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Consiglio | 11.03.2021 | 18:16

Lavori Consiglio: Fondo provinciale per la formazione, ulteriore dilazione dei mutui

Due mozioni SVP.

Nell’ambito dello spazio riservato alla maggioranza, Magdalena Amhof (SVP) ha presentato la mozione n. 386/21: Fondo altoatesino per la formazione continua (conss. Amhof, Lanz, Locher, Renzler e Tauber), con cui evidenziava che i contributi obbligatori che gravano sulle aziende altoatesine confluiscono in parte in "Fondimpresa", nel "Fondo For.te" o in altri fondi statali che finanziano la formazione continua e la qualificazione professionale delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti. Iscrivendosi a questi fondi, le aziende possono fruire senza costi aggiuntivi di offerte di aggiornamento professionale nonché di possibilità di qualificazione e riqualificazione mirate per le collaboratrici e i collaboratori. Ma anche se l’offerta formativa accreditata è ampia, ne approfittano poche aziende: alcune grandi imprese della provincia colgono questa opportunità e si vedono così restituiti i loro contributi sotto forma di offerte di qualificazione e formazione continua, ma molti settori quali l'artigianato, il commercio, gli esercizi ricettivi ecc. esitano ad approfittare di questa possibilità, e quindi ben poco dei contributi versati rientra in Alto Adige. Si stima che ogni anno rimangano nel fondo sette dei dieci milioni di euro che vi vengono versati. Per questo, un fondo altoatesino per la formazione continua che sia locale, territoriale e interprofessionale è da tempo desiderio e obiettivo delle parti sociali in Alto Adige, e a tal fine, a Roma è stato presentato un emendamento al relativo disegno di legge che mira a istituire, in aggiunta ai fondi statali, un fondo per la formazione continua che sia alimentato dalle aziende locali e venga utilizzato per l’aggiornamento professionale delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti altoatesini. In questo modo i mezzi finanziari rimarrebbero in provincia. La consigliera ha chiesto quindi di incaricare la Giunta provinciale di (1) promuovere la creazione di un fondo per la formazione continua che sia locale, territoriale e interprofessionale, nel quale far confluire i contributi già versati annualmente per la formazione continua delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti; (2) informare e sensibilizzare le aziende altoatesine affinché utilizzino il fondo locale, in modo da potenziare le misure di formazione continua per le lavoratrici e i lavoratori dipendenti. 
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha ritenuto la proposta interessante, rilevando che molte persone avevano chiesto un intervento di questo tipo. Una possibiità sarebbe anche un’assistenza pensionistica solo locale: la SVP dovrebbe adottare questa e altre iniziative di autonomia coraggiose, anche in altri settori.
Alex Ploner (Team K) ha evidenziato che se si attua questa mozione le associazioni devono avere il capitale e le risorse necessari ad applicarla. Il suo gruppo avrebbe appoggiato la proposta.
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha detto che la costituzione dei fondi interprofessionali è positivo; per le aziende che aderiscono al fondo imprese questa è un'opportunità facile per finanziare la formazione, grazie a parte dei contributi INPS accantonati in un fondo aziendale. In più, possono accedere al “fondo sistema” sulla base di bandi. L’accesso a contributi provinciali e FSE è invece diventato sempre più burocratico. La mozione è soprattutto rivolta a commercianti e artigiani, che hanno aziende piccole, ma il fondo provinciale forse serve più a mantenere agenzie di formazione, e togliendo risorse ai fondi interprofessionali si elimina uno strumento efficace. Ha quindi annunciato voto contrario.
Helmut Tauber (SVP) ha confermato che il suo settore ha lavorato molto bene con il fondo per la formazione dei collaboratori, aggiungendo però che anche le parti sociali sono d’accordo sull’istituzione di un fondo specifico per l’Alto adige, che permetterebbe di agire in modo più mirato.
Helmuth Renzler (SVP) si è detto completamente a favore della creazione di questo fondo, e ha dato ragione a Knoll riguardo al fatto che i soldi per i referenti vanno all’estero. La situazione attuale, ha aggiunto, si ripercuoterá in modo negativo sui contributi pensionistici, e quindi sui conti INPS.
In particolare dopo la crisi, la possibilità di formarsi, anche in modo nuovo, interesserà molte persone che hanno perso il lavoro, ha detto Ulli Mair (Die Freiheitlichen): un fondo altoatesino permetterà di agire in modo più mirato. La consigliera ha chiesto se giuridicamente la provincia avrebbe la possibilità di intervenire.
Gerhard Lanz (SVP) ha segnalato che finora c’erano alternative piú semplici, per esempio quelle del FSE; quando i fondi sono diminuiti e la procedura si è complicata si è cercato però un’alternativa, e i fondi nazionali hanno poco riguardo per le esigenze locali. I fondi locali mirati sarebbero quindi una buona alternativa.
L’ass. Philipp Achammer ha  chiarito che la proposta era condivisa dalle parti sociali, con eccezione di Assoimprenditori, i cui componenti avevano un proprio accesso ai fondi statali. ha ribadito che si trattava di contributi obbligatori che andavano a finire nel fondo nazionale e dovrebbero essere investiti in formazione, ma faticano a tornare nel territorio. Il fondo locale sarebbe un'alternativa, e il datore di lavoro potrebbe decidere dove versare i contributi. Bisogna creare i presupposti a livello statale perché si possa costituire un fondo locale, e infatti è stato presentato un emendamento al Job Acts. In quanto alle fondazioni di lavoro, attualmente mancano i presupposti giuridici. Magdalena Amhof ha spiegato che finora non c’era volontà di istituire un fondo simile, ma bisogna sfruttare l’attimo, visto che ora tutto è in movimento, per creare i presupposti a livello statale. Erano in particolare le parti sociali che si sono accordate per un fondo territoriale interprofessionale. È vero che l'industria in particolare è a favore del fondo nazionale, ma ogni azienda sarà libera di mettere i contributi dove ritiene giusto. Ha quindi ringraziato tutti coloro che avevano sostenuto l’iniuziativa, compreso l’assesore competente. La mozione è quindi stata approvata con 30 sì e 2 no.

Helmut Tauber (SVP) ha quindi presentato la mozione n. 401/21: Aggiornamento del fondo di rotazione (conss. Tauber, Lanz, Ladurner, Amhof, Locher, Vallazza e Renzler), con la quale, evidenziando che tra le misure per far fronte alle ripercussioni della pandemia di Covid-19 sull’economia figurano vari interventi di sostegno che sono stati messi in atto a partire dalla scorsa primavera, e che uno di questi interventi è stata la dilazione delle rate dei mutui erogati dal fondo di rotazione, agevolazione a cui molti hanno fatto ricorso, spiegava che attualmente non è più possibile dilazionare i pagamenti al fondo di rotazione, in quanto la delibera n. 258/2020 della Giunta provinciale prevede che gli istituti di credito e le società di leasing debbano comunicare all'Amministrazione provinciale entro il 30 settembre 2020 tutti quei contratti di mutuo o di leasing per i quali è stata concessa la dilazione richiesta dall'azienda; questo anche per poter emanare i relativi provvedimenti di concessione entro il 31 dicembre 2020. Per questo, egli chiedeva di incaricare la Giunta provinciale di offrire nuovamente la possibilità di dilazionare i mutui erogati dal fondo di rotazione, in modo da venire incontro alle imprese locali che non si sono ancora avvalse del dilazionamento e che hanno subito ingenti danni economici a causa della pandemia di Covid. 
Gerhard Lanz (SVP) ha ritenuto importante concedere questa possibilità, rivelatasi una modalità veloce per per garantire la liquidità durante la crisi.
L’ass. Philipp Achammer ha condiviso la proposta, chiarendo che accanto agli aiuti e alla sospensione di imposte un intervento importante sono le moratorie. Tramite il fondo di rotazione è stato possibile intervenire giá l’anno scorso per un massimo di 24 mesi, ma c’è chi non ne ha fatto uso perché non ne aveva bisogno, e a cui ora si vuole garantire questa possibilitá. Si tratta soprattutto di leasing e finanziamenti nel turismo. Helmut Tauber ha ringraziato l’assesore e i coleghi che avevano firmato, e ritenuto che lo spazio di manovra andasse garantito anche a chi aveva usufruito solo di un anno della dilazione: molti, infatti, pensavano di poter tornare a lavorare a gonfie vele dopo la primavera. La mozione è stata approvata con 31 sì e 1 astensione.

La seduta di oggi è conclusa. I lavori dell’aula riprenderanno domani mattina.

(MC)