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Consiglio | 11.03.2021 | 13:09

Lavori Consiglio: Contributo di solidarietà, giovani donne

Mozioni di Team K/Gruppo Verde/Freiheitlichen/Movimento 5 Stelle/Partito Democratico-Liste civiche/SVP, Gruppo Verde.

È ripresa oggi in Consiglio provinciale la discussione della mozione n. 397/21: Fondo di solidarietà per l’Alto Adige, cofirmata da  Team K, Gruppo Verde, Die Freiheitlichen, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico - Liste civiche) e già presentata ieri da Maria Elisabeth Rieder, la quale ha presentato un emendamento cofirmato oltre che dai gruppi promotori anche dalla SVP, contenente una nuova parte dispositiva: la Giunta veniva impegnata 1. a sostenere le organizzazioni di aiuto e soccorso già attive in questi settori affinché promuovano e collochino meglio le loro iniziative, (2) a informare di queste iniziative le persone che desiderano offrire volontariamente un contributo di solidarietà e a sollecitarle attivamente a dare un contributo volontario secondo le loro possibilità; (3) a informare le persone che necessitano di aiuto sull'assistenza offerta dalle varie organizzazioni di aiuto e soccorso e a incoraggiarle ad accettare tale sostegno. CI sono tante persone che non hanno mai avuto bisogno di aiuto, ma ora hanno bisogno, eppure si vergognano ad accettare aiuti.
“La povertà non è una vergogna, è vergognoso come essa si crea”, ha detto Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) evidenziando che anche prima della crisi c’erano persone, soprattutto anziani, che faticavano ad arrivare a fine mese ma si vergognavano a chiedere aiuto.  La mozione era la risposta migliore a quella precedentemente trattata.
Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha annunciato sostegno, ritenendo però problematica la definizione “collocare le iniziative”, come se si intendesse privilegiare certi settori piuttosto che altri. Non vanno creati vincoli.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) si è detto d’accordo, ritenendo però problematica la scelta tra organizzazioni umanitarie che hanno il beneplacito della politica e organizzazioni che non lo hanno.
Magdalena Amhof (SVP) ha ringraziato la prima firmataria per aver accettato l’emendamento che permetteva di formulare una buona proposta, che teneva conto di quanto viene già fatto e rispondeva allo scopo di andare incontro alle persone. Ci sono persone che hanno bisogno per la prima volta, e non sanno a chi rivolgersi. La nuova formulazione permette a ciascuno di decidere liberamente come muoversi.
Gert Lanz (SVP), cofirmatario dell’emendamento, ha sostenuto la proposta, sottolineando che si era trovato una strada pragmatica e che la volontarietà deve rimanere. Forse il Consiglio provinciale poteva sostenere una iniziativa in particolare, rafforzandola. 
L’ass. Waltraud Deeg ha risposto evidenziando il valore di coloro che in questo periodo di crisi si attivano nel privato e nel pubblico per sostenere chi ha bisogno. Anche in Consiglio provinciale aveva rilevato molto impegno personale. La crisi aveva colpito molte persone, tante delle quali erano in difficoltà per la prima volta: giusto era che ci fosse chi accompagnava queste persone, ma anche dare loro coraggio e speranza, facendo vedere che si lavorava affinché potessero uscire da questa situazione. Nell’ultimo anno erano stati investiti 380 milioni per il sistema sociale, elaborando migliaia di richieste: spesso le tempistiche sono lunghe, e per questo si collabora con organizzazioni che hanno fondi ai quali anche i privati possono partecipare. Già nel 2020 le più grandi organizzazioni di aiuto sono state riunite in una task force per organizzare meglio i sostegni, anche con una messa in rete e un certificato “donazioni sicure” che riunisce 36 organizzazioni. Rieder ha replicato che in questo periodo difficile non si può fare tutto tramite mano pubblica, ma bisogna sfruttare la possibilità di agire in modo meno burocratico e più veloce. Approvare questa mozione con larga maggioranza, dopo discussione costruttiva, è un bellissimo esempio da parte del Consiglio provinciale. La mozione è quindi stata approvata all’unanimità (33 sì).

Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha quindi presentato la mozione n. 398/21: Le giovani donne sono essenziali per lo sviluppo della società. Evidenziando che gli studi riguardanti le zone rurali evidenziano che le giovani donne sono quelle che si muovono di più, ma che o le misure per favorire il ritorno in patria sono prevalentemente rivolte a uomini, e ciò succede in modo particolare per quanto riguarda le zone rurali, sottolineava che in quest’ambito vengono considerati come fattori caratterizzanti la decisione di lasciare o restare elementi quali la qualità del posto di lavoro, la vita associativa, lo spazio abitativo e il collegamento con i centri urbani, trascurando motivazioni più legate al mondo femminile quali (ricerca Eurac) l rapporto di coppia e la propria famiglia, la qualità della vita, la natura e l’offerta per il tempo libero, la formazione e chi si prende cura dei figli. Le differenze tra i desideri e le esigenze degli uomini e delle donne nel prendere decisioni di questo tipo hanno quindi una grandissima importanza strategica ai fini degli sforzi intrapresi per “riportare in patria” le giovani altoatesine e i giovani altoatesini. Esperienze e studi realizzati in Stiria e Germania evidenziano una maggiore tendenza delle giovani donne a trasferirsi in città, mettendo in guardia dal pericolo che nelle regioni periferiche si arrivi a una composizione diseguale della popolazione dal punto di vista socio-economico, che avrebbe degli effetti negativi sullo sviluppo regionale. Per evitarli, ma anche per permettere alle giovani donne di realizzare i loro progetti di vita e di vedere accolte le loro esigenze, bisogna innanzitutto effettuare una rilevazione del fenomeno, poi stabilire assieme alle donne le condizioni quadro adeguate alle loro specificità esistenziali, e infine passare alla messa in atto e alla realizzazione di queste condizioni generali.  Pertanto, la consigliera proponeva (versione emendata co-firmata da Jasmin Ladurner e Magdalena Amhof, SVP) di incaricare la Giunta provinciale (1) ad avviare un processo, anche in collaborazione con varie rappresentanze delle donne, dei giovani e del mondo rurale, per individuare le necessarie e possibili condizioni quadro, al fine di contrastare l’emigrazione dall’Alto Adige in generale e più specificamente dalle sue zone rurali; (2) a recepire le azioni conseguenti al punto 1 nell’elaborazione degli obiettivi politici strategici della Giunta provinciale.
L'ass. Maria Hochgruber Kuenzer, richiamando la sua esperienza nel settore, ha evidenziato che per le donne sono importanti in particolare le opportunità di collegamento e di assistenza ai bambini. Uno studio riguardante gli Appennini ha dimostrato chiaramente che sono le donne a decidere la sopravvivenza dell'area rurale. L’Alto Adige è in buona posizione, in quanto qui l’area rurale è ancora viva. Miglioramenti sono possibili, per esempio dal punto di vista digitale, e importante è l’opera delle associazioni che lavorano in loco, e ben conoscono le esigenze delle persone. L’area rurale non ha bisogno solo di contadine, ma anche di mediche e avvocate. Questa mozione è un passo nella direzione giusta.
Ricordando la sua esperienza dell’azienda sanitaria, Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha evidenziato che dalle trattative per attrarre medici in primo piano era sempre la disponibilità di assistenza per i bambini. Qui c’era bisogno di recuperare, e scuole a tempo pieno sarebbero state utili.
Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha ricordato una mozione del Dreier Landtag, relativa a uno studio sulle esigenze delle donne nelle periferie, dove esse perdono molto tempo negli spostamenti. In quest’ambito va considerata di nuovo l’opportunità di riconoscere il tempo dedicato alla cura dei figli ai fini pensionistici, il che permetterebbe di stare a casa dando anche in questo modo un importante contributo, in termini di cura e assistenza.
Jasmin Ladurner (SVP), cofirmataria dell’emendamento, ha evidenziato la buona condizione delle aree rurali altoatesine, ciononostante c’è un certo esodo, di cui un’apposita piattaforma si sta occupando. Ha ricordato anche la sua precedente proposta per mantenere in periferia spazi di co-working, che evitino il pendolarismo e garantiscano flessibilità, approvata dal Consiglio.
Magdalena Amhof (SVP), cofirmataria, ha evidenziato che gli studi in merito avevano evidenziato le particolari esigenze delle donne in quest’ambito, dimostrando che c’era necessità di intervenire concretamente: Ha ricordato che negli ultimi 7-8 anni era stato fatto molto per garantire l’assistenza alla prima infanzia anche in periferia, ma dal punto di vista digitale c’è ancora molto da fare, non solo per le donne.
Franz Locher (SVP) ha ritenuto molto positivo affrontare la tematica, che riguarda non solo giovani donne ma anche giovani uomini. Certi tragitti in periferia sono difficoltosi, banda larga e asilo non bastano a risolvere il problema. Da uno studio emerge che le giovani donne una volta trovato un posto di lavoro nell’area urbana faticano a tornare. Ci sono progetti di promozione delle attività economiche nelle aree rurali, alcuni molto positivi, questa mozione va sostenuta.
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha sostenuto che avrebbe apprezzato che si parlasse anche delle zone urbane, essendo già stato fatto un eccellente lavoro per le zone rurali. Il PD aveva sempre invitato a passare da una politica dei sussidi a una dei servizi, e anche in quest’ambito evidentemente quello che mancava alle donne era la possibilità di scegliere tra progetti e sussidi. Avrebbe sostenuto la mozione.
Diversi studi hanno dimostrato che i giovani sudtirolesi spesso e volentieri restano all’estero, e di questi più della metà sono giovani donne: lo ha detto Hanspeter Staffler (Gruppo Verde), cofirmatario della mozione, rilevando l’importanza di un sistema di monitoraggio che permetta di verificare se le misure messe in atto senza che siano collegate tra loro sono veramente efficaci.
Helmut Tauber (SVP) ha ricordato lo sviluppo positivo degli ultimi decenni, in particolare con la decisione di fare zone artigianali nei singoli paesi. Con il recovery Fund si potrà migliorare ulteriormente la situazione, per esempio promuovendo i co-working-spaces promossi da Ladurner, o le microstrutture.
Gerhard Lanz (SVP) ha evidenziato che l’area rurale, la regionalità, il ritorno alla natura avevano ripreso valore proprio durante la pandemia. È importante considerare le esigenze di genere, senza tuttavia limitarsi a catalogare i ruoli: l’assistenza ai bambini dovrebbe riguardare anche gli uomini. Quando operava nell’associazione artigiani, dove aveva portato avanti iniziative di promozione delle opportunità di lavoro e formazione nelle aree rurali: ci sono sempre nuove sfide da affrontare, per questo avrebbe sostenuto la mozione.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha evidenziato che l’emendamento, al contrario della versione originaria, considerava maggiormente le esigenze di entrambi i sessi, apprezzando. Un’area rurale forte è importante anche per le minoranze.

La discussione della mozione proseguirà nella prossima sessione di Consiglio. Questo pomeriggio è in programma la trattazione delle proposte della maggioranza, che inizierà presumibilmente verso le 15 (alle 14.30 è prevista una riunione dei capigruppo).

(MC)