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Consiglio | 07.06.2022 | 16:49

Lavori Consiglio: Interrogazioni su temi d’attualitá -2

Poste da consigliere e consiglieri alla Giunta provinciale, riguardavano il servizio antincendio alL’aeroporto di Bolzano, aiuti alle aziende di allevamento, giornate della sostenibilità, autonoleggiatori CAA, pesci morti nel rio Silandro, assistenza extrascolastica ai bambini ucraini, cure palliative, educazione motoria nelle scuole elementari. Lo spazio dedicato alle interrogazioni su temi d’attualità è terminato. La seduta continua con la presentazionedella relazione sull'attività 2021 del presidente del Comitato provinciale per le Comunicazioni.

Rilevando che, come risultava da precedenti risposte della Giunta provinciale, il servizio antincendio da garantire all’aeroporto di Bolzano è stato fissato nella categoria 5, il servizio così definito, in base a un accordo del 2017, ha un costo fissato di € 917.757 all’anno, la spesa per questo servizio deve essere sostenuta dal gestore privato ABD Holding, il gestore privato si è rifiutato di pagare questa somma e di qui è nato un contenzioso davanti al tribunale, Riccardo dello Sbarba (Gruppo verde) ha chiesto a che punto è il contenzioso legale con ABD Holding sul pagamento del servizio antincendio, quali sono le parti coinvolte in questo contenzioso, a quanto ammontano attualmente i costi totali del servizio antincendio da quando ABD Holding ha acquistato il 100% della partecipazione della società di gestione? ABD Holding ha pagato almeno in parte questi costi, o non ha pagato nulla, se le fatture del costo del servizio emesse dal corpo permanente dei vigili del fuoco sono state pagate? Se sì, chi le ha pagate: l’Agenzia per la protezione civile, cioè la Provincia, se attualmente è ancora in vigore l’accordo del 2017, che prevedeva un servizio di categoria 5 al costo di € 917.757 all’anno? Oppure la categoria, e/o il prezzo, sono stati rivisti, se c ’è la possibilità che, aumentando i voli, il servizio debba passare a una categoria superiore. L’ass. Arnold Schuler ha replicato che il procedimento giudiziario, in cui sono coinvolte Airport GMBH e ufficio per la Protezione civile, è ancora in corso e ci vorranno ancora alcuni mesi prima di una decisione. Si tratta in totale di più di 2 milioni €, e ABD non aveva ancora pagato alcuna fattura. Il prezzo è stato adeguato solo all'inflazione. Con l’uscita della Provincia dalla società il servizio doveva essere fatturato, ma si confidava nella decisione del tribunale. La Provincia avrebbe richiesto il pagamento delle somme non versate, ma la sentenza sarebbe stata importante anche per il futuro. 

Con 15 milioni di euro la Giunta vuole compensare una parte dei costi aggiuntivi per i produttori di latte: lo ha riferito Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), aggiungendo che però non sono solo le aziende lattiere a essere colpite dagli elevati costi di produzione e dai rincari dell’elettricità, e domandando quindi se essa prevede di concedere aiuti immediati per aziende di allevamento e ingrasso, se sì, in che termini, se no, per quale motivo e come intende altrimenti sgravare tali aziende. L’ass. Arnold Schuler ha spiegato che gli aiuti alle aziende lattiere avevano fatto sorgere polemiche, ma erano giustificate dal fatto aiutare un settore che si trovava in una situazione critica per via degli aumenti dei costi del mangime. Egli era stato contattato da altri settori, non solo allevamento e ingrasso ma anche produzione di uova, e molti lottavano con costi aggiuntivi, ma in questi settori i costi aggiuntivi si riversavano sui costi del prodotto.

Facendo riferimento a una precedente interrogazione sulle giornate della sostenibilità, Alex Ploner (Team K) ha chiesto, essendo la Provincia l’organizzatrice ufficiale,  chi rilasciava la licenza per il festival e chi apponeva personalmente la firma per la provincia stessa, assumendo così la responsabilità personale in merito allo stesso, se i costi per i collaboratori delle ripartizioni provinciali, per esempio relativamente al lavoro di ufficio stampa, erano contenuti nel budget complessivo e, se sì, a quanto ammontavano, se no, quali costi aggiunti comportano (tempi di lavoro, straordinari, calcolo delle spese), e infine per quale periodo è pianificato lo svolgimento del festival e se diverrà un appuntamento fisso nel calendario degli eventi altoatesini. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha chiarito che una licenza non è necessaria perché l’ente Fiera a bOlzano ha giá tutti i requisiti per organizzare, e che si tratta di una partnership appunto tra provincia e Fiera; l’IDM se ne assume i costi, compresi quelli dei diritti d’autore con tariffe SIAE, giá inclusi nel budget complessivo che riguarda IDM, l’ente Fiera non riceve fondi aggiuntivi. Il lavoro relativo ai media avviene tramite il budget normale; la data fissata è il 9 settembre, e il festival diventerá parte integrante del calendario degli eventi altoatesini, la cui importanza era stata sottolineata dallo stesso Ploner in un’intervista. Ploner ha fatto riferimento ai 2,4 milioni € previsti, che erano una somma notevole, considerato che il festival dell'economia di Trento costava la metá, e ha evidenziato che non era chiara la paternitá organizzativa tra Provincia e Fiera: bisognava fare attenzione a registrare il marchio.

I componenti  del Consorzio Autonoleggiatori Alto Adige avevano ne avevano parlato: lo ha segnalato Josef Unterholzner (Enzian), evidenziando che i componenti del CAA a oggi hanno ricevuto il 40% delle fatture aperte e che i costi per la benzina, i pneumatici e la manutenzione dei mezzi li dovevano però sostenere lo stesso, e che essi aumentavano Egli ha quindi chiesto se la Giunta erA a conoscenza della situazione e cosa intendesse fare, quali erano  i motivi per i quali a oggi erano state pagate soltanto il 40% delle fatture e se la giunta aveva pagato tutte le fatture del CAA puntualmente; in caso contrario, quanto ritardo c’era stato e a quanto ammontavano le somme ancora da versare? L’ass. Daniel Alfreider ha chiarito che la Giunta ne era a conoscenza, e che la situazione riguardava per lo più il trasporto studenti. Il fatto che le fatture non fossero state pagate si doveva alla necessità di controllare le licenze, il che aveva fatto emergere irregolaritá. Oltre l’80 delle somme fatturate erano però state pagate, e non appena rettificate le posizioni INPS sarebbero state pagate anche le restanti somme. 

Mostrando una foto ricevuta alcuni giorni prima, Hanspeter Staffler (Gruppo verde) ha rilevato che in essa erano visibili dei pesci morti nel rio Silandro, che pareva secco perché tutta l’acqua era stata usata per motivi di irrigazione. ha aggiunto che di recente, nella delibera 147/22 la Giunta aveva annunciato che l’obiettivo ambientale ecologico della gestione del rio era buono o comunque il mantenimento era sopra la media e chiesto se la giunta era stata informata del fatto, se sì, quali sanzioni e misure erano state prese, come poteva essere che tra la delibera della giunta 147-22 (stato buono) e la realtà (moria di pesci) ci fosse un gap così profondo. dato che le misure prese a ora evidentemente non bastavano per garantire un buono stato del rio silandro, la giunta quali misure aggiuntive prevedeva per porre fine alla messa in secca del rio silandro. L’ass. Giuliano vettorato ha risposto che gli uffici provinciali non ne sapevano nulla, ma in seguito a verifiche era stato appurato che tutti i concessionari avevano rispettato le norme di concessione, ma probabilmente intorno a metá maggio qualche privato aveva fatto derivazioni abusive erano in corso accertamenti. Lo stato di salute del rio silandro era stato appurato precedentemente. Venivano adottate comunque tutte le misure del piano tutela acque per garantire il minimo vitale dei fiumi. Eventuali nuove concessioni sarebbero state assegnate garantendo la quantitá residua di acqua prevista dal piano, con grand attenzione a non mettere a rischio l’ecosistema.

Considerando che i rifugiati dall'Ucraina sono autorizzati a lavorare in Alto Adige e che l'anno scolastico volge al termine, Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha domandato se l'Alto Adige dispone di un numero sufficiente di posti per i bambini ucraini rifugiati in strutture di assistenza extrascolastica (assistenza estiva e per le vacanze), quale lingua viene principalmente utilizzata nell'assistenza extrascolastica ai bambini ucraini rifugiati, se la Giunta si sta impegnando per garantire che questi bambini imparino principalmente il tedesco, la lingua maggioritaria in provincia e, se sì, come si intende raggiungere questo obiettivo. L’ass. Waltraud Deeg ha chiarito che nell’estate 2022 saranno offerto 500 progetti per tutti i minori, compresi i bambini ucraini, alle stesse condizioni: non c’erano progetti estivi specifici a loro destinati, anche perché essi erano distribuiti con i genitori in tutta la provincia. Era stata constatata una forte tendenza a rientrare in patria, ed erano stati chiusi gli hub perché arrivavano sempre meno rifugiati. Nei progetti estivi non si trattava di imparare la lingua, ma di promuovere attività ludico educative, anche nell’ambito dell'incontro di diversi gruppi linguistici. Il personale pedagogico era quindi in grado di utilizzare nella lingua colloquiale sia l’italiano che il tedesco. Knoll ha rilevato che quindi si lasciava tutto al caso, e quindi probabilmente si sarebbe parlato italiano, mentre in una terra a maggioranza di lingua tedesca si dovrebbe insegnare il tedesco.

Rilevando che ai sensi della legge statale 38 del 15 marzo 2010 ai cittadini va garantito l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore, e che questa legge funge da basi per il DPCm del 13.3.17 che stabilisce gli standard assistenziali per pazienti in fase terminale della vita, nonché che questi pazienti hanno diritto ad assistenza medica specialistica, infermieristica, riabilitativa, psicologica, Franz Ploner (Team K) ha quindi domandato quali contenuti della delibera della giunta 1214 del 20.10.15 sono stati attuati a ora, e  nei singoli distretti sanitari, qual è il rapporto numerico per i letti per le cure palliative in Alto Adige e quanti posti per cure palliative ci sono nei singoli distretti, se il gruppo di lavoro per le cure palliative ha elaborato un documento per le cure palliative valido a livello provinciale e come è organizzata la pianta organica per le cure palliative stazionari e ambulanti nei singoli distretti. Rilevando che giá prima delle direttive statali esisteva in Alto Adige una rete di servizi di cure palliative, il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha illustrato la diffusione dei posti per cure palliative a Bolzano e Merano e fatto riferimento a integrazioni sulla base del decreto statale. I posti letto sono 25, di cui 11 a Bolzano, altri a Bolzano; altri ancora sono programmati in altri distretti; le direttive statali ne prevedono circa 50. Si stima che sono necessari altri 10 medici in quest’ambito, oltre a infermieri, psicologi ecc: il piano c’è, bisogna occupare i posti e attivare i letti. Ci si occupa anche della formazione in questo senso, in primis attraverso la Claudiana.

A quanto risulta dai media, l’Alto Adige non adotterà le indicazioni statali in base alle quali nel prossimo anno scolastico le lezioni di attività motoria nelle quinte elementari dovrebbero essere svolte da personale insegnante formatosi all’università: lo ha riferito Brigitte Foppa (Gruppo verde) aggiungendo che le motivazioni sono che si fa già molto in quest’ambito, che l’attività fisica è già una priorità alla scuola primaria, che ci sono opportunità aggiuntive di formazione per il personale insegnante, ma che tutto ciò rileva solo parziale consenso nelle scuole  dove ci son anche voci secondo le quali l’Alto Adige deve recuperare, in quest’ambito, e che sarebbe giusto affidare queste lezioni a personale appositamente formato, anche a fronte della carenza di insegnanti elementari. La consigliera ha quindi chiesto quale fosse la posizione della Giunta e quali le relative intenzioni, se la rivalutazione delle ore di attività motoria con innalzamento a due unità settimanali è avvenuta in tutte le elementari, cosa si intende inoltre per lezione di attività motoria alle elementari. L’ass. Philipp Achammer ha chiarito che la discussione in merito c’era già stata in passato, e che si trattava di valutare come integrare questa modifica in un sistema di insegnanti di classe, in squadra, ritenuto molto importante. Ha aggiunto che già oggi c’era la possibilità di istituire cattedre verticali tra scuola primaria e scuola media, e che la Provincia aveva investito molto nella formazione degli insegnanti di educazione fisica. Per tutti questi motivi, sulla base della clausola di tutela, la Provincia aveva deciso di insistere sul proprio sistema. In quanto al numero di ore nelle scuole elementari altoatesine, esse erano già 2 o più a settimana, a seconda della classe.

Lo spazio riservato alle interrogazioni su temi d’attualità è terminato. La seduta continua con la presentazione in aula della relazione sull'attività 2021 del presidente del Comitato provinciale per le Comunicazioni.

(MC)