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Consiglio | 13.04.2021 | 18:10

Lavori Consiglio: Interrogazioni su temi d’attualità - 2

Presentate da consiglieri e consigliere alla Giunta provinciale, riguardavano il Passaporto Verde europeo, l’anticipo della liquidazione ai dipendenti pubblici, funivia di S. Genesio, SPID in lingua tedesca, retribuzione delle persone addette alle pulizie, assegnazione d’ufficio del livello assistenziale. La seduta di oggi è terminata.

Attualmente si parla molto del cosiddetto Passaporto verde europeo – che serve ad attestare una vaccinazione anticovid, un test PCR o antigenico o una guarigione dal COVID-19. Pare che a partire dall’1 giugno del 2021 otterrà il via libera e potrà dunque essere utilizzato anche nel turismo: lo ha segnalato Ulli Mair (Die Freiheitlichen) chiedendo alla Giunta se un “passaporto verde” che attesta una vaccinazione o una guarigione da COVID-19 equivale a un “passaporto verde” dato a chi risulta negativo a un tampone, e, se no, per quali ragioni, che validità ha un passaporto verde che attesta l’essere stato vaccinato o l’essere guarito dal COVID-19, quanto sarà valido il “passaporto verde” che attesta l’esito negativo di un tampone, chi si occuperà di tutta la parte tecnica del “passaporto verde” per il turismo in Alto Adige, chi metterà a disposizione degli alberghi e degli esercizi ricettivi i software o eventualmente l’hardware necessaria, chi paga le relative misure che verranno adottate nel turismo, se la Giunta provinciale parte dal presupposto che con l’arrivo del “passaporto verde” gli alberghi e gli esercizi ricettivi potranno riaprire le loro porte al più tardi il primo di giugno del 2021, e, se sì, se dovranno munirsi di un passaporto verde anche tutti gli operatori turistici. L’ass. Arnold Schuler ha chiarito che si tratta di un’iniziativa europea, e che i Ministri si sono incontrati a livello UE per decidere. Se si vuole aspettare che il tasso di incidenza sia inferiore a 50 ovunque in Europa non sará possibile muoversi liberamente; nelle ultime settimane si ßé visto che le prognosi possono continuamente cambiare, e la cosa peggiore per il turismo è l’insicurezza: per questo il passaporto verde potrebbe essere una soluzione. La Provincia ha cercato di anticipare questo Passaporto Verde per riaprire anche altri settori molto colpiti, per esempio le scuole: da qui l’obbligo dei test nasali. Gli alberghi non avranno bisogno di munirsi di ulteriori software o hardware, sará sufficient che chi ha il passaporto verde mostri un codice QR. Si tratta di un’ottima soluzione che si spera di mettere in atto presto. A livello europeo verranno create le condizioni generali, ma poi dipenderà anche dai singoli Stati. Gli alberghi in questo momento sono aperti, la vera domanda è quando potranno venire i turisti dall’estero.
Ricordando la sua mozione relativa all’anticipo della liquidazione ai dipendenti pubblici, cosa possibile per la Provincia, e l’impegno ad attuarla nel quadro delle risorse finanziarie  e di personale a disposizione ed elaborando gli arretrati, Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha chiesto a quanto ammontano i mezzi messi a disposizione e per quanto tempo e quando si intende iniziare a smaltire il lavoro arretrato e in quanto tempo lo si completerà. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha chiarito che sono stati messi a disposizione 35 milioni l’anno, di cui 10 a carico della Provincia e 25 a carico dell’INPS. Per procedere serve un accordo tra Provincia e INPS; 105 milioni € saranno distribuiti sugli esercizi 21/22 e 22/23; saranno necessarie 10-12 unità di personale a tempo pieno. Per una tale misura servono entrate da bilancio ordinario, in quanto la Provincia non può assumere debiti, ma in periodo di pandemia sono prioritarie altre spese, quindi il tutto dipende dalle trattative con il Ministero delle Finanze per il risanamento del debito pubblico. 
La funivia di S. Genesio, inaugurata nel 1937 e modernizzata l’ultima volta nel 2000, non è in funzione dal 22 novembre scorso: lo ha ricordato Hanspeter Staffler (Gruppo Verde), segnalando che  nel 2017 era stato presentato, come si può leggere  sulla homepage di SüdtirolMobil, un "primo progetto complessivo per la nuova funivia", e che dalla stessa pagina risulta che il relativo concorso di architettura era stato completato nel 2018 e che però l'inizio della costruzione "dipende dal finanziamento disponibile e attualmente non è ancora fissato". Il consigliere ha quindi domandato se la pianificazione è già stata completata o quando lo sarà, quando è prevista la gara d'appalto per i lavori di costruzione, quando inizieranno e finiranno i lavori di costruzione secondo il piano della Giunta, quali sono i costi totali previsti e chi li sosterrà. L’ass. Daniel Alfreider ha chiarito che si tratat di una delle funivie più importanti e storiche della provincia. Da alcuni anni essa necessita di un ammodernamento, e si è provveduto alla progettazione. Quest’anno sono stati creati i presupposti urbanistici, e ora si potrebbe procedere a gara, però ci sono costi elevati: si tratta di 26 milioni di €, che aprono interrogativi. L’attuale pandemia rende necessari finanziamenti alternativi. Si è pensato anche al recovery fund o altri fondi, ma manca ancora la conferma definitiva; se si riuscir´ßa a partire coi lavori nel 2022, si terminerà nel 2024. Le funivie dovrebbero rientrare nel recovery Fund, nonostante il ridimensionamento di questa misura.
Con delibera n. 22/2020, la Giunta provinciale ha stipulato una convenzione con la società “Lepida” per l’attivazione dell’identità digitale online, SPID, con l’obiettivo di facilitare l’accesso alla cittadinanza, ma nonostante alcune dichiarazioni contrastanti, non è tuttora possibile registrarsi in lingua tedesca: Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ne ha chiesto motivazione alla Giunta, domandando inoltre  se la convenzione è stata pagata e quanto, cosa intende fare l’esecutivo perché SPID (fornito da Lepida) possa essere attivato anche in lingua tedesca, per quale motivo la Giunta provinciale non è riuscita a garantire un’iscrizione a SPID in tedesco essendo passati ormai tre anni dalla disattivazione dell’account “eGov-Account” della Provincia. Tutto questo era una discriminazione e doveva avere delle conseguenze. Il Presidente della Provincia Arno Kompatscher ha chiarito che le condizioni per creare un servizio in tedesco erano state attuate nel settembre del 2020, ma dell’implementazione erano responsabili i Comuni; a causa della pandemia la formazione si era conclusa solo nel marzo 2021, spettava a Lepida mettere online la versione bilingue. Nulla era stato pagato, la convenzione era gratuita. La giunta stava cercando di mettere a disposizione tutti i servizi digitali anche in tedesco, come fatto per esempio per “io”, purtroppo con SPID le cose erano andate diversamente ed era vero che dopo 3 anni il servizio ancora mancava. CI si augurava di risolvere la situazione a breve.
Riferendo del caso di una addetta alle pulizie che lavora in un asilo nido per 7,80 euro lordi all’ora,  sotto contratto con un consorzio che le versa questo stipendio, e rilevando che  a fronte del costo della vita molto alto in Provincia, un trattamento tariffario di questo genere pare veramente insostenibile, Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha chiesto se questa informazione può corrispondere al vero, se i contributi della Provincia di Bolzano per l’assistenza alla prima infanzia sono legati a un salario minimo per le addette alle pulizie e se sì a quanto ammonta la tariffa concordata, se no, perché non viene garantito un salario minimo, e in che modo può vivere un addetto/a alle pulizie con uno stipendio del genere. L’ass. Philipp Achammer ha riferito che per il personale di pulizia nelle microstrutture in cooperativa è da applciare la tariffa natzzioale pari a 8,69 € lordi. L’ass. Waltraud Deeg ha spiegato che tali costi sono legati al salario minimo che è di 12 € IVA esclusa, in base alle dimensioni della struttura; il pagamento del personale che non si occupa direttamente dei bambini non è però legato a questi contratti. Ovviamente, chi non guadagna più di 1.200 € al mese non ha grande margine in Alto Adige, si è in contatto con l’Ispettorato del Lavoro per verificare.
La delibera della Giunta provinciale n. 470/2020 prevede l’assegnazione d’ufficio del livello assistenziale, e nella risposta all’interrogazione n. 8/2/2021 su temi di attualità, l’assessora competente aveva riferito di 25 dipendenti che si prenderanno cura delle assegnazioni: lo ha segnalato Maria Elisabeth Rieder (Team K), aggiungendo che allo stesso tempo ci sono però molti posti vacanti, soprattutto tra gli infermieri e le infermiere, assegnati/e ad altri servizi, e domandando alla Giunta quanti sono tali posti, se la prima assegnazione del livello assistenziale avviene tuttora d’ufficio, in che modo viene assegnato esattamente e quanto tempo passa dalla presentazione della domanda fino all’assegnazione e al versamento dell’assegno di cura, quanti infermieri/e sono stati sottratti a questi uffici, in quali comprensori sanitari e per quali servizi e se si sta cercando di far ritornare questo personale per ridurre i tempi di attesa per le assegnazioni del livello assistenziale. Attualmente ci sono 8 posti vacanti, di cui 3 per infermieri e 5 per i distretti sociali, ha risposto l’ass. Waltraud Deeg, chiarendo che i team non sono divisi per comprensori ma per zone. Ci sono attualmente 4 team di assegnazione sottorappresentati;durante il primo lockdown quasi tutte le forze infermieristiche sono state trasferite da questi servizi alle RSA. Attualmente non è prevedibile un aumento del personale e quindi è difficile dire quando avverrá questa assegnazione d’ufficio del livello assistenziale. Si cercherà di velocizzare i tempi delle assegnazioni con misure transitorie. BIsogna poi valutare cosa è migliorabile: in Austria, per esempio, non ci sono di riassegnazioni, tranne i n caso di assegnazione temporanea.

La seduta è ora terminata: la trattazione delle interrogazioni proseguirà domani mattina.

(MC)