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Consiglio | 14.04.2021 | 18:07

Lavori Consiglio: Ripensare la pubblica amministrazione

Mozione del Team K. La seduta di oggi è terminata.

Con la mozione n. 352/20: Ripensare la pubblica amministrazione, prendendo spunto dal caso singolo di una madre, Manuela Hofer,  che per anni si era dedicata alla cura di gravi malattie del marito e del figlio, senza avere un minimo di tempo per sé perché quando non si dedicava ai famigliari era occupata in pratiche burocratiche, e rilevando che fino a prima della pandemia nessuno riteneva possibile una diffusione dello smart working come quella attuale, Alex Ploner (Team K) ha sottolineato che attualmente però, in Alto Adige, per i motivi più svariati molte persone che necessitano di contributi provinciali e devono quindi stare in contatto e comunicare con l'amministrazione provinciale devono confrontarsi con adempimenti e procedure burocratiche spesso lunghe, faticose e complicate, tanto che  in alcuni casi, gli aventi diritto preferiscono addirittura rinunciare ai benefici piuttosto che dover affrontare i complessi moduli e la giungla degli uffici. Egli ha aggiunto che la Provincia autonoma di Bolzano ha, ovvero avrebbe, lo spazio di manovra nonché il dovere di semplificare il carico burocratico, soprattutto nei confronti delle fasce più deboli e bisognose di tutela, e di accorciare il più possibile le procedure amministrative, ma la digitalizzazione della pubblica amministrazione ha creato in molti casi più confusione di quanto non abbia semplificato i processi. L'amministrazione della Provincia dovrebbe essere in grado di offrire soluzioni sempre più semplici e orientate al cittadino, e per raggiungere questo obiettivo, si potrebbe istituire un’istanza intermedia tra la pubblica amministrazione e i cittadini, un "social coach" che in una fase iniziale sosterrebbe le categorie di persone particolarmente vulnerabili nella comunicazione e nell'interazione con la pubblica amministrazione. Il consigliere chiedeva quindi di impegnare la Giunta provinciale (1) a istituire un gruppo di lavoro sul tema "social coach" al fine di approfondire l’idea di un’istanza di raccordo tra l’amministrazione provinciale e i cittadini per la gestione delle procedure burocratiche e per sviluppare un modello concreto; (2)  a condurre un'indagine sugli oneri burocratici e sulla semplificazione delle procedure che gravano sulle misure di sostegno a favore delle categorie particolarmente vulnerabili come gli anziani, le persone con disabilità, gli assistenti familiari e i genitori single, affinché vengano individuate le loro esigenze e messe rapidamente in campo delle misure mirate.
La proposta è stata sostenuta da Brigitte Foppa (Gruppo verde), che ha evidenziato come in quest’ambito la pubblica amministrazione non sia attiva, al contrario del volontariato. Si pretende che sia il cittadino a recarsi al servizio. La consigliera ha portato l’esempio di un’iniziativa scolastica a Berlino, dove era l’insegnante a recarsi presso la famiglia, e invitato ad adottare un nuovo atteggiamento per approcciarsi a determinate categorie.
Il tema riguarda moltissime persone, comprese quelle che si dedicano alla cura dei famigliari  non hanno tempo di recarsi in un ufficio, ha confermato Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ricordando l’esperienza della sua famiglia con una nonna bisognosa di assistenza continua in casa. Molte persone non sanno a volte nemmeno quali contributi o sussidi possono avere, una prima consulenza online potrebbe essere utile.  
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha rilevato che il principale problema della burocrazia è la ridondanza, quindi l’introduzione di una figura professionale intermedia potrebbe quasi complicare ulteriormente la procedura: sarebbe forse più opportuno potenziare l’accessibilità di servizi di sportello e ascolto degli uffici provinciali e dei distretti sociali, dotandoli di strumenti idonei ad assistenza e consulenza. Ha aggiunto che ci sono sul territorio i sindacati che offrono certi servizi, le associazioni degli anziani, gli enti parrocchiali che si muovono in questa direzione, e che l’elevata burocrazia dipende da una scarsa chiarezza a livello normativo. Bisognerebbe quindi intervenire semplificando norme e bandi. Molto positivo è invece il punto (2) della mozione.
Paul Köllensperger (Team K), co-firmatario, ha rilevato che si tratta di fare in modo che l’amministrazione vada incontro ai cittadini. La digitalizzazione dovrebbe essere offerta come facilitazione per i cittadini, non per l’amministrazione; il social coach può in quest’ambito offrire molto, occupando questo spazio vuoto tra amministrazione e cittadinanza. In tempi di Covid, si tratta di un'offerta interessante anche per malati e anziani
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha evidenziato che l’immagine della pubblica amministrazione non è così negativa, e ricordato che in passato nei paesi c’era sempre qualcuno che interveniva per altri andando in città ed effettuando commissioni. Ora non solo i cittadini sanno a chi rivolgersi, ma ci sono anche tanti uffici in loco. Egli ha quindi respinto le premesse e chiesto votazione separata dalla parte deliberante.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha rilevato che è necessario intervenire in tutti i settori della burocrazia per dare informazioni corrette ai cittadini, anche senza coach, per esempio, riassumendo e illustrando chiaramente le singole misure. Invece attualmente è necessario studiare vari siti per trovare le singole prestazioni. Il punto (2) è quasi più importante del punto (1); bisogna semplificare intervenendo a tutti i livelli, anche i consiglieri provinciali devono dare un contributo per questa semplificazione. Egli avrebbe sostenuto la mozione. 
Josef Unterholzner (Enzian) ha apprezzato la proposta, che era migliorativa. Tutto l’apparato pubblico andrebbe ripensato e ristrutturato, il problema non è il personale ma le procedure: bisogna semplificare e accorpare. Andrebbe promosso un processo con l’obiettivo di ridurre l’apparato ogni anno del 5%, ma a questo scopo ci vogliono strategia e volontà, bisogna ridurre, semplificare e smaltire.
Peter Faistnauer (Team K), cofirmatario, si è agurato che non tornassero i tempi in cui nei paesi c’era una persona che si occupava di andare negli uffici, perché in genere questa rappresentava un partito.
Helmuth Renzler (SVP) ha ritenuto che la proposta non sarebbe male in teoria, ma nella prassi la situazione è diversa. Serve un cambiamento nell’atteggiamento dei dipendenti pubblici verso i cittadini, che non vanno considerati richiedenti ma clienti.  Gli intermediari citati da Staffler hanno fornito buoni servizi, si potrebbe pensare a individuare in ogni comune delle persone che possano facilitare l’accesso dei cittadini ai servizi.
L’ass. Waltraud Deeg ha considerato il servizio di prossimità come un buon approccio, più comune nei paesi nordici. Lì, per esempio, i postini sono utilizzati per una varietà di servizi. La figura del social coach non è nuova, e in particolare si sono distinte in questo senso le ACLI, ma ci sono già dei servizi che si recano dalle persone, come EOS o ELKI, oppure le ostetriche, oppure i servizi di pasti caldi per anziani, volontari nell’agricoltura; non è chiaro cosa si propone di nuovo. Nell’ambito della cura, come si puó rilevare dalla homepage della Provincia nel settore, sono già esistenti tanti servizi in quest’ambito. Per portare tutti i servizi a domicilio, tuttavia, non basterebbe l’attuale disponibilità di personale. Si sta valutando, anche nell’ambito del Piano sociale provinciale, su come sviluppare ulteriormente questi servizi, e va comunque riconosciuto il buon lavoro del servizio pubblico e dei relativi collaboratori. Garantire anche trasparenza e correttezza comporta però anche dei rallentamenti. Alex Ploner ha replicato che non voleva parlare male dell’amministrazione pubblica, andava detto però che qualche tassello non funzionava. Dire che non ce la si farà mai a compiere quanto chiesto nella mozione non basta, bisogna cambiare. I consulenti sarebbero utili anche alle associazioni, e ha ragione Renzler: vanno rispettate maggiormente le esigenze degli utenti. Non ci si può affidare sempre ai volontari, c’è bisogno di un ripensamento. La mozione non richiedeva di istituire domani il social coach, ma di creare un gruppo di lavoro sul tema.
L’ass. Waltraud Deeg ha respinto la critica di aver voluto trovare delle scuse, invitando Ploner ad informarsi meglio per non presentare le cose così come non sono. Alessandro Urzì ha criticato che fosse subentrata l’abitudine degli assessori a voler sempre intervenire per avere l’ultima parola, il pres, Josef Noggler ha replicato che era stato definito in cosa consisteva il fatto personale. Messa in votazione, la mozione è stata respinta: le premesse con 11 sì, 20 no e 4 astensioni, il punto (1) con 15 sì, 19 no e 1 astensione, il punto (2) con 16 sì e 19 no.

Josef Unterholzner (Enzian) ha quindi presentato la  mozione n. 396/21: Recovery Plan - fondo per la ricostruzione (emendata), che sarà discussa domani.

La seduta di oggi è terminata.

(MC)