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Consiglio | 03.09.2019 | 17:14

Delegazione dello Schleswig-Holstein in visita al Consiglio provinciale

Tutela delle minoranze e cooperazione al centro dei colloqui col pres. Noggler e l'ass. Deeg.

Il pres. Noggler con la delegazione dello Schleswig-Holstein (Foto:Werth)ZoomansichtIl pres. Noggler con la delegazione dello Schleswig-Holstein (Foto:Werth)

Il presidente del Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano Josef Noggler ha accolto questo pomeriggio nella sala sedute i componenti della “Commissione Europa” del Parlamento dello Schleswig Holstein. La delegazione si trova in Alto Adige in viaggio di studio, “alla scoperta delle modalità di lavoro e di pensiero in Alto Adige, per poterci capire meglio”, ha spiegato il presidente dell’organo Wolfgang Baasch. Il gruppo aveva già incontrato l’ex assessora Martha Stocker e visitato l’EURAC, raccogliendo informazioni sull’Autonomia e la tutela delle minoranze in Alto Adige.

Noggler ha illustrato le disposizioni che regolano la collaborazione tra gruppi linguistici in Consiglio provinciale, il sistema della proporzionale nella composizione dei vari organi, i compiti e le modalità di lavoro dell’assemblea elettiva, la cooperazione transfrontaliera nell’ambito del Dreier Landtag. I componenti della Commissione dello Schleswig Holstein, che si occupa non solo di Europa ma anche di minoranze e collaborazione interregionale, si sono interessati in particolare della garanzia di partecipazione dei gruppi linguistici, rilevando che la minoranza danese nella loro regione non gode delle stesse tutele di quella sudtirolese. Sottolineando l’importanza della cooperazione transfrontaliera per le regioni con minoranze, il pres. Baasch ha invitato Noggler a ricambiare presto la visita portando nello Schleswig Holstein una delegazione consiliare. 

In un incontro della delegazione con l’assessora provinciale Waltraud Deeg si è parlato della collaborazione transfrontaliera e della proporzionale a favore delle minoranze etniche. “Negli ultimi 100 anni l’Alto Adige ha attraversato una fase storica complessa. Le nostre esperienze possono essere utili anche per altre regioni di confine, dove vivono persone appartenenti a diversi gruppi linguistici e culturali. Infatti mostrano come situazioni originariamente conflittuali possano trovare una soluzione pacifica” ha sottolineato l’assessora nel corso dell’incontro. L’assessora ha fra l’altro riferito delle diverse proposte di proporzionale etnica, tramite le quali specialmente nei primi anni dell’Autonomia si è potuta garantire una rappresentanza equilibrata ai diversi gruppi linguistici nell’ambito dei servizi pubblici, dell’edilizia abitativa e della sanità. Più recentemente questo ruolo di mediazione è stato assunto dall’Europa, che sostiene collaborazioni transfrontaliere e promuove soluzioni comuni.


(MC)