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Consiglio | 20.04.2021 | 13:04

POLITIKA 21: La gestione della pandemia e le elezioni comunali 2020

Presentato in Consiglio provinciale l’annuario della Società di Scienza politica dell’Alto Adige. La politica tra centralismo e “via altoatesina”.

La presentazione di Politika 21. (Foto: Consiglio/Werth)ZoomansichtLa presentazione di Politika 21. (Foto: Consiglio/Werth)

Foto (Consiglio/Werth): https://www.flickr.com/photos/landtagconsigliocunsei/?

La pandemia da coronavirus non ha messo in crisi i sistemi democratici, ma ha fatto emergere le debolezze già esistenti nei vari sistemi: è questo uno dei messaggi che emergono da Politika 2021, l’annuario della Società di Scienza politica dell’Alto Adige pubblicato da Raetia e presentato oggi da curatori ed editore in Consiglio provinciale. “C’è bisogno di uno sguardo dall’esterno”, ha detto il presidente del Consiglio Josef Noggler salutando gli ospiti, “soprattutto in un anno così particolare, dove la politica è stata un’osservata speciale: è stato difficile prendere decisioni e valutare cosa era giusto e cosa sbagliato, anche perché le opinioni degli esperti non erano sempre univoche. Il Consiglio provinciale si è tuttavia adoperato con impegno per garantire il dibattito politico sull’emergenza e le possibili misure”.

Come ha spiegato Günther Pallaver, presidente della Società di Scienza politica dell’Alto Adige, il volume affronta il management della pandemia a livello nazionale e provinciale e le elezioni comunali del 2020. In quanto al primo tema, ha riferito la co-curatrice Elisabeth Alber, a una prima fase caratterizzata da centralismo ha fatto seguito una seconda contraddistinta da forte richiesta di partecipazione delle Regioni. La cosiddetta via altoatesina, in parte più liberale, in parte più restrittiva di quella nazionale, secondo gli autori ha avuto risultati inferiori alle aspettative; la gestione trentina, più reattiva che attiva, si è fortemente distaccata da Roma. Nel confronto internazionale, come rileva nel suo contributo il prof. Gianfranco Pasquino, si nota una tendenza al centralismo. Alice Engl, co-curatrice, ha aggiunto che la pandemia ha evidenziato problemi e disparità già esistenti nel campo del lavoro (lavoro precario), delle pari opportunità, dei rapporti transfrontalieri: questo ha fatto emergere anche nuovi modelli e proposte di soluzioni, il che fa dire agli studiosi che il 2020 non è stato un anno fermo, ma di cambiamenti anche a livello di innovazione sociale: un esempio è la diffusione dello smartworking. In quanto le conseguenze economiche di lungo periodo della pandemia, secondo Federico Boffa, professore della Libera Università di Bolzano, esse, significativamente contenute dalle relative politiche, dipenderanno anche da come evolveranno le aspettative della cittadinanza e da interventi sulla base di dati analitici.

Per quanto riguarda le  elezioni comunali del settembre 2020, che hanno avuto luogo insieme al referendum costituzionale per ridurre il numero dei parlamentari, il volume rileva alcune differenze significative rispetto al 2015: meno candidati e liste, quindi meno scelta, più schede bianche e nulle, un ridottissimo aumento di sindache, nei confronti delle quali le conferme di chi era già in carica sono state inferiori percentualmente a quelle dei colleghi maschi. Le norme relative alle quote di genere, secondo l’autore Hermann Atz, si sono rivelate “una tigre di carta”.

Come ha concluso il direttore editoriale di Raetia Thomas Kager, il volume “è una profonda riesamina scientifico-politica dell’anno passato, con riflessioni che tendono a sfuggire alla cronaca quotidiana”.


(MC)