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Consiglio | 07.06.2022 | 15:58

Lavori Consiglio: Interrogazioni su temi d’attualità - 1

Poste da consiglieri e consigliere alla Giunta provinciale, riguardavano i corsi serali per adulti nella scuola italiana, le armi storiche degli Schützen, lupi in Alto Adige, areale ferroviario, scioperi nei trasporti pubblici, sfalcio lungo le ciclabili, incentivi per l’acquisto di auto, circonvallazione Bolzano, fermata del bus a Stava, formazione decentrata del personale infermieristico. (continua)

La prima interrogazione su tema d’attualità della sessione di lavori di giugno è stata posta da Riccardo Dello Sbarba (Gruppo verde): evidenziando che, secondo chi si occupa di integrazione nella scuola italiana, l’offerta di corsi serali per adulti che frequentano le medie risulta limitata al solo istituto comprensivo Bolzano 3 del capoluogo (mentre per il biennio superiore gli istituti sono 4), e che la scuola di lingua tedesca e quella trentina  hanno un’offerta più ampia e distribuita sul territorio, egli ha sottolineato che offrire corsi in numero adeguato per concludere l’obbligo è un preciso dovere costituzionale. Ha quindi chiesto quanti corsi serali per adulti, in quali istituti e con quanti utenti per corso sono attivi quest’anno nella scuola elementare e media di lingua italiana, quanti corsi serali per adulti nella scuola italiana sono stati istituiti negli ultimi 10 anni, con quale procedura avviene l’istituzione di corsi dell’obbligo serali per adulti, ovvero se si raccolgono prima le iscrizioni e poi vengono attivati sufficienti corsi oppure se vengono istituiti corsi per un certo numero di utenti e poi si raccolgono iscrizioni finché ci sono posti disponibili, quante richieste di iscrizione a corsi per adulti nella scuola italiana elementare e media sono state presentate negli ultimi 10 anni e se sono state tutte soddisfatte con l’attivazione dei relativi corsi, e infine se l’Assessorato alla scuola italiana ha dati sul potenziale bisogno di corsi serali per adulti nella scuola dell’obbligo e, se sì, qual è il quadro.L’ass. Giuliano Vettorato ha riferito che per accedere ai corsi i minori di 23 anni devono avere diploma elementare o accertamento di cultura, con livello di lingua italiana 2, e che il punto di riferimento è l’Istituto comprensivo Bolzano 3.  I corsi serali istituiti negli ultimi anni sono stati uno l’anno, quindi in tutto 10, con 24 iscrizioni nell’anno scolastico che si conclude: probabilmente saranno 9 gli alunni ammessi alla licenza media. Il corso viene istituito sulla base delle iscrizioni, e non ci sono iscrizioni non evase. Sono esclusi coloro che non hanno alcuna conoscenza della lingua italiana. I numeri di chi consegue la licenza sono bassi per abbandono della frequenza, difficoltà familiari o lavorative, ritorno nel Paese d’origine o espatrio. Dello Sbarba ha chiesto informazione sui CPIA espresso il dubbio che i requisiti d’accesso restringano la platea di possibili studenti, invitarlo a ripensarli per ampliarla e ha chiesto informazione sui CPIA. I Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti, ha spiegato Vettorato, sono istituiti a livello nazionale, mentre a livello provinciale ci sono i Centri di Formazione Permanente.

Secondo Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), il raduno internazionale degli Schützen è stato espressione di tradizione e vicinanza alla propria terra, e sarebbe stato anche un ottimo esempio di tutela della tradizione transfrontaliera se l’Italia non ci avesse di nuovo messo lo zampino vietando agli Schützen provenienti dalla Baviera e dal Tirolo di portare le loro armi storiche. Esprimendo stupore per il fatto che il problema non fosse stato affrontato dal Presidente della Provincia, mentre il presidente del Tirolo e il comandante degli Schützen di quel Land avevano esplicitamente condannato la cosa, egli ha quindi chiesto per quale motivo venisse tuttora vietato agli Schützen di portare le loro armi storiche, quali iniziative avesse preso la Giunta negli ultimi anni per togliere il divieto (data, interlocutore, risultato) e quali intraprenderà, e con quali speranze di successo, affinché gli Schützen possano portare di nuovo le loro armi storiche ovvero varcare il confine con esse. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha spiegato che per gli Schützen aöltoatesini vige un accordo con il ministero degli Interni che permette di portare le armi storiche, mentre per quelli tirolesi o bavaresi servirebbe un permesso ad hoc, non si sa se non è stato concesso o se non è stata presentata la richiesta. una possibile soluzione sarebbe un accordo con Austria e Germania riconoscendo questa approvazione; a questo proposito ci sono stati diversi incontri con la min. Lamorgese e i sen. Unterberger e Steger: c’è comprensione per la causa, ma non ancora una soluzione effettiva, che comporterebbe un passus normativo. Con parole a effetto non si raggiunge l’obiettivo, forse si ottiene un applauso ma non una soluzione. Knoll ha riferito che molti italiani erano venuti a vedere il raduno, compresa la pres. Mattei, e che non si trattava di usare parole forti, ma di affrontare la tematica invece che tacere. Non si tratta di un’arma, ma di una tradizione vissuta.

Stando a un monitoraggio dell’ISPRA, negli anni 2020 e 2021 la popolazione di lupi è nuovamente aumentata, arrivando a circa 3.300 esemplari in Italia, di cui circa 950 nell’arco alpino, area dove si è registrato l’aumento più importante: lo ha segnalato Franz Locher (SVP) evidenziando che nella primavera del 2022 sono già stati registrati in provincia alcuni casi di sbranamento, e che per l’estate ci si aspetta il peggio, tanto che verrebbe messa in discussione la conservazione delle malghe e dei masi di alta montagna. Egli ha quindi chiesto se era stato elaborato un piano di gestione per rendere le zone sensibili territori senza lupi come richiesto con la mozione 114 del 2019, quali misure sono state intraprese per permettere all’Alto Adige di poter prelevare esemplari di lupi e ibridi e a cosa hanno portato  (es. recinzioni di protezione), chi ha fatto richiesta affinché L’UE modifichi la Direttiva Fauna e flora, come si intende sfruttare la possibilità, concessa da Roma nell’agosto scorso, di intervenire autonomamente e come intende intervenire la Giunta affinché a lungo termine l’Alto Adige diventi zona senza lupi. L’ass. Arnold Schuler ha riferito che la tematica dei grandi predatori, molto complessa e fortemente emotiva, occupa da tempo, e che è molto difficile creare delle basi giuridiche che diano maggior margine di intervento. L’Alto Adige da solo puó fare poco, per questo da tempo si è mosso insieme ad altre regioni per fare pressione affinché siano emesse le misure necessarie. Facile è dare lo status di protezione a un animale, difficile è tornare indietro, ma non si può più dire che il lupo in Europa sia a rischio estinzione, e ci sono situazioni di conflitto molto importanti. Purtroppo però con l’attuale base legislativa non c’è margine di manovra, non solo per l’Italia: anche in tirolo questo è un problema. Il piano di gestione del lupo è sensato solo se ci sono le basi giuridiche necessarie e la definizione di zone senza lupo: solo allora si puó definire il management. La provincia si è mossa a vari livelli politici, ma senza successo, e sono state anche messe in atto alcune misure a tutela delle greggi, ma troppo poche per valutarle. Locher ha replicato che in Isvezia, pure stato europeo, si vuole procedere per ridurre i 300 lupi esistenti, ed evidenziato le difficoltádegli agricoltori altoatesini spronando l’assessore a non cedere. 

Durante la recente discussione sul Pums nel Consiglio comunale di Bolzano è emersa la non meglio precisata informazione di una disponibilità di RFI a finanziare la nuova stazione ferroviaria di Bolzano, sfruttando i fondi stanziati con il PNRR: lo ha segnalato Paul Köllensperger (Team K), evidenziando che, se così fosse, si aprirebbero scenari molto interessanti per il futuro del progetto di riqualificazione dell'areale ferroviario del capoluogo, da anni impantanato in un preoccupante immobilismo: se confermato, saranno probabilmente in corso delle trattative tra Comune, Provincia e i soggetti pubblici coinvolti, ma sarebbe comunque importante rendere di dominio pubblico l'informazione, perché la platea di soggetti interessati è davvero molto ampia e le aspettative di cittadini e imprese su questo progetto così decisivo per il futuro della città sono molto grandi. Egli ha quindi chiesto se la Giunta poteva confermare la disponibilità di RFI a finanziare le opere riguardanti la stazione ferroviaria di Bolzano intesa in senso lato tramite i fondi del PNRR, se, in caso di risposta affermativa, poteva confermare che erano in corso trattative con i soggetti pubblici coinvolti e in particolare con RFI, e nel caso relazionare brevemente all'aula. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha risposto che sì, RFI è disposta a valutare possibilità di semplificare l’iter, e che i mezzi del PNRR danno maggiore liquidità, ma niente viene regalato. Si sta valutando con le ferrovie la possibilità di semplificazione, ma non c’è ancora nulla di scritto. Köllensperger ha ipotizzato che questo iter favorisse l’acquisto dell’area da parte di una società pubblica con successivi appalti per piccoli lotti: questo sarebbe meglio per popolazione e aziende locali.

Gli scioperi nei trasporti pubblici sono abbastanza frequenti, ostacolando principalmente i pendolari; e da un lato si invita a usare il trasporto pubblico e lasciare la macchina a casa, dall’altro questo non è così semplice proprio a causa dei frequenti scioperi, ma anche della relativa comunicazione data a troppo breve termine o della carenza di informazioni alla popolazione, tanto che bisogna informarsi quasi quotidianamente sui siti web per evitare le brutte sorprese: lo ha segnalato Josef Unterholzner (Enzian) domandando quali sono i motivi degli scioperi di Sasa e Trenitalia, se sono già state prese delle misure per contrastare gli scioperi, e se sì, quali, se no, cosa si sta aspettando, quanti bus usati sono stati acquistati e utilizzati nel 2021 e 2022, se sono stati acquistati degli autobus usati anche da fuori provincia e da dove, e infine come giudica la situazione attuale l’assessore ai trasporti. L’ass. Daniel Alfreider ha risposto che in Alto Adige come in altre Regioni del nord Italia e dell’Europa si verificano problemi con il personale, dopo la pandemia da Covid. In Alto Adige i motivi degli scioperi sono diversi: si va da uno sciopero generale del settore dei trasporto dovuto alle conseguenze della guerra in Ucraina a, per quanto riguarda lo sciopero annunciato solo dal personale SASA per il 10 giugno prossimo, ai contratti collettivi. Misure sono state prese e si cerca di puntare sull’informazione e di limitare i disagi tramite un portale, app e informazioni almeno 5 giorni prima e aggiornate in tempo reale. In ambito ferroviario ci sono fasce orarie garantite tra le 6 e le 9 e tra le 12 e le 15. In quanto agli autobus, pur trattandosi di un tema diverso, egli aveva richiesto i relativi dati, di cui era ancora in attesa: appena arrivati, li avrebbe trasmessi al consigliere. Unterholzner ha replicato che se il personale sciopera ci saranno motivi di insoddisfazione.

Lungo la ciclabile tra Ora e Bronzolo stava fiorendo fino a poco fa il papavero selvatico, ma un  paio di settimane fa il prato lungo il tracciato è stato falciato, con incuranza rispetto alla bellezza della natura che costeggia questa pista ciclabile: lo ha riferito Brigitte Foppa (Gruppo verde) evidenziando che secondo informazioni delle autorità, la falciatura avviene ogni anno nello stesso periodo, senza considerare le condizioni stagionali, e domandando se questo è vero, come viene regolamentata la falciatura degli argini e come viene garantito il mantenimento della biodiversità in questa situazione, se si fa attenzione a non danneggiare la fauna e in che modo, e infine come si coordinano gli uffici prima dello sfalcio. L’ass. Daniel Alfreider ha elencato i periodi in cui avviene lo sfalcio, previsto tre volte l’anno, sia in primavera che in estate, a opera di operai specializzati, si tratta in primis di una misura di sicurezza per garantire la stabilità dell’area in caso di acqua alta e la visibilitá.

Dal 16 maggio scorso, chi compra un’auto o una moto riceve un incentivo dallo Stato, mezzo con il quale l’Italia intende riattivare il mercato dell’auto, fortemente rallentato; inoltre, chi rottama un vecchio mezzo riceve un ulteriore bonus: lo ha segnalato Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) evidenziando che tali bonus sono disponibili fino a esaurimento del relativo fondo, pari a circa 2 mld. Sostenendo che i cittadini temono che i ritardi nelle consegne impediscano di accedere al bonus, egli ha chiesto se tali incentivi vengono riconosciuti e pagati già al momento dell’acquisto e, se no, quando, nonché se può succedere che un cittadino non li  ottenga per l’esaurimento dell’apposito fondo prima della consegna dell’auto. L’ass. Daniel Alfreider ha spiegato che gli incentivi vengono accreditati direttamente al commerciante, e iscritti direttamente sulle fatture dei clienti: spetta ai commercianti occuparsi di tutti i criteri; l’iniziativa termina a fine anno, ma potrebbe finire prima, in caso di esaurimento dei fondi, per questo ogni commerciante deve registrare le prenotazioni, ma la competenza è del Ministero.

Ricordando che a marzo la Giunta aveva autorizzato caratteristiche tecniche e tracciato del quarto lotto della circonvallazione di Bolzano (tratto Bolzano-Campiglio fino alla funivia di San Genesio, all’ingresso della Val Sarentino) per una lunghezza di 2,6 km, di cui 2,45 in galleria, Franz Locher (SVP) ha evidenziato che il tunnel del Monte Tondo dovrebbe rappresentare in base ai calcoli una pietra miliare del contenimento del traffico nel capoluogo, e risultare pertanto prioritario, e ha domandato quindi se è già stata commissionata la relativa progettazione, qual è la tempistica di realizzazione della circonvallazione, quali altri interventi sono previsti nell’ambito del programma complessivo delle infrastrutture di mobilità e dell’Agenda Bolzano per migliorare i flussi di traffico in città e quali per ridurre il traffico intorno a essa. L’ass. Daniel Alfreider si è detto felice di poter relazionare in merito al progetto del tunnel di Monte Tondo, che negli ultimi mesi era stato approvato con tutte le caratteristiche tecniche: era un tunnel di 2,5 km che bypassava sul lato nord la città, con l’obiettivo di eliminare il traffico di transito in cittá verso la Val Sarentino e le valli laterali. IL suo assessorato e la giunta avevano considerato il progetto prioritario, erano quindi state appaltate tutte le prestazioni e si era in procinto di valutare le offerte. L’incarico di progettazione prevedeva la definizione del tracciato esatto, comprese analisi geologiche e dei portali, varianti comprese; il processo sarebbe durato circa 2 anni e mezzo per arrivare all'approvazione completa, i mezzi finanziari erano previsti nel programma decennale. A Bolzano erano previsti interventi sulla via Einstein, si stava analizzando il settore dell’incrocio a Bolzano sud per Merano, era previsto il riordino della rete stradale. Era importante che Bolzano venisse sgravata dal traffico, ma oltre a progetti infrastrutturali ci voleva un intervento sulla mobilità dalle valli, per favorire l’utilizzo del trasporto pubblico e anche la mobilitá in bicicletta con apposite stazioni di ricovero. Locher ha sottolineato l’importanza dei parcheggi di raccolta a margine della città.

Circa un anno fa, la fermata del bus “Kochenmoos” a Stava è stata chiusa dall’Ufficio Mobilità, e da allora i confinanti attendono la nuova fermata, che, già autorizzata dal Comune di Naturno, dovrebbe essere realizzata a 25 mt di distanza, ma bando e assegnazione dei lavori ritardano l’inizio degli stessi a cora di qualche mese: lo ha riferito Josef Unterholzner (Enzian) domandando se può essere installata una fermata provvisoria per i confinanti e come mai l’ufficio Mobilità aveva rimosso la fermata precedente. Un progetto per la fermata, approvato dal comune di Naturno, esiste già , ha detto l’ass. Daniel Alfreider, aggiungendo che lo stesso Comune ha giá contattato l’ufficio provinciale competente. L’area era stata venduta e delimitata per ragioni di sicurezza.

Ricordando che nella risposta relativa a un’interrogazione sulla formazione del personale infermieristico nel distretto sanitario di Brunico, data nel maggio scorso, l’assessore competente Kompatscher aveva detto che esperte della scuola superiore Claudiana e dell’Università di Verona stavano elaborando un concetto, nonché che nella Tageszeitung era stato annunciato da un medico dell’azienda sanitaria che tale formazione sarebbe stata avviata nell’autunno 2022, Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha chiesto se tale concetto è ora disponibile, se è vero che a Brunico può essere effettuata solo parte della formazione, se ci sono stati colloqui con il Tirolo in merito alla formazione del personale, come annunciato dall’ex assessore Widmann a gennaio e quale ne è l’esito, se la formazione in periferia riguarda anche altri distretti (Bressanone e Merano), quanti posti per studenti sono previsti, entro quando essi/e si devono registrare e quando sapranno che c’è un corso nell’autunno prossimo. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha riferito che ora deve essere l’università a formare gli infermieri, e che la Claudiana si era mossa in questo senso, anche seguendo il modello scandinavo del tutor quale progetto pilota. La formazione periferica a Brunico era stata promossa sulla base di comprovata necessità, per quanto riguarda la Val d’Isarco dovrebbe bastare quella di Bolzano. Ci saranno anche lezioni in videoconferenza e lezioni a Bolzano, ma due terzi della formazione si sarebbero svolti a brunico. Colloqui con il Tirolo c’erano stati con la precedente assessora, ma l’Italia non riconosceva la formazione presso le scuole superiori quindi non era possibile procedere, mentre si puntava all’accreditamento universitario. Quello di Brunico era un progetto pilota, per 25-30 posti, con iscrizioni tra luglio e agosto e valutazione continua: i dettagli saranno pubblicati sul sito della Claudiana e se ne farà pubblicità.

(continua)

(MC)