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Consiglio | 10.09.2019 | 16:07

Lavori Consiglio: iniziativa popolare sull’obbligo vaccinale

Discusso il dlp 1/18 di iniziativa popolare per la libera scelta in ambito vaccinale: respinto il passaggio alla discussione articolata. Intervento del pres. Noggler in occasione dei 100 anni del Trattato di Saint Germain.

La seduta di settembre del Consiglio provinciale è iniziata con un intervento del presidente Josef Noggler in occasione dei 100 anni dalla sottoscrizione del Trattato di Saint Germain, che sancì il passaggio all’Italia del Sudtirolo: “Le conseguenze politiche del trattato sono state ampiamente discusse, e tuttora lo sono. Questa giornata dovrebbe essere però anche occasione per ricordare quello che era successo prima: la 1a guerra mondiale, l’evento bellico più esteso fino a quel momento con il coinvolgimento di 40 Stati, con 70 milioni di persone sotto le armi. Con il Trattato di pace si aprì anche un nuovo doloroso capitolo per la nostra terra, con il fascismo e le opzioni” (intervento allegato).

DI seguito, è stato trattata l’Iniziativa popolare - disegno di legge provinciale n. 1/18: Libera scelta invece dell’obbligo vaccinale - Modifiche della legge provinciale 28 ottobre 1994, n. 10, “Disposizioni attuative dell’obbligo vaccinale“ (presentato da Pöder Andreas e promotori: Sitzmann Barbara, Holzer Reinhold, Harpf Marion, Marsoner Erna, Unterhofer Verena, Pattis Sabrina, Felderer Sabine, Calai Nadia, Falk Markus, Moser Marion, Profanter Benjamin, Kerschbaumer Karin, Carabotti Marilisa, Engl Christine, Brugger Josefa, Bove Franziska e Pichler Anita). Secondo la relazione accompagnatoria, lo scopo del disegno di legge è l’adeguamento della vigente legge provinciale attuativa dell’obbligo vaccinale alle nuove norme statali, nel quadro delle competenze autonome e delle caratteristiche specifiche di questa provincia.

Intervenendo nel dibattito generale, Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha segnalato che nel dibattito pubblico è difficile valutare obiettivamente gli effetti positivi e negativi del vaccino, anche perché le informazioni ufficiali sono quelle dei produttori. Un primo passo utile sarebbe discutere in maniera seria cominciando con l’istituzione di un registro ufficiale. L’obbligo di vaccinazione come previsto dallo Stato italiano è una particolarità, in Europa molti Stati non lo prevedono, e quelli che lo prevedono non hanno istituito l’obbligo di 10 vaccini, ma di 3 o 4 al massimo. Vandana Shiva, inviata dell’ONU, ha detto che se si continua così nel 2050 ci saranno tanti bambini malati di autismo: “Solo a Bolzano ci sono 400 bambini autistici”. In Italia, ha aggiunto il consigliere, ci sono 25.000 bambini con danni da vaccinazione comprovati da sentenze di tribunale. Il disegno di legge chiede la libera scelta ma anche un’informazione indipendente e trasparente, basata non solo sui dati forniti dall’industria farmaceutica ma anche su indagini di eni indipendenti. Viene richiesto anche l’obbligo per ben 10 vaccini. Il consigliere ha quindi annunciato voto favorevole al disegno si legge.

Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha ricordato che il disegno di legge è stato firmato da 15.000 persone: la raccolta firme normalmente è molto difficoltosa, ma in questo caso non è stato così. Quasi tutti i firmatari hanno detto di aver vaccinato i loro figli, ma di essere a favore della libera scelta. L’obbligo vaccinale non porta i risultati auspicati: introdurre i vaccini è stato un bene, ma l’obbligo di un numero di vaccini così elevato non ha portato il risultato auspicato, e sarà così anche in Italia. La discussione sul tema è stata polarizzata ed il livello emozionale è stato alzato, e questo ha tolto obiettività. L’ipotizzata trasmissione di patologie da bambini non vaccinati a bambini vaccinati non ha alcuna logica, proprio perché i secondi sono vaccinati. In quanto ai bambini che non possono essere vaccinati, meritano grande attenzione, tutta la società va sensibilizzata, mentre spesso si ha il diritto del più forte. Le esclusioni dalla scuola d’infanzia non portano ad alcun risultato: essa è una struttura formativa eccezionale, deve essere aperta a tutti i bambini. NelL’ultima legislatura il pres. Kompatscher ha detto che l’Alto Adige ha il tasso di vaccinazione più basso tra la Sicilia e il Mare del Nord, ma è più importante questa o l’effettivo stato di salute dei bambini? Perché l’Alto Adige da questo punto di vista è in una buona posizione, grazie al movimento, alL’accesso alla previdenza sanitaria, alla buona alimentazione, alla lotta all’inquinamento e ad altri fattori. In quanto alle complicanze post vaccinali, qulle quali si volevano avere informazioni,  “la Giunta ci ha detto che i dati in merito non sono disponibili”. Prima o poi tutti devono confrontarsi con la malattia, anche se ovviamente tutti i genitori cercano di risparmiare questa esperienza ai loro bambini: le malattie infantili possono essere pericolose, ma anche qui dipende dalla competenza delle famiglie e del sistema scolastico. Non bisogna illudersi di eliminare le malattie dalla quotidianità. Inoltre, sono pochissimi gli adulti che fanno i richiami ai vaccini. Una sensibilizzazione porta a risultati migliori dell’obbligo vaccinale.

Franz Ploner (Team Köllensperger) ha ricordato il dovere dei rappüresentanti della cittadinanza di ascoltare la popolazione. Nonostante gli indubbi benefici del vaccino, tra i cittadini ci sono anche dubbi, che l’obbligo, con l’esclusione dalla scuola materna , non fa che aumentare. La trascuratezza vaccinale ha portato a una nuova diffusione di morbillo, e questo atteggiamento è considerato dall’OMS una delle più grandi minacce per la salute. In Paesi senza obbligo vaccinale c’è una quota di vaccinazioni superiore al 95% riguardo al morbillo. In Francia e Italia, dove esiste l’obbligo, la quota è molto inferiore. Bisogna chiedersi anche se un obbligo imposto a persone adulte, interferendo nella potestà genitoriale, non è una violazione del diritto alla sfera privata di ogni persona, previsto dall’articolo 8 della Dichiarazione universale dei Diritti dell’uomo. L’informazione sul’Utilitá delle vaccinazioni e i possibili rischi è fondamentale, e püroprio per questo servono studi obiettivi e indipendenti: “Il collega Staffler ha citato uno studio del 2006 ritirato perché i dati sono stati falsificati: l’autismo non è collegato alle vaccinazioni!”. Per aumentare la copertura e ridurre le lacune, ma senza l’obbligo. Vaccinarsi non è un fatto privato, ma un obbligo morale, per tutelare se stessi e gli altri: questo vale non solo per i bambini, ma anche per gli adulti, che vanno inclusi nei programmi vaccinali. L’obbligo va considerato solo se tutte le altre misure non hanno effetto, e l’accesso alle vaccinazioni deve essere facile e veloce, per esempio attuato direttamente dai medici, così come bisogna informare subito se ci sono complicanze. Per una nuova politica vaccinale la società deve avere un ruolo attivo.  La vaccinazione deve riguardare anche gli adulti, richiami compresi, e deve essere fatta maggiore informazione, sull’esempio di quanto fa il Tirolo. Hanspeter Staffler (Gruppo verde) ha ribattuto di non aver fatto riferimento allo studio, ma a una citazione di Vandana Shiva.

Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) si è detto a favore dei vaccini, quale importante strumento di tutela della salute. Ha però espresso sostegno al disegno di legge, in quanto la coercizione ha negli ultimi due anni prodotto un effetto contrario, facendo abbassare i tassi di vaccinazione. avvicinando le posizioni dei genitori free-vax a quelle estremiste dei genitori no-vax. Questo è descritto anche da un articolo sul British medical Journal, che il consigliere ha letto, e che promuove soluzioni di promozione della salute piuttosto che interventi obbligatori, con sostegno sociale ed economico e certezza di compensazione di eventuali errori. La Provincia di Bolzano ha ancora la posisbilitá di correggere le disposizioni statali con una legge provinciale, e l’iniziativa popolare contiene molti elementi del disegno di legge 770 in discussione in Parlamento: rafforzare dialogo tra famiglie e pediatri, obbligo all’informazione e al consenso informato, interventi coercitivi solo in caso di gravi epidemie, risposta efficace del sistema sanitario in caso di effetti avversi. Nicolini ha definito “anti-autonomista” la posizione della Giunta sulla questione: la competenza c’è, ed è  molto pIù ampia di quella su lupo e orso, pertanto va utilizzata.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha ribadito che la questione è profondamente etica, associandosi in questo senso a Ploner. Ricordando i suoi studi di medicina, ha fatto riferimento alla questione se è più importante il diritto alla salute dei bambini o quello di decidere dei genitori. Molte delle vaccinazioni introdotte negli ultimi decenni sono state davvero utile, basti pensare a quelle sulla poliomelite. Se si parla di effetti collaterali, bisogna chiedersi quindi anche quanti bambini sono sopravvissuti grazie alle vaccinazioni. Ci si chieda poi quanti, senza problemi, si fanno vaccinare per andare in ferie, senza pensare agli effetti collaterali. La legge in esame, però, non vuole abolire i vaccini, ma la libera scelta e l’informazione obiettiva, che aumenterebbe il grado di fiducia e si dimostra più utile dell’obbligo. Prioritario deve essere l’interesse dle bambino e non l’orientamento politico o le convinzioni dei genitori, e se si informa obiettivamente i genitori essi prenderanno la decisione giusta.

Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha segnalato che scenari catastrofici non aiutano la discussione. Il disegno di legge promuove autoresponsbailitá e autodeterminazione, che sono valori fondamentali. I Freiheitlichen sono a favore della libera scelta ma anche di una copertura molto ampia, che secondo gli scienziati è una tutela efficace per la società. Il consigliere ha apprezzato gli emendamenti presentati da Franz Ploner sul colloquio coi medici e condiviso la convinzione di Knoll che dove c’è l’obbligo vaccinale c’è una copertura minore.

Jasmin Ladurner (SVP) ha segnalato che oggi la copertura vaccinale è inferiore al 70%, e l’OMS raccomanda una percentuale superiore, al fine di combattere le malattie. La Provincia in materia ha la competenza secondaria, quindi è anomalo che si discuta di questa legge. In quanto alla correlazione vaccini-autismo, è stato dimostrato che gli studi erano falsificati, come detto dallo stesso dott. Ploner.

Magdalena Amhof (SVP) ha segnalato che la Giunta punta sulla sensibilizzazione e informazione, offrendo alla popolazione colloqui informati. La competenza è dello Stato, e la Giunta cerca di venire incontro ai genitori puntando sull’informazione. La necessitá di vaccinare non è più così diffusa, molte malattie sono scomparse e la popolazione non sente più quest’obbligo, ma per certe malattie una determinata copertura è importante a tutela delle persone più deboli. Amhof si è detta infine favorevole alle vaccinazioni, rivelando di aver fatto vaccinare la figlia.

Franz Locher (SVP) ha segnalato che nessuno si sottopone volentieri a un obbligo, e che lo stato di salute della cittadinanza è migliorato negli ultimi decenni anche grazie alle vaccinazioni: “All’epoca dei nostri genitori la mortalità infantile era molto più alta”. Tuttavia, se le vaccinazioni volontarie sono in calo bisogna reintrodurre un obbligo, perché una certa copertura è necessaria. Locher ha ribadito che la Provincia non ha la competenza primaria, nonché l’importanza della salute dei bambini.

Carlo Vettori (Lega Alto Adige Südtirol), facendo riferimento a una email ricevuta da tutti i consiglieri che metteva in guardia su quanto si poteva o meno votare, ha ribadito che la competenza dlela sanitá riguarda la sua gestione, mentre per tutto il resto le leggi della repubblica si rifanno all’Art. 32 della Costituzione secondo cui la Repubblica tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo. Il disegno di legge in discussione va in conflitto con questo articolo. Purtroppo in questi anni si è fatta cattiva informazione anche sulla pelle dei manifestanti, e chi ha portato avanti questa battaglia politica poteva provare a far arrivare una proposta di legge a livello nazionale. 15.000 firme sono tante, ma non sono la maggioranza della popolazione altoatesina, e i dati rispetto a chi non è stato accettato rivelano che 100 sono gli esclusi dalle scuole tedesche, e molti meno da quelle ladine e italiane, quindi il problema non è così impellente.

Gerhard Lanz (SVP) ha ringraziato Franz Ploner per il suo apporto tecnico, e sottolineato che la tematica è stata approfondita in maniera molto esaustiva; una copertura dle 95% è auspicabile, ma bisogna chiedersi come raggiungere questo obiettivo. Se ognuno vuole fare ciò che ritiene giusto non si approda a nulla. Ploner ha detto anche che le vaccinazioni non sono una questione privata: “E noi abbiamo una responsabilità”. Anche Lanz ha ribadito che manca la competenza primaria, e sottolineato di prendere molto sul serio la propria responsabilità. Come detto da Ploner, bisogna anche pensare agli adulti.

L’ass. Thomas Widmann ha sottolineato che quasi nessuno mette in dubbio l’opportunitá di una buona copertura vaccinale, che si può perseguire con vari metodi: l’informazione, l’obbligo e altri. Ci sono anche Paesi dove esiste l’obbligo ma la copertura è ciononostante alta. Per raggiungere il tasso di vaccinazione necessario, è opportuna maggiore informazione. La Consulta ha però respinto una norma del Molise analoga a quella oggi in discussione, perché la profilassi è di competenza esclusiva dello Stato. Varare oggi una legge provinciale in quest’ambito farebbe nutrire false speranze, perché sarebbe sicuramente bocciata: “Se l’approvassimo, non saremmo politici seri”. La Provincia prevede comunque una campagna informativa più ampia, anche per il personale sanitario e degli asili nido.

Il passaggio alla discussione articolata è stato respinto con 14 sí e 19 no.


(MC)