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Consiglio | 11.03.2021 | 17:22

Lavori Consiglio: Libretti di risparmio dei bambini, criteri per sostegni all’economia- CON VIDEO

Mozioni di SVP e SVP/Lega Salvini Alto Adige Südtirol.

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Seduta del 11.03.2021
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In apertura della seduta pomeridiana, dedicata alle proposte della maggioranza, Alessandro Urzì (L'Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha posto la questione del non aver ricevuto informazioni dalla maggioranza sui famosi 500 milioni da iscrivere in bilancio, ritenendo l'operazione “una macroscopica presa in giro dell’opinione pubblica, e dei cittadini che stanno attendendo interventi importanti”. Ha chiesto quindi una riunione dei capigruppo in merito. Il pres.Josef Noggler ha sostenuto che probabilmente la discussione sul disegno di legge di variazioni al bilancio sarebbe avvenuta l’indomani mattina, e allora il presidente Kompatscher sarebbe intervenuto.

È stata quindi presentata la mozione n. 383/21: I libretti di risparmio per bambini non devono contare ai fini dell’accesso alle prestazioni nell’ambito dell’assistenza economica sociale (conss. Renzler e Amhof). Helmuth Renzler (SVP) ha spiegato che per chiedere prestazioni sociali le famiglie devono dichiarare il loro patrimonio, compresi i libretti di risparmio dei minori che poi rientrano nel conto per una percentuale stabilita. Il libretto di risparmio di un bambino o bambina non può però essere calcolato come facente parte del reddito familiare: i soldi messi da parte servono piuttosto per costruire il futuro di questi minori. Scopo della presente mozione era quindi ottenere per il futuro che i libretti di risparmio dei bambini non vengano più inclusi nel reddito familiare.  A questo scopo, si chiedeva di impegnare la Giunta (VERSIONE EMENDATA) a prevedere, con riferimento ai libretti di risparmio dei figli minorenni, un importo esente di 15.000 euro per figlio nel calcolo del reddito familiare ai fini della concessione delle ordinarie prestazioni dell’assistenza economica sociale.
Magdalena Amhof (SVP), cofirmataria, ha chiarito che i bambini non devono essere coinvolti nei problemi dei genitori, e quindi i libretti di risparmio speso aperti da zii e nonni al fine di garantire l’istruzione dei nipoti dovrebbe restare nella loro disponibilità. Ci si riferisce alle ordinarie prestazioni dell’assistenza economico-sociale, non alle prestazioni speciali Covid.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha ritenuto corretta l’iniziativa, perché il calcolo di questi risparmi ha spesso creato problemi per l’accesso alle prestazioni sociali. Un altro caso problematico è quello di un ragazzo che alla morte del padre ne ha ereditato l’appartamento, nel quale però vive la madre: ora in quanto proprietario non riceve più l’aiuto all'affitto, ma di fatto non ha un alloggio disponibile.
Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia), ha evidenziato che le proposte della maggioranza hanno bisogno di passare in Consiglio provinciale solo quando hanno bisogno delle opposizioni perché manca la maggioranza interna. La proposta era ragionevole e andava sostenuta, con la soddisfazione di aver permesso a una componente SVP di avere voce in capitolo all’interno del suo stesso partito.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha ricordato l’importanza dei libretti di risparmio, che insegnano anche a gestire la paghetta, tuttavia l’importo di 15.000 € le sembrava molto elevato, possibile solo a una famiglia molto benestante.
Minorenni si è fino ai 18 anni, quindi si puó arrivare anche a questa somma, ha detto Josef Unterholzner (Enzian). I libretti di risparmio dei figli non dovrebbero essere calcolati al fine degli aiuti sociali,
L’ass. Waltraud Deeg ha segnalato che in linea di massima le prestazioni sociali hanno l’obiettivo di sostenere chi si trova in situazioni molto difficili, per questo si considerano patrimonio e reddito del nucleo famigliare. Tuttavia, bisogna evitare che i genitori ricorrano ai risparmi dei figli in caso di estrema necessità, quindi avrebbe accolto la proposta. Renzler ha spiegato a Foppa che la soglia di 15.000 € era stata introdotta in un secondo momento, la prima proposta non proponeva un limite, poi si era pensato che forse qualcuno avrebbe potuto trovare l’escamotage di mettere il suo patrimonio sul libretto dei figli. Ci sono anche minori che hanno avuto la sfortuna di perdere un genitore, da cui hanno ricevuto una piccola eredità, che però non possono far valere fino a che non sono maggiorenni. La mozione è stata approvata con 31 sí e 1 no.

Gerhard Lanz (SVP) ha quindi presentato la mozione n. 384/21: Emergenza Covid-19: criteri per stabilire misure mirate a sostegno dell’economia locale (conss. Lanz, Tauber, Ladurner, Renzler - SVP e Mattei - Lega Salvini Alto Adige Südtirol), con la quale evidenziava che le misure che era stato necessario adottare a seguito della pandemia, come i lockdown, la chiusura delle attività lavorative, le restrizioni di viaggio ecc., assieme ai maggiori costi per la tutela della salute, e molte altre circostanze, avevano provocato una crisi economica mondiale, e che per sostenere le imprese nell’affrontare queste conseguenze sono necessari consistenti aiuti economici che possono andare dai contributi in conto capitale fino agli aiuti per investimenti. I soldi che arriveranno dalla UE serviranno tra l’altro a stabilizzare l’economia in grave crisi, pertanto le misure di sostegno dovrebbero favorire la ripresa e rafforzare strutturalmente le imprese particolarmente colpite dalla pandemia. Lavoratori dipendenti e autonomi, imprese ovvero attività economiche come, per esempio, i rappresentanti di commercio e le società che lavorano nell’artigianato, nell’industria, nel commercio e nel terziario devono ricevere aiuti economici, e si dovrà fare in modo che i soldi (di ristori,Recovery fund, ecc.) arrivino  lì dove servono veramente, vale a dire ad aziende che non sono riuscite a compensare con i propri mezzi gli ammanchi e le perdite degli ultimi dodici mesi. Egli ha quindi chiesto di incaricare la Giunta di tenere conto di quanto segue nella definizione degli interventi economici di sostegno alle imprese: (1) gli aiuti devono andare unicamente alle imprese che dimostrano di avere la loro sede operativa (emendamento) in provincia di Bolzano; (2) delle misure di sostegno devono beneficiare prima le imprese che svolgono la loro attività a titolo principale, mentre le attività secondarie vanno prese in considerazione in un secondo momento; (3) le misure di sostegno non vanno applicate seguendo i settori di attività o i codici ATECO, ma basandosi sul criterio dell’effettiva necessità economica; (4) facendo il confronto con il fatturato dell’anno precedente bisogna tenere conto di circostanze particolari che hanno portato a una contrazione del fatturato già nel 2019, come per esempio una ristrutturazione, la gravidanza della proprietaria dell’azienda o altri eventi simili; (5) gli aiuti finanziari messi a disposizione vanno utilizzati per spese ben determinate; (6) nel 2020 accanto alle conseguenze dei vari lockdown ecc. si sono verificati altri eventi particolarmente gravi, come per esempio danni dovuti al maltempo, a un incendio o a cause simili, che hanno comportato un andamento negativo degli affari, per cui vanno rafforzati gli interventi a sostegno di queste imprese; (7) se gli interventi a sostegno non sono riconducibili solo alle perdite di attività nel 2020 bisogna considerare anche la situazione patrimoniale dell’azienda.
Helmut Tauber (SVP), cofirmatario, ha riferito che la mozione è frutto di riflessione e confronto anche con i partner sociali, come dimostrano le molte firme che la sostengono È chiaro a tutti che il margine di manovra non è illimitato, ma anche che bisogna operare con urgenza. nel settore turistico ci sono 2,5 mld di mancato fatturato e tantissime imprese sull’orlo del fallimento, con collaboratori che hanno perso il posto di lavoro; il numero di pernottamenti è tornato a quello del 1980, e manca liquidità, ma con una direttiva chiara della Provincia sarebbe possibile anche l’anticipo di somme bancarie.
Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore- Fratelli d'Italia) ha ribadito che la maggioranza potrebbe già decidere autonomamente sul tema, ma evidentemente il dibattito nella maggioranza è acceso, quindi si chiede il sostegno dell’opposizione. Ha quindi raccolto l’appello, osservando però che molte aziende operano in Alto Adige pur non avendo qui la sede giuridica, e questo pone un problema. Questo documento pare quasi un ordine del giorno alla manovra di assestamento di bilancio, tuttavia più che gli impegni contano le misure concrete, e ci si troverá ad approvare una manovra che è di fatto una delega in bianco alla Giunta, sulla base di una disponibiliTá economica non verificata. Bisognerebbe prima interrogarsi su questo, piuttosto che decidere come spendere i soldi.
Josef Unterholzner (Enzian) ha apprezzato la mozione, ritenendo però che le aziende che fanno richiesta dovrebbero avere sede legale e operativa in provincia di Bolzano. Ha chiesto poi se esiste un tetto massimo patrimoniale da considerare, in particolare per imprese di grandi dimensioni. Una buona impresa può anche essere in grado di superare una perdita del 30%, questi aiuti dovrebbero andare alla tipica impresa altoatesina, che è molto piccola. Sono queste le imprese che non hanno potuto lavorare. Si era parlato si sostegno solo alle imprese sane: ma come si poteva valutare questa condizione?
Peter Faistnauer (Team K) ha chiesto se si tratta di aiuti sostanziali o di cosmesi, a pioggia, che alla fine non aiutano davvero chi si trova in difficoltà.
Helmuth Renzler (SVP), cofirmatario, ha ricordato che obiettivo della mozione è essere una forma di sostegno, non una misura sostitutiva del decreto statale, perció la richiesta di sostenere soprattutto le imprese con una attivitá va sostenuta, garantendo soprattutto la sopravvivenza di queste. L’ala sociale della SVP ha  fatto richiesta di analogo sostegno per i dipendenti, trattandosi di garantire la sopravvivenza di famiglie intere. attivitá secondarie possono essere considerate in un secondo momento.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) si è chiesto come mai si discutesse una mozione che di fatto era parte del pacchetto di misure che la popolazione attende da mesi, contenuto nel dlp che si sarebbe discusso dopo. Il punto (3) riguarda l’effettiva necessitá economica, su cui bisogna basarsi al di lá del codice ATECO, e questo è opportuno; anche nella valutazione dell’anno precedente bisogna distinguere tra situazioni diverse. Il punto (2) era in contrasto con il punto (3),perché non si trattava di considerare l’attività principale, ma dove si era stati effettivamente colpiti.
Franz Locher (SVP) ha ritenuto incomprensibile il punto (2), relativo all'attivitá secondaria, invitando a considerare una persona che fa il muratore  oi d’inverno il maestro di sci come attivitá secondaria, del tutto travolta dalla crisi, oppure ha un bar che ha avuto gli stessi problemi. Bisogna sostenere in generale chi ha perso degli introiti, anche secondari.
Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha rilevato una frattura nella maggioranza, e ha ritenuto i criteri condivisibili, Due mesi sono passati dall’annuncio el Ristori 5, e i soldi non sono ancora arrivati, ma sommando gli aiuti provinciali e statali ancora non si coprono tutti i danni, diventa ancora piú importante agire velocemente, senza porre troppi criteri.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha fatto riferimento alla situazione dei negozi di calzature che potevano vendere scarpe per bambini durante il lockdown: avevano tenuto aperto, ma con pochissimo guadagno. Come si sarebbe proceduto con queste situazioni?
L’ass. Philipp Achammer ha evidenziato che che l'aiuto è destinato principalmente a coloro che hanno perso il reddito a causa della crisi, e dovrebbe arrivare rapidamente. Lo scopo era di sostenere l’esistenza e i posti di lavoro, e non sarebbe stato possibile aiutare tutti. Se si voleva essere precisi, bisognava controllare esattamente, ma questo contrastava con l'urgenza. Ecco perché si voleva un aiuto rapido per le piccole imprese e un controllo più attento del rimborso dei costi per le imprese più grandi. L'occupazione principale doveva essere presa in considerazione per prima, ma questo non significava che l'occupazione secondaria fosse esclusa. L’ass. Arnold schuler ha confermato che si tratta di assicurare l’esistenza, e l’agriturismo al mano garantisce proprio l’esistenza a tanti masi contadini. Ha sottolineato anche che le misure di aiuto non si limitano al contenuto di questa mozione. Gerhard Lanz ha chiarito che era importante portare in aula un tema importante per tutta la provincia, raccogliendo anche pareri. L’azienda media dell’alto Adige è di 3-4 dipendenti, con fatturato di circa 400.000 €, costi per il personale, eventualmente anche cass integrazione ma una perdita di circa 50.000 €. Un contributo di 10.000 e è quindi sostanziale. L’azienda potrà decidere se chiedere contributi ai costi fissi o in conto capitale. In quanto alla sede operativa, è importante che qui si svolga l'attività. Se ci sono stati introiti nell’attività principale e perdite nella secondaria, grazie alla prima ci sará la possibilità di sopravvivere: questo principio è stato assunto anche in primavera. Questo non riguarda l’attivitá secondaria dei contadini. La mozione, ha ricordato, era stata presentata a inizio febbraio.
La mozione è stata quindi approvata: le premesse con 25 sì con 8 astensioni, il punto (1) con 29 sì, 3 no e 2 astensioni, il (2) con 29 sì, 3 no e 2 astensioni, il (3) con 30 sì e 4 astensioni, il (4) con 32 sì e 1 astensione, il (5) con 33 sì e 1 astensione, il (6) con 29 sì e 4 astensioni, il (7) con 32 sí e 1 astensione.

(continua)

(MC)