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Consiglio | 13.04.2021 | 16:26

Lavori Consiglio: Informativa sugli sviluppi della pandemia da Covid-19 - CON VIDEO e FOTO

Gli interventi del Presidente della Provincia Arno Kompatscher e dell’assessore alla Sanità Thomas Widmann sulla situazione attuale in provincia di Bolzano; le domande di consiglieri e consigliere.

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Seduta del Consiglio provinciale del 13.04.2021
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La sessione di aprile dei lavori del Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano si è aperta questo pomeriggio con un minuto di silenzio in ricordo dell‘ex consigliere provinciale Carlo Willeit, recentemente scomparso. Willeit, ha ricordato il presidente Josef Noggler, fu consigliere dal 1993 al 2003 quale rappresentante dei Ladins, e si batté per i diritti del gruppo ladino diventando il primo vicepresidente di questo gruppo linguistico del Consiglio provinciale e di quello regionale: “In questo modo, ha aperto la strada ad altri e garantito al suo gruppo linguistico il suo diritto politico”. L’aula ha quindi osservato un minuto di silenzio in sua memoria.

È poi intervenuto Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) chiedendo, a fronta di una seduta in parte in presenza e in parte in videoconferenza, di poter tornare a riunirsi in toto, ovvero con la presenza contemporanea di tutti e 35 i consiglieri e le consigliere, nell’aula consiliare, ritenendo assurdo che questo non fosse ancora possibile, mentre i bambini si riuniscono a scuola in “classi pollaio”: “Questo sta interrompendo la democrazia in Alto Adige”, ha detto Urzì ricordando l’approvazione di una manovra da “500 milioni fantasma”, avvenuta nell’ultima seduta, solo a distanza.  Il presidente Josef Noggler ha informato che in aula potevano prendere posto fino a 22 persone, e ricordato quanto deciso nella seduta dei capigruppo, dove era stato deciso di rivolgersi al Presidente della Provincia per chiedere quali possibilità esistevano di riunirsi in presenza. Lo stesso Kompatscher, presente in aula, avrebbe potuto rispondere.

Il presidente del Consiglio ha quindi dato la parola al Presidente della Provincia Arno Kompatscher per un intervento sugli sviluppi della pandemia da Covid-19. Egli ha riferito che la situazione è stabile, ma si tratta di una stabilità precaria. Oggi ci sono 20 persone in terapia intensiva per Covid-19, un numero diminuito nelle ultime settimane, così come sono diminuiti i ricoveri negli altri reparti, anche se la curva di calo è ora meno ripida. Attualmente l’incidenza settimanale è di 133, vengono effettuati molti test e questo permette di rilevare subito casi di contagio ma non bisogna credere che il peggio sia passato e che si possa aprire subito ad altri settori: l’esperienza di Sardegna e Valle d’aosta insegna. Nell’Austria orientale e in germania ci sono numeri molto elevati, in tutta Europa le nuove varianti, in particolare quella britannica di veloce diffusione, stanno aggravando la situazione, anche perché coinvolge di più i bambini. La Provincia resta sulla linea della prudenza, si può aprire ciò che è possibile ma sempre nell'ambito della campagna vaccinale e continuando a testare. Il vaccino è lo strumento principale della lotta alla pandemia, e si continuerà a vaccinare fino a raggiungere l'immunità di gregge. Attualmente in tutta Italia, la zona arancio è lo standard minimo, e anche l’Alto Adige è classificato come tale, nonostante da 4 settimane le cifre siano tipiche della zona gialla: i numeri dei ricoveri così come quelli dei contagi sono diminuiti, l’RT è 0,92 ma va detto che prima dell’apertutra delle scuole e dei confini comunali era 0,62; l’importante è che rimanga sotto l’1. Per questa ragione è stata fatta immediatamente dopo l’entrata in vigore del Decreto natzionale  la richiesta al Governo di una deroga dalla zona arancio, tanto che il min., Speranza aveva detto che ci si era attivati troppo presto, nel frattempo sono passati 10 giorni e la richiesta è stata integrata con nuovi confortati dati. Si intende iniziare con prudenza, ma il Governo non ha ancora preso posizione: deciderá sulla richiesta in settimana. 
Il Pres. Kompatscher ha quindi espresso un complimento a tutto il personale della Sanità impegnato nelle vaccinazioni, con un sistema molto ben organizzato. Lunedì sono arrivate 8000 dosi di vaccino, questa settimana 5.000, si tratta di 13.000 dosi aggiuntive rispetto a  quanto programmato ma ci si aspetta carichi ancora maggiori. Egli è in contatto con il gen. Figliuolo a questo scopo. Arriverà questa settimana anche Johnson & Johnson, ma c’è ancora un esame in merito; per quanto riguarda Astrazeneca le indicazioni contraddittorie sulla fascia d’età indicata non ha aiutato; le autorità statali hanno però deciso che chi ha ricevuto una prima dose di AstraZeneca la riceverà anche nel richiamo. Le priorità vaccinali sono stabilite dallo Stato; un alto numero di persone a rischio è già stata vaccinata e questo ha migliorato la situazione negli ospedali. In quanto allo screening, si è tanto parlato del Miracolo di Madrid: qui i casi sono diminuiti senza chiusure, perché si stanno facendo tanti test. Anche la Provincia segue questa strategia, e non sulla base di decisioni di pancia, ma ascoltando le raccomandazioni degli esperti. Gli stessi Ministri a Roma accolgono positivamente questi test, ed è stato promesso che si forniranno costantemente i risultati dei test nelle scuole. Questo tipo di test in altri Stati possono essere acquistati anche al supermercato o in farmacia, ma questo in Italia ancora non è possibile: “In Conferenza Stato-Regioni ho invitato a procedere in questo senso”. Negli ultimi giorni, tra il resto, non ci sono stati falsi positivi . Ci sono tuttavia dei genitori, e anche degli adulti maggiorenni, contrari: la libertà di opinione è legittima, ma spesso questi punti di vista vengono avanzati in modo aggressivo. I sindacati chiedono di poter lavorare in sicurezza, ma quando si parla di test si vede solo il problema e non la soluzione. C’è bisogno della collaborazione di tutti per risolvere il problema.

In merito alle sedute in presenza, come richiesto da Urzì, il pres. Kpmpatscher ha riferito di aver inviato la richiesta all’Azienda sanitaria: se questa darà risposta positiva in merito, egli procederà con relativa ordinanza.

Egli ha poi parlato degli aiuti immediati Covid, rilevando che saranno disponibili anche in futuro: le regole per i contributi in conto capitale sono stati approvati per le piccole imprese, e questa mattina lo sono stati anche quelli per i contributi sui costi fissi, che a breve potranno essere erogati dalle banche. Si è infine augurato che si riesca a proseguire sulla strada intrapresa negli ultimi mesi e nelle ultime settimane.

L’assessore alla Sanità Thomas Widmann ha rilevato la stanchezza della popolazione, che spera di poter tornare a una vita normale, evidenziando tuttavia che la situazione è ancora critica, e che l’RT è stato piú basso di quello attuale, e se si riaprirá ci saranno più contagi. Da un lato si chiedono le aperture, dall’altro ci sono categorie che non vogliono partecipare, per esempio agli screening con i test nasali, che sono semplici e non invasivi: meno test si fanno, più contagi ci sono, perché non vengono rilevati subito. Bisogna ricordare l’esempio della Sardegna, e impegnarsi tutti  a contrastare il virus anche con i test: l’obiettivo sarebbe testare 200.000 cittadini due volte a settimana. Oltre ai test, c’è la strategia decisiva dei vaccini: ormai sono stati vaccinati quasi tutti gli over 80, alla Fiera sono state vaccinate fino a 4.000 persone al giorno anche con AstraZeneca. Degli over 70 oltre 24.000 persone, il 49%, ha già ricevuto la prima dose, con le persone giá guarite dal Covid sé coperto il 60%; questa settimana si partirà con gli over 60 e tra due con gli over 50. Il vaccino Johnson&Johnson arriverà, ma in quantità non ingenti. Grazie al contact tracing si è riusciti a ridurre i contagi da mutazione brasiliana, che non si è diffusa, al contrario di quella britannica, molto diffusa. Quella nigeriana lo è molto poca. Queste mutazioni sono più contagiose e hanno decorsi più gravi, inoltre colpiscono più spesso i più giovani, che sono arrivati nelle terapie intensive. Con la pandemia si dovrá convivere anche nei prossimi anni, come si fa con l’influenza; “Aiutateci a convincere la popolazione a collaborare”, ha detto Widmann rivolgendosi al plenum. Si cercherá di ottenere maggiori quantitrá di vaccini. Con i vaccini in arrivo nelle prossime settimane si riuscirà a vaccinare altre 30.000 persone con la prima dose. Widmann ha quindi annunciato di doversi recare a un incontro con un collaboratore del gen. Figliuolo, dicendosi disponibile a rispondere alle domande di consigliere e consiglieri in altro momento.

Di seguito, sono intervenuti consiglieri e consigliere.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha invitato a non rimproverare la popolazione, che ha dimostrato di partecipare, ma di incentivarla piuttosto con un atteggiamento positivo. Ha chiesto poi informazioni sulla sicurezza di procedere con la seconda dose AstraZeneca, una volta effettuata la prima, e invitato a risolvere il problema degli incontri transfrontalieri tra famiglie, non ancora risolto. Ha chiesto poi la strategia della Giunta per la stagione estiva e informazioni sulla riapertura di ristoranti e bar, rilevando che le aperture all’aperto sono meno pericolose delle cene a casa di amici.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha invitato a seguire una strategia non polarizzante, relativamente dall’adesione ai test, non calcando con l’insistenza sulla piccola parte di persone reticenti. Ha ricordato che è importante garantire ai giovani di potersi incontrare in sicurezza, chiedendo cosa viene fatto per rendere più sicure le scuole, anche logisticamente. In quanto al Green pass, ha chiesto un confronto nel collegio dei capigruppo.
Sandro Repetto (Partito democratico - Liste civiche) ha chiesto informazioni sul mantenimento dell’obbligo di tampone nello sport, che riguarda soprattutto i ragazzini e causa disagi alle società. ha apprezzato l’organizzazione in campo vaccinale, definendo invece un “disastro” la situazione nelle scuole italiane riguardo ai tamponi nasali, tantzo che un dirigente è arrivato a chiedere la collaborazione di genitori che operano in campo sanitario, creando sconcerto.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha chiesto se in Conferenza Stato-Regioni era giá stata discussa la possibilitá di riaprire i ristoranti all’aperto senza l’uso di contanti. Ha quindi chiesto informazioni sulla situazione delle soceitá sportive, sulle liste d’attesa relative alle visite  visite medico-sportive, che ora arrivano a luglio, e sull’utilizzo dei cani anti-Covid. Ha poi criticato che la formazione per adulti non sia possibile in presenza, al contrario di quella por i giovani, il che fa perdere occasioni lavorative a diverse persone. Ha chiesto all’ass. Vettorato informazioni sui progetti artistici sulle facciate IPES, chiedendo se si promuovono solo artisti locali o anche nazionali.

Franz Ploner (Team K) ha riferito che l’incidenza di 130 è comunicata dalla Protezione civile, ma contrasta con altri dati disponibili, e chiesto chiarezza in merito. Ha rilevato che i falsi positivi antigenici vengono filtrati attraverso i PCR, e chiesto se a Roma vengono comunicati solo quest’ultimi o anche i primi, perché questo influisce sull'incidenza. Ha chiesto inoltre quali e quanti dosi vaccinali si trovano in provincia, anche in merito all’utilizzo di AstraZeneca, e se sono stati mandati meno vaccini di questa casa perché gran parte degli anziani sono giá stati vaccinati.
Anche Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha parlato di “disastro” dei test nasali non invasivi nella scuola italiana, rilevando che le scuole italiane sono state abbandonate. Qui emerge la grande differenza tra scuola tedesca e scuola italiana, dove manca credibilità, ed alunni vengono esclusi anche se i test non vengono ancora somministrati. Molti alunni frequentano societá sportive, e chi non ´ße di Bolzano deve farli a pagamento, mentre gli alunni delle scuole tedesche possono accedere agli allenamenti grazie ai test nasali effettuati a scuola. Ha chiesto poi informazione sui ristori richiedibili da metá aprile, con limite del fatturato del 2019 di 30.000 €: ci sono tante piccolissime imprese poco sotto questo limite, e ricordando che la prima tranche di aiuti era 10.000 € bisognerebbe abbassare questo limite.
Paul Köllensperger (Team K) ha rilevato che per settimane o mesi erano stati mandati a Roma dati che non si sarebbe dovuto mandare, e questo aveva reso gli altoatesini incolpevolmente i peggiori a livello italiano ed europeo. Ha aggiunto che il report settimanale promesso ancora non era pervenuto.

Alessandro Urzí (L’Alto Adige nel cuore . Fratelli d’Italia) ha rilevato che molti di coloro che avevano voluto il test nasale, in Consiglio, ora ne lamentavano le conseguenze, e invitato a riflettere su diritto allo studio e diritto alla salute. Quest’ultimo è legato alla scelta volontaria di maggiorenni o genitori, migliaia dei quali hanno ritenuto di non approvare il test nasale, mentre molti si sono adeguati solo perché obbligati. Egli è favorevole ai vaccini, ma va garantita la libnertá di scelta: non è ammissibile lasciare a casa i bambini, che peraltro risultano anche ingiustificati. Il fatto che le stesse scuole si attivino per trovare sanitari disposti ai tamponi, inoltre, non è ammissibile: la situazione sta sfuggendo di mano. Il consigliere ha chiesto anche se i test scolastici vanno autosomministrati o se ci vuole il personale sanitario.

Josef Unterholzner (Enzian) ha chiesto di smetterla con l’obbligo di vaccinazione: si parla di volontarietà, ma questa è fittizia sia per i vaccini che per i test nasali. Tanti insegnanti e operatori sanitari gli si erano rivolti, e lui riteneva che ognuno dovesse poter decidere per sé. ha quindi respinto l’obbligatorietá del vaccino per gli operatori sanitari, rilevando che essi sono anche quelli che vedono quali effetti hanno i vaccini. Ha quindi chiesto quanti dei test antigenici positivi sono stati confermati da due test PCR, e riferito che se l’assessore Widmann vuole vaccinare 200.000 cittadini a settimana si tratta di 30.000 al giorno, cosa non ragionevole. Il consigliere ha quindi chiesto che senso ha dover indossare le mascherine nelle scuole se si è tutti negativi, e di far lavorare e muovere le persone che sono in salute.
Il Presidente della Provincia Arno Kompatscher ha ricordato l’atmosfera positiva dell’autunno, anche al momento dello screening di massa, e alla critica allora fatta di voler introdurre l’obbligo di test. Tale obbligo non c’è, anche nel caso del vaccino, ma ogni decisione porta cons è conseguenze, non è una questione di opinioni ma di logica. Allo stesso modo, chi non si fa testare deve seguire le lezioni a distanza, anche perché mettere vicino testati e non testati non dá sicurezza. Con la strategia dei test si evita di mandare in quarantena intere classi, come in passato. In altri Stati ora più liberi, come la Nuova Zelanda, sono state introdotte e rispettate regole molto severe, quindi se si chiede più libertà non si puó poi opporsi ai test invocando la libertà. È necessario un comportamento solidale, e la polarizzazione non va bene, ma il comportamento aggressivo viene per lo più da chi si oppone ai test nasali, i quali hanno lo scopo di tener aperte le scuole. Anche all’obbligo di cintura di sicurezza ci si era opposti citando rari casi di morte, ma questo non esclude che tale obbligo abbia salvato tante vite. L’obiettivo primario è riaprire, ma ciascuno si deve assumere le sue responsabilità. In quanto alla scuola italiana, purtroppo tanti insegnanti non vogliono collaborare ai test, mentre così non è nella scuola tedesca: tuttavia, in una situazione emergenziale, ciascuno dovrebbe fare la sua parte. Ci si è confrontati con sindacati e insegnanti. C’è bisogno di adoperarsi per il convincimento, Vero è che molti sono stufi, anche dal punto di vista psicologico, ma in un momento di crisi è richiesto un comportamento straordinario, e non si puó rimproverare la Giunta se non si è disposti a collaborare.
In quanto alla stagione estiva, ci si augura di riuscire a farla partire prima di giugno con gastronomia e alberghi, e certamente i test aiuteranno, anche quelli nelle scuole superiori che permetteranno ai giovani di riunirsi. Il Green Pass non è un passaporto vaccinale, che sarebbe discriminatorio, una cosa simile è la possibiltá di partecipare agli allenamenti sportivi solo con un test negativo, a tal proposito va detto che i test fatti a scuola valgono anche per lo sport nel pomeriggio, e lo stesso varrebbe per la scuola italiana se ci fosse maggiore partecipazione: “Quindi, aiutateci e collaboriamo, invece che cercare problemi giuridici”.

Kompatscher ha ribadito che negli ultimi giorni gli esiti dei test antigenici erano confermati dai PCR fatti in caso di esito positivo. In quanto alla formazione degli adulti, anche in questo caso con maggiori test si potranno garantire più aperture.  Informazioni sui vaccini a disposizione sono rilevabili dal sito  del Governo: oggi, si tratta di 145.000 Pfizer, 10.600 Moderna, 39.900 AstraZeneca. Il gen. Figliuolo ha assicurato che nei carichi aggiuntivi ci saranno AstraZeneca e Biontech-Pfizer. Chi ha ricevuto la prima dose AstraZeneca  deve fare anche i secondo richiamo con questo vaccino, ma ovviamente nessuno è obbligato. In quanto ai test autosomministrati, sarebbe auspicabile che fossero disponibili anche in Italia, e infatti egli e l’ass. Widmann sono intervenuti in questo senso. In quanto ai ristori, i 30.000 € sono il limite massimo dei contributi a costo fisso, non del fatturato. Non ci sono state alcune giornate in rosso dovute solo alla non concordanza tra test antigenici e PCR, perché in Italia venivano considerati altri criteri; il criterio era valido a Bruxelle, ma si era rossi rafforzati giá da 250, quindi la differenza non sarebbe stata rilevante. La Giunta non si oppone al diritto alla salute, e i Tribunali hanno sempre difeso nel modo scelto dall’esecutivo: il test non toglie nulla a nessuno, ed è difficilmente comprensibile che non venga accettato. Le assenze non devono essere giudicate ingiustificate, si verificherà con gli Intendenti scolastici. Non esiste un obbligo vaccinale generale, e quello introdotto per le aziende è stato voluto dallo Stato e non dalla Provincia. Si ritiene però che le persone a contatto con situazioni a rischio debbano dare il loro contributo. Un test negativo non è una garanzia al 100%, ed è per questo che si mantiene l’obbligo di mascherina, anche con il vaccino, a tutela altrui. Si chiede di far lavorare le persone in salute, ma allora bisogna accettare che vengano testate, considerando anche i molti asintomatici. In quanto agli incontri transfrontalieri tra famigliari, il problema viene posta a ogni incontro con i responsabili nazionali, invitando a promuovere regole uguali per tutta Europa; l’unica soluzione sarà il Green Pass. In quanto alle aperture dei locali, si parla in Conferenza delle regioni meno dei pagamenti con carta che delle aperture all’aperto. Infine, in quanto al protocollo di somministrazione dei test a scuola, contenuto nell'ordinanza e inviato al Ministero della Salute, prevede un momento di istruzione a chi effetuerá i test, che sono gli insegnanti: il Ministro ha dato il via libera. Va detto che in altri Stati i test sono autosomministrabili e puó farli chiunque. Si auspica che questo avvenga anche in Italia.

La seduta prosegue con l'esame delle interrogazioni su temi d’attualitá. .

(MC)