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Consiglio | 10.11.2022 | 15:46

Lavori Consiglio: Povertà in età anziana -2, No alla guerra -2, no a tendenze neofasciste

Mozioni e voti di Freiheitlichen, Movimento 5 Stelle/Gruppo verde/Team K/Partito Democratico - Liste civiche, Süd-Tiroler Freiheit.

Nel pomeriggio di oggi, in Consiglio provinciale, è stata posta in votazione la mozione n. 636/22: Povertà in età anziana (EMENDATA), già discussa questa mattina, con cui Andreas Leiter Leber (Die Freiheitlichen) chiedeva di incaricare la Giunta provinciale (1) di sbloccare delle risorse del bilancio provinciale e del fondo di riserva per adeguare all’aumento dell’inflazione gli importi degli interventi assistenziali “contributo al canone di locazione e per le spese accessorie” e “contributo per le spese accessorie per i pensionati”; (2) di lanciare una campagna d’informazione sugli attuali interventi assistenziali e sulle opzioni di sostegno ai pensionati e alle pensionate che percepiscono una pensione minima o bassa, coinvolgendo i Comuni nonché le associazioni sociali e per la terza età; (3) di garantire, in collaborazione con i Comuni, le parti sociali e i patronati, ai cittadini altoatesini di età superiore ai 65 anni un accesso a misura di persona anziana agli aiuti sociali, e di sostenerli attivamente in fase di presentazione della domanda di contributo alle spese accessorie; (4) di verificare fino a che punto i requisiti validi oggi per i due tipi di contributi, “il contributo al canone di locazione e per le spese accessorie” e “il contributo per le spese accessorie per i pensionati”, potessero essere abbassati per i pensionati over 65 che percepivano una pensione bassa, e in che modo si potessero aumentare i contributi concessi. La proposta è stata messa in votazione per parti separate: respinte le premesse e il punto (1), i punti (2), (3) e (4) sono stati approvati all’unanimità (31 sì).

È stata quindi posta in votazione una versione emendata del voto n. 48/22: Questione Ucraina: no alla guerra, di Movimento 5 Stelle, Gruppo verde, Team K, Partito Democratico - Liste civiche, già discusso questa mattina. COn l’emendamento, firmato da Diego Nicolini (MOvimento 5 Stelle) e Magdalena Amhof (SVP)  si chiedeva di “adoperarsi, attraverso i canali diplomatici, per la ripresa dei negoziati e il superamento del conflitto armato, per il ripristino del diritto internazionale e l’immediato ritiro delle truppe russe di invasione a tutela e protezione dei civili”. Diego Nicolini ha spiegato che nella versione emendata  si chiedeva il ripristino del diritto internazionale, “e quindi il rispetto della sovranità e delle regole in campo”.  Il voto è stato approvato con 27 sì e 3 astensioni.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha quindi presentato il  voto n. 49/22: Tutelare e ampliare l’autonomia della Provincia di Bolzano - NO a tendenze neofasciste nel nuovo Governo, EMENDATO, con il quale, evidenziando che l’esito delle elezioni per il rinnovo del Parlamento stava destando grande preoccupazione in provincia di Bolzano, segnalava che, in particolare, le dichiarazioni e le precedenti azioni politiche di importanti esponenti dei partiti, che fanno ora parte del nuovo Governo, dimostrano che tali preoccupazioni non sono infondate. Non si potevano ignorare né sottacere le tendenze nazionalistiche e l’atteggiamento spesso ostile nei confronti della provincia; anche l'opinione pubblica europea era preoccupata. L’Autonomia non era un regalo o una concessione dell’Italia, bensì un diritto faticosamente conquistato, riconosciuto a livello internazionale: era quindi inaccettabile che determinati componenti del nuovo Governo svilissero l’identità “non italiana” dei sudtirolesi e che si minacciasse di trasformare l'autonomia etnica in un’autonomia territoriale, nonché che si mettesse in discussione la funzione di potenza garante esercitata dall’Austria. Criticando alcune dichiarazioni della premier Meloni e di componenti del nuovo Governo, Knoll evidenziava che l'astensione dei parlamentari della provincia di Bolzano sulla fiducia al Governo era stata molto problematica, poiché “da come ci si  porrà “nei confronti del neofascista Governo Meloni sarebbe dipesa alla fin fine anche la credibilità della Provincia autonoma di Bolzano. Ha chiesto poi retoricamente: quale coro di indignazione si sarebbe levato in Europa se questi detestabili atteggiamenti fossero stati adottati da rappresentanti di un governo in Germania o in Austria? E di fronte a tutto ciò, non si vota no? Egli ha quindi proposto con il voto che (1) il Consiglio provinciale condannasse fermamente le posizioni, dichiarazioni e azioni (neo)fasciste, nazionalsocialiste, estremiste, razziste e discriminatorie, in particolare da parte dei responsabili politici e dei rappresentanti del Governo; (2) il Consiglio provinciale sottolineasse l’inviolabilità dell’autonomia etnica a tutela della minoranza austriaca di lingua tedesca e ladina sul territorio italiano; (3) il Consiglio provinciale sottolineasse la funzione di garante esercitata dall’Austria nei confronti del-la provincia di Bolzano e il suo significato politico per questa provincia, che non si è affatto esaurito con la quietanza liberatoria del 1992; (4) il Consiglio provinciale chiedesse al nuovo Governo italiano di rispettare l’autonomia della Provincia di Bolzano, di attuare il ripristino delle competenze autonome, come assicurato nella dichiarazione programmatica, nonché di sostenere attivamente e in modo costruttivo l’ulteriore ampliamento dell’autonomia, come richiesto anche dalla popolazione di questa terra nell’ambito della Convenzione sull’autonomia; (5) il Consiglio provinciale si esprimesse contro l’istituzione per legge della festività del 4 novembre e propone, in vista di un’eventuale modifica della legge 8 marzo 1977, n. 54, il ripristino della festività del 19 marzo (San Giuseppe) o, in alternativa, l’introduzione per legge di una comune festività europea che commemori la pace e il superamento dei confini in Europa.
Marco Galateo (Fratelli d’Italia) ha ricordato l'attentato a Sesto Pusteria alla Caserma dei carabinieri in cui persero la vita due militari, per ferite di armi da fuoco di secessionisti terroristi: “uno, de gennaro, era cugino di mio papà. Nonostante questo non sono stato cresciuto con spirito di rivalsa”. Bisognava guardare al presente e andare avanti. La festività del 4 novembre non era più tale dal 1976, ed era celebrata nel primo sabato/domenica utile. Anche i luoghi della relativa celebrazione erano stati cambiati, e si ricordavano i caduti di tutte le guerre. Non bisognava restare ancorati ai fatti di 100 anni fa, stanti anche i problemi odierni degli altoatesini. Ha chiesto anche se tra gli estremismi condannati c’era anche il comunismo.
Dal banco dei consiglieri, Giuliano Vettorato ha detto “no” a mozioni di questo tipo, che rappresentavano provocazioni. Il Governo attuale tutelava le autonomie speciali. Quanto richiesto nel dispositivo, ovvero condannare fascismo e nazismo, era cosa ovvia, così come le altre richieste. Il Governo aveva messo il min. Calderoli come garante delle Autonomie, e lui ben sapeva come essa funzionava. Il 4 novembre veniva sempre letto il messaggio del Presidente Mattarella, garante della Costituzione.
Paula Bacher (SVP) ha sostenuto di non voler riaprire tutti i capitoli del passato, ma volgere lo sguardo al futuro: c’era un Governo eletto democraticamente con cui si doveva dialogare, anche presentando richieste. Per lei era importante la reintroduzione della Festa di San Giuseppe, per il resto non poteva appoggiare la proposta.
Sandro Repetto (Partito Democratico . Liste civiche) ha chiarito che lo Stato non poteva violare l’obbligo internazionale sancito dall’accordo di Parigi e translato nella Costituzione. Sulla base di questo fondamento internazionale, la tutela della minoranza era immodificabile  quale obbligo super-cosituzionale. Anch’egli si è detto però d’accordo sul ripristino della festività del 19 marzo.
Dopo che l’aula ha approvato di prolungare di un quarto d’ora il tempo a disposizione dell’opposizione, Riccardo Dello Sbarba (Gruppo verde) ha detto di considerare il Governo nazionale una sciagura, e pertanto tutto ció che era contro questo Governo gli andava bene, anche se lo disturbava il riferimento all’autonomia “etnica”, alla minoranza “austriaca” e ad altre espressioni di 40-50 anni fa: l’Autonomia si era nel frattempo evoluta. Essendo terminato il tempo a disposizione. Ha evidenziato che c’era un disegno di gasparri che voleva ripristinare il 4 novembre, aggiungendo che su questa data erano nel frattempo stati fatti dei passi avanti. Ha quindi criticato l’astensione dei parlamentari SVP al voto di fiducia sul Governo.
Magdalena Amhof (SVP) ha chiesto una votazione separata, al punto 4, della prima parte fino a “dichiarazione programmatica”, e votazione in due parti separate anche del punto 5. si è detta d’accordo sugli altri punti
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher, evidenziando che nella Giunta non erano tutti dello stesso punto di vista, ha aggiunto che la proposta rappresentava in gran parte anche la posizione del suo gruppo politico. In merito alla Convenzione, ha spiegato che nelle sue conclusioni stava tutto e il contrario di tutto: era difficile presentarlo a Roma.. ha poi chiarito che i parlamentari SVP a Roma avevano condannato certe dichiarazioni del Governo, e avevano dato motivazioni chiare per la loro astensione. Sven Knoll ha replicato che era responsabilità mettere in guardia rispetto a determinati sviluppi, anche perché le generazioni future non dimenticassero quanto successo.
Il voto è quindi stato messo in votazione per parti separate: respinte le premesse, il punto (1) è stato approvato con 26 sì e 5 no, il (2) con 21 sì e 4 no, il (3) con 26 sì 4 no, la prima parte del punto 4 (escluso il riferimento alla Convenzione) con 26 sì, 4 no, il punto (5) senza la frase relativa alla comune festività europea con 20 sí, 4 no e 2 astensioni. Alcuni consiglieri non hanno partecipato alle votazioni.

La seduta prosegue con la trattazione delle proposte della maggioranza.

(MC)