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Consiglio | 11.05.2022 | 18:07

Lavori Consiglio: Cura climatica per il turismo, abusi sessuali in istituzioni religiose e pubbliche

Mozioni di Gruppo verde, Team K/SVP/Forza Italia. La seduta di oggi è terminata. Domani alle 10.00 la presentazione in aula della relazione sull’attività 2021 della Garante per l’infanzia e l’adolescenza.

Presentando, questo pomeriggio in Consiglio provinciale, la mozione n. 578/22: Una cura climatica per il turismo in provincia di Bolzano, Brigitte Foppa (Gruppo verde), evidenziando la trasformazione che il turismo altoatesino aveva vissuto negli ultimi decenni, passando da una situazione modesta a una di alta qualità e grande fabbisogno di spazi e risorse, riferiva che il Rapporto sul clima 2018 dell’EURAC stimava la quota di gas serra attribuibile alle strutture ricettive intorno al 10% del totale delle emissioni, anche se era probabile che è probabile che tale quota fosse in realtà ben più alta, poiché alle emissioni dirette prodotte dalle strutture turistiche per il riscaldamento, l’illuminazione, la gastronomia, la climatizzazione e il wellness, andavano aggiunte le cifre relative alla “zona grigia” degli spostamenti, del traffico, ecc.. Un hotel di categoria ****S della provincia, che aveva fatto calcolare la propria impronta ecologica, aveva permesso di rilevare che le emissioni di biossido di carbonio dell’azienda ammontavano a circa 140 kg per ospite e pernottamento.  Questo a fronte delle 7 tonnellate emesse annualmente da ogni abitante della provincia, pari a 20 kg giornalieri. Moltiplicando questi dati per i pernottamenti in Alto Adige (33 milioni), si arrivava a 4.620.000 tonnellate di CO2 emesse: questo dimostrava l’urgente necessità di rilevare le emissioni di anidride carbonica generate dal turismo in provincia di Bolzano e di ridurle nell’ottica della strategia climatica della Provincia; era urgentemente necessario che le aziende altoatesine rilevassero la propria impronta di CO2 e, sulla base di tali rilevazioni, riducessero drasticamente le proprie emissioni di anidride carbonica, assumendosi così la propria responsabilità per la salvaguardia del clima, ottimizzando e riducendo i costi e contribuendo a valorizzare il nostro territorio come meta turistica. La consigliera proponeva quindi di incaricare la Giunta di (1) e (2) (modificato con emendamento co-firmato dalla SVP) prevedere nel piano clima una rilevazione dettagliata del bilancio di CO2 anche del settore turistico e sviluppare strategie e interventi in tal senso, al fine di conseguire un’effettiva riduzione delle emissioni di CO2, (3)  di elaborare delle classi di efficienza climatica per il turismo che fungano da base per la certificazione climatica; (4) di incentivare il conseguimento di determinate classi di efficienza climatica mediante agevolazioni, ad esempio sull’IMI o sull’IRAP; (5)  di sollecitare le aziende ad assumersi volontariamente, entro un termine congruo, l’impegno di certificare e ridurre sistematicamente il proprio consumo di CO2 entro valori limite ben definiti; (6) di includere nella strategia di marchio dell’IDM e di altri promotori l’impegno a diventare una destinazione rispettosa del clima, al fine di posizionare l’Alto Adige come provincia all’avanguardia in campo climatico. 
Giusto era fare un rilevamento, ha detto Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), tuttavia il tutto si traduce in un carico aggiuntivo per le strutture ricettive; inoltre era chiaro che una piccola struttura avrebbe dimostrato una produzione di CO2 minore di grandi strutture. Bisognava anche discutere sulla grandezza adeguata delle strutture wellness, che comportavano problemi di approvvigionamento e smaltimento delle acque. Una discussione sulla direzione da prendere avrebbe fatto bene al turismo. Egli ha chiesto quindi votazione per parti separate.
Il tema era molto importante, ha detto Gerhard Lanz (SVP), evidenziando che bisognava però evitare di puntare il dito sugli altri. Il turismo aveva anche portato strutture che venivano utilizzate da tutti. Bisognava chiedersi cosa ci si poteva permettere e cosa si voleva, ma non bisognava mettere in contrapposizione i settori.
I Verdi avevano sempre invocato un turismo di qualità, ha dichiarato Josef Unterholzner (Enzian), ma con questa mozione si contraddicevano. Le imprese turistiche avevano realizzato profitti, investito molto e portato innovazione. vero è che il traffico era triplicato negli ultimi decenni, ma le emissioni inquinanti si erano dimezzate; non era realistico tornare indietro nel tempo; bisognava comunque chiedersi dove si voleva andare.
Il turismo, ha detto Helmut Tauber (SVP) era spesso trattato come capro espiatorio. Il settore viveva una serie di difficoltà, legate a lockdown, limitazione die viaggi, limitazioni urbanistiche, il nuovo concetto di sviluppo ecc., e in tema climatico si stava facendo molto, anche con scambi continui con istituzioni e organizzazioni competenti: per esempio, si puntava sugli acquisti locali, sulle specialità regionali. Il turismo non aveva paura del confronto, ma disturbava che un settore che faceva fatica a riprendersi venisse costantemente attaccato.
Riccardo Dello Sbarba (Gruppo verde), cofirmatario, ha rilevato che una riflessione sul turismo era in corso anche nel settore, e questo a tutela del futuro del territorio e del settore turistico. esso era al centro della discussione in quanto molto importante e visibile, nonché parte dell'identità del territorio. C’erano tre punti di vista: quello degli operatori turistici, quello degli ospiti e quello della popolazione: metterli insieme, realizzando l'obiettivo di un’accettazione da parte della popolazione che non viveva di turismo, era una questione aperta. C’era poi la questione climatica. Quando i Verdi avevano proposto la riduzione del numero di letti turistici, la maggioranza aveva risposto che non bisognava parlare solo di questo, ora invece era la maggioranza a concentrarsi su questo, e i Verdi a dire che essi di per sé non erano un indicatore: la mozione proponeva di allargare la visione, domandandosi quanto costava sull’ecosistema la singola azienda.
Hanspeter Staffler (Gruppo verde), cofirmatario, ha sottolineato che si era diventati una terra di turismo di massa, con qualità unita a quantità, il che comportava non solo notevoli emissioni di CO2, ma un consumo idrico che era il doppio rispetto a quello dei residenti, e che comportavano anche la costruzione di ulteriori depuratori, a spese dei contribuenti: per questo il turismo era chiamato a impegnarsi ancora di più.
Secondo Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche), uno studio sull’impatto della produzione di CO2 andava bene, ma forse bisognava individuare un limite, capendo bene dove si voleva andare a parare. Bisognava chiedersi quali attività turistiche ci si poteva permettere in relazione al territorio, e considerare l’effetto moltiplicatore che stava dietro ogni concessione edilizia, per esempio relativa a nuovi resort “maldiviani”.
L’ass. Arnold Schuler ha sottolineato che i turismo aveva contribuito fortemente sia allo sviluppo che al gettito fiscale della provincia, e fatto riferimento al piano per lo sviluppo turistico che molto puntava sulla sostenibilità, così come al rapporto clima. C’erano già esperti al lavoro sul tema, la mozione non era accoglibile.
L’ass. Giuliano Vettorato ha evidenziato che il turismo era un settore importante ma anche molto energivoro, il che rendeva necessarie delle valutazioni. Nell’ambito dell’update del Piano clima, dopo il coinvolgimento di popolazione e stakeholder si era nella fase di lavoro dei tecnici, nell’ambito di una commissione indipendente: andare a forzare in quest’ambito era un problema, sarebbe stata un'intromissione della politica. Si poteva comunque prevedere una verifica. In ogni caso, erano previsti incentivi per le aziende che si certificavano dal punto di vista di basso consumo energetico. Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha evidenziato che nella bozza del Piano clima il turismo non aveva grande rilevanza, e messo in guardia dal vittimismo del turismo, perché esso rende immobili. Anche l’agricoltura aveva assunto questo atteggiamento. Non bisognava parlare di colpa bensì di responsabilità, e la valutazione dell’impronta ecologica era opportuna in quest’ambito. Bisognava evitare di mettersi gli uni contro gli altri, ogni volta che si parlava di un settore, non c’era bisogno di polarizzazioni. La mozione è stata messa in votazione per parti separate: respinte le premesse (9 sì, 20 no, 6 ast.), il punto (1) emendato da Gruppo verde e SVP è stato approvato con 32 sì, 2 no e 1 astensione, gli altri punti sono stati respinti a maggioranza.

È ripresa quindi la trattazione della mozione n. 541/22: Troviamo il coraggio di affrontare il problema degli abusi sessuali su minori e adulti vulnerabili commessi all’interno di istituzioni religiose e pubbliche in Alto Adige. Nomina di una commissione esterna, già avviata il 9 marzo scorso. Il presentatore Franz Ploner (Team K) ha evidenziato che una storia di violenza si riflette sempre sul presente, e questo rende ancora più importante rielaborare il passato. egli ha fatto riferimento a colloqui con altre parti politiche, l’ass. Deeg e anche il presidente del tribunale dei minori Benno Baumgartner. L’obiettivo era di superare il tabù degli abusi sessuali commessi all'interno di istituzioni religiose. La nuova parte dispositiva della mozione, co-firmata da Team K, SVP (Amhof) ) e Forza Italia Alto Adige Südtirol disponeva di incarcare la Giunta (1) di istituire presso gli organismi di garanzia del Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano un/una referente stabile che si occupasse dei casi di violenza sessuale su minori e persone vulnerabili e al/alla quale si potessero rivolgere le vittime; tale referente avrebbe dovuto fungere da punto di contatto per tutte le vittime e fornire loro, tra l'altro, informazioni sulle offerte di supporto terapeutico e sugli aiuti attualmente disponibili; (2) i commissionare degli studi al fine di elaborare ed eseguire l’incarico di rilevare sistematicamente e di fare chiarezza sui casi di violenza sessuale e abusi sessuali su minori e persone vulnerabili in Alto Adige e di analizzare in maniera approfondita i dati acquisiti; (3) di istituire una commissione indipendente che, anche sulla scorta dei risultati degli studi svolti, formulasse raccomandazioni operative e misure concrete al fine di fare chiarezza sui casi di violenza sessuale e abusi sessuali su minori e persone vulnerabili avvenuti all’interno di istituzioni ecclesiastiche e di strutture pubbliche nonché in contesti familiari e di altro tipo in Alto Adige; tale commissione indipendente sarebbe stata dotata di sufficienti mezzi finanziari per svolgere la sua attività e avrebbe presentato al Consiglio provinciale una relazione finale; (4) a prevedere, in seguito alla presentazione della relazione finale da parte della commissione indipendente, un pacchetto di misure a livello provinciale, volto a fornire alle vittime di violenza sessuale e abusi sessuali un supporto adeguato per il danno subito; (5)  a promuovere, come compito della società, iniziative volte all’elaborazione, alla sensibilizzazione e alla prevenzione rispetto alla problematica della violenza sessuale e degli abusi sessuali nelle strutture pubbliche o nelle istituzioni della Chiesa, così come nelle famiglie, e a sostenere tali iniziative tramite corsi di formazione e aggiornamento, convegni, gruppi di ascolto, cultura, arte, media ecc. „I rappresentanti politici", ha detto Franz Ploner, “non devono far finta di non vedere e stare zitti”; le vittime hanno subito una violenza inaccettabile, bisogna assumersi una responsabilità nei loro confronti.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha rilevato l’importanza di parlare di simili tabù, nonché che a volte servono decenni prima che si sia in grado di parlare di un abuso, in particolare se esso è avvenuto su bambini affidati ad adulti che avevano il compito di proteggere ed educare. Ci si domanda com’è possibile che i casi siano stati tanti e nessuno abbia mai detto niente, al di là di qualche allusione, dietro al quale c’erano ferite ben profonde. Parlarne era compito della società. Si è quindi detta contenta di aver dato un piccolo contributo alla versione finale della mozione.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiesto come mai non erano state considerate le strutture private, dove pure si erano verificati casi di abusi. In quanto la fatto che passassero anni prima di ricordarsi certi eventi, si trattava di un meccanismo di autotutela della psiche: questo rendeva tanto più importante lo svolgimento di un dibattito pubblico, in modo che gli interessati sapessero che non erano soli e che non avevano colpa. In molti altri paesi c’erano state discussioni e chiarimenti pubblici.
Alessandro Urzì (Fratelli d’Italia) si è chiesto da cosa nasceva il documento, e se c’era qualcosa di cui lui non era al corrente. C’erano delle conoscenze che lui ignorava? Di fatto pareva che si desse qualcosa per scontato, ma se qualcuno aveva delle informazioni avrebbe dovuto metterle a disposizione di tutti.
Maria Hochgruber Kuenzer (SVP) ha ringraziato per la presentazione della mozione, che riguardava una parte della società che non si doveva dimenticare. Non era possibile descrivere tutte le forme di abuso sessuale, ma tutti dovevano potersi esprimere. importante era offrire questa opportunità di sensibilizzazione.
Il co-firmatario Carlo Vettori (Forza Italia Alto Adige Südtirol), co-firmatario, ha ricordato a Urzì che la mozione era nata dallo scandalo, ben noto, di un prete americano che era stato inserito nell'organico della Diocesi di Bolzano Bressanone. L’emendamento alla mozione originaria voleva portare avanti in maniera chiara e netta il rapporto che il consiglio provinciale avrebbe dovuto attuare con tutti gli organi sociali e tecnici rispetto alla tematica degli abusi sessuali, senza scagliarsi contro la Chiesa, come pareva fare la versione originaria.
Magdalena Amhof (SVP), co-firmataria, ha ricordato l’audizione con Monika Hauser sull’uso sessuale, e il riferimento al tabù che vige in Alto Adige. Nelle ultime settimane c’era stato uno scambio con esperti ed esperte, alcun dei quali avevano parlato di un “tetto di cemento armato” da rompere. se si parla di violenza sessuale e molestie non bisognava differenziare, ma analizzarlo dal punto di vista delle persone interessate. La discussione odierna poteva avviare la sensibilizzazione necessaria, oltre a creare un’opportunità per le persone interessate. Era importante dare il chiaro segnale che il Consiglio voleva fare chiarezza e aiutare le vittime.
Paul Köllensperger (Team K), cofirmatario, ha fatto riferimento all’appello del teologo Martin Lintner affinché la politica si occupasse del tema, e si è detto molto contento che la mozione fosse stata firmata anche dalla maggioranza, anche a seguito di molti incontri con esperti, e che si fosse trovata una versione comune. La politica doveva assumere responsabilità, ma andava detto che la richiesta era partita dalla Chiesa: i credenti volevano che la tematica fosse risolta senza compromessi. La mozione era pensata soprattutto per le vittime.

La discussione della mozione prosegue domani, dopo la presentazione in aula della Relazione sull’attività 2021 della Garante per l’infanzia e l’adolescenza Daniela Höller, prevista alle 10.00.

(MC)