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Consiglio | 12.03.2021 | 13:07

Lavori Consiglio: Variazioni al bilancio - 1 - CON FOTO e VIDEO

Avviato l’esame del dlp 78/21, Variazioni al bilancio di previsione della Provincia autonoma di Bolzano, contenente un pacchetto di aiuti da 528 milioni. L’Illustrazione del Presidente della provincia Kompatscher, gli interventi dei conss. Urzì, Staffler, Unterholzner, Köllensperger.

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Imm seduta del 12.03.2021 seconda parte
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Il Presidente della Provincia Arno Kompatscher ha illustrato questa mattina in aula il disegno di legge provinciale n. 78/21, spiegando che esso era partito come una variazione abituale, ma vi si era poi ricorsi per dotare di maggiori mezzi i lavoratori, le imprese e le famiglie per un totale di 500 milioni €. È un dato di fatto che il Governo aveva impugnato la legge di bilancio per la dotazione dei capitoli degli anni 2022 e 2023, evidenziando che i 500 milioni che la Provincia doveva dare al bilancio statale erano inseriti solo parzialmente. Si tratta dello 0,6% dell’indebitamento statale. C’è la clausola di tutela che registra la somma come fissa, come stabilito dalla Corte costituzionale; da quando essa è stata sottoscritta ci sono stati vari tentativi del Governo di modificare gli accordi, ma l’accordo è vincolante per entrambe le parti. Si metteranno a bilancio tutti gli importi che lo Stato deve alla Provincia, in particolare le entrate per le accise sui combustibili e le quote relative ai giochi d'azzardo. Il relativo importo è elencato nella lista allegata al disegno di legge. Sono entrate che spettano alla Provincia, e che vengono messe a bilancio, sarebbero state utilizzate per altri scopi negli ultimi anni, ma sono iscritte a bilancio ora per intervenire in un momento di crisi. C’è poi anche il tema dell’eventuale sospensione degli importi, a fronte della sospensione da parte della UE del patto di stabilità per due anni; si propone allo Stato insieme al Trentino una soluzione che non comporta per esso spese aggiuntive, perché si tratta di assumere debiti che saranno poi saldati, in modo da agire in maniera anticiclica, secondo le teorie keynesiane sostenute dallo stesso Draghi. La Provincia non ha debiti e può superare velocemente situazioni di indebitamento. La cifra di 528 milioni introdotta con emendamento nel dlp è la somma delle cifre ora citate. Si inserisce anche una maggiore partecipazione alla società SASA, 65 milioni per la circonvallazione di Percha, con 30 milioni messi a disposizione dello Stato per il CONI, mezzi per il parco tecnologico NOI, i fondi per il finanziamento preliminare del polo giudiziario in via Duca d’Aosta con la centralizzazione di tutti gli enti giuridici, 15,8 milioni per le contrattazioni per il contratto di intercomparto, con un aumento del reddito: con i sindacati è stata concordata anche una ridefinizione normativa delle diverse classi di reddito. Obiettivo comune è prevedere un reddito di base e obiettivi aggiuntivi, quindi i 15 milioni saranno iscritti in un secondo momento. Si intende stralciare anche i fondi 2021 per il contratto intercompartimentale dirigenti, per 22 milioni: si dice che si pagano troppo i dirigenti ma non è così, tuttavia si sospende questo fondo perché ci sono troppe persone in provincia che ora soffrono; se ne riparlerà in futuro. 5 milioni andranno alla contrattazione collettiva del personale docente, tutto il resto andrà in aiuti Covid, a questo scopo è stata ampliata la lista dei prerequisiti di chi può accedere agli aiuti. Non si interverrà sul reddito del settore pubblico, anche se gli aumenti sono rinviati.

Il presidente Josef Noggler, spiegando che erano giunti 8 ordini del giorno, di cui 2 (della cons. Ulli Mair) non potevano essere ammessi, ha dichiarato aperto il dibattito generale.

Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha spiegato che si trattava di una delle misure finanziarie più significative degli ultimi anni, preceduta da grandi annunci della Giunta provinciale. Questa aveva annunciato ciò che non c’era, forse nemmeno oggi. Si rischiava di finire a tarda notte, con poi la seduta straordinaria richiesta dall’opposizione: l’approccio al tema della Giunta, che aveva dedicato l’intera seduta di ieri ad altre mozioni, era irrispettoso. Urzì si è detto estremamente preoccupato da una manovra che era molto più e peggio di un indebitamento, “un grande gioco di prestigio” nei confronti dell’opinione pubblica e di molti colleghi in Consiglio provinciale. In aula non era stata spesa una parola sul pacchetto di misure che dovrebbero derivare dal tesoretto: si discuteva la firma di una cambiale in bianco, un impegno sulla fiducia. La manovra finanziaria era pericolosa, priva dei fondamenti necessari per garantire le risorse per realizzare quanto annunciato non in Consiglio, ma in conferenza stampa, secondo il “metodo Conte”.  Ci si trovava davanti al “gioco delle tre carte”, il gioco della truffa della fiducia degli ingenui, nel migliore dei casi ci si sarebbe indebitati per decenni, nel peggiore si sarebbe tradita la fiducia di chi si aspettava qualcosa dalla Provincia. A dicembre era stato deciso di non assegnare svariate centinaia di milioni allo Stato, e il Governo Draghi, su documenti preparati dal Governo Conte, aveva impugnato quelle norme; se tutte le Regioni applicassero questo metodo, lo Stato domani andrebbe in fallimento. Ora il Presidente della Provincia reagisce ascrivendo a bilancio dei crediti che ritiene di vantare nei confronti dello Stato: il tutto con un emendamento presentato 24 ore prima del voto, “senza uno straccio di relazione accompagnatoria”, in base a un approccio non maturo né adeguato al proprio ruolo. Non è nemmeno normale chiedere ai bambini della scuola elementare di fare il tampone, e alle maestre di farglielo, per permettere loro di stare in aule di 15 mq, mentre ai consiglieri provinciali viene negato il diritto a partecipare alle sedute del Consiglio in presenza. Che si impedisca a tutti i consiglieri di essere in aula è scandaloso. La vicenda è partita male e finirà anche peggio: quando si dovranno impegnare le cifre che si iscrivono a bilancio, esse non ci saranno, perché si tratta di una pura operazione di facciata. Le risorse che non ci sono oggi, non appariranno solo perché le si iscrivono a bilancio, e il rischio è di arrivare a un contenzioso davanti con un quadro giuridico incerto. Qui non si tratta, e il ricorso governativo lo evidenzia, dell’Accordo di Milano, ma di norme generali di carattere costituzionale, compresi gli obblighi costituzionali di partecipazione della Provincia al bilancio dello Stato. Nella migliore delle ipotesi ci si trova davanti a una grande illusione ottica, e ci si domanda come la Giunta potrà affrontare le spese non disponendo di risorse nuove, se non indebitando i concittadini. Qui ci si trova davanti a dilettantismo, dettato da volontà politica, o avventurismo, che porterà all’approvazione di un colossale buco. Questo a opera dello stesso esecutivo che aveva promosso un’operazione di spending review costata 400 milioni € l’anno senza raggiungere l’obiettivo preposto. Infine, Urzì ha criticato poi che la Giunta avrebbe deciso tutto da sola, senza compartecipazione del Parlamento provinciale a scelte che sono fondamentali. Rivolgendosi alla Lega, ha ricordato le contestazioni al metodo Conte, aggiungendo che l’errore originario era stato decidere unilateralmente di ridurre il proprio contributo allo Stato, rivendicando un credito che lo Stato nega. Questa modalità di discussione costringerà infine il Consiglio a discutere il Recovery fund in una “sedutina” in piena notte.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha chiarito che la questione delle entrate non è così fosca come detto da Urzì, ma nemmeno rosea. Prima sembrava che i 476 milioni che devono essere pagati allo Stato potessero essere eventualmente dilazionati, invece ora ci sono improvvisamente 528 milioni che possono essere spesi. L’operazione appare del tutto legittima, ma bisogna chiedersi allora perché lo Stato non ha pagato questi importi nei tempi dovuti: se questo è dovuto a perplessità giuridiche dello Stato stesso, allora bisogna temere una reazione non positiva. Ciò che preoccupa di più è però il lato delle spese, perché a ora è a disposizione solo una tabella pubblicata sui media: 280 milioni per costi fissi delle imprese, contributi per fondo perduto 100 milioni, 75 per un fondo per le riserve, 55 milioni per cittadini e famiglie. Si denota un disequilibrio a favore dell’economia, cui vanno circa 400 milioni. Il pacchetto di 500 milioni non appare dal nulla come i 300 milioni arrivati in aprile, e in commissione legislativa se ne è concordata l'illustrazione in un incontro informale, che è avvenuto con illustrazione dettagliata delle entrate, meno delle spese. Ci vogliono informazioni dettagliate da parte dei singoli assessori. Questo non permette di esercitare al meglio la funzione di controllo. Non comprensibile è lo stralcio dalla contrattazione collettiva di 15 milioni, anche considerando che l’amministrazione pubblica si trova sotto una grande pressione e ha un aumento di lavoro, e che erano stati promessi 20 milioni. Il Gruppo Verde è favorevole al pacchetto di aiuti, ma si chiede se lo Stato accetterà questo modo di procedere: con l'attuale costellazione a Roma, la SVP non ha quasi nessun peso. C'è da sperare che finisca bene.
Josef Unterholzner (Enzian) ha rilevato che dai suoi calcoli risultavano solo 440 milioni. se essi devono essere messi a disposizione dallo Stato, la cosa più importante è utilizzarli al meglio, tuttavia bisogna ben calcolare quanti soldi ogni ente, Provincia e Stato, deve all’altro. In quanto alla contrattazione collettiva, cosa ne pensano le parte sociali di questa detrazione del 10% della cifra pattuita? Positiva è la riduzione di 22 milioni per i dirigenti, e va nella direzione di quanto lui stesso aveva proposto ieri con la sua mozione, che considerava anche gli stipendi dei consiglieri. Il consigliere si è detto d’accordo con la proposta di Tauber di sospensione dell’IMI, aggiungendo però che la cosa migliore sarebbe permettere di lavorare le persone che non sono malate, al di là di alcune sensate limitazioni. Non ci si può permettere un nuovo lockdown, che avrebbe conseguenze psicologiche e sanitarie oltreché economiche. Bisogna essere sinceri anche sulla strategia vaccinale: i produttori hanno detto chiaramente che non possono essere sicuri sulle conseguenze con una fase sperimentale così breve, ma la politica ha imposto di mettere subito i vaccini sul mercato.
Paul Köllensperger (Team K) ha ricordato che secondo l’accordo lo Stato poteva richiedere il 10% in situazioni di emergenza, e questa era sicuramente una situazione di emergenza. La decisione della Provincia rischiava di aprire uno scontro con Roma. Anche l’emendamento dello scorso maggio per 300 milioni era molto creativo, ma allora i tre senatori della SVP avevano un altro peso nel Governo. Nel caso del pacchetto da 500 milioni, non è tutto oro quel che luccica, e ci si domanda cosa succede a livello di spesa: è stata data solo una presentazione power point, senza alcuna base legislativa di come verranno destinati i fondi. In questo modo, come già detto da Staffler, non si può esercitare la funzione di controllo. Ci si trova in una situazione gravissima, con una riduzione del reddito delle persone del 10%, a fronte dell’8,8% in Italia e del 6,8% in Europa: questa volta il record della provincia è negativo. Ci sono perdite per 2,5 mld €, e si provvede con un pacchetto da 500 milioni. Positivo è l’adeguamento dei criteri per gli aiuti al ceto medio, ma il gap temporale da qui a inizio giugno, quando verranno erogati i sussidi, è un problema. Gran parte del pacchetto va all’economia, ma certe restrizioni nell’ambito della ricezione vanno rivisti, i danni sono enormi. Bisogna considerare come parametro solo il periodo in cui le aziende hanno potuto lavorare normalmente, escludendo il marzo scorso. Il contributo ai costi fissi per le aziende più grandi va bene, ma potrebbe essere liquidato più velocemente tramite il modulo F24. Ci si chiede poi perché i crediti con Roma, che sembrano essere tanti, non sono stati mai riscossi prima. IN ogni caso, è importante e giusto che questo pacchetto di misure venga approvato, senza creatività sul lato delle entrate non si sarebbe riusciti a proporlo; si controllerà che i mezzi vengano versati rapidamente sia a privati che alle imprese, anche considerando il tasso di disoccupazione che ci sarà, da affrontare con una politica attiva finora non necessaria.

I lavori dell’aula riprendono alle 14.30.

(MC)