stato completato, il secondo e terzo sono stati unificati e riguardano i settori degli ambulatori e della riabilitazione, mentre l’ultimo, il cui finanziamento è garantito, ha incontrato impedimenti di natura legale e i lavori sono fermi da più di due anni. Il consigliere ha chiesto come la Giunta intendesse superare questi problemi, se esiste un calendario degli interventi, quando inizieranno i lavori e fino a quanto i fondi a disposizione potranno restare vincolati, senza necessità di un nuovo finanziamento. L’ass. Massimo Bessone ha riferito che la prosecuzione dell’opera potrà essere garantita non appena sarà risolta la questione contrattuale con il professionista incaricato, dopodiché saranno mette in gara le altre prestazioni. I fondi vincolati potranno essere utilizzati fino al completamento dei lavori. 

Di “paradossi proporzionali” ha parlato invece Brigitte Foppa (Gruppo verde), riferendosi al fatto che dal 1° luglio 2015 i cittadini maggiorenni residenti in provincia di Bolzano possono consegnare in ogni momento la propria dichiarazione di appartenenza o di aggregazione ad uno dei tre gruppi linguistici presso gli uffici del giudice di pace e non solo presso il Tribunale, mentre questa possibilità non vale per i cittadini comunitari o extracomunitari, per i quali è competente esclusivamente l’Ufficio per l’amministrazione delle dichiarazioni di appartenenza e di aggregazione linguistica presso il Tribunale di Bolzano. La consigliera ha chiesto motivi di questa distinzione. Il pres. Arno Kompatscher ha risposto che tutto si basa sulla residenza e sul relativo Tribunale di competenza, un problema per coloro che hanno diritto di permanenza ma non di residenza. È già pronta e approdata in Commissione dei Sei una norma di attuazione per permettere la resa della dichiarazione per via digitale, pur mantenendo la competenza del Tribunale: quetso andrà incontro anche ai giovani, che spesso sono fuori sede e sono abituati a muoversi nell’area digitale.
Facendo riferimento alle numerose aree militari dismesse in provincia, Sandro Repetto (Partito Democratico – Liste civiche) ha segnalato in particolare a Bolzano l’ex presidio militare e foresteria del comando delle truppe alpine in viale Druso e la zona militare di via Resia: la prima ospitava un’area ricreativa e sportiva che è stata dismessa, l’altra risulta dismessa addirittura da 10 anni. Il consigliere ha quindi chiesto se ci sia la richiesta da parte della Provincia di acquistare queste due aree, tramite l’accordo di programma tra Provincia ed Esercito, in considerazione dell’importanza che ricoprono sia per la città di Bolzano che il territorio provinciale. Il pres. Arno Kompatscher ha riferito che risulta attualmente che le aree siano ancora in uso dai militari, ma che avrebbe approfondito la questione.
Ulli Mair (F) ha poi fatto riferimento al progetto italo-austriaco EUMINT, che sostiene la collaborazione tra l’Austria e l’Italia nelle zone di confine per l’integrazione dei richiedenti di asilo e delle persone a cui è già stato concesso asilo, chiedendo quali mezzi finanziari vengono messi a disposizione dello stesso e quali le misure concrete realizzate. Ha chiesto inoltre. riferendo di incontro organizzati sul tema dei valori condivisi, di cui 45 avrebbero avuto luogo in Alto Adige, quali sono stati i contenuti di tali incontri, dove si sono svolti e chi ha partecipato. Il pres. Arno Kompatscher ha sottolineato che non sono impegnati fondi della Provincia: su 800.000 €, più di 600.000 dono fondi europei e più di 10.000 fondi statali. Esso si basa su interviste realizzate al fine di capire come trasmettere al meglio la cultura del luogo ai nuovi cittadini, con workshop ecc. Dal febbraio 2019 ci sono stati incontri con l’obiettivo di trasmettere e far conoscere valori europei e le storie personali dei partecipanti; a questo scopo sono state formate appositamente delle persone. Gli incontri sono però solo una delle misure, bisogna pensare anche ad altri modi per trasmettere i valori locali, come per esempio l’uguaglianza tra uomini e donne.
Segnalando il “periodo travagliato con un turnaround industriale ed uno scontro nella compagine azionaria” vissuto nel 2018 da Green Power, piccola società attiva nel settore dei servizi per il mercato delle energie rinnovabili e dei prodotti per l’efficienza energetica di cui Alperia – di proprietà della Provincia al 46,38% - detiene il 71,8%, e riferendo che secondo l’Adiconsum di Padova questa società avrebbe prodotto irregolarità nei contratti di fornitura di impianti, nonché che di recente la Provincia ha siglato l’accordo con Arera per uno sconto in bolletta per gli altoatesini stimato in 54 euro per utenza ogni anno, Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha chiesto cosa spinga Alperia Spa a una massiccia campagna di acquisizioni di aziende sul mercato italiano, per quale motivo la Giunta non proponga di aumentare i dividendi per gli altoatesini sotto forma di ulteriori riduzioni in bolletta; se la Giunta fosse a conoscenza dei dubbi sollevati dalle associazioni dei consumatori in relazioni a tale società. L’ass. Giuliano Vettorato ha risposto che l’acquisizione di Green Power rientra nel Piano industriale di Alperia 2017-2021, presentato ai due organi di controllo. L’obiettivo è di essere concorrenziale sul mercato, in quanto l’idroelettrico risente molto dei cambiamenti ambientali. In quanto ai dividenti, con delibera di dicembre 2018 la Giunta ha istituito il bonus elettrico Alto Adige, per trasferire ai cittadini il vantaggio economico della quota di energia idroelettrica trasmessa gratis alla Provincia, pari a 54 € annui. Sui contenziosi di Green Power, peraltro pari a 30 su oltre 18.000 installazioni, Alperia ha ottenuto apposite garanzie. La Giunta non richiede l’aumento dei dividendi proprio per garantire la concorrenzialità di Alperia sul mercato tramite acquisizioni.
Sono state poi presentate congiuntamente diverse interrogazioni sulle cave per l’estrazione di ghiaia in Val Pusteria. Uli Mair (Die Freiheitlichen), segnalando che dal Geobrowser risulta che nella gran parte degli impianti l’estrazione è stata archiviata e che ci si concentra ora sulla valle principale e la Val di Tures, la consigliera ha chiesto se sono stati rilevati tutte le possibili aree per cave di ghiaia in Pusteria e a quale volume ammontano, se la Giunta intende  redigere un nuovo piano cave per l’Alto Adige, se ci sono aree di scavo alternative alla zona Weide di Gais, recentemente oggetto di discussione. Maria Elisabeth Rieder (Team Köllensperger) ha quindi ricordato che dopo la valutazione dell’impatto ambientale, la Giunta prenderà una decisione in merito alla realizzazione della cava di ghiaia dell’azienda BWR nel comune di Gais, di cui i residenti sono stati informati solo molto tardi, nonostante il progetto riguardi l’area ricreativa vicino a quella residenziale, tanto che in opposizione sono state raccolte ca. 1100 firme. La consigliera ha quindi chiesto qual è lo stato attuale delle procedure di autorizzazione, quando prenderà una decisione la Giunta provinciale, se si intende coinvolgere la popolazione nel processo decisionale, se la Giunta intende autorizzare la realizzazione della cava nonostante l’opposizione da parte dei residenti e se c’è un’assoluta necessità di estrarre la ghiaia nella zona interessata. La stessa Rieder e ha fatto riferimento alla presenza in loco di un traliccio e chiesto se ci sono state trattative con alkpüeria per la sua rimozione. Infine, Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha fatto riferimento a un poco condivisibile parere VIA favorevole, al fatto che si è deciso sulla testa delle persone comunicando ai cittadini la decisione solo all’ultimo minuto e al fatto che molti particolari della questione, dal doppio ruolo del sindaco, proprietario della ditta estrattrice, alla mancata conoscenza da parte del vicesindaco, ha chiesto quando si è deciso per la sede nella zona ricreativa, perché i cittadini sono stati informati all’ultimo, come la Giunta intende rispondere alle proteste della cittadinanza e come essa valuta il conflitto di interessi del sindaco. L’ass. Philipp Achammer ha riferito che al momento non c’è uno studio perché manca un Piano provinciale, che però è sicuramente auspicabile, anche perché può includere vari criteri geologici e idrici. Nella passata legislatura sono state elaborate linee guida per l’estrazione dei minerali, che potrebbero essere una base. Mancando un Piano, non è possibile indicare i progetti alternativi a quelli di Gais, ma il progetto presentato si basava su un’indagine pubblica per capire se c’erano interessati. Il progetto sottostà alla VIA in quanto supera una certa cubatura: l’11 aprile scorso, sul sito dell’APPA, è stato pubblicato il parere positivo; la risposta della Giunta è prevista entro 150 giorni, ma non è un termine perentorio, “e abbiamo chiesto ulteriori informazioni al Comune per capire se ci sono altri elementi da considerare oltre a quelli valutati nella VIA”, ha detto Achammer, “dopodiché sarà presa la decisione”. La VIA prevede la possibilitá della popolazione di intervenire: di fatto, sono stati avanzati molti pareri, alcuni dei quali anche presi in considerazione. L’ass. Giuliano Vettorato ha riferito dei tempi di presentazione del progetto e della relativa pubblicazione sulle pagine web dell’APPA, aggiungendo che la localizzazione dell’area viene effettuata da parte del committente secondo le sue esigenze e che la procedura VIA permette un’ampia partecipazione del pubblico: la popolazione ha presentato numerose osservazioni. La giunta provinciale ha posticipato di 30 giorni la sua decisione per dare spazio a soluzioni condivise. Il fatto che il sindaco sia socio dell’impresa committente non comporta conflitto di interesse, tra il resto egli non è mai intervenuto nelle decisioni. È prevista una certa distanza da deposito di liquame e linea dell’alta tensione. La Giunta non è a conoscenza di trattative tra Comune e Alperia.
Il polo bibliotecario di Bolzano è stato oggetto dell’interrogazione di Sandro Repetto (Partito Democratico – Liste civiche), il quale, sottolineando che dopo  due anni e mezzo dalla conslusione del’appalto i lavori per la struttura, per varie vicissitudini,  sono ancora fermi, mentre l’edificio ex Pascoli passa agli onori della cronaca per ben altri motivi, ha chiesto cosa prevede il contratto cui l’assessore competente fa riferimento quando sostiene che il progetto rientra nei tempi in esso previsti, nonché quanto ancora si dovrà attendere che arrivino le garanzie bancarie da parte della ditta vincitrice dell’appalto. L’ass. Massimo Bessone ha spiegato che attualmente sono in corso la verifiche da parte dell’Agenzia dei contratti della Provincia sui requisiti di partecipazione della società Condotte, aggiudicataria della gara. Poi bisognerà attendere i tempi previsti per la stipula del contratto, e solo allora la società Condotte dovrá presentare le necessarie garanzie bancarie.
Di nuovo Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha fatto riferimento a “paradossi proporzionali” segnalando che per accedere al contributo per l’acquisto della prima casa bisogna presentare, oltre agli altri numerosi documenti, anche la dichiarazione di appartenenza al gruppo linguistico, “per i richiedenti che sono tenuti a dichiararlo”. La consigliera ha chiesto per chi vale quest’obbligo, se l’assegnazione del contributo è legato al gruppo di appartenenza, come è stato distribuito negli ultimi 5 anni e quanto è stato assegnato a coloro che non sono tenuti alla dichiarazione, cose succede se qualcuno/a non ha la dichiarazione perché ha dimenticato di farla per tempo, in quanti casi il contributo è stato negato per questo motivo. L’ass. Waltraud Deeg ha riferito che l’obbligo di presentazione della dichiarazione di appartenenza linguistica vale per i cittadini italiani e comunitari. La concessione del contributo è sempre legata al gruppo linguistico, in quanto i mezzi finanziari sono suddivisi tra i tre gruppi. La Giunta può decidere con delibera una somma assegnata agli apolidi. Chi non è in grado di presentare la dichiarazione entro il termine previsto non può avere il contributo: dal 2014 ci sono stati 13 casi. (continua)

(MC)