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Consiglio | 12.03.2021 | 16:21

Lavori Consiglio: Variazioni al bilancio - 2

L’esame del dlp 78/21, Variazioni al bilancio di previsione della Provincia autonoma di Bolzano 2021-23 Gli interventi dei conss. Rieder, F. Ploner, Renzler, Repetto, Tauber, Nicolini, Knoll, Amhof. (continua)

È ripresa nel pomeriggio di oggi la discussione generale del disegno di legge provinciale n. 78/21, Variazioni al bilancio di previsione della Provincia autonoma di Bolzano 2021-2023 e altre disposizioni.

Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha sostenuto che più che di uan discussione generale si trattava di un interrogatorio, una serie di domande poste alla Giunta su informazioni che non si conoscevano. Inoltre, dopo la decisione di oggi, il Consiglio non sarebbe più stato coinvolto in merito alla gestione dei fondi nel fondo di riserva, così come finora non aveva avuto voce in capitolo. Si è poi rammaricata del mancato accoglimento della mozione del suo gruppo sugli aiuti Covid, invitando a riflettere sul fatto che da marzo a maggio gli aiuti Covid saranno sospesi, perché solo allora sará possibile presentare di nuovo domande. senza considerare gli stagionali che da novembre sono lavoro e non lo avranno nemmeno a Pasqua, senza alcun sussidio: le persone hanno bisogno di aiuti ora, anche a fronte della diminuzione dell’indennitá di disoccupazione e del consumo dei risparmi. L’annunciata piattaforma digitale per le domande non è ancora pronta, nel frattempo però le domande potrebbero essere presentate come è avvenuto finora. Se i criteri trovano applicazione retroattiva, allora anche persone che precedentemente non potevano fare domanda ora la potranno fare? Viene solo aumentato il limite di reddito o si interviene anche in altro modo? La consigliera ha chiesto anche che ne è dell’assegno per i minori, e chiesto di considerare i capitali delle aziende così come si considera reddito e patrimonio delle famiglie, nonché la garanzia dei posti di lavoro. Si è poi domandata da dove arriverá il personale che deve gestire le domande sulla piattaforma, essendo finora il personale scarso. In quanto allo stralcio delle risorse per la contrattazione collettiva, da destinare a sostegni Covid, pari a 15,8 milioni, i rappresentanti sindacali con cui lei aveva parlato non ne sapevano nulla. Nel contratto collettivo per la sanità ci sono io “ridicoli” milioni, manca una rivalutazione dei profili e sono mancati gli incontri annunciati a questo scopo il 28 gennaio. Si dica allora chiaramente che non ci saranno più contrattazioni collettive né aumenti. Non sará semplice acconsentire a questa cambiale in bianco per la Giunta.

Franz Ploner (Team K) ha fatto ricordato che nella conferenza stampa di una settimana fa la Giunta aveva spiegato come i soldi sarebbero stati spesi, purtroppo però dando poche informazioni: mancava una relazione esaustiva. Il Consiglio provinciale dovrebbe essere maggiormente coinvolto, mentre come organo di controllo non ha la possibilità di intervenire. Problematico è il ,mancato adeguamento informatico, che causa un gap di erogazione degli aiuti, di due o tre mesi, e sará difficile aggiornare il sistema. Prioritaria è la tutela del sistema sanitario, pertanto ci si chiede perché la Giunta ha aspettato gli 800 casi a settimana per il lockdown. Questo ha portato una perdita del 10% del PIL, mentre in Italia è stato del 10 e nella UE del 6%. Se aumenterà la povertá serviranno ulteriori aiuti, mente il sistema sanitario è al limite, e la disoccupazione aumenterá le disparità. Bisogna anche aiutare le persone in condizione di fragilità psicologica. A causa del Covid molte persone si trovano senza colpa in una situazione economica molto difficile, ha eliminato occasioni di lavoro come fiere ed eventi, e le limitazioni ai viaggi intraregionali si ripercuotono sul turismo. Finché durerá il divieto di licenziamento si potrá fermare l’onda di disoccupazione, ma poi non sará più possibile, bisogna quindi mettere in sicurezza le aziende, in particolare garantendo liquidità, rinvii e facilitazioni, senza aggiunte di burocrazia o interventi sulla libertá imprenditoriale. Bisogna investire nella ricerca e nella digitalizzazione, settori in cui è possibile creare nuovi posti di lavoro. Dei 500 milioni, 30 vanno alla sanitá: ci vorrebbero fondi destinati al personale, a fronte anche della perdita di attivitá di questi ruoli, ma non c’è questa intenzione.

Helmuth Renzler (SVP) ha chiesto di riflettere sui criteri per beneficiare delle misure di sostegno, ricordando che esse sono integrative a quelle dello Stato e che gli Arbeitnehmer attendono il contenuto sostegni che prevede la proroga della NASPI per 2-3 mesi,la proroga della Cassa integrazione e il bonus mensile per tre mesi per i lavoratori dell’intrattenimento e del turismo, tuttavia la prioritá è la garanzia del posto di lavoro, pertanto non apprezzano lo storno dalla contrattazione collettiva. Lo Stato ha intrapreso la via opposta, con aumenti medi dello stipendio di 107 € per i dipendenti statali e incentivi per il prepensionamento. Positivo è che si sia disposti a disaggregare gli elementi del salario nel settore pubblico insieme ai sindacati, ma i fondi sospesi dovrebbero tornare al più tardi con l’assestamento di bilancio. Gli aiuti alle aziende dovrebbero essere vincolati al mantenimento dei posti di lavoro, anche perché c’è il rischio che molte aziende sfruttino la crisi per ridurre i posti di lavoro, sicuramente non quelli apicali. NOn dovranno usufruire di sostegno le aziende che effettuano dumping sociale, vale a dire che disattendono i contratti collettivi. Le aziende da sostenere dovrebbero esser solo quelle con sede fiscali in alto adige ma questo non è possibile per la normativa UE, quindi è opportuno evitare che aziende incasino per poi trasferirsi altrove. anche il capitale proprio delle aziende deve essere preso in considerazione accanto alla perdita di fatturato. In tempi di grande emergenza, i problemi possono essere risolti solo agendo insieme, come comunitá, e gli arbeitnehmer sono pronti. Non vanno dimenticati i pensionati, e bisogna anche riflettere sul minimo vitale e sull’adeguamento dei relativi calcoli. Renzler ha infine ringraziato la Giunta provinciale per l’enorme impegno nella predisposizione del pacchetto di sostegno.

Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha rilevato positivamente la formalizzazione della SASA in house (art. 8 bis), più volte auspicata dal suo partito:  la Provincia passa dal 17% all’87% nell'ambito di una società con 5-600 dipendenti, e questo è molto positivo. In quanto alla contrattazione pubblica (art. 8 ter), bisognerebbe reintegrare le indennità di bilinguismo delle Poste, sospese dal 2000, che riguardano circa 200 dipendenti. Sull’utilizzo dei  500 milioni si è visto un antipasto ieri con le mozioni della SVP, con aggiornamento del fondo di rotazione, sospensione IMI ecc.: in questo modo il relativo gruppo consiliare ha voluto dare il suo indirizzo, tuttavia ci si chiede come mai i crediti citati non sono mai stati riscossi. Evidentemente c’è stata una contrattazione, ammessa dallo stesso Kompatscher, ma non si capisce se la trattativa è chiusa e se il MEF ha dato l’OK: esiste o meno un accordo sull'effettiva erogazione di questi fondi? Se così non è, si augura l’esistenza di un piano B.

Helmut Tauber (SVP) ha evidenziato che si lanciava un segnale positivo a popolazione e aziende, che si intendevano sostenere, e si è detto convinto che questo ulteriore sostegno, in aggiunta a quello statale, fosse davvero importante. Urzì l’aveva ridicolizzato, ma non si trattava di piccole cose, si era fatto davvero il possibile per la popolazione locale. Si sarebbe aiutato ulteriormente tutti coloro che nel settore turistico non avevano potuto lavorare per via del blocco invernale che aveva impedito gli introiti. È essenziale che gli aiuti statali siano cospicui e ossano ricompensare tutto il periodo. ome anno di paragone va considerato il 2019, non il 2020; i pagamenti devono avvenire al più presto per garantire liquidità, con la possibilitá che le banche diano anticipi. La velocità è la cosa più importante. I rinvii decisi con la sua mozione approvata ieri saranno preziosi, così come gli aiuti a coloro che non hanno entrate. I Comuni dovrebbero permettere a loro volte dilazioni nell’ambito dell’IMI. Attualmente ancora non si sa quando le restrizioni verranno sospese e la gente potrá di nuovo muoversi, ovvero quando si riattiverá il turismo, ma ci sarebbe bisogno di certezza di programmazione: va fatto il possibile affinché bar, ristoranti e alberghi possano riorganizzarsi. 

DIego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha rilevato lati oscuri nella manovra, soprattutto dal punto di vista  delle entrate, evidenziando però che la cosa essenziale è che gli aiuti arrivino al più presto possibile, perchße tante persone non sanno come andare avanti. Le aziende altoatesine sono state le più penalizzate perché nessuno in italia ha avuto un lockdown così suro. Il lockdown dura praticamente da novembre, ci sono negozi chiusi da troppo tempo e tante risorse vanno al commercio online. Ci si attende anche i ristori del decreto 5, deliberato dalla Ragioneria ancora a metá gennaio ma ancora non arrivati. Si tratta di 32 miliardi, circa 4-500 milioni per l’Alto Adige, pari quindi alla manovra in esame. La velocitá degli aiuti va di pari passo con la tenuta sociale del paese e dei lavoratori, anche l'artigianato è danneggiato dalla crisi del turismo. La Provincia deve muoversi anche con le riforme, per esempio di snellimento burocratico. In quanto alle uscite, forse si è corretto il tiro rispetto alla prima tranche, e dalle mozioni si ha anche un’idea di dove si andrà a aparare: c’è una certa condivisione, ma il problema è soprattutto quello di velocizzare i tempi. In quanto ai prestiti, indebitarsi è sempre pericoloso, perché i debiti poi vanno ripagati, sia quelli della Provincia che quelli delle imprese, ma va detto che le entrate messe a credito dalla Giunta sono alla fine dei contenziosi, non è certo che siano disponibili al momento in cui serviranno. Ci si augura che i contenziosi non portino a forzature, ma siano gestiti in un’ottica di collaborazione. Non perché keynesiano Draghi dev’essere disposto ad aprire il portafoglio per un grande debito. Anche per le aziende è pericolosissimo indebitarsi quando non c’è una prospettiva. C’è la disponibilità a mandare avanti la manovra affinché raggiunga il prima possibile famiglie e imprese.

Gli effetti di questa crisi fanno capire cosa significa trovarsi nella nazione sbagliata, ha detto Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), ricordando i tempi in cui si diceva che il confine non esisteva più. Oggi invece non si può nemmeno decidere di uscire di casa e incontrare i genitori, e il confine al Brennero è chiuso. Le aziende del Tirolo ottengono l’80% del fatturato delläanno precedente, quelle del Sudtirolo non sanno nemmeno se otterranno qualcosa. Un anno fa la provincia era una delle più ricche della UE, ora si fanno raccolte fondi per chi non può piú nemmeno fare la spesa. Se non si aiutano queste aziende ora per superare la crisi, come si pensa di ottenere soldi in tasse domani. 500 milioni sono poco in confronto ai danni della crisi, anche a fronte di tutte le persone che forse non troveranno pIù un posto di lavoro, compresi i giovani che non rientreranno dopo aver studiato fuori. Si dice che i vaccini siano la soluzione, ma l’esempio di Israele, dove sono stati vaccinati ⅔ della popolazione, dimostra che questo non basta, inoltre tutti gli studi dicono che questi vaccini saranno stagionali. Il vaccino Astrazeneca per esempio,qui utilizzato, non è così efficace contro la variante sudafricana: anche questo potrebbe tenere lontani i turisti. Probabilmente si tornerá in zona rossa, quindi i danni che si creeranno già annullano gli sforzi che si fanno oggi. La provincia deve chiedersi se il contributo di riduzione del debito statale pagato ogni anno a Roma non dovrebbe invece essere utilizzato a sostegno dell’economia locale.  Bisogna dare una mano all’economia ma anche trovare una soluzione alternativa al lockdown, perché il virus non sparirá a breve: bisogna trovare il modo di convivere con esso, anche modificando l’offerta turistica. Vanno messi a disposizione dei cittadini test gratuiti, erché essi costano privatamente 50 €, in modo che sia possibile la vita sociale, andare a scuola: la vita di tanti giovani ora è limitata, con ripercussioni emotive.

Magdalena Amhof (SVP) ha detto a Knoll che i test costano 35 €, non 50 €, ed evidenziato che con questo pacchetto si intende dare sostegno alla popolazione, integrando gli aiuti nazionali che arriveranno col decreto sostegni. Sono previsti la proroga della cassa integrazione, della tutela dai licenziamenti, la retroattivitá dell’indennità da disoccupazione, i congedi famigliari retroattivi, il bonus babysitter; a questo si aggiungono gli aiuti Covid provinciali locali, oltre alle prestazioni sociali standard. Gli aiuti immediati vengono erogati fino ad aprile, e chi si lamenta che gli aiuti arrivino in ritardo ha ieri proposto un fondo di solidarietá i cui effetti sarebbero arrivati tra sei mesi. I dipendenti dei distretti sociali hanno istruito 26.000 domande oltre al lavoro abituale, la creazione di una piattaforma è più che opportuna. CI sono poi gli aiuti di sopravvivenza e i contributi ai costi fissi delle aziende, per un massimo di 100.000 € ad azienda con perdite del 30%: gl arbeitnehmer chiedono che il posto di lavoro sia garantito per una percentuale molto elevata. Anche le piccole imprese che hanno registrato perdite saranno sostenute in base al numero di dipendenti.
(continua)

(MC)