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Consiglio | 09.06.2022 | 13:05

Lavori Consiglio: Lavori pubblici fermi, inclusione

Proposte di Enzian/Freiheitlichen/Süd-Tiroler Freiheit, Team K.

Con il voto n. 43/22: Tutto fermo, cofirmato da Enzian, Freiheitlichen e Süd-Tiroler Freiheit, illustrato da Josef Unterholzner Enzian), si evidenziava che i lavori nella galleria di Castelbello erano fermi, essendo emerso a fine 2021 che l’impresa E.MA.PRI.CE avrebbe interrotto i lavori, e che i residenti erano arrabbiati, perché le cose sarebbero andate per le lunghe. Se si fosse reso necessario un nuovo bando per la realizzazione della galleria della circonvallazione, secondo gli esperti ciò avrebbe comportato il blocco del cantiere per due anni, un onere impensabile per la popolazione. In Val Venosta questo dilemma non riguardava soltanto la circonvallazione di Castelbello ma anche la linea ferroviaria tra Marlengo e Tell, dove era previsto l’abbassamento dei binari per permettere l’elettrificazione della linea. Si chiedeva quindi di sollecitare il Governo e il Parlamento (1) ad adeguare i criteri di aggiudicazione nelle procedure di gara in modo da poter prevedere possibili situazioni di insolvenza ed eventuali futuri fallimenti per tempo e prima dell’affidamento, (2) a richiedere un certificato di solvibilità firmato dal commercialista e da un istituto bancario di fiducia, (3) a prevedere, nel caso di accettazione della gara vinta e prima dell'aggiudicazione dei lavori, il deposito della garanzia definitiva per un ammontare pari non all'attuale 5% ma ad almeno il 50% del volume totale di costruzione.
Alessandro Urzì (Fratelli d’Italia) ha annunciato voto a favore, ritenendo il problema effettivo. Parlando di grandi opere, bisognava considerare anche quanto erano arrabbiati i residenti del comune di Bolzano a causa dell’assenza di una grande pera come la circonvallazione del capoluogo. Era necessaria una nuova arteria stradale, ma la politica si dedicava a interventi in località periferiche: queste andavano bene, ma Bolzano non doveva essere lasciata indietro.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen), criticando l’assenza dall’aula dell’ass Alfreider (poi entrato) ha evidenziato che il tema irritava tanti cittadini e cittadine. Egli non aveva firmato la proposta perché una garanzia al 50% come prevista al punto (3) non era possibile, ma riteneva giusto sapere anche cosa dovevano fare i proprietari dei terreni occupati dal materiale di scavo: la Provincia sarebbe intervenuta per aiutarli? Si è quindi stupito, considerando la tutela dei beni architettonici, che venisse trascurato l’antico lastricato della galleria, di cui non si sapeva la fine.
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha chiarito che la ditta vincitrice aveva partecipato anche alla gara della variante di Bronzolo, offrendo il miglior prezzo, e che questo induceva a stare ancora più attenti. Il punto (1) era quindi condivisibile, ma non gli altri 2, perché di difficile applicazione. Inoltre, un’azienda può risultare solvibile ma poi entrare in crisi. Le leggi permettono però delle verifiche su possibili situazioni di insolvenza.
Paul Köllensperger (Team K) ha condiviso la posizione di Urzì e Repetto su Bolzano, che aspettava progetti necessari. In quanto a Castelbello, i lavori erano stati ultimati al 54% e mancavano 18 metri di scavi, e a Tell la situazione era ancora più grave. In casi come questi si cerca di arrivare a un concordato per ultimare i lavori, ma c’è anche la possibilità di chiedere l'intervento dei secondi/terzi classificati al bando, ma le procedure sono lunghe. Il punto (3) è impossibile da realizzare, sarebbero stati sostenuti (1) e (2).
La situazione segnalata Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit), co-firmataria, ha evidenziato che, se un’impresa succedeva a un’altra, emergeva il problema della responsabilità sulla correttezza delle opere già eseguite. causava grandi problemi ai pendolari dell’area di Merano, e questo era inaccettabile. Stipulando simili contratti bisognerebbe prevedere un minimo di garanzia. Un aumento del deposito di garanzia dall’attuale 5% sarebbe auspicabile, anche se non al 50%.
Helmut Tauber (SVP) ha spiegato che secondo le aziende locali la situazione dei bandi non è così negativa rispetto alle altre regioni. Controlli più specifici sono già previsti a livello nazionale, e in parte anche provinciale, quindi i punti (2) e (3) sono già in atto., In ambito privato sempre si chiedono informazioni sulle aziende, ma per i grandi cantieri non c’è sempre una grande scelta. A fronte delle critiche su progetti bloccati, va detto che lati sono stati realizzati in tempo record, per esempio in Val Badia. In generale, la situazione è soddisfacente.
Carlo Vettori (Forza Italia Alto Adige Südtirol), sostenendo che in linea di massima si condivideva il documento, ha aggiunto che esso era scritto un po’ male, non considerando che la Provincia, nonostante l’Autonomia, era soggetta al codice degli appalti nazionale: si mirava alla pancia degli elettori senza però considerare che gli unici che potevano intervenire erano i parlamentari altoatesini, nelle commissioni preposte e nell’attività parlamentare. Bisognava quindi cambiare la formulazione del documento, rivolgendosi al primo partito di maggioranza affinché facesse questa richiesta ai propri parlamentari. La SVP probabilmente lo stava già facendo. Andavano considerate anche le conseguenze della crisi economica esistente, conseguente alla guerra.
Hanspeter Staffler (Gruppo verde) ha evidenziato l’irritazione della cittadinanza. In base alla legislazione sugli appalti, vengono richieste tonnellate di documenti, e tuttavia si verificano casi simili. Le richieste del voto erano state formulate in maniera troppo semplicista, il suo gruppo si sarebbe astenuto.
L’ass. Daniel Alfreider ha replicato che effettivamente c’è tanta irritazione, anche a livello politico e tra i responsabili, e che i lotti colpiti sono due. Il Codice Civile e il Codice degli appalti disciplinano il settore in maniera chiara, ma bisogna anche considerare i tempi della giustizia in caso di fallimento. Erano stati intrapresi tutti i passi necessari per poter riattivare al più presto i lavori. Nel caso di Bronzolo, EmaPrice aveva presentato un’offerta risultata prima, attualmente l’Agenzia per gli appalti stava recuperando tutta la documentazione, ma non si poteva concludere un accordo con un partner sottoposto a procedura di fallimento. L'opera non era a rischio. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha fatto riferimento anche alla normativa europea, su cui non si può intervenire, e alla possibilità invece di intervenire a livello organizzativo con la legge sugli appalti provinciale; erano tuttavia un problema gli interventi della Corte costituzionale. In quanto al voto, evidentemente non era stato discusso con i rappresentanti dell’economia, che sarebbero stati contrari: l’80% degli appalti andava ad aziende locali, che non sarebbero state felici di dare un deposito di garanzia del 50%. Erano anzi stati previsti dei pagamenti cauzionali ridotti. I casi citati erano molto rari, e non giustificavano misure come quelle proposte, che avrebbero comportato anzi un aumento dei costi di edificazione, anche perché i controlli preventivi erano già previsti e disciplinati. In quanto al certificato di solvibilità al punto (2) non era previsto in questa forma, ma erano comunque previste fideiussioni. La Provincia faceva migliaia di bandi l’anno, e solo alcuni producevano risultati non soddisfacenti: non si doveva penalizzare tutti solo per alcune pecore nere. Per questi motivi, il documento non era accoglibile. Josef Unterholzner ha replicato che l’assessore aveva parlato di un altro tema: non si trattava qui di code, né di critiche, ma di una proposta per migliorare le cose, introducendo semplificazioni ed eliminando tonnellate di carta. Bisognava inoltre distinguere tra cauzione e fideiussione bancaria: egli nell’economia privata aveva più volte fatto fideiussioni pari al 100% del valore in gioco. Ci vorrebbe un atteggiamento di economia privata anche nella politica. Egli ha quindi chiesto votazione per punti separati e nominale. La mozione è quindi stata respinta: le premesse con 10 sì, 17 no e 4 astensioni, il punto (1) con 11 sì, 17 no e 3 astensioni, il (2) con 7 sì, 18 no, 6 astensioni, il (3) con 3 sì, 23 no e 4 astensioni.

Alex Ploner (Team K) ha quindi presentato la mozione n. 593/22: Misure per l'inclusione delle persone con disabilità (EMENDATA), con la quale, evidenziando che uno dei compiti della pubblica amministrazione è quello di favorire l’inclusione delle persone con disabilità e di creare le condizioni affinché una disabilità fisica o psichica non rappresenti un ostacolo alla vita sociale, e che grazie alla sua forza economica e alle possibilità offerte dalla tecnologia la provincia di Bolzano era in grado di garantire alle persone con disabilità il pieno accesso senza barriere a tutti gli ambiti della vita sociale, suggeriva quattro interventi concreti a questo scopo: garantire servizi igienici puliti e privi di barriere architettoniche in tutta la provincia di Bolzano, per esempio adottando il sistema della cosiddetta “eurochiave” (Eurokey) già introdotto in Austria, Germania e Svizzera; concessione di un secondo paio di calzature ortopediche, in quanto a causa delle particolari condizioni climatiche e geografiche della provincia i 12 mesi attualmente previsti sono un lasso di tempo troppo lungo per finanziare la sostituzione di un paio di calzature ortopediche; riforma dell’assistenza alle persone con disabilità psichica e fisica, in quanto attualmente la Provincia, ai sensi della legge dello Stato 5 febbraio 1992, n. 104, concede alle persone con disabilità gravi un assegno con il quale acquistare prestazioni assistenziali per un massimo di 3.285 ore all’anno per la “Vita indipendente e partecipazione sociale”, ma la compilazione della domanda è molto complicata e onerosa, l’onere burocratico notevole e alle persone richiedenti non viene fornito alcun supporto diretto; la co-progettazione e la co-programmazione come alternativa agli appalti nel settore sociale, con riferimento all’art. 55 del Codice del Terzo settore, non interamente applicato dalla Provincia di Bolzano, considerando che organizzazioni come Caritas, Federazione per il sociale e la sanità o cooperativa sociale EOS chiedono che la Provincia e i Comuni affidino i servizi nel settore sociale mediante tali strumenti. Con l’articolo 4 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ha chiarito il consigliere, gli Stati parti si impegnano a garantire e promuovere la piena realizzazione di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali per tutte le persone con disabilità senza discriminazioni di alcun tipo: l’Italia ha ratificato questo trattato, la Provincia di Bolzano, una delle più ricche d’Italia, dovrebbe dare il buon esempio. Egli chiedeva quindi di impegnare la Giunta (1) a creare, in collaborazione con il Consorzio dei Comuni e con i Comuni altoatesini, una rete a livello provinciale di servizi igienici pubblici accessibili senza barriere; (2) a verificare la possibilità di finanziare o cofinanziare l’acquisto di un secondo paio di calzature ortopediche all’anno per le persone affette da patologie ortopediche e neurologiche del piede e a relazionare in Consiglio provinciale sull’esito di tale verifica, (3) a modificare il sistema dell’assistenza sociale “Vita indipendente e partecipazione sociale” affinché permetta alle persone con disabilità gravi una vita autonoma e la partecipazione sociale, offrendo, in aggiunta o in alternativa ai contributi già esistenti, un servizio di assistenza, al quale le persone che soddisfano i criteri possano accedere in modo non burocratico, (4) a istituire un’agenzia a livello provinciale che si occupi di reperire accompagnatori per le persone con disabilità, in modo semplice e a bassa soglia; (5) a sfruttare meglio le possibilità esistenti di semplificare gli affidamenti di servizi e incarichi, analizzando e rimuovendo gli ostacoli che di fatto si frappongono all’attuazione delle disposizioni di legge esistenti; (6) a elaborare un vademecum per la pubblica amministrazione sull’affidamento di servizi nel settore sociale secondo la formula della “co-progettazione” e della “co-programmazione” nonché ai sensi del capo X della legge provinciale 17 dicembre 2015, n. 16, in materia di appalti, da mettere a disposizione della pubblica amministrazione a livello provinciale, comprensoriale e comunale, nonché a redigere un elenco di servizi e appalti che possono essere assegnati di norma attraverso la “co-progettazione” e la “co-programmazione” in collaborazione con le associazioni del sociale altoatesine; (7) ad attuare assieme al Consorzio dei comuni una campagna di sensibilizzazione, informazione e formazione/aggiornamento per la pubblica amministrazione a livello provinciale e comunale per far conoscere le esigenze e i nuovi sviluppi in materia di accessibilità senza barriere.
Alessandro Urzì (Fratelli d’Italia) ha lodato la precisione e la  chiarezza del documento, auspicando che la Giunta non desse l’abituale risposta “lo stiamo già facendo”. era necessario dare risposta concreta a delle esigenze, pertanto l’unica risposta accettabile dall’assessora era “grazie per questa proposta, ci ragioneremo assieme”.
Evidenziando l’importanza del tema e richiamando la discussione in aula della legge provinciale sull’inclusione, Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha evidenziato che essa una buona norma, ma tanto era ancora in sospeso, e importante era anche la sensibilizzazione dei Comuni, come previsto al punto (7). La messa a disposizione di servizi igienici avrebbe dovuto essere una cosa ovvia, ma così non era. La mozione sarebbe stata sostenuta.
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha evidenziato che la mozione riguardava tanti settori, dalla scuola alle piscine, dove servivano strutture che aiutassero le persone con disabilità a usufruirne - “Al Lido di Bolzano esse sono tenute nei magazzini, manca la sensibilità”, ai laboratori che creano opportunità di inserimento, alla viabilità, con l’abbattimento delle barriere, ai mezzi pubblici. Erano tante le possibilità d'intervento, e rivolgersi al Consorzio dei Comuni perché promuovesse una sensibilizzazione era giusto. ha quindi appoggiato la mozione, ricordando che la questione dei servizi igienici era stata al primo punto delle richieste della Consulta che si occupava di disabilità nel comune di Bolzano. Andava affrontato in tempi rapidi anche il problema del “dopo di noi”. La mozione sarebbe stata sostenuta.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha criticato che, a fronte dell’imminente scadenza dei tempi per l’opposizione, un gruppo di quest’ultima non avrebbe potuto trattare una propria mozione: bisognava cambiare le procedure dell’aula. Ha quindi rilevato che non veniva mai considerata la condizione dei non udenti: anche le barriere che li riguardavano andavano eliminate.
Magdalena Amhof (SVP) ha proposto a Ploner di inserire al punto (1) la parola “verificare”, si è detta d’accordo sul punto (6).
L’ass. Waltraud Deeg ha ricordato le sue esperienze di volontaria, quando studiava a Innsbruck e Graz, per accompagnare persone con disabilità, dalla quale aveva capito che le barriere sono soprattutto nella testa. Tante barriere erano evidenti anche a chi si muoveva con un passeggino o alle persone anziane. Alcune proposte non si potevano accogliere in quanto non rientravano nelle competenze provinciali, ed era giusto dire chiaramente cosa si poteva fare. La legge portata avanti dall’ex ass. Stocker, ha ricordato, era una buona legge, nata da un processo partecipativo. Il punto (1) era accoglibile, il (2) andava verificato. In quanto al (3), un aspetto importante della legge, nata da un processo partecipativo, era coinvolgere le persone stesse, e il regolamento d’attuazione era effettivamente sempre stato sviluppato in collaborazione con le persone interessate. In quanto al punto (4), c’erano servizi sociali che funzionavano molto bene, mancavano tuttavia persone formate: istituire un’agenzia avrebbe sottratto ulteriore personale. Ricordando un convegno sul tema della co-progettazione, l’assessora ha evidenziato che i modelli disponibili erano rari, ma ha accettato il punto (6). Infine, ha detto che si sarebbe ovviamente collaborato con i Comuni, ma le campagne richiedevano finanziamenti che lei preferiva dare direttamente alle persone: non avrebbe quindi sostenuto il punto (7).

I lavori del plenum riprendono nel primo pomeriggio. 

(MC)