Contenuto principale

Consiglio

Consiglio | 13.04.2021 | 17:27

Lavori Consiglio: Interrogazioni su temi d’attualità - 1

Presentate da consiglieri e consigliere alla Giunta provinciale, riguardavano il macello di Bolzano, servizio mensa nei ristoranti, statale Dobbiaco-Cortina, Decreto Sostegni, gara d’auto al Passo Furcia, madrelingua del personale degli uffici provinciali, nuova sede per Ötzi, distretto socio-sanitario Oltrisarco-Aslago. (continua)

Nella Missione 2 del Recovery fund, denominata "Green Revolution and Ecological Change", alla voce “Green priority – superfici” è citato il progetto “Costruzione del macello pubblico di Bolzano", cui corrispondono 8 milioni: lo ha segnalato Brigitte Foppa (Gruppo Verde), aggiungendo che in provincia di Bolzano esistono più di 40 macelli, pubblici e privati, piccoli e grandi, che - nel contesto del problema generale dell'uccisione di animali per il consumo umano - assicurano la possibilità di piccoli cicli nell'offerta locale e il benessere degli animali con trasporti il più brevi possibile. Evidenziando che non deve accadere che un macello centrale riceva un sostegno speciale a spese degli altri, la consigliera ha chiesto come si giustificasse questo progetto  all’interno della strategia “rivoluzione ecologica”, quali vantaggi offrisse un macello centrale in termini di carico degli animali, qualità del trasporto, tempo di attesa prima dello scarico e prima dell'abbattimento, qualità dello stordimento e dell'abbattimento, quale fosse la strategia generale di distribuzione dei capi una volta completato il macello centrale e se non si dovesse invece incoraggiare la macellazione decentralizzata. L’ass. Arnold Schuler ha chiarito che il macello di Bolzano esiste da più di 40 anni: esso è troppo grande e presenta problemi di adeguamento alle normative. Strutture grandi ci sono anche a Bressanone e Merano, poi ci sono altre 40 piccole strutture nei comuni. La Giunta sostiene anche  la macellazione presso i masi, e intende aumentare la percentuale di auto-approvvigionamento della carne, il che richiede una riconversione alla produzione intensiva. I vantaggi del macello di Bolzano è che si trova vicino al capannone delle aste ed evita trasporti più lunghi. La strategia globale è di una macellazione decentralizzata, ma ci vuole anche una struttura centrale. La nuova costruzione sarà più piccola, rispettando l’areale originario.
Innumerevoli imprenditori, lavoratori e dipendenti in Alto Adige devono attualmente pranzare in cantiere, all’aperto, negli uffici o altrove – cosa per cui alcuni di loro sono stati addirittura sanzionati dalle cosiddette forze dell’ordine, mentre i ristoranti nelle regioni italiane classificate in “rosso” (come, ad esempio, il Trentino) possono continuare a offrire un servizio mensa alle imprese: lo ha segnalato Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), domandando alla Giunta perché essa è convinta che in Alto Adige debbano valere regole più severe che nelle regioni in rosso, sulla base di quali dati epidemiologici è stata presa questa decisione e come intende rimediare a questo esempio di cattiva amministrazione. L’ass. Arnold Schuler ha segnalato che per ridurre i contagi e contenere la pandemia si possono prendere anche decisioni discordanti da quelle statali, e  le decisioni vengono prese sulla base dei dati locali e delle valutazioni: ora infatti questa decisione è stata modificata, e i ristoranti possono offrire servizio mensa laddove c’è contratto di servizio. Non ci sono corsie preferenziali per i dipendenti provinciali, ma per quelli della Protezione civile o dei servizi di sicurezza.
La statale tra Dobbiaco e Cortina è spesso chiusa al traffico, perché bloccata da frane o lavine, tanto che da inizio dicembre 2020 fino ai primi di febbraio 2021, la strada non è percorribile per 17 di seguito: lo ha segnalato Gerhard Lanz (SVP) ricordando che si tratta di un asse di grande importanza strategica per il turismo, anche in vista delle Olimpiadi invernali del 2026, e chiedendo quindi alla Giunta a chi competono le decisioni sulla chiusura della statale, a chi spetta riaprirla, chi si assume la responsabilità civile in merito, cosa si intende fare per garantire che la strada sia percorribile in sicurezza e se viene presa in considerazione anche l’ipotesi di regolamentare il traffico pesante. L’ass. Daniel Alfreider ha chiarito che la statale in questione è molto importante in quanto di collegamento con il Veneto, al di là delle Olimpiadi invernali. la sicurezza di chi transita va garantita. In merito alla chiusura per motivi di sicurezza la competenza è del Servizio Strade dell’Alto Adige, soprattutto in caso di rischio frane e slavine, la stessa competenza vale per la riapertura, a volte con pareri di apposite commissioni; anche la responsabilità civile è del Servizio Strade. I tratti della strada più a rischio, in particolare a nord del lago, sono oggetto di misure di sicurezza per evitare nuove chiusure. Questo vale anche per altri tratti stradali, con fondi che saranno messi a disposizione per le Olimpiadi. In quanto alla limitazione del traffico pesante, si stanno facendo valutazioni anche riguardo ad altre strade, al fine di stendere un relativo Piano. Attualmente non c’è un sistema di allerta che avvisi i camionisti delle chiusure, ma la Centrale viabilità dà queste allerte via web e radio.
Il “Decreto sostegni” prevede tra l’altro contributi per imprenditori e liberi professionisti, nonché agricoltori, che non hanno superato nel 2019  i 10 milioni di fatturato, mentre nel 2020 il fatturato deve essere almeno il 30% inferiore di quello del 2019: per i liberi professionisti e in particolare i maestri di sci, questo è un grande problema, perché lavorando nella stagione invernale non possono prendere come riferimento l’anno solare, e questo fa sì che molti non rientrino nei parametri. Lo ha spiegato Josef Unterholzner (Enzian), chiedendo alla Giunta se è possibile in questo caso e in casi analoghi un calcolo legato alla stagione e non all’anno. L’ass. Arnold Schuler ha riferito che la competenza sarebbe dello Stato, ma dato che i ristori erano ridotti, la Provincia è intervenuta per reperire il capitale senza indebitarsi. Si tratta di 700 milioni, che probabilmente diverranno 800, e la scorsa settimana in due sedute della Commissione Turismo sono stati valutati i criteri di distribuzione: la proposta attuale prevede 40 milioni per i maestri di sci registrati nell’Albo, 2.500 in Alto Adige. È stato proposto anche che la Provincia possa decidere sulla distribuzione.
Riferendo di essere venuto a conoscenza di una gara d’auto attraverso il Passo Furcia organizzata il 5 marzo scorso, Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) si è detto piuttosto perplesso in merito, trovandosi tra l’altro in un periodo in cui si può utilizzare la propria macchina soltanto per ragioni di massima urgenza, e ha chiesto alla Giunta se la gara fosse stata autorizzata, ovvero se enti locali e amministrazione comunale interessata ne erano a conoscenza e, se sì, sulla base di quale normativa fosse stato dato il via libera e da parte di chi, se no, quali conseguenze ne scaturissero per gli organizzatori. ha chiesto inoltre, se, viste le disposizioni attualmente in vigore per contrastare la pandemia, fosse veramente accettabile svolgere delle gare d’auto e sulla base di quali normative e se la Giunta provinciale sapeva della gara in questione. Il Presidente della Provincia Arno Kompatscher ha detto risposto che i Comuni ne erano a conoscenza, ma si trattava non di una gara bensì di un transito di auto storiche, previsto dal Calendario CONI riguardante le sfilate di auto storiche. Questi eventi sono previsti dal Decreto Legge del primo ministro Draghi. LA responsabilità è della presidente della Winter Race Rossella Labate. NOn era previsto che la Giunta dovesse esserne a conoscenza.
Facendo riferimento alla distribuzione dei gruppi linguistici negli uffici provinciali, Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha domandato se esistono uffici con collaboratori appartenenti al gruppo linguistico italiano per una quota superiore al 50% e quali sono. IL Presidente Arno Kompatscher ha risposto che ci sono unità organizzative in cui più del 50% dei collaboratori si è dichiarato appartenente al gruppo linguistico italiano; l'assunzione nel servizio provinciale avviene comunque in base alla proporzionale rilevata dal censimento. In quanto al personale insegnante vale il principio non della proporzionale ma della madrelingua, anche per il personale amministrativo. Il Presidente ha quindi citato le unità organizzative con percentuale di dipendenti di lingua italiana maggioritaria.
12.22 Facendo riferimento alla risposta data a un’interrogazione posta a marzo, vale a dire che i criteri per la valutazione della nuova sede per Ötzi sarebbero stati elaborati e soppesati sulla base delle valutazioni dei diversi interlocutori, e a quella data a un’interrogazione del giugno 2019, in base alla quale sarebbe stato costituito un gruppo di lavoro per definire i criteri di valutazione, nonché alla prevista commissione sovraregionale di esperti per lo studio della nuova sede nonché all’incarico che sarebbe stato dato a un’agenzia, e riferendosi in particolare allanalisi effettuata dalla Sinloc, Paul Köllensperger (Team K) ha chiesto se il gruppo di lavoro che doveva occuparsi della definizione dei criteri non era quindi mai stato costituito, quali esperti sovraregionali erano stati sentiti e quali interlocutori interpellati, chi aveva definito quali sono le superfici minime ovvero la cubatura minima necessaria. Il Presidente della Provincia Arno Kompatscher ha chiarito che l’analisi è stata affidata alla Sinloc di Padova in quanto esperta del settore; l’azienda ora consulterà esperti e cittadini in quanto stakeholder. Sono stati contattati l’assessore alla Cultura e quello al Turismo di Bolzano, le associazioni di architetti e artisti, Confesercenti, HGV ecc, 2.900 questionari sono stati distribuiti ai visitatori dei musei altoatesini. definire la cubatura minima è uno dei compiti della Sinloc, che ha valutato anche le possibili sedi, compresa quella fuori città. La Giunta valuterà poi la realizzabilità delle varie proposte.
Da tempo si attende nel quartiere bolzanino Oltrisarco-Aslago la realizzazione di una struttura residenziale per anziani, la cui cubatura sarebbe prevista nell’areale dell’ex caserma Mignone è stata prevista; inoltre, con la delibera di Giunta 3.345/2000 è stato previsto un programma planivolumetrico che comprende un distretto sociosanitario, un centro di cura, un centro di assistenza diurna, una struttura per ricoveri temporanei, alloggi protetti per anziani, una scuola professionale provinciale e uno studentato: lo ha riferito Helmuth Renzler (SVP), evidenziando che finora erano stati realizzati solo la scuola professionale provinciale e lo studentato e domandando alla Giunta a che punto è la realizzazione del distretto sociosanitario e per quando ne è prevista l’apertura del distretto, a che punto è il piano per la costruzione del centro di cura, quali strutture conterrá e cosa prevede il relativo piano di finanziamento cosa prevede, quale percentuale dello studentato è occupata. L’ass. Massimo Bessone ha ricordato che nel 1998 il COmune di Bolzano aöprovò il piano di attuazione delle opere pubbliche nell’area, tra cui quelle citate, e che nel 2005 era stata stipulata una convenzione tra Provincia e Comune in merito. Nel 2011 il comune scrisse che non erano più necessari gli alloggi per gli anziani, nel 2017 fu approvata anche la rinuncia al centro lungodegenti. Una volta insediato, egli aveva chiesto la revoca di questa delibera, aveva poi incontrato il sindaco ribadendo la necessaitá di costruire il centro lungodegenti, per cui era stato ottenuto lo stanziamento di 17 milioni e sui 29 totali. A febbraio 2021 aveva fatto presente all’ass. comunale Andriollo che la realizzazione del distretto era di fondamentale importanza, e a questo scopo erano stati stanziati più di 6 milioni. Lo stesso Andriolo aveva comunicato la revoca della delibera sul centro lungodegenti. L’apertura del nuovo distretto ße prevista nel febbraio 2025, il centro di lungodegenza, la cui progettazione esecutiva è terminata, abbisogna di un aggiornamento del progetto del 2013: esso avrá 91 posti letto in 4 unitá di cura, un centro di assistenza diurna di 25 posti e zona per terapie. Il 60% dell’importo sarà finanziato dalla Provincia. Il cons. Sandro Repetto è intervenuto per replicare alle affermazioni dell’assessore, ritenendosi offeso da quanto da lui sostenuto. L’ass. Massimo Bessone ha replicato che tutto quanto detto era contenuto in delibera.

(continua) 

(MC)