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Consiglio | 11.03.2021 | 11:50

Lavori Consiglio: telemedicina, taglio dello stipendio solidale di politici e dipendenti pubblici

Mozioni di Movimento 5 Stelle, Enzian.

Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha quindi presentato la mozione n. 400/21: Telemedicina e telecooperazione per l'assistenza medica capillare e decentrata alla luce del discorso programmatico del premier Draghi, con la quale evidenziava che la telemedicina, promossa dalla Commissione Europea e oggetto di linee guida del Consiglio Superiore di Sanità, sarebbe particolarmente utile i n un territorio come quello altoatesino, costituito da valli e piccoli paesi spesso distanti rispetto alle città più grandi, anche a fronte della carenza di personale. Ricordava inoltre che nelle nuove forme d’aggregazione dei medici di medicina generale, la Telemedicina e la Teleassistenza rappresentano esempi di come la tecnologia possa supportare un’efficace operatività di tali forme organizzative, anche ai fini della gestione della cronicità, e che, per patologie croniche a stadi avanzati e gravi, il supporto della Telemedicina specialistica consente di mantenere il paziente a casa, specie nel caso di pazienti fragili e/o anziani, e che le citate linee guida distinguono due aspetti possibili del rapporto medico-paziente: la televisita e la telecoperazione: la prima è un atto sanitario in cui il medico interagisce a distanza con il paziente, la seconda consiste nell’assistenza fornita da un medico o altro operatore sanitario ad un altro medico o altro operatore sanitario impegnato in un atto sanitario. Il consigliere, ricordando di aver presentato analoga mozione un anno e mezzo fa, e che allora venne invitato a ripresentarla più avanti, ha quindi chiesto di impegnare la Giunta (1) a implementare nell’ambito della Telemedicina i Servizi di Telemedicina del Territorio erogati dai Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera Scelta (PLS), (29 a realizzare l’infrastruttura informatica, organizzativa ed umana affinché il servizio di telemedicina sia operativo attraverso la tele-cooperazione sia nelle situazioni di emergenza sia nelle realtà distaccate, (3) a realizzare un protocollo d’intesa per la “Telemedicina Transfrontaliera” per potenziare le sinergie con il Land Tirol.
Franz Ploner (Team K) ha rilevato che la telemedicina è particolarmente importante nell’ambito della pandemia, quindi la mozione particolarmente attuale. Questi sistemi possono essere utili anche per il triage. La telemedicina rende piú sicuro il sistema sanitario, permette di utilizzare meglio le risorse, copre eventuali lacune a fronte di un aumento delle prestazioni sanitarie da parte della popolazione che invecchia. Anche la mancanza di medici nelle zone rurali richiede un approccio di telemedicina. La tecnologia non permette solo di seguire i pazienti da lontano, ma anche di prendere visione di referti e documenti, velocizzando la catena di cura. va però garantita la privacy dei pazienti. Il suo gruppo avrebbe appoggiato la mozione.
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha sostenuto la mozione “al 1000%”, evidenziando che tali tecnologie sono giá utilizzabili, ma in provincia di Bolzano bisogna prima colmare un gap tecnologico di accesso ai dati: un medico locale denunciava che per inserire i dati di un paziente ci vogliono ben 20 minuti, questo è inaccettabile. Bisogna evitare però investimenti enormi che si rivelano poco efficaci, come in attrezzature in costante rinnovamento o in sistemi informatici non funzionanti: sotto la direzione Schael furono spesi a questo scopo 100 milioni, di cui non si sa l'utilizzo concreto. Bisogna inoltre integrare meglio ospedale-territorio, e insistere sull’informatizzazione dell’azienda sanitaria: essa deve riguardare anche il registro vaccinale e la fornitura di ricette ai pazienti.
Hanspeter Staffler (Gruppo verde) ha sostenuto la mozione, aggiungendo però che l’infrastruttura non è all’ultimo stadio della tecnica. Se si desidera coinvolgere i medici di base, che hanno già molto da fare, bisogna intervenire con sistemi semplici e intuitivi, che l’amministrazione deve mettere a disposizione. Un sistema centralizzato è poco efficace, servono approcci decentralizzati.
L’ass. Thomas Widmann ha condiviso l’idea che la telemedicina sia il futuro , affermando che soprattutto in radiologia è già in uso. S è detto d’accordo con Staffler: l'approccio centralistico è sbagliato. Il piano strategico informatico per la sanitá vede la messa in rete del territorio come obiettivo principale, ovunque in Europa ci stanno lavorando, e l'Alto Adige è molto avanti in questo; anche la teleassistenza è stata fortemente implementata. C'è un piano triennale per il 2021-2, che è attualmente in fase di attuazione, e si cerca di estendere la rete dei medici di assistenza primaria. Quindi molto lavoro è già in corso, e nel frattempo circa 1.200 persone vengono curate con la telemedicina. Attualmente si sta acquistando un sistema separato per il teleconsulto con gli specialisti. Nell’ambito dello scambio transfrontaliero diretto c’è ancora bisogno di passi avanti, in sostanza molto è stato fatto, molto ancora da fare. La proposta è in gran parte superata. Nicolini ha replicato che un anno fa l’ass. Widmann aveva detto che il tempo non era ancora maturo, ora sembra tutto fatto, ma in relatá così non è. Ha lamentato che mancasse la disponibilitá ad accogliere le proposte dell’opposizione, sempre con la risposta che si è giá provveduto, per poi annunciare come propri gli stessi interventi suggeriti. Posta in votazione, la mozione è stata respinta con 18 no e 15 sì.

Josef Unterholzner (Enzian) ha quindi presentato la mozione n. 402/21: Lockdown - onere finanziario per la popolazione, ricordando di averla proposta a tutti i colleghi e di non aver ricevuto risposta da nessuno. Poi, stranamente, l’aveva trovata sulla stampa. Con la mozione, evidenziando che la gente muore di Covid, con il Covid, arrabbiata e senza speranza, ma anche l’economia conta le sue vittime, e mentre i dipendenti pubblici hanno per lo più continuato a percepire il loro stipendio, generato da coloro che operano nella libera economia di mercato, coloro che operano nell’economia sono ora in grande crisi, a volte le loro difficoltà sono insormontabili. A molte persone è stato impedito di guadagnarsi da vivere. Pertanto, i primo luogo i politici potrebbero e dovrebbero dare il buon esempio, e lanciare un segnale anche al fine di migliorare un po’ la propria immagine fortemente danneggiata. Il consigliere ha chiesto quindi di impegnare la Giunta (1) ad adoperarsi affinché tutti i consiglieri provinciali rinuncino volontariamente per la durata di un lockdown, anche parziale, al 50% del proprio stipendio netto; (2) ad adoperarsi affinché tutti i dipendenti pubblici che lavorano in smartworking rinuncino volontariamente per la durata di un lockdown, anche parziale, al 25% del proprio stipendio netto, (3) a destinare il denaro derivante dalla riduzione di stipendio val 100% a famiglie e persone comprovatamente bisognose che in seguito alle misure antipandemia hanno perso il lavoro e quindi il 100% del proprio reddito. Con questa iniziativa, Unterholzner non intendeva sottrarre qualcosa a politici e impiegati pubblici, ma far loro capire come si sentono gli altri, trasmettendo anche la consapevolezza che sono le imprese e chi vi lavora che pagano i dipendenti pubblici, i quali non generano soldi, ma li consumano. C’è invece bisogno di chi genera plusvalore. Bisogna indagare la situazione con un po’ di autocoscienza, ripensando alcune misure che sono incomprensibili, e invece che essere utili danneggiano. Nella crisi del 2009, come imprenditore, era stato il primo a rinunciare al suo compenso mensile per darlo ai suoi collaboratori, quindi non vedeva perché i consiglieri non potessero fare altrettanto, versando parte del loro stipendio a Südtirol hilft. Il pres. Josef Noggler ha spiegato che la Giunta non può imporre una decisione volontaria, e che la mozione come scritta non poteva esere attuata. Ha invitato  quindi a riformulare la parte dispositiva ed evidenziando che la competenza sarebbe semmai del Consiglio regionale..
Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha apprezzato la proposta, spiegando che non l’aveva sottoscritta perché non d'accordo con il punto (2) sui dipendenti pubblici, molti dei quali guadagnano un minimo vitale. Egli come appartenente ai 5 stelle giá si taglia lo stipendio, ma è contrario perché vede che crea negli altri dei sentimenti negativi verso il Movimento, “poiché facciamo quanto altri non hanno il coraggio di fare”. Essendo imprenditore, poteva confermare che se non avesse lo stipendio da consigliere sarebbe nella disperazione più completa: nessun ristoro può bilanciare l’attivitá persa. I politici devono dare un segnale concreto.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha spiegato che egli aveva risposto a Unterholzner, spiegandogli anche le sue motivazioni, per una questione di rispetto. Non aveva cofirmato la mozione pur sapendo che la situazione è difficile per molti, perché cede già 2.500 € del suo stipendio per aiutare due persone, e vuole decidere individualmente chi e come aiutare. Intervenire personalmente e permette di aiutare persone di cui si conoscono i bisogni e la storia: se tutti scegliessero questa strada, molte meno persone avrebbero bisogno di aiuto.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha trovato che la mozione non fosse una proposta seria e attuabile. La cosa grave non è quello che riguarda i politici, bensì mettere contro pubblico e privato, accusando chi lavora nel pubblico. Sono le persone che lavorano nel servizio pubblico ad essere state attive nella sanità, nella didattica a distanza, ad assistere i figli in homeoffice, a curare le persone con disabilità: non è solo un falegname a garantire benessere, le persone non vanno messe le une contro le altre. Ogni settore genera benessere, e bisogna smettere di parlare bene solo del privato, come fa il consigliere.
Carlo Vettori (Alto Adige Autonomia) ha definito “qualunquista” la mozione; da imprenditore, Unterholzner è diventato “un comunista della peggior specie”, andando a insultare i dipendenti pubblici facendo di tutta un’erba un fascio, a favore di una platea che va in piazza fomentata da un orrendo modo di fare politica. Nello smartworking ci sono anche i vari insegnanti molto impegnati a tenere in piedi la scuola a distanza, magari molte sono mamme che nel frattempo devono anche tenere i figli. La mozione è “un’accozzaglia qualunquista” e pericolosa per la stabilitá sociale.
Paul Köllensperger (Team K) ha chiarito che la il tema riguarda il Consiglio regionale, e che inoltre i consiglieri non sottostanno alla Giunta: l’invito sarebbe dovuto essere rivolto direttamente a loro. Non considera inoltre che molti destinano già parte dle loro stipendio in beneficenza. Il suo gruppo per esempio rinuncia alla parte esentasse dello stipendio, come Unterholzner ben sa, avendone fatto parte. Un’azione volontaria è volontaria, non deve essere imposta dalla Giunta. Il consigliere ha quindi consigliato di ritirare la mozione presentandola in forma più attuabile.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha ricordato che i dipendenti pubblici non solo possono lavorare, ma di fatto lavorano, dando il loro contributo al benessere della comunità, e pagando le tasse. I dipendenti pubblici non solo al lavoro “just for fun”, ma per gestire e portare avanti il bene comune. L’economia si compone di settore pubblico e imprenditoria, vi contribuiscono tutti. Unterholzner dovrebbe ritirare la mozione.
Anche Andreas Leiter Reber (Die Freihietlichen) ha detto di aver contattato Unterholzner, che quindi non può dire che nessuno ha reagito alla sua proposta. Ha quindi ricordato che ieri il collega non aveva firmato la mozione sul fondo di solidarietà dicendo che non serviva, perché chi vuole donare qualcosa può farlo. Ci sono molti consiglieri che fanno beneficenza senza dirlo pubblicamente, inoltre essi non sottostanno alla Giunta provinciale.
“Questi sono i danni del comunismo dilagante”, ha detto Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia), in una gara a chi è piú puro degli altri. Far passare il messaggio che i lavori dipendenti sono dei privilegiati è sbagliato, sono delle persone che fortunatamente in questo momento hanno migliori garanzie, ma non per questo devono essere penalizzati: piuttosto bisogna andare incontro a chi ha difficoiltá, cosa che è possibile grazie all’ampio bilancio della provincia. è fastidioso vedere qualcuno che si riempie la bocca di beneficenza e vuole imporla agli altri: ciascuno fa in base alle sue possibilitá e ai suoi obiettivi. La competenza, infine, è del Consiglio regionale.
In replica, Josef Unterholzner ha apprezzato quanto detto da Nicolini, che ha ammesso che se non avesse lo stipendio di consigliere per lui sarebbe una tragedia: con la sua mozione voleva mettere in evidenza questo, vale a dire che i consiglieri hanno i loro stipendi, mentre certe persone nel privato non ha più nulla. Chi è in smartworking non ha costi di trasporto: è un dato di fatto, per questo la mozione non si puó dire populista. Ha aggiunto di avere la percezione di essere forse l’unico che non vede solo coronavirus ma anche le conseguenze dell’emergenza. La mozione forse non era attuabile, ma non l’avrebbe ritirata;  aveva comunque capito che nessuno era disposto a lavorare in questa direzione, anche  se avrebbe fatto bene all’immagine dei destinatari. In primis, si trattava di rivedere certe ordinanze, che facevano danni. Il presidente Noggler ha ricordato che la mozione così come scritta non era attuabile, Unterholzner l’ha quindi ritirata annunciando che l’avrebbe fatta rielaborare da un legale per ripresentarla.

(continua) 

(MC)