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Consiglio | 08.11.2022 | 16:10

Lavori Consiglio: Galateo nuovo consigliere - Interrogazioni d’attualità - 1 CON FOTO e VIDEO

Il nuovo consigliere di Fratelli d’Italia ha prestato giuramento di fedeltà alla Costituzione. Discusse le prime interrogazioni su temi d’attualità, riguardanti corso sulla sicurezza solo in italiano, costi dell’energia trasferiti sui dipendenti, domande senza risposte alla Giunta, pista da bob a Cortina d’Ampezzo, dividendi Alperia. (continua)

Il neoconsigliere Marco Galateo. (Foto: Consiglio/Werth)ZoomansichtIl neoconsigliere Marco Galateo. (Foto: Consiglio/Werth)

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Al primo punto dell’ordine del giorno della sessione di novembre dei lavori del plenum c’erano le dimissioni del neo deputato Alessandro Urzì dalla carica di consigliere provinciale e il giuramento del candidato subentrante della lista  Fratelli d'Italia Marco Galateo. Non essendo più prevista l’accettazione delle dimissioni ma essendo queste immediatamente esecutive (art. 64 legge elettorale 14/2017), quest’ultimo ha fatto ingresso in aula con il benvenuto della presidente Rita Mattei: ha quindi preso posto tra i banchi dei consiglieri e prestato il giuramento di fedeltà alla Costituzione.
Dopo breve riunione dei capigruppo, Marco Galateo (Fratelli d’Italia) è intervenuto per dirsi emozionato di essere in aula e di sentire forte la responsabilità di subentrare ad Alessandro Urzì, facendo riferimento a un approccio nuovo dettato anche dal cambio generazionale. Considerando che era il tempo di individuare valori comuni per costruire il futuro, egli ha dichiarato il suo impegno a rafforzare il filo conduttore tra il Consiglio provinciale e il Governo Meloni, nel rispetto di tutti e dell’Autonomia, “quando essa è a vantaggio di tutti”. Ha quindi concluso con la frase “Schützen wir zusammen unsere Heimat,  difendiamo insieme la nostra terra”.
Il plenum ha quindi proceduto con votazione segreta all’elezione di un nuovo/di una nuova componente della 1a commissione legislativa al posto dell’ex consigliere Urzì: lo stesso Galateo è stato eletto con 16 voti (7 schede bianche, 6 nulle, 1 voto rispettivamente a Urzì, Locher e Bacher). La sostituzione di Urzì in tre altre commissioni avverrà con decreto della presidente.

Si è quindi passati alla trattazione delle interrogazioni su temi di attualità.

Ricordando che i coordinatori per la sicurezza sono tenuti a partecipare a corsi di aggiornamento, Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha riferito della lamentela di un cittadino per il fatto che da tempo questi corsi si tengono solo in italiano, e domandato alla Giunta se questo è vero, perché e quando i cittadini potranno aspettarsi di nuovo corsi di tedesco; evidenziando poi l'obbligatorietà del corso, ha chiesto ancora se il diritto alla lingua madre non si applica ai corsi obbligatori. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha spiegato che tali corsi sono offerti da vari enti di formazione, sia in lingua italiana che in lingua tedesca: questo dipende dalla richieste dei partecipanti. ci sono corsi in sola lingua italiana così come ci sono corsi in sola lingua tedesca, alternativamente. Non risulta che l’offerta in lingua tedesca sia insufficiente, ma se necessario essa può essere ampliata.

Da poco si è appreso dai media che sia le aziende che la politica stanno cercando di estendere lo smartworking, il che è fondamentalmente una buona idea, ma non se comporta il retropensiero di ridurre i costi dell’energia: lo ha sostenuto Josef Unterholzner (Enzian), aggiungendo che in questo modo tali costi sarebbero trasmessi dall’impresa al lavoratore, che già deve fare in modo di arrivare a fine mese. Aggiungendo che, se i collaboratori lavorano da casa, i costi dell’energia aumentano considerevolmente, egli ha quindi chiesto cosa pensa di fare la Giunta per evitare che i lavoratori debbano assumersi ulteriori costi, se è sensato scaricare parte dei costi energetici dall’imprenditore al lavoratore e cosa spera di ottenere la politica da questo, se non sarebbe più sensato intervenire in tutte le sedi competenti a Roma e Bruxelles affinché l’energia prodotta in Alto Adige vi rimanga, al fine di sostenere la popolazione in maniera poco burocratica in questo difficile periodo, e come vede la Giunta questo nuovo trend dei costi energetici in costante aumento. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha fatto riferimento al pacchetto di aiuti per 100 milioni, in aggiunta a misure già portate avanti a livello europeo e nazionale, quali il bonus energia: dopo il bonus da 400 € per ogni figlio, ora era previsto un contributo di 600 €, nonché sostegni a case di cura e Comuni per la gestione di strutture, alle Comunità comprensoriali, ulteriori aiuti ai Comuni tramite assestamento di bilancio, aiuti ai pendolari che utilizzano il trasporto pubblico. Si punta ovviamente a un utilizzo sempre maggiore delle energie rinnovabili e a una maggiore autonomia energetica.

È quindi intervenuto Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) spiegando che la Giunta non aveva ancora risposto, o lo aveva fatto in misura non sufficiente, ad alcune domande: sulle Giornate per la sostenibilità, chi aveva dato il via libera politico per onorari sopra i 20.000 €; sull’energia gratuita, quale prezzo in €/kWh avevano pagato i concessionari alla Provincia, per quale quantità di energia elettrica erano arrivati degli importi e per quali ancora mancavano; in merito alla sicurezza di pianificazione, entro quando la Giunta intendeva permettere il bonus energetico anche al di fuori dei confini delle aree insediabili; sul lupo, come mai la Giunta è di opinione differente da quella del senatore Durnwalder, secondo cui è già possibile prelevare esemplari problematici senza il benestare dell’ISPRA; sull’inflazione, quando e quale istituto è stato incaricato dalla Giunta di valutare i motivi alla base di un aumento della stessa maggiore in Alto Adige che nelle altre regioni; sul costo della vita, se la Giunta dispone di rilevamenti concreti in merito a quali sono le cause della relativa consistenza in Alto Adige e di metterli a disposizione. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha parlato di “interrogazione omnibus”, e risposto che gli incarichi ai relatori dei Sustainability Days facevano parte del budget totale dell’IDM per l’evento, che il controvalore dell’energia gratuita veniva calcolato sulla potenza dei singoli impianti, in base al fatto e”k”, ovvero l’importo in euro definito dall’acquirente unico, quest’anno molto più alto del precedente: 31.45 €/kwH. esso andava moltiplicato per 220 KwH. Fino a fine ottobre erano stati pagati dai concessionari 12,75 milioni €, a breve sarebbe stata pagata la seconda rata. Oggi in Giunta erano state poste le basi per garantire il bonus energia anche al di fuori dalle aree insediabili. In quanto al lupo, si trattava probabilmente di un malinteso: il parere dell’ISPRA era notoriamente obbligatorio; ora esso ancora mancava, ma anche in caso fosse stato negativo, si sarebbero potute controbattere le ragioni per agire comunque. L’energia elettrica in Alto Adige non costava di più, al contrario dell’aumento relativo dei prezzi che era stato superiore che altrove: in Alto Adige c’erano fornitori che garantivano prezzi di gran lunga inferiori a quelli sul mercato. ISTAT e ASTAT stavano analizzando insieme l’aumento dei prezzi. In quanto all’inflazione, era dovuta anche allo sviluppo positivo dell’economia e alla presenza di turisti disposti a spendere.

Facendo riferimento alle Olimpiadi 2026, Alex Ploner (Team K) ha ricordato che a Cortina si sta progettando a questo scopo la costruzione di una nuova pista da bob, e che la struttura di Igls sarà presto completamente rinnovata e adattata alle esigenze future, aggiungendo però che una lettera del CIO, non ancora commentata dal presidente della Provincia o dalla Giunta, gettava una nuova luce sul mega-progetto di Cortina. Egli chiedeva quindi se per il finanziamento della costruzione della pista di Cortina sarebbero stati usati i soldi del fondo  i soldi del fondo per i Comuni confinanti, se la Giunta aveva informazioni sulla redditività della pista di bob di Cortina e, se sì, quali sarebbero i costi di gestione annuali, se i lavori di costruzione erano già stati assegnati e, se sì, a chi e per quale importo, come sarebbe stata finanziata nel dettaglio la costruzione e la gestione della pista di bob a Cortina e se erano state presentate proposte di finanziamento al comitato paritario del Fondo per i Comuni di confine, come si conciliava la costruzione di una nuova pista da bob a Cortina con la strategia di sostenibilità e l'annunciata seconda parte del piano climatico della Giunta e qual era la posizione di quest'organo sulla proposta di trasferire le gare di bob e skeleton a Igls. Il presidente Arno Kompatscher ha indicato la società infrastrutture Milano Cortina 2026 SPA quale responsabile, aggiungendo che non sono previsti finanziamenti da Fondo comuni confinanti; la Provincia si era però impegnata a una collaborazione pluriennale nella gestione dell'impianto. Per i costi successivi, in caso di domanda da parte del Veneto, sarebbe però stato possibile usare tali fondi, che erano compensazioni finanziarie dello Stato in merito alla quale la Provincia di Bolzano, come quella di Trento, non avevano possibilità di decidere cosa ne dovevano fare Lombardia o Veneto. Il tema della sostenibilità rientrava nel contratto che il gestore doveva stipulare con il CIO, nell’ambito dell’Agenda 2030. Ai sensi dello Statuto della Fondazione Milano-Cortina, per lo spostamento di sedi di manifestazione era richiesto il consenso di veri attori, tra cui anche le province di Bolzano e Trento, non solo del CIO. Si trattava di una clausola di tutela che garantiva non solo il Veneto ma anche l’Alto Adige.

Riferendo che la Provincia aveva annunciato di voler rinunciare ai propri dividendi in Alperia per far fronte alla grave crisi sociale dovuta all'aumento dei prezzi dell'energia, e che l'assessore del comune di Merano Zaccaria, in merito, aveva dichiarato in una intervista (quotidiano Alto Adige - 16 ottobre 2022) che "la Provincia ha deciso di rinunciare al 10% degli utili che le spettano e di girarli ai comuni", Riccardo Dello Sbarba (Gruppo verde) ha evidenziato che questa notizia aveva naturalmente creato aspettative nelle amministrazioni comunali. Ha quindi chiesto se corrisponde al vero che la Provincia trasferirà il 10% dei propri dividendi Alperia ai Comuni e, se sì, a quanto ammonterebbe la somma a cui la provincia ha rinunciato e con quale criterio essa sarebbe "girata" ai Comuni, nonché quale sarebbe la quota che spetta a ciascun Comune. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha risposto che la Provincia, quale azionario più grande di un’azienda comunque privata, aveva espresso l’auspicio che Alperia facesse la proposta migliore a privati e aziende, e aveva a questo scopo rinunciato ai dividendi, senza pretendere che i Comuni rinunciassero ai propri. Questo è stato concordato con gli altri azionisti.

(continua)


(MC)