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Consiglio | 09.11.2022 | 12:06

Lavori Consiglio: Strategia per l’istruzione 2030, merci sull’asse del Brennero - CON VIDEO

Mozioni di Gruppo verde ed Enzian.

Link immagini video (Consiglio/GNews): https://we.tl/t-pmpEBLjdku

E ripresa oggi in Consiglio provinciale la discussione della  mozione n. 599/22, Strategia per l’istruzione 2030, avviata e sospesa nella sessionne di settembre, con la quale  Hanspeter Staffler (Gruppo verde), evidenziando la situazione della scuola in Alto Adige è problematica e che il personale docente delle scuole di ogni ordine e grado è sempre più frustrato ed esausto, ricordava che secondo l’ASTAT, tra il 2014 e il 2019, le dipendenti e i dipendenti pubblici delle scuole avevano subito una perdita di salario reale pari al 2,5%, e che il personale docente era indignato dalla poca considerazione per il proprio lavoro, come riferivano anche media e sindacati. Su tutto ciò pendeva la spada di Damocle dell’imminente ondata di pensionamenti. Al fine di mantenere attrattivo il posto di insegnante e reggere la concorrenza di altre professioni, secondo il consigliere, c’era urgentemente bisogno di un pacchetto di finanziamenti per riuscire a portare a un buon livello gli stipendi del personale insegnante, anche per riuscire a tenere il passo con altri settori e con le confinanti regioni germanofone. Inoltre, sarebbero servite soluzioni creative, che possono anche differenziarsi da una scuola all’altra: a tal riguardo andavano coinvolti sindacati e dirigenza scolastica. Considerando poi i finanziamenti al mondo della scuola, il consigliere evidenziava che la spesa per l’istruzione dell’Alto Adige si assesta attorno o al di sotto della media internazionale dei Paesi OCSE: paragonando i numeri a quelli delle altre regioni italiane, l’Alto Adige ne esce bene, se però si fa un confronto con Paesi come il Belgio, la Danimarca o la Svezia, l’Alto Adige non si piazza al meglio. Per rendere il sistema educativo più attrattivo,si sarebbe dovuto intervenire promuovendo lo sviluppo continuo delle scuole e del mondo dell’istruzione, campagne mirate per appassionare alla professione di insegnante, l’elaborazione di un pacchetto di finanziamento a medio termine, e la contrattazione collettiva continua, il potenziamento delle iniziative di formazione continua e di aggiornamento, il rafforzamento della supervisione e del coaching. Egli proponeva quindi CON EMENDAMENTO SOSTITUTIVO di incaricare la Giunta provinciale (1) di prevedere entro 8 mesi l’elaborazione di una bozza della “strategia per l’istruzione 2030” e di presentarla alla commissione legislativa competente; (2) di predisporre uno studio comparativo tra le spese per l’istruzione degli Stati OCSE, con l’obiettivo di capire quali sono i punti deboli del sistema scolastico altoatesino a livello strutturale e finanziario; (3) di concordare nel frattempo in sede di contrattazione collettiva dei pacchetti finanziari per il personale docente delle scuole di ogni ordine e grado, al fine di garantire un aumento sostanziale degli stipendi reali nel medio periodo; (4) di concepire, a livello di contrattazione collettiva, misure di sostegno per il personale insegnante delle scuole di ogni ordine e grado, quali l’age management, i modelli di orario di lavoro flessibile, i programmi di resilienza, le offerte di coaching o altri progetti di supporto e di valorizzazione. Hanspeter Staffler ha spiegato che la strategia proposta era necessaria per affrontare anche difficoltà che provenivano dall’esterno, legate alla crescente complessità della società, che metteva il personale docente davanti a sfide sempre più grandi. ha ribadito la perdita degli stipendi reali del mondo insegnante, nonostante un aumento delle competenze e della complessità del lavoro. Anche per via dell'Autonomia, e della necessità di gestire tre sistemi scolastici diversi, il mondo dell'istruzione in provincia aveva costi maggiori rispetto ad altre regioni, ma bisognava tenere alta la motivazione dei docenti e rendere attrattiva la loro professione, affinché non andassero in altri paesi dove venivano accolti a braccia aperte, come la Svizzera, dove le condizioni economiche erano molto migliori. A questo scopo, era necessario un pacchetto di misure per portare il sistema scolastico all’alto livello di alcuni decenni fa: c’erano stati infatti, nel frattempo, troppi tagli agli investimenti nel settore. Nel bilancio c’era ancora un margine per un maggiore riconoscimento al personale docente, considerando che quello nel settore scolastico era il migliore investimento per il futuro. Inoltre, nell’ambito della contrattazione collettiva andava indicata fin da subito la data del successivo contratto.
Secondo Peter Faistnauer (Perspektiven Für Südtirol), che ha ricordato l'insegnamento nell’ambito dell’artigianato, sono molti gli insegnanti che dicono che “non si può continuare così”. La professione è talmente poco riconosciuta che non si può arrivare a fine mese con il relativo stipendio, tanto che ai docenti di materie pratiche è consentita un’attività parallela che permetta guadagni fino al 50% del loro stipendio, il che è significativo, e agli alti per il 30%. Questo è discriminante, sarebbe necessario garantire una buona retribuzione e anche un’attività secondaria a parità di condizioni.
Alex Ploner (Team K) ha detto che quanto riferito era una critica costruttiva che arrivava da chi lavorava direttamente sul campo. Molte cose funzionavano bene nella scuola altoatesina, ma era necessario intervenire, e la Giunta doveva agire in modo veloce. C’erano lamentele anche riguardanti la conciliazione famiglia-lavoro, che venivano anche dall’interno dell’amministrazione. In quanto alle retribuzioni, confrontandosi con i Paesi a nord si era all'ultimo posto, e anche l’apprezzamento della professione era troppo ridotto. In quanto alla digitalizzazione, era stato dato un contributo e poi nulla. Il sistema andava migliorato e ottimizzato velocemente, anche ascoltando le proposte di chi lavorava nel settore.
Diego Nicolini (Movimento 5 stelle) ha chiarito che andava aumentata l’attrattivitá del settore pubblico in generale, scuola compresa. Ha quindi rilevato la distanza tra scuola tedesca e scuola italiana: per esempio, nella prima si potevano assumere anche insegnanti non laureati; riportando la norma d’attuazione che prevede la formazione come materia autonoma per tutti i livelli scolastici e per tutte le tre lingue, egli ha aggiunto che essa per la scuola in lingua italiana non era stata attuata; in questo settore c’erano quindi tanti insegnanti precari. era evidente che mancava la volontá politica, risorse destinate al livello burocratico avrebbero potuto essere indirizzate al personale, per esempio unendo i tre apparati. Nicolini ha quindi rilevato il contrasto tra una scuola che punta sull'inclusione e una, come vuole il Governo, che punta sul merito. ha aggiunto che gli stipendi degli insegnanti andrebbero adeguati per mantenere il potere d’acquisto e reagire all'inflazione. ha apprezzato infine la proposta della mozione, purché lo studio non porti a temporeggiare.
Josef Unterholzner (Enzian) ha sostenuto che serviva una riforma dell'istruzione, e che tutto il sistema scolastico andava rivisto, anche riducendo la pressione burocratica, che rappresenta uno svantaggio concorrenziale rispetto ad altri Paesi. Il costo dle lavoro era tropo elevato e gli oneri amministrativi troppo pesanti non solo nella scuola ma anche nella sanità e nell’economia in generale. Si sbandierava la sostenibilità, ma di fatto si era molto sostenibili nell’ambito dei vincoli posti ai lavoratori: “Meno sarebbe meglio”. 
Marco Galateo (Fratelli d’Italia) ha rilevato il problema della presenza nelle classi di una percentuale sempre più grande di persone che non conoscono le lingue locali, quello dell’assenza di personale di sostegno per gli alunni oggetto della legge 104, il fatto che nuove figure di sostegno non portassero un sollievo concreto al sistema scuola. C’era disparità di trattamento, nelle due scuole, in termine di formazione e reclutamento del personale docente. Egli ha poi ricordato il respingimento o la disincentivazione della presenza di bambini di lingua italiana dalle scuole di lingua tedesca, rilevando che il tema dell’organico era centrale. Ha quindi sostenuto la mozione in linea di massima, purché ci fosse un appoggio concreto e sostanziale della Giunta.
L’ass. Philipp Achammer ha rilevato l'eterogeneità degli interventi, e chiesto alla presidente della 1a commissione legislativa di incontrarsi per uno scambio in merito, coinvolgendo anche il personale scolastico su certe proposte. Condividibile era parte di quanto era stato detto, comprese le affermazioni di Unterholzner: le proposte erano tantissime, e i docenti chiedevano di potersi concentrare di più sull'insegnamento. 25 anni fa il problema di trasmissione di conoscenze c’era perché le fonti erano poche, ora il problema era verificare quali fonti fossero affidabili, accompagnando alunni e alunne in questa consapevolezza. la possibilitá di chiamare docenti non formati c’era da anni, ma vi si faceva maggiore ricorso. Le retribuzioni in Isvizzera erano molto più alte, ma in Tirolo non lo erano molto di più. Nel sistema scolastico locale costavano molto le infrastrutture, perché c’erano anche piccole scuole, con 6-7 alunni, e questo costava. Andava considerato poi che l’abbandono scolastico in Alto Adige era inferiore rispetto a quello in Austria, e questo era fondamentale per capire se una scuola funziona bene. La sfida maggiore era la mancanza di personale formato, e si era cercato di contrastare questo con un regolamento d’attuazione del 2018 molto contestato. Utile era anche discutere sulle caratteristiche di un buon insegnamento, che non consistevano in 50 progetti scolastici aggiuntivi. In quanto alle retribuzioni, non era possibile pensare a una retribuzione pari a quella Svizzera, ma nelle scuole statali era stato fatto un passo avanti mettendo a disposizione 64,5 mio. €, pari a 114 € lordi dal gennaio 2023. Tuttavia non contavano solo le retribuzioni: in quanto a orario di lavoro, c’erano contratti diversi a livello provinciale e statale, che andavano uniformati; in merito alla digitalizzazione, i distretti scolastici avevano molti mezzi a disposizione, ma ci voleva un progetto - a questo scopo era stata fatta una verifica, e lo sviluppo si era velocizzato ins eguito alla pandemia. L’assessore ha aggiunto che l’aumento della possibilità di lavoro esterno dal 30 al 50% era stato garantito agli insegnanti tecnici perché potessero aggiornarsi, non per motivi economici; nella scuola statale la fonte giuridica era diversa. Hanspeter Staffler ha replicato che parte delle proposte avanzate erano state confermate dall’assessore, aggiungendo che in quanto all’aumento delle retribuzioni andava considerato il potere d’acquisto reale, che in Alto Adige era diverso rispetto ad Austria o Germania: da qui la proposta di comparazione al punto (2). Le sfide del mondo scolastico, ha aggiunto, sono molto più ambiziose che negli anni passati. Ha concluso segnalando che negli ultimi 4 anni, in Austria, gli stipendi dei docenti sono aumentati del 9%, con parallela diminuzione del cuneo fiscale. Posta in votazione, la mozione è stata respinta con 15 sì e 17 no.

Josef Unterholzner (Enzian) ha quindi proposto la mozione n. 129/19: Il traffico di transito delle merci sull’asse del Brennero, con la quale, evidenziando che lungo il corridoio del Brennero il traffico è spesso congestionato o persino bloccato,e  che oltre al traffico stradale al collasso, la situazione causa soprattutto enormi disagi alla popolazione che vive lungo l’asse del Brennero, creando inoltre condizioni di lavoro insostenibili, per non dire disumane, per gli autotrasportatori, sottolineava che di notte invece le corsie dell’A22 sono molto spesso vuote, e che, lungi dall’aver migliorato la situazione, i divieti di transito e i contingentamenti hanno piuttosto ulteriormente aggravato il problema, e che nei parcheggi di raccolta i riscaldamenti a veicolo fermo e i condizionatori restano accesi per ore e ore - inoltre, a seguito dei contingentamenti attualmente in vigore in Tirolo, si formano in Alto Adige e in Baviera le colonne di TIR, e con il conseguente utilizzo del sistema stop & start l’inquinamento e i consumi di carburante sono ben maggiori rispetto a quelli di una guida più lenta e fluida. Era compito della politica rendere possibile l’adozione tempestiva di soluzioni e correttivi efficaci, allo scopo di evitare il cosiddetto traffico deviato causato dall’attuale dumping dei prezzi di carburante e dai pedaggi bassi, portare alla rapida realizzazione di due interporti sul territorio provinciale e soprattutto perseguire la finalità di una mirata riduzione del traffico privato attraverso proposte più allettanti per il trasporto pubblico locale e l’introduzione di efficienti collegamenti ferroviari diretti per i turisti. egli proponeva quindi di impegnare la Giunta (VERSIONE EMENDATA) (1). ad avviare quanto prima, e con determinazione, trattative con il Land Tirolo e le autorità competenti a livello statale, al fine di ottenere che dalle ore 22 alle ore 6 sull’Autostrada del Brennero il transito dei veicoli che trasportano merci fosse consentito unicamente ai camion euro 6, poco inquinanti e a basso impatto acustico, e a una velocità massima di 60 km/h, e che questi veicoli fossero esonerati da qualsiasi limitazione; (2) a garantire la correttezza nella concessione delle esenzioni ai soli veicoli a basso impatto acustico, anche in relazione all’obbligo di montare pneumatici estivi in estate e pneumatici da neve in inverno; (3) ad avviare colloqui costruttivi con l’esecutivo del Land Tirolo – in parallelo a questa regolamentazione transitoria – per attuare insieme e in tempi rapidi soluzioni durevoli e coordinate al fine di garantire un transito merci scorrevole; (4) a sottoporre almeno ogni sei mesi al Consiglio provinciale un monitoraggio sui progressi tangibili raggiunti nonché sui vantaggi e gli eventuali svantaggi di queste iniziative; (5) a realizzare tempestivamente tutte le soluzioni tecniche disponibili, quali ad esempio barriere antirumore, asfalto fonoassorbente, ecc., a tutela della popolazione locale e a beneficio delle aziende di trasporto e dei conducenti di TIR; (6) nel rispetto della popolazione locale, a utilizzare al meglio le attuali infrastrutture di trasporto nell’arco delle 24 ore; (7) a rilevare e monitorare costantemente i livelli di rumore e i valori delle emissioni, per adottare, se necessario, delle contromisure. Secondo il proponente, non si poteva attendere la realizzazione del tunnel di base del Brennero senza fare nulla, e la ferrovia non era un’alternativa ottimale; era necessario confrontarsi con il Governo tirolese al fine di utilizzare la meglio le vie di transito possibili.
Il trasporto merci sull’A22 andava certamente rivisto, ha ammesso Helmut Tauber (SVP) rilevando inquinamento acustico e atmosferico. egli ha fatto riferimento al piano per la mobilitá, che prevede il trasferimento delle merci dalla strada alla rotaia, aggiungendo però che molte misure, come il progetto per la Val di Riga,  richiedono tempo, pertanto c’è bisogno di misure a breve termine. Le limitazioni ai transiti notturni   portavano vantaggi al Tirolo, ma non agli altri paesi; la circolazione delle merci va garantita così come la salute e la qualitá della vita, in particolare di chi abita nella Bassa Atesina e in Alta Val d’isarco.
Marco Galateo (Fratelli d’Italia) ha ricordato gli interventi dell’Alta Corte europea, che aveva censurato le limitazioni allo spostamento introdotti in Austria; anche il transito ferroviario era oggetto di blocchi da parte dell’Austria, con il fermo di transiti di merci pericolosi al Brennero e relativi problemi per gli abitanti del luogo. Meloni e Lollobrigida erano intervenuti in passato in merito a queste limitazioni, così come la Camera di Commercio di Bolzano e il prof. Hilpold: tutti avevano criticato questo approccio, contro il quale ci voleva un intervento chiaro della Giunta. Il limite notturno ai 60 km/h non era la soluzione migliore, avrebbe potuto spostare la problematica sulle strade provinciali.
Il Team K avrebbe sostenuto la proposta, ha annunciato Paul Köllensperger (Team K), facendo riferimento alla problematica del ponte Lueg, ai livelli preoccupanti di CO2: anche il tirolo avrebbe capito che era importante trovare una soluzione intermedia. Mezzi poco inquinanti a 60 km/h püoteano essere una soluzione transitoria anche contro l’inquinamento acustico.
Hanspeter Staffler (Gruppo verde) ha evidenziato che la mozione portava di fatto a introdurre la circolazione notturna in autostrada, eliminando un divieto che aveva protetto da una circolazione maggiore e protetto al quiete notturna e, di fondo, la salute. Il limite proposta di 60 km/h non era di grande aiuto, e di certo la situazione non sarebbe stata favorita dal risanamento del Ponte Lueg, che avrebbe attirato mezzi dalla Svizzera. Il traffico, secondo le stime degli enti ufficiali, sarebbe aumentato entro il 2030 del 30%. Il traffico attraverso la Svizzera occupava il 50% delle potenzialitá, se si apre un’altra valvola tale potenzialitá non sarebbe sfruttata.
Secondo Magdalena Amhof (SVP), in merito alla chiusura del ponte Lueg fino al 2024-25 ci si sarebbe incontrati con i capigruppo di tirolo e Trentino e i responsabili di ASFINAG per conoscere la gestione della situazione e delle deviazioni possibili: Val Venosta e Val d’Isarco erano molto preoccupate. In Tirolo c’era una nuova Giunta, con cui era necessario incontrarsi, come già previsto per l’ass. Alfreider e il pres. Kompatscher: l’incontro avrebbe coinvolto anche i rappresentanti bavaresi. Pertanto non era possibile porre delle condizioni con una mozione. Ovviamente si intendeva tutelare la salute dei cittadini lungo questa arteria, e gli sviluppi in questo senso erano costanti, anche con la realizzazione di barriere.
Non si può negare che sia necessaria la tutela dell’asse del Brennero, ha detto Carlo  Vettori (Forza Italia Alto Adige Südtirol), né che è necessaria la concertazione tra tre amministrazioni, tuttavia forse è meglio dialogare anche con altre amministrazioni, quali la Lombardia o altri territorio dove è possibile realizzare varchi, “ma questo l’ass. Alfreider giá lo sa”. L’asse del Brennero è stato sovrautilizzato in quanto più economico, ma non si puó piú sottostare a territori che se ne lavano le mani: ci vogliono tavoli di concertazione in merito. Per non danneggiare il dialogo,è opportuno respingere la mozione; forse il collega Unterholzner poteva sospenderla in attesa degli incontri con i capigruppo
Condivisibili erano le proposte di rilevamento dell'inquinamento acustico e atmosferico, così come quella di monitoraggio, ha detto Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), dicendosi però scettico in merito alla proposta sugli pneumatici, che avrebbe se mai dovuto essere introdotta a livello internazionale, né all'apertura notturna dell’A22, inaccettabile per la popolazione lungo l’arteria. Andava considerato che l’arteria era oggetto di traffico deviato per motivi di costo, il che andava evitato, e che bisognava fare in modo di trasferire il traffico sulla rotaia, ma ancora non era chiaro dove sarebbero state posizionate le tratte d’accesso alla galleria di base. ll  ponte di Lueg  era un focus che mostrava l'intero problema; in futuro sarebbe stata necessaria una maggiore cooperazione e standardizzazione,
Ulli Mair (Die Freiheitlichen), annunciando il sostegno alla mozione, ricordando il memorandum firmato in Alta Val d’Isarco anche dai sindaci della SVP: esso conteneva i punti proposti proprio dalla mozione. Tale memorandum considerava anche tutti i cantieri dell’A22. Ha quindi chiesto cosa avesse fatto la Giunta dalla sottoscrizione del memorandum.
Peter Faistnauer (Perspektiven Für Südtirol) ha ricordato che si discute da anni della borsa dei transiti, e nel frattempo il traffico di camion era raddoppiato. Anche lui ha chiesto cosa era successo negli ultimi mesi.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha chiesto di stralciare la frase “a beneficio delle aziende di trasporto” al punto 5.
La linea della Giunta e della SVP era sempre stata a favore di un sistema di dosaggio per questa tratta, ha spiegato l'ass. Daniel Alfreider, invitando poi Unterholzner a sospendere la mozione in vista dei prossimi colloqui; alcuni punti della proposta, inoltre, erano obsoleti. Se anni fa si fosse dato ascolto a chi aveva delle riserve, non sarebbe stato fatto ancora nulla in merito a BBT e relative  vie di accesso: certo, alcune cose dovevano ancora essere fatte, ad esempio le stazioni di carico a nord e a sud della linea. Era poi necessaria una politica di coordinamento e collaborazione, considerando anche il ruolo e al funzione delle aziende di logistica e trasporto. Egli ha quindi fatto riferimento all’incontro politico del 2 dicembre, a un incontro coi colleghi di monaco la prossima settimana. Ha chiesto di inserire nella mozione un approccio più aggiornato. Josef Unterholzner ha chiarito di aver più volte adeguato la mozione, e tuttavia la SVP era contraria, come sempre accadeva per l’opposizione. Tauber aveva chiesto misure a breve termine: quale poteva essere migliore che parlare costruttivamente con il Tirolo? A Staffler e Knoll ha segnalato che ora le emissioni dei TIR erano inferiori a quelle dei veicoli: per questo era opportuna una misurazione: tra i punti proposti, questo sarebbe dovuto quindi essere facilmente accoglibile. La mozione è stata votata per parti separate ed è stato accolto solo il punto (7) con 17 sì e 16 no. Respinte le premesse e gli altri punti.

(continua)

(MC)