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Consiglio | 11.06.2021 | 18:20

Lavori Consiglio: Democrazia diretta, discussione articolata - 1

Esaminati gli articoli da 1 a 12: discussione sull’ufficio per la formazione politica, le garanzie per i gruppi linguistici, la presentazione delle firme, il Consiglio delle cittadine e dei cittadini. La seduta prosegue.

L’articolo 1 del disegno di legge provinciale n. 69/20: Modifiche alla legge provinciale 3 dicembre 2018, n. 22, “Democrazia diretta, partecipazione e formazione politica”, e alla legge provinciale 8 febbraio 2010, n. 4, “Istituzione e disciplina del Consiglio dei Comuni” (cons. Josef Noggler) comprende le definizioni. Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha ricordato che Kompatscher, Noggler e altri avevano sostenuto che il motivo principale del dlp era rettificare gli errori contenuti della legge, ma questi errori erano stato evidenziati ben due volte in commissione legislativa, anche con un disegno di legge dei Verdi, ma questo era stato respinto dalla maggioranza. Ha quindi proposto un emendamento affinché l’ufficio per la formazione politica rientrasse nelle competenze del Consiglio provinciale, senza assoggettarlo all’Ufficio di presidenza, dove la maggioranza era predominante: si trattava infatti di una distorsione democratica. Alessandro Urzì (Fratelli d’Italia) ha ricordato di aver giá messo in guardia da “Minculpop”, e rilevato che il pres. Kompatscher cercava inutilmente di aggrapparsi sugli specchi: la repsonsbailitá non era certo degli uffici, perché la firma era politica. Pareva che scoprisse solo ora che si stalciase quello che era un suo accordo con il PD della scorsa legislatura, e lo stesso valeva per l’ufficio per la formazione politica. Questo era un insegnamento per gli attuali colleghi di maggioranza. Approvato un emendamento di Josef Noggler per sostituire all’articolo 2 della legge originaria la parola “persone” con le parole  “cittadine e cittadini”, respinto quello di Brigitte Foppa (16 sì, 16 no), l’articolo è stato approvato con 18 sí, 7 no e 9 astensioni.

L’articolo 2 sulla richiesta del referendum è stato approvato senza discussione (28 sì, 6 ast.).

L’articolo 3 riguarda i limiti sui contenuti. Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha proposto lo stralcio dei due commi, al fine di evitare che grandi maggioranze potessero bloccare le minoranze. La proposta di Noggler, infatti, indeboliva la disposizione in vigore fino a oggi in merito a temi sensibili per i gruppi linguistici. Anche Alessandro Urzì (Fratelli d’Italia) ha proposto lo stralcio del comma 2 chiedendo alla componente italiana in Giunta ponesse la questione, per evitare che una disposizione introdotta dal Partito Democratico venisse paradossalmente stralciata dall’attuale componente italiana della maggioranza: non si poteva eliminare in questo modo una clausola di garanzia, ci voleva almeno un confronto in merito. Anche Noggler era invitato a dare un segno di apertura in questo senso. Carlo Vettori (Forza Italia Alto Adige Südtirol) ha evidenziato che esiste una norma di rango costituzionale superiore a tutto, ovvero lo statuto, che detta le regole diuna pacifica convivenza e fa sí che ci si trovi in una botte di ferro. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha chiarito che quello della tutela e un tema molto importante a garanzia dei diritti di tutti, e che non è vero che si vuole togliere: c’è una commissione che controlla se i diritti vengono violati o meno, sulla base di una regola generale e standard: si elimina invece il meccanismo straordinario. Sandro Repetto (Partito democratico - Liste civiche) ricordando che l’emendamento di Bizzo e Tommasini aveva senz'altro avuto l’OK dell’ufficio legislativo, ha ritenuto opportuno stralciare l’articolo epr eventualmente approfondire i rilievi sollevati dall’Ufficio legale. Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha evidenziato che la regola della tutela delle minoranze è un pilastro fondamentale, quindi i limiti sono sensati e da mantenere. Gerhard Lanz (SVP) ha chiarito che un limite è già previsto, dato che la commissione valuta se il tema tange la tutela di un gruppo linguistico. La contraddizione sarebbe poter poi decidere in Consiglio provinciale sulla base di quello che dice la maggioranza di un gruppo linguistico. Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha evidenziato che il PD con questo non aveva avuto nulla  anche fare: questo era il testo uscito in commissione, Non tutte le decisioni possono essere prese a maggioranza, e anche in Consiglio provinciale ci sono meccanismi di tutela. le minoranze etniche e sociali dovrebbero avere disposizioni di tutela, questo riflette anche il senso della Costituzione e della carta europea dei diritti umani. Gerhard Lanz (SVP) ha ritenuto difficile definire cos’è una minoranza sociale: potrebbero esserlo anche i 10 altoatesini più ricchi. I commi 2 e 3 dell'art. 4 della legge attuale, che ora venivano aboliti, erano contraddittori: uno prevedeva il controllo politico, l'altro il controllo giuridico. Forse era più facile definire cos’è una minoranza etnica. Secondo Dello Sbarba, la questione fondante era il contenuto discriminatorio verso un determinato gruppo. Il presidente della provincia Arno Kompatscher ha chiarito che ci si sarebbe potuti risparmiare la discussione, considerando che la Costituzione e la legge statale già determinano cosa non può essere oggetto di un referendum; la Commissione valuta se il referendum incostituzionale, e la Costituzione dice che non ci può essere discriminazione; queste regole sono seguite in tutto il resto d’Italia. Respinti gli emendamenti di Foppa e Urzì , l’articolo è stato approvato con 21 sí, 11 no e 2 astensioni.

L’articolo 4 riguarda il quesito. Alessandro Urzì (Fratelli d’italia) ne ha chiesto lo stralcio, contestando il controllo di garanzia da parte di un organo, l’ufficio per la formazione politica e la partecipazione, insediato in una struttura che non puòó che esercitare la sua influenza politica: la discrezionalitá in queste operazioni diventa sempre più sostanza. Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha condiviso questa posizione, sottolineando l'importanza della forma di politica e chiedendosi come ne poteva essere valutata la neutralità. Franz Ploner (Team K), ha condiviso quanto detto da Foppa, evidenziando che il comma complicava ulteriormente le cose: l’ufficio per la formazione politica giocava giá un ruolo importante nella formazione del quesito. Il presentatore Josef Noggler si è detto disponibile ad abrogare l’articolo se si riteneva che completasse il procedimento. L’emendamento soppressivo di Urzì è quindi stato approvato con 32 sì e 1 no.

L’articolo 5 sulla commissione per i procedimenti referendari è stato approvato senza discussione (30 sì, 3 astensioni).

L'articolo 6 riguarda la verifica dell’ammissibilità. Alex Ploner (Team K) ha presentato un emendamento affinché 15 giorni dopo la consegna dei moduli per la raccolta delle firme la presentazione della richiesta venisse resa pubblica ai media in Alto Adige e pubblicata dall’Ufficio stampa della Provincia, in modo da garantire che le possibili iniziative e applicazioni degli strumenti di democrazia diretta fossero rese note efficacemente anche in Alto Adige, permettendo così una discussione pubblica in vista della raccolta delle firme. Respinto l’emendamento (16 sí, 18 no), l'articolo è stato approvato con 22 sì e 12 astensioni.

L’articolo 7 riguarda la raccolta e presentazione delle firme. Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha proposto con emendamento di ridurre da 13.000 a 8.000 le firme necessarie per l’avvio degli strumenti di democrazia diretta e l'introduzione di un sistema elettronico di raccolta delle firme, come già proposto dal Consiglio europeo e consentito dalla legislazione italiana, tramite lo SPID. Con diversi emendamenti, la consigliera proponeva modalità alternative di identificazione di elettori ed elettrici per via elettronica, per esempio sulla base di quanto viene fatto in Austria, e l’inserimento nel sistema digitale delle firme manuali. Alex Ploner (Team K) ha proposto di ridurre il numero di firme a 2.500 per l’iniziativa popolare, 5.000 per il referendum consultivo, 8.000 per i referenda abrogativo, propositivo e confermativo, contestando l’argomento che si debba mantenere un numero di firme alto per evitare l’abuso del mezzo. Se 8.000 firme bastano per eleggere un consigliere o una consigliera provinciale, che può proporre una legge, dovrebbero bastare anche per avviare l’iniziativa popolare. In questo modo si sostengono anche minoranze che altrimenti avrebbero difficoltà a uscire allo scoperto. Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha condiviso queste proposte, e ritenendo che l’articolo fosse un antipasto di ciò che stava preparando l’emendamento di Vettori, perché qui l’abrogazione del referendum confermativo era già previsto: infatti nell’articolo si fa riferimento solo alle altre forme di referendum, ma non a quello confermativo. Con emendamento, la consigliera ha chiesto quindi di inserire anche un riferimento a questo tipo di consultazione. Respinti tutti gli emendamenti, l’articolo è stato approvato con 18 sì, 13 no e 3 astensioni.

Approvati senza discussione l’articolo 8 sull’esame di procedibilità (18 sì, 16 astensioni), l'articolo 9 sull’indizione del referendum e scadenze (22 sì, 12 astensioni) (articolo 10 soppresso in commissione), l’articolo 11 sulla raccolta e presentazione delle firme (29 sí, 5 astensioni).

L'articolo 12 disciplina il Consiglio delle cittadine e dei cittadini.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) , evidenziando di non capire per quale ragione uno strumento sensato e attuabile venisse ora così ridimensionato, e criticando il grande potere dato in quest’ambito all’Ufficio di Presidenza, ha chiesto con emendamenti di non limitare il suo intervento alla normativa provinciale: se così fosse, tale Consiglio per esempio non sarebbe mai potuto essere convocato per parlare della pandemia. Inoltre, al termine di ogni seduta il Consiglio delle cittadine e dei cittadini avrebbe dovuto  redigere una relazione, tasmettendola ai consiglieri e alle consigliere provinciali. Magdalena Amhof (SVP) ha chiarito che la SVP avrebbe accolto il primo emendamento, perché era importante che il Consiglio dei cittadini parlasse di tutti i temi. Facendo un confronto con il testo originario, Alex Ploner (Team K) ha rilevato che in esso era previsto un obiettivo ben preciso, mentre ora questo mancava, il che riduceva la motivazione dei cittadini. Josef Noggler ha accolto entrambi gli emendamenti di Foppa, aggiungendo che il Consiglio delle cittadine e dei cittadini avrà compiti consultivi. Approvati entrambi gli emendamenti di Foppa, Gerhard Lanz (SVP) ha sottolineato che nel regolamento di attuazione si sarebbe dovuto specificare le modalità di stesura della relazione, e l'articolo è stato approvato con 27 sì e 7 astensioni

La seduta prosegue.

(MC)