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Consiglio | 15.04.2021 | 11:14

Lavori Consiglio: Recovery Plan e burocrazia, bonus elettrico - CON FOTO

Mozioni di Enzian e Freiheitlichen.

LINK FOTO (Consiglio/Werth): https://www.flickr.com/photos/landtagconsigliocunsei/

In apertura della seduta di oggi del Consiglio provinciale, Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia), collegato dall’esterno della sede consiliare, ha chiesto se c’erano novità rispetto alla possibilità di riunire in presenza tutti e 354 i consiglieri e le consigliere, “oppure se dobbiamo ancora considerarci esiliati”. Tutti i Parlamenti regionali, ha detto il consigliere, si riuniscono in presenza. Il pres. Josef Noggler ha riferito che non era stato ancora ottenuto un feedback alla richiesta inoltrata al presidente Kompatscher, e da questi all’Azienda sanitaria. Il consigliere Urzì poteva comunque venire in aula, dove la capacità di 22 persone non era ancora esaurita, ma il consigliere ha detto che sarebbe rientrato quando avrebbero potuto farlo tutti e 35 i consiglieri e le consigliere. Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha chiesto come mai la mozione di ieri sulle api era stata assegnata all’ass. Schuler e non all’assessore all’Ambiente. Il pres. Noggler ha risposto che egli dá la parola alla Giunta, e poi risponde chi lo ritiene opportuno.

È stata quindi trattata la mozione 396/21: Recovery Plan - fondo per la ricostruzione (emendata), con la quale Josef Unterholzner (Enzian) partendo dalla constatazione che secondo la UE all’Italia dovrebbero arrivare più di 200 miliardi del Recovery Plan, denaro che dovrebbe, tra l’altro, dare nuova speranza al settore dell’edilizia, evidenziava che l’Alto Adige ha inviato a Roma 47 proposte di progetto per complessivi 2,4 mld €, ma si tratta di una prospettiva ottimistica poiché lo stesso assessore all’economia Achammer ha dichiarato che potrebbe arrivare circa un miliardo di euro, mentre il presidente della Provincia Kompatscher è stato ancora più cauto. Il vero nemico degli investimenti pubblici, in quest’ambito, sarebbe la straripante e insensata burocrazia e non tanto la mancanza di denaro: vanno pertanto elaborate riforme procedurali per rendere i processi burocratici e quindi i processi economici molto più efficienti, trasparenti e semplici. Il consigliere chiedeva quindi di impegnare la Giunta (1) a presentare in modo trasparente alla popolazione altoatesina il piano di utilizzo dei 2,4 miliardi di euro, con riferimento ai 47 progetti, specificando l’ammontare dei contributi e dei prestiti; (2) a informare a intervalli regolari il Consiglio provinciale e la popolazione altoatesina sull’andamento dei 47 progetti; (3) a sfruttare questa situazione eccezionale per eliminare i moduli e le dichiarazioni privi di utilità nonché per evitare che gli stessi documenti debbano essere forniti più volte (legge Bassanini 15 maggio 1997, n. 127).
Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha ringraziato Unterholzner per aver affrontato il tema da imprenditore, dicendosi d’accordo sugli obiettivi. Il settore edile, ha specificato, non ha bisogno di speranza ma di continuità, in quanto sta andando giá molto bene; gli importi asseverati finora in Italia superano il miliardo, e c’è la crescita assoluta migliore degli ultimi 20 anni; l’Alto Adige è sopra la media italiana, ma sotto quella delle regioni del nord. Al di là degli obiettivi condivisibili, la mozione è un po’ generalista, vero è che ci sono poche informazioni sui progetti provinciali, così come sul recovery Fund nazionale: in merito si criticava Conte, ora non se ne parla più, così come nessuno parla piú del MES. Ha quindi annunciato sostegno alla mozione, ricordando però che la legge Bassanini è stata superata dal Decreto 445/2000.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha ricordato che la richiesta contenuta nella mozione era già stata sollevata molte volte: in autunno come ordine del giorno al bilancio, respinto dalla maggioranza, a gennaio sotto forma di mozione, e nell'ambito della seduta straordinaria, dove il pres. Kompatscher aveva segnalato che i 2,4 mld € non erano più attuali. Quanto presentato quindi non corrispondeva più allo stato dei fatti.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha sostenuto che si trattava di informare Consiglio e cittadinanza dei progetti, e anzi che si dovrebbe andare oltre prevedendo il voto in merito in Consiglio. Ha proposto quindi un emendamento della mozione in questo senso.
Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’italia) ha rilevato che se ci fosse chiarezza sul recovery Plan non servirebbero mozioni di questo tipo, ma evidentemente esiste un problema di trasparenza, oltreché una questione relativa ai decisori. Annunciando sostegno di principio, ha rilevato che la mozione evidenziava una grande lacuna: come per i 500 milioni, come per la precedente cambiale in bianco dei 400 milioni, anche questa si rivela una grande misura  di distrazione di massa, in quanto, mentre sembra che tutto sia compiuto, una mozione dimostra che ci si trova ancora all’anno zero.
Il Presidente della Provincia Arno Kompatscher ha ritenuto necessario chiarire un equivoco: la mozione richiede che i 47 progetti per 2,4 mld vengano discussi in Consiglio e con i gruppi di interesse, ma questo non ha senso, perché come già detto più volte, i progetti sono stati presentati senza che fossero dati criteri dal governo, senza sapere l’entitá delle somme e il ruolo delle regioni. Forse ne verranno realizzati 2, 5 o nessuno, e discuterne in questa fase non ha senso. al di lá di questo, i progetti hanno avuto molta partecipazione, per esempio quello sulla tutela dei bacini idrici è il risultato di un processo partecipativo durato anni. Ieri c’è stato un incontro con il Min. Colao, oggi ce ne sarà uno con il Min. Giovannini: è previsto che lo Stato investirà nella banda larga mettendo dei fondi a disposizione delle Regioni per determinati obiettivi, ma non ha senso discuterne ora perché mancano le linee guida del Governo. Unterholzner ha replicato che si trattava di coinvolgere il Consiglio, poiché finora non erano state date informazioni, e che aveva preso l’iniziativa su sollecitazione di imprenditori che si interrogavano in merito. Non si voleva essere messi davanti al fatto compiuto. Si chiede all’opposizione di collaborare, e questo è possibile solo conoscendo come stanno le cose; anche gli errori sono possibili, ma quello che conta è il risultato. Posta in votazione, la mozione emendata come richiesto da Leiter Reber è stata respinta con 16 sì e 17 no.

Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha quindi presentato la mozione n. 413/21: "Bonus elettrico Alto Adige" - mantenere la promessa degli sgravi alle famiglie, con cui, sottolineando che la provincia di Bolzano produce piú energia di quella che utilizza,  ricordava che l'articolo 6 della legge provinciale 12/2017, n. 12, prevede che la quota di energia elettrica spettante alla Provincia sensi dell'articolo 13 dello Statuto possa essere distribuita alle categorie di consumatori, e che la delibera di Giunta 1.386/2018,  "Introduzione del 'Bonus elettrico Alto Adige' - Disposizioni per la determinazione del compenso unitario per l'energia non ritirata", stabiliva  i criteri e le modalità per trasferire dalla Provincia alle famiglie – direttamente e indipendentemente dal reddito dei beneficiari, attraverso una compensazione in bolletta – l'energia elettrica gratuita prevista, o il suo equivalente monetario, che i concessionari delle medie e grandi centrali idroelettriche sono tenuti a cedere. Come si evince dalla risposta fornita dall'assessore provinciale all'energia, Giuliano Vettorato, all'interrogazione su temi di attualità di marzo n. 25/21, il valore economico dell'energia elettrica cui ha diritto la Provincia di autonoma Bolzano è pari a un totale di 24.452.679,14 euro, mentre nell’anno 2019 è stato di 12.964.730,52 euro e nel 2020 di 11.487.948,62 euro. “È un provvedimento di giustizia storica riconoscere alla popolazione la partecipazione a questi benefici”, ha detto Leiter Reber, evidenziando tuttavia che questi milioni non erano stati trasmessi alla cittadinanza, ma investiti.  Egli chiedeva quindi di impegnare la Giunta 1. di adottare tutte le misure amministrative necessarie per trasferire alle famiglie altoatesine, attraverso il futuro pagamento/la futura compensazione del "bonus elettrico", e. 2. di impegnare ai fini del pagamento/della compensazione del "bonus elettrico" per le famiglie altoatesine le somme percepite dalla produzione di energia elettrica a partire dal 2021.
Paul Köllensperger (Team K) ha ringraziato il collega per la mozione, parlando di “storia infinita” iniziata dal 1972. La Provincia per anni ha ricevuto somme minori rispetto a quelle che sarebbero dovuto essere corrisposte, e anche la tariffa nazonale inferiore a quella di mercato era costata quasi un miliardo €. Era stato deciso di far avere questi soldi ai cittadini una volta l’anno, si trattava di 50/70 € a nucleo famigliare, ma la somma totale considerata dall’assesore era inferiore, forse per via di derivazione minori. è importante però sapere quale concessionario paga. la mozione è da sostenere e dovrebbe essere anche retroattiva. Si trattava di una promessa fatta in campagna elettorale, ancora non mantenuta, ha ricordato Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde). I concessionari di cui si parla all’articolo 13 corrispondono ora solo ad Alperia, che dovrebbe cedere una quantitá di energia gratuita che la Provincia dovrebbe poi girare gratuitamente ad enti e cittadini. Invece, questi pagano prezzi di mercato. La Provincia ha sempre fatto riferimento a difficoltá tecniche nel ridistribuire l’energia, preferendo offrire un bonus, ma questo non è arrivato, e inoltre va detto che  il Trentino riesce da sempre a ritirare energia e redistribuirla.
Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha sostenuto che nessun cittadino si era accorto della redistribuzione del mercato energetico in provincia di Bolzano,ma tutto era stato giocato su un piano politico, anche con vittime illustri- Alperia aveva assorbito tutto quanto c’era da assorbire, con uno strascico pagato soprattutto dai Comuni di Bolzano e di Merano. Il suo gruppo aveva proposto a suo tempo la partecipazione azionaria degli altoatesini alle societá idroelettriche, un’azione che rendesse concreto il senso della partecipazione popolare alla proprietá: il bonus è una conseguenza marginale, ma pur sempre significativa.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha annunciato sostegno alla mozione, ricordando lo slogan degli anni ‘90 “niente energia a Roma” e ritenendo  giusto e importante che la popolazione riceva utili da questa produzione. Va detto che nella fattura dell’energia non ci sono solo i costi della stessa, ma anche il canone RAI, su cui pure bisognerebbe interrogarsi in quanto la provincia di Bolzano già paga la RAI locale.
La questione è regolata da una misura di attuazione dello Statuto, ha spiegato Ulli Mair (Die Freiheitlichen). Dove la Provincia ha un margine di manovra per alleggerire i cittadini, questo dovrebbe essere utilizzato. Dopo aver riportato a casa l'elettricità, era seguita la disillusione: finora, non c'era stato alcun segno di vantaggi economici per i cittadini.
Secondo l’ass. Giuliano Vettorato l’energia elettrica spettante alla Provincia può, secondo Statuto, essere destinata alle utenze, sulla base di criteri definiti dalla Giunta. IN merito egli aveva attivato più tavoli tecnici con i concessionari ma soprattutto con l’Autorità di regolazione Hera, da cui erano emerse alcune difficoltá di gestione dati, fatturazione (“chi fa cosa”) e privacy. Esse sono risolte al 99,9%, e l’obiettivo è portare in Giunta entro il 2021 la delibera sul famoso bonus, perché l’acqua è di tutti ed è giusto che il bonus venga trasferito ai cittadini. La misura non può essere retroattiva, ma si intende riconoscere a 250.000 utenze con il primo gennaio 202 questo bonus. Leiter Reber ha evidenziato che la moione riguarda esclusivamente le ultime due tranche incassate dalla Provincia e il fatto che debbano essere trasferite alle utenze. Ha lamentato di dover “sprecare” la sua opportunitá di intervento in aula per richiamare la Giunta alle sue responsabilità e a mantenere le promesse che aveva fatto. Posta in votazione, la mozione è stata respinta con 16 sì e 18 no.

(continua)

(MC)