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Consiglio | 09.11.2022 | 13:16

Lavori Consiglio: Valorizzazione del personale scolastico

Discusse congiuntamente due mozioni di Gruppo verde e Team K.

Il tema del personale scolastico è stato al centro di due mozioni la cui discussione congiunta è cominciata questa mattina in Consiglio provinciale. Con la prima, mozione n. 629/22: Il personale scolastico è prezioso, Brigitte Foppa (Gruppo verde), evidenziando che tra il 2010 e il 2018 il personale amministrativo e ausiliario delle scuole era diminuito da 2.185 a 2.091 unità, ma nello stesso periodo gli edifici scolastici erano aumentati da 405 a 415, e gli alunni da 74.204 a 75.283, evidenziava la pesantezza dei lavori di pulizia affidata a bidelli e bidelle, che un tempo erano preziosi interlocutori per i diversi componenti della comunità scolastica e che dal 2006 devono pulire 1.216 metri quadrati al giorno ciascuno, e questo dopo le 16, e la costante responsabilità aggiuntiva assegnata alle segreterie scolastiche, che comportava stress e sovraccarico; i profili professionali esistenti erano superati e non corrispondevano più ai compiti effettivamente svolti dalle segretarie e dai segretari scolastici. con l’autonomia delle scuole, era aumentata la responsabilità giuridica in un contesto normativo in costante evoluzione, e una consulenza legale vincolante, offerta da uno sportello centrale a cui tutte le scuole dovrebbero potersi rivolgere, avrebbe garantito  maggiore sicurezza e una migliore armonizzazione delle misure La consigliera proponeva quindi di incaricare la Giunta provinciale (1) di attribuire un maggiore peso, nella descrizione del profilo professionale dei bidelli e delle bidelle, ai compiti di assistenza e supporto all'interno delle comunità scolastiche, e di limitare le mansioni di pulizia (ad esempio a non più del 50% dell’orario di lavoro); (2) di ridurre l'area da pulire per ciascun bidello/ciascuna bidella, adeguandola all'età (ad esempio, meno metri quadrati a partire da 55 anni); (3) di prevedere visite di medicina del lavoro per i bidelli e le bidelle; (4) di elaborare misure per la valorizzazione delle segretarie e dei segretari delle scuole; (5) di adeguare il profilo professionale dei segretari e delle segretarie delle scuole ai compiti da loro effettivamente svolti; (6) di istituire uno sportello di consulenza legale per i/le responsabili delle segreterie scolastiche.
Con la seconda mozione, n. 631/22: Rivalutare il profilo professionale dei bidelli/delle bidelle e quello degli addetti/delle addette alle pulizie (EMENDATA), Maria Elisabeth Rieder (Team K)  evidenziava che  bidelli e bidelle sono inquadrati nella 2a qualifica funzionale e per il loro lavoro percepiscono uno stipendio molto basso, mentre aumenta il carico di lavoro, e quindi anche il loro disagio; la carenza di personale fa il resto, mentre le misure di risparmio introdotte con il Patto di stabilità 2010 hanno determinato risparmi molto superiori al 10% invece del 3% prefissato, il personale in pensione non è stato sostituito e quello assente per malattia è stato sostituito troppo tardi, se non addirittura per niente; i tagli al personale hanno comportato che chi è ancora in servizio svolga quasi solo mansioni di pulizia. Un sondaggio del 2015 sulla qualità del lavoro del personale ausiliario delle scuole altoatesine condotto dalle organizzazioni sindacali aveva già evidenziato che esso necessita di urgenti misure per alleggerire il lavoro, dato che circa il 40% degli intervistati aveva dichiarato che erano aumentate le assenze per malattia. Le graduatorie nel frattempo esaurite rendevano  difficile coprire i posti vacanti, e l'età media dei collaboratori e delle collaboratrici era ora di 55 anni. In quanto al personale amministrativo delle scuole, l'autonomia scolastica aveva trasferito ai singoli istituti numerosi processi lavorativi precedentemente svolti a livello centrale, e questo senza aumentare il personale, e l’introduzione della contabilità civilistica a partita doppia aveva comportato un elevato carico di lavoro, aumentando anche la responsabilità dei collaboratori e delle collaboratrici. La consigliera proponeva quindi di impegnare la Giunta provinciale (VERSIONE EMENDATA) (1) a proporre in sede di contrattazione collettiva una rivalutazione del profilo professionale dei bidelli/delle bidelle e a verificare se sia possibile un inquadramento nella III qualifica funzionale; (2) a proporre alle parti sociali che ai bidelli/alle bidelle che dedicano la maggior parte o la totalità del loro orario lavorativo alle attività di pulizia venga concessa una "indennità per le pulizie"; (3) a prevedere che il personale ausiliario delle scuole debba obbligatoriamente sottoporsi alle visite di medicina del lavoro ogni due anni; (4) a differenziare e adeguare i metri quadri da pulire in base all'età e alle capacità fisiche del personale così come a procedere regolarmente alle relative modifiche e agli adeguamenti dell'organico, nonché a ridurre la superficie di 160 mq all’ora; (5) a prevedere in sede di contrattazione collettiva una rivalutazione dei profili professionali del personale amministrativo delle scuole; (6) a prevedere un adeguato compenso finanziario per i collaboratori/le collaboratrici delle segreterie scolastiche che si assumono particolari responsabilità; (7) a sostenere l'introduzione della promozione della salute sul luogo di lavoro nelle scuole, anche tramite i dati della medicina del lavoro, al fine di garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori e delle lavoratrici sul posto di lavoro.
Alex Ploner (Team K), co-firmatario della seconda mozione, ha detto di aver partecipato a incontri con questi dipendenti trovandosi in imbarazzo, poiché essi avevano dovuto attendere per mesi un appuntamento con il presidente della Provincia per parlare della loro situazione. Il ruolo del bidello comporterebbe per definizione compiti di custodia, gestione degli ambienti e collaborazione con gli altri soggetti scolastici, non di pulizie. Il bidello e la bidella, ha aggiunto, sono importanti figure di riferimento per gli studenti, come molti ricordano dalla loro esperienza scolastica: ha quindi invitato a prendere sul serio la tematica.
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha chiesto se questa figura professionale è riconosciuta o se si pensa che possa essere sostituita da altre. Essendo l’età media elevata, mancavano prospettive di sostituzione. Si rattava di una figura professionale in via di estinzione, però caricata di tanti compiti e di un lavoro continuo e costante: ci si rendeva conto che c’era una nuova realtà nell’ambito scolastico? Queste persone dovevano non solo lavorare, ma anche avere un compenso adeguato.
Riccardo Dello Sbarba (Gruppo verde), co-firmatario della prima mozione,  ha chiarito che la scuola era una comunità che educava e auto-educava, non una catena di montaggio. La provincializzazione non aveva portato aiuto, ma frammentazione e meccanizzazione, e in quest’ambito il personale ausiliario e quello amministrativo erano stati sempre più ridotti a questa visione parcellizzata del lavoro da un lato, e dall’altro caricati di sempre maggiori funzioni: segreterie scolastiche e amministrazione erano parte della scuola autonoma, e tutto questo faceva l’atmosfera educativa “o diseducativa” della scuola. Una scuola stressata era corresponsabile anche della solitudine in cui si potevano trovare studentesse e studenti, che dava origine a situazioni di disagio. Se si fosse continuato a considerare le funzioni di questo personale come meccaniche, qualcuno avrebbe prima o poi proposto di esternalizzarle, aumentando la meccanizzazione di un organismo che andava invece trattato come un organismo biologico. Alla scuola si chiedeva sempre di più e si dava sempre di meno. Il consigliere ha chiesto di dare un segnale di valorizzazione al mondo della scuola per tutte le sue figure
Gerhard Lanz (SVP) si è detto stupito di quanto sentito, constatando che non era compito del Consiglio decidere quale compito dovesse essere svolto da chi e come: lo svolgimento efficace di certe mansioni non era legato all’età, ma allo stato fisico del collaboratore, e questo valeva per tutte le aziende e veniva gestito internamente. Non si potevano ipotizzare premi aggiuntivi semplicemente perché veniva svolto un lavoro. In quanto alle visite della medicina del lavoro, ogni azienda predisponeva valutazioni del rischio, non era il Consiglio a potersi esprimere in merito. Alcune proposte erano quindi corrette ma venivano avanzate nella sede sbagliata, essendo oggetto se mai di contrattazione collettiva.
Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) si è detto stupito che Lanz si sorprendesse di regole legate all’età, molto diffuse nel mondo del lavoro: “È normale che si possa introdurre questo tipo di regole”. La figura del bidello, quasi familiare nella scuola, non poteva essere esternalizzata, spesso in passato aveva anche una funzione educativa. Egli ha quindi appoggiato la mozione.
È compito dei consiglieri provinciali segnalare problematiche e avanzare proposte alla Giunta, ha detto Hanspeter Staffler (Gruppo verde), cofirmatario della prima mozione, aggiungendo che la Giunta è il datore di lavoro di queste persone e dà l’incarico di contrattazione, potendone disporre le condizioni. Quindi parlarne in aula era opportuno.
Anche Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha criticato Gerhard Lanz; non si poteva parlare di “lobby dei bidelli”; Gerhard Lanz (SVP) ha replicato di non aver parlato male di questa professione, ma di non comprendere i punti elencati nella mozione.
Franz Ploner (Team K), co-firmatario della seconda mozione, ha chiarito che le visite di medicina del lavoro sono obbligatorie, in particolare per i lavoratori addetti alle pulizie. In questo caso se ne deve occupare la direzione scolastica. In quanto ai punti 6-7, sono una misura preventiva: è ora che la Provincia si attivi per attuare queste tematiche.
L’ass. Philipp Achammer ha chiarito che in passato era stato ridotto il personale non docente, e questo era un problema, anche perché le superfici da pulire erano notevolmente aumentate. Una situazione critica c’era soprattutto nelle scuole in zone decentrate, dove mancava il personale per sostituire segretari e segretarie scolastici andati in pensione o dimessisi, e anche perché c’era stato un  aumento delle procedure burocratiche. Il sistema di assunzione era troppo rigido e complesso, ed era impossibile trovare persone che corrispondessero a tutti i presupposti del profilo: il reclutamento risultava difficile. per l’amministrazione scolastica era necessario analizzare i vari livelli: erano stati messi a disposizione 7 posti, ma solo 2 erano stati occupati. In quanto alla retribuzione, era oggetto di contrattazione collettiva, mentre il rapporto con la medicina del lavoro dipendeva dall’inquadramento, e quello dei bidelli era troppo basso. In quanto al carico di lavoro, non andava messo in relazione con l’età, ma con lo stato fisico. Achammer ha quindi proposto una riformulazione della mozione.

La discussione proseguirà nel pomeriggio.

(MC)