Contenuto principale

Consiglio

Consiglio | 14.04.2021 | 13:17

Lavori Consiglio: Biodiversità, dotazione organica della scuola italiana – CON VIDEO e FOTO

Mozioni di Team K, Alto Adige nel cuore – Fratelli d’Italia.

Link foto: https://www.flickr.com/photos/landtagconsigliocunsei/ (Consiglio/Werth)

Link immagini video (GNews) :https://we.tl/t-tI7QTB8wJK

 

In apertura del tempo dedicato alla trattazione delle proposte delle opposizioni, Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha segnalato che l’assenza dell’ass. Widmann, che comportava il rinvio della sua mozione sul Pronto soccorso psicologico, seppur giustificata, era problematica: il presidente Josef Noggler ha replicato che l’assessore avrebbe comunque risposto alla mozione una volta presente.

Peter Faistnauer (Team K) ha quindi presentato la mozione n. 186/19: Misure a salvaguardia della biodiversità (emendata), con la quale, segnalando che il fenomeno dell'estinzione delle specie ha ormai assunto una portata senza precedenti nella storia dell'umanità ed è tuttora in costante aumento, che tre quarti degli spazi naturali dei continenti e due terzi degli oceani sono già stati gravemente alterati dall'uomo e che la tutela della biodiversità della flora e della fauna sta assumendo un'importanza crescente, evidenziava che la varietà delle specie rappresenta una ricchezza per l’uomo e l'ambiente, tanto che il più recente rapporto delle Nazioni Unite esorta ad adottare misure per la conservazione della biodiversità. Egli chiedeva quindi di impegnare la Giunta provinciale a 1. a ridistribuire le competenze in materia di biodiversità come segue: a) il Museo di scienze naturali con l’annesso Biodiversity Center coordinerà la ricerca e lo sviluppo di programmi e interventi per la conservazione e il miglioramento della biodiversità coinvolgendo anche altri istituti di ricerca; b) la ripartizione 28 realizzerà i programmi e gli interventi in collaborazione con le esperte e gli esperti delle ripartizioni 31 e 32, dove verranno definiti obiettivi nonché avviate, autorizzate e commissionate azioni, vigilando sulla loro attuazione; c) il centro di sperimentazione Laimburg, il Centro di consulenza per la fruttiviticoltura e BRING avranno lo stesso mandato politico di concentrare le loro attività sulle ecologizzazione dell’agricoltura; 2. a dotare al più presto gli uffici e le istituzioni di cui al punto 1 delle risorse finanziarie e umane necessarie per lo svolgimento di tali ulteriori funzioni; 3. a quantificare, nelle relazioni ambientali che accompagnano gli strumenti di pianificazione urbanistica, le prestazioni a livello di ecosistema mediante un conto economico dell’impatto a lungo termine derivante dalla sistemazione o trasformazione di terreni e aree; a prevedere da subito rapporti ambientali obbligatori con prestazioni ecosistemiche quantificate per tutti i progetti con rilevanza ambientale, quali piste da sci e infrastrutture, nuove zone edificabili, cambi di destinazione “da verde a verde”; 4. a prevedere in futuro nel piano paesaggistico e urbanistico, nel caso dei cosiddetti cambi di destinazione “da verde a verde”, l’obbligo di gestire ecologicamente l’intera azienda agricola del richiedente, per una maggiore biodiversità; 5. a prevedere nella legge provinciale esistente o mediante nuova legge che almeno il 5-10% della superficie agricola per azienda debba essere destinato ad aree di compensazione (nicchie ecologiche) sotto forma di strutture singole (ad esempio pianticelle) o lineari (siepi, sentieri, torrenti, ecc.), prendendo ad esempio la vicina Svizzera, che prevede una quota obbligatoria del 7% per le zone di pianura e di montagna; il mancato rispetto di questa disposizione comporterà per l’azienda la perdita del diritto a beneficiare di qualsiasi contributo per l’agricoltura; 6. a richiedere ai beneficiari di tutti i contributi e finanziamenti pubblici nel settore dell'agricoltura un’adeguata documentazione delle prestazioni ambientali, con relativo elenco redatto da una commissione di esperti e di esperte e periodicamente aggiornato, anche con il coinvolgimento delle ONG, delle associazioni ambientaliste, dei centri di consulenza per l’agricoltura, del centro di sperimentazione Laimburg e di altri istituti di ricerca universitari, garantendo un'equilibrata presenza di rappresentanti dell’agricoltura e delle organizzazioni ambientaliste; 7. a favorire la creazione di habitat per flora e fauna concedendo contributi pubblici solo per interventi proattivi, mentre per tutti i contributi ad effetto contrario non ci saranno più finanziamenti all’agricoltura (ad esempio, sì alla costruzione di muri a secco senza materiali leganti quali il cemento, no alla realizzazione di terre armate e muri ciclopici); tutti i contributi all’agricoltura dovrebbero essere uniformati e liquidati attraverso lo stesso pool (vedi ÖPUL in Austria); 8. a inserire la biodiversità nei programmi didattici di tutte le scuole di ogni ordine e grado, adeguando in tal senso le indicazioni provinciali; 9. a fornire direttamente ai/alle responsabili delle aziende agricole, tramite gli uffici competenti dell’amministrazione provinciale, informazioni specifiche e dettagliate sul tema della biodiversità, prevedendo corsi di aggiornamento obbligatori in materia, soprattutto per i giovani agricoltori, abbinati al premio per i giovani agricoltori, tenendoli periodicamente aggiornati mediante fogli informativi o corsi di perfezionamento o di aggiornamento; 10. ad attuare interventi mirati al fine di informare la popolazione in maniera incisiva e convincente sull’importanza e sui vantaggi della biodiversità: a) favorire la comunicazione tra gli agricoltori e i consumatori riguardo ai prodotti coltivati, offerti e trasformati; b) sviluppare la campagna di promozione turistica “Il gusto dell’Alto Adige” nell’ottica di una nuova posizione strategica di mercato.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha annunciato sostegno alla mozione, auspicando che la Giunta ne cogliesse lo spirito.
Franz Ploner (Team K), cofirmatario, ha rilevato che la biodiversità non riguarda solo flora e fauna, ma anche il benessere e la qualità della vita dell’uomo. Ha fatto quindi riferimento agli interventi sul bosco ripariale di Bressanone, da molti apprezzato e vissuto. La pandemia da Covid-.19 dimostra una volta di più l’importanza di vivere in un ambiente sano, inoltre, la distruzione di aree naturali causa catastrofi naturali. La stessa IDM sottolinea la molteplicità dell’ambiente naturale altoatesino e la relativa sostenibilità nei suoi interventi di marketing.
Franz Locher (SVP) ha ricordato che metà della superficie altoatesina è costituita da boschi, e un’alta percentuale da alpeggi, ghiacciai e altro. Gli agricoltori non sono contrari alla mozione, ma va detto che si sta facendo già molto. Faistnauer sa bene quanto è complicata a livello burocratico la trasformazione del bosco, con cambio di destinazione; quando si cambia da verde a verde non deve derivarne un obbligo ecologico. Giusto è porre regole chiare, ma non è opportuno complicare tutto facendo scappare gli agricoltori. Egli avrebbe votato contro.
Secondo Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche), non c'è una biodiversitá buona e una cattiva, una da perseguire e una da combattere; egli ha inoltre ritenuto che il documento fosse troppo confinato al mondo agricolo, quasi che il contadino fosse l’unico baluardo a tutela della natura in Alto Adige. L’accenno alla pianificazione urbanistica riflette una concezione datata, bisogna pensare all’ambiente in modo dinamico: non basta l’hardware, va considerato anche il software, per esempio i movimenti delle persone nel tempo libero. La proliferazione delle attività outdoor richiederebbe un confronto organico tra operatori turistici e altri soggetti, tra cui contadini e cacciatori. Va rotto il monopolio che vincola al mondo rurale quale unico plasmatore del territorio.
Paul Köllensperger (Team K), cofirmatario, ha rilevato che anche i contadini sono molto favorevoli all’ecologizzazione dell’agricoltura, ora però bisogna investire nella tutela della biodiversità. Il mercato è pronto a questo cambiamento, ad assorbire più prodotti bio. In Isvizzera ci sono esempi molto positivi di trasformazione riuscita, che si potrebbero emulare. I contadini vanno sostenuti e premiati per l'agricoltura sostenibile.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha apprezzato la proposta, dicendosi però scettico sul fatto che la responsabilità fosse assegnata quasi esclusivamente all’agricoltura. Penalizzare certi interventi, che sono necessari, è problematico. In quanto al mercato, egli si è detto scettico sul fatto che fosse così pronto. La popolazione va educata a questo valore aggiunto, cominciando dalle scuole. Un’azione in questo senso favorirebbe anche un turismo di qualità.
In quanto agricoltore, ha detto Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) egli teneva alla biodiversità, tuttavia non riteneva condivisibili certi punti. Non si può  imputare solo ai contadini la riduzione della biodiversità, anche perché la stessa agricoltura dà a essa un grande contributo. La mozione vuole promuovere i muri a secco, ma anche i muri ciclopici sono orientati alla biodiversità. Manca una certa sensibilità. In quanto al  5% della superficie agricola da destinare ad aree di compensazione, non tiene conto della situazione già esistente. Positivi sono i punti (1) e (10). In Alto Adige ci sono superfici molto piccole con grande quota di biodiversità, non confrontabili con le grandi superfici del Nord Italia o della Germania. In quanto alle relazioni ambientali, sicuramente tutti gli agricoltori hanno risultati migliori delle aree edificabili, ai cui promotori esse non verrebbero richieste.
Helmut Tauber (SVP) ha rilevato che di biodiversità di sta parlando molto, e che molte iniziative se ne occupano. In quanto operatore turistico, ha rilevato la collaborazione tra i due settori agricoltura e turismo, non solo in ambito di marketing ma anche con iniziative concrete dedicate ai prodotti tipici, alla neutralità climatica, ai progetti Leader di sviluppo regionale. C’è ancora molto da fare, ma l'assessore al Turismo e all’Agricoltura ha idee molto concrete e l’IDM cerca di essere un passo avanti.
Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha condiviso l’intendo della mozione, che declina in azioni concrete il valore della biodiversità. Apprezzabile è in particolare il punto 4, relativo al bilancio aziendale delle aziende. In quanto alle cellule ecologiche, la Provincia secondo i 5 Stelle raggira l’obbligo europeo di riservare il 5% a nicchie di compensazione. Recentemente aveva incontrato dei contadini della Bassa Atesina, che gli avevano detto che sono sparite le lumache, per via dei terreni contaminati: essi avevano dimostrato quindi una certa preoccupazione a preservare la biodiversità.
L’ass. Maria Hochgruber Kuenzer ha rilevato che più del 44% della superficie altoatesina è tutelato, ci sono 7 parchi  naturali e 242 biotopi, monumenti naturali, aree Natura 2000 per 150 ettari. Poi c’è anche l’agricoltura intensiva del fondovalle. È diffusa la consapevolezza dell’importanza di preservare la natura, e la Ripartizione Parchi naturali ha iniziato a elaborare programmi estivi in collaborazione con le associazioni giovanili, per avvicinare i bambini alla natura in modo ludico. A livello di uffici e istituzioni sono già state assegnate le competenze; le Aree Natura 2000 sono individuate a livello europeo, la Provincia deve poi elaborare i relativi piani. Non solo l’agricoltura classica va considerata responsabile della biodiversità: la nuova legge urbanistica dispone che anche i Comuni se ne facciano carico. In quanto alla sensibilizzazione al punto (10), è un obiettivo molto importante per la Giunta, e  si cercheranno nuovi canali d’azione. L’ass. Arnold Schuler ha proposto una discussione approfondita sul tema in Consiglio, aggiungendo che l’obiettivo è che anche l’agricoltura sostenga la biodiversità. Essa è un plusvalore per il paesaggio e anche per posizionare e vendere meglio i prodotti, ma l’agricoltura non è l’unica responsabile. In relazione al mercato bio sono già stati raggiunti certi limiti. Sul tema della biodiversità è in atto un monitoraggio dell’Eurac, in base alle cui conclusioni si prenderanno poi decisioni. Le categorie sono sempre coinvolte, anche tramite webinar. Faistnauer ha sostenuto che ovviamente non è l’agricoltura l’unica responsabile della biodiversità: le proposte fatte si possono integrare allargandole ad altri settori. È chiaro che in certe situazioni certe misure non sono adottabili, tuttavia gli agricoltori andrebbero anche compensati per gli sforzi aggiuntivi che certi interventi richiedono, per esempio per ridurre la distribuzione del liquame.
La mozione è stata posta in votazione per parti separate e respinta a maggioranza.

Collegandosi dalla scuola Don Bosco di Bolzano, Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha presentato la mozione n. 340/20: Iniziative urgenti in termini di dotazione organica della scuola italiana (emendata). Evidenziando che la scuola era stata protagonista negli ultimi giorni del respingimento del diritto a  partecipare alle lezioni di alunni che ne avevano pieno diritto, egli ha rilevato come questo si collegasse direttamente con i disequilibri di organico e di alunni per classe tra scuola italiana e scuola tedesca: alle scuole elementari la forbice di differenza è di 5,48 alunni in più nelle classi italiane; anche gli insegnanti a tempo pieno servizio sono molti di più nella scuola tedesca: 309,68. La carenza di personale ha reso ancora più complessa anche la gestione della campagna nelle scuole per la somministrazione dei tamponi che la Provincia unilateralmente ha introdotto come condizione necessaria per la partecipazione alle lezioni in presenza; non che gli insegnanti debbano essere chiamati a compiti sanitari ma evidentemente i limitati spazi di manovra con l'attuale dotazione organica hanno gravemente limitato la somministrazione della didattica a distanza che in molte scuole è venuta a decadere o a scadere, degradata a didattica integrata, anche per mancanza di risorse professionali disponibili spesso con semplice pubblicazione sul registro elettronico di compiti senza assistenza diretta; il tema delle classi, se non sovraffollate, in ogni caso comunque mediamente più numerose, pone anche problemi ulteriori in relazione alla frequenza scolastica che fa incontrare i ragazzi in presenza in classi numerose, assieme al personale, per paradosso mentre tantissimi altri ambiti lavorativi o sociali invece vivono profonde restrizioni. Il consigliere chiedeva quindi di impegnare la Giunta (1) ad assumere iniziative urgenti e concrete per riportare, in termini di dotazione organica, la scuola a carattere statale di lingua italiana in condizione di piena parità rispetto a quelle di lingua tedesca e ladina; (2) a prevedere le misure finanziarie da adottare, già a partire dalla prossima legge di Bilancio, per ottenere tale risultato, (3) a escludere con effetto immediato forme di limitazione oggettiva dell'esercizio del diritto allo studio in presenza per gli alunni frequentanti scuole ed istituti della provincia di Bolzano come richiamato dal Decreto Legge 1 aprile 2021 n. 44, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 79 dd. 1.04.2021; (4) a escludere forme di partecipazione del personale insegnante a funzioni e mansioni estranee ai propri compiti professionali come lo screening con tamponi nasali rilevando come mansioni di carattere tecnico/sanitario (se espressamente così previsto dalle case produttrici dei tamponi) abbiano la necessità di essere gestite da personale sanitario addestrato.
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha criticato che il consigliere avesse trasformato il suo intervento in un comizio all’aperto davanti ad altre persone, ritenendolo non corretto. In quanto ai contenuti, egli era d’accordo. La scarsità del personale aveva comportato negli ultimi anni  riduzione dei servizi, e anche le segreterie erano state caricate di sempre maggiori compiti.
Urzì ha difeso la libertà di intervenire da altra sede, non essendoci la possibilità di stare in aula per tutti e 35 i consiglieri, e Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen), condividendo l'opportunità di essere in aula tutti, ha ritenuto però ipocrita la posizione di Urzì che lo richiedeva ma non veniva in aula, potendolo fare in quanto capogruppo. Brigitte Foppa (Gruppo verde) si è associata a questa posizione: certi comportamenti, seppur permessi, non sono decorosi. Gerhard Lanz (SVP) ha ricordato che si era ancora in attesa del parere dell’Azienda sanitaria sulla presenza dei 35 consiglieri in aula, e ha invitato a non strumentalizzare la situazione. La vicepresidente Rita Mattei ha chiarito che il punto in questione non è specificatamente normato in quanto si sta agendo in una situazione non normale, ma si rimanda al buon senso dei consiglieri. Non essere in aula era una scelta di Urzì, che come capogruppo avrebbe potuto esserlo. Josef Unterholzner (Enzian) ha chiesto su quale base era stato chiesto il parere dell’azienda sanitaria. Franz Locher (SVP) ha rilevato che sull’esempio di Urzì, ogni consigliere avrebbe potuto recarsi in diverse zone della provincia per perorare la propria causa, per esempio al Brennero, e definito la dimostrazione una mancanza di rispetto. 
Intervenendo sulla mozione, lo stesso Locher (SVP) ha detto che molto era stato fatto per le scuole, anche se carenza di personale era rilevabile in diversi settori. Gli assessori alla scuola stavano lavorando sodo, e molti genitori confermavano che era stata trovata in Alto Adige una strada ottimale: gli alunni erano contenti della possibilità di test nasali per poter tornare in presenza.
Brigitte Foppa (Gruppo verde), rilevando che sul tema dell’organico il suo gruppo si era già detto d’accordo in passato, ha affrontato il tema dei test, rilevando poco efficace il fatto che esso fosse messo in relazione alla frequentazione scolastica. C’è larghissima disponibilità delle famiglie a partecipare a questa azione, probabilmente anche per il grande desiderio di tornare a scuola, ma aggiungere pressione a pressione non è opportuno.
Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) si è rammaricato dell’emendamento della mozione, con la commistione di argomenti diversi. Ha criticato poi che continuasse a usare i termini “scuola italiana a carattere statale”, quasi a voler far riferimento a determinate responsabilità. La mozione originaria relativa alla disparità oggettiva tra scuola in lingua italiana e scuola in lingua tedesca era assolutamente condivisibile, perché tale disparità era intollerabile. Altre disparità erano percepite a livello nazionale anche dalla Lega, curioso era che non lo fossero in provincia. Era necessario procedere con i percorsi abilitanti speciali.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha annunciato che non avrebbe sostenuto la mozione così emendata. La scuola italiana riceve più fondi della scuola tedesca, e in questi casi Urzì non aveva mai parlato di disparità di trattamento. Anche la scuola tedesca faceva fatica a reperire nuovo personale, e a questo contribuiva anche il tipo di politica di Urzí, perché molti sudtirolesi che studiavano all’estero non vedevano riconosciuti i loro titoli di studio. In merito alle lezioni in presenza, il suo gruppo aveva depositato una mozione. In quanto al comportamento di urzì, in ogni classe scolastica c’è l'elemento che vuole farsi notare, la questione fondamentale è il rispetto che porta al suo mandato. Andava detto che il Consiglio provinciale è uno dei pochi Parlamenti europei che ha continuato a lavorare, in forma digitale.
Josef Unterholzner (Enzian), evidenziando che non ci dovrebbe essere differenza di disponibilità di organico nelle tre scuole,  ha evidenziato l’inattendibilità dei test rapidi, rilevata anche da virologi esperti, e aggiunto che il test è un peso per i bambini, che vi sono praticamente costretti. In quanto ai vaccini, secondo studi israeliani per i vaccinati il rischio di contagio è maggiore: bisognerebbe tenere conto di questi dati.
Alex Ploner (Team K) ha rilevato che Urzì aveva solo mostrato cosa si poteva fare con Zoom e quali pericoli vi fossero connessi; ha aggiunto che carenze di personale docente comportano carenze nella formazione dei giovani, pertanto il relativo punto andava sostenuto. In quanto ai test, il fatto che la Giunta avesse esercitato una pressione aveva causato problemi. Non è vero che tutti gli alunni erano tornati a scuola, nelle superiori la quota era del 75%, anche perché non era stato adeguato il sistema dei trasporti.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha chiarito che in tutte le scuole c’è carenza di personale, soprattutto nei centri più grandi, anche a causa della presenza di alunni che non parlano la lingua di insegnamento. È giusto adeguare il personale sia nelle scuole di lingua tedesca che in quelle di lingua italiana. In quanto ai punti (3) e (4), i test non rappresentano una violazione della libertà. Importante è che la vaccinazione resti volontaria.
Gerhard Lanz (SVP) ha replicato a Unterholzner che anche gli esperti che sostengono che i test non sono sicuri, come Drosten, invitano comunque a puntare su questi, associandoli ad altre misure. L’obiettivo è quello di tornare alla normalità, per non passare un altro anno come l’ultimo, ma le misure richiedono un piccolo contributo dal singolo, come appunto il test nasale. La situazione è in costante mutamento e non sempre si avrà una soluzione ottimale, ma ogni problematica va affrontata con nuove iniziative. In quanto alla carenza di personale, può essere risolta con le possibilità già esistenti.

La discussione della mozione proseguirà nel pomeriggio. I lavori riprendono alle 14.30.

(MC)