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Consiglio | 10.03.2021 | 18:05

Lavori Consiglio: mascherine FFP2 gratuite, fondo di solidarietà

Mozione di Alto Adige nel cuore - Fratelli d'Italia e mozione congiunta di Team K, Gruppo Verde, Die Freiheitlichen, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico - Liste civiche. La seduta di oggi è terminata

Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d'Italia) ha quindi presentato la mozione n. 393/21: Mascherine FFP2 obbligatorie ma gratis o a prezzo calmierato, con la quale, evidenziando che il SARS-CoV-2 responsabile della malattia respiratoria Covid-19 può essere trasmesso da persona a persona, di solito dopo un contatto stretto con un paziente infetto, ad esempio tra familiari o in ambiente sanitario, e che la via primaria di trasmissione sono le goccioline del respiro (droplets) delle persone infette, tramite saliva, tossendo e starnutendo e toccando con le mani contaminate - non ancora lavate o disinfettate - bocca, naso o occhi, e ricordando che da “provincia degli scaldacollo” l’Alto Adige si era trasformata in una delle province più rigide sull'utilizzo delle mascherine ffp2, evidenziava che, seppur notevolmente diminuito negli ultimi mesi, il prezzo di queste mascherine restava tuttavia piuttosto rilevante e in grado di incidere in maniera considerevole nel bilancio di molte famiglie, considerato che come le mascherine chirurgiche, anche le FFP2 sono infatti dei dispositivi “usa e getta”, utilizzabili in modo continuativo per solo 6/8 ore. Egli chiedeva quindi di impegnare la Giunta provinciale a voler attivarsi per provvedere in tempi brevissimi alla distribuzione di mascherine FFP2 su tutto il territorio provinciale o a disporre modalità di intervento anche diretto sui rivenditori - con eventuale propria compartecipazione finanziaria o attraverso bando diretto di acquisizione sul mercato dei lotti necessari - per la calmierazione del prezzo di FFP2.
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha rilevato che l’obbligatorietà delle FFP2 introdotta con ordinanza aveva comportato un aggravio del prezzo e quindi un maggiore esborso per le famiglie. Il mercato aveva però provveduto a calmierare i prezzi, mentre un intervento pubblico avrebbe potuto essere controproducente. La proposta era interessante, ma forse si poteva procedere con un contributo forfettario per le famiglie meno abbienti, pari circa 120 € al mese considerando una famiglia di 4 persone.
Il prezzo delle FFP2 è ancora alto, ha convenuto Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), anche considerando che va cambiata spesso. Ci saranno però a breve sul mercato mascherine con una membrana, con maggiore protezione, quindi forse la formulazione dovrebbe essere lasciata aperta.
Franz Ploner (Team K) ha fatto riferimento all'obbligo di mascherine FFP2-FFP3 nei luoghi pubblici o sui mezzi di trasporto, evidenziando che vanno portate in modo corretto e facendo riferimento alle relative caratteristiche. Se c’è quest’obbligo, la Giunta deve dare un sostegno finanziario, per coprire i relativi costi; per determinate categorie esse dovrebbero essere messe a disposizione gratuitamente.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha evidenziato che in questo periodo l’influenza che di solito è diffusa in inverno non esiste, e ciò significa che le mascherine e il distanziamento hanno avuto efficacia. Ha quindi sostenuto la mozione, ritenendo che probabilmente ci si dovrà abituare alle mascherine anche dopo la pandemia. 
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha segnalato che l’Alto Adige non è l’unica Regione ad aver previsto l’obbligo di FFP2 in determinate situazioni, e che la distribuzione gratuita non è affrontabile logisticamente. Calmierare il prezzo non ha funzionato neanche a livello statale, creando il caos. Quando entrano sul mercato sufficienti prodotti, il prezzo si regola. Urzì si è rammaricato che la Giunta non prendesse in considerazione un intervento calmierante del prezzo, la mozione è stata respinta con 12 sì, 18 no e 2 astensioni.

Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha quindi presentato la mozione n. 397/21: Fondo di solidarietà per l’Alto Adige, cofirmata da  Gruppo Verde, Die Freiheitlichen, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico - Liste civiche), con la quale, evidenziando che si moltiplicano le richieste di aiuto delle cittadine e dei cittadini che temono di non poter più pagare l'affitto, le spese accessorie delle loro abitazioni e gli alimentar, e che con il protrarsi della pandemia aumentano le preoccupazioni e le categorie che subiscono perdite, ricordava che il lockdown in primavera aveva già duramente colpito le libere e i liberi professionisti così come le lavoratrici e i lavoratori stagionali e precari, i quali avevano quasi completamente perso i loro redditi e in molti casi non avevano nemmeno beneficiato degli aiuti immediati. Molte persone erano state in grado di superare gli ultimi mesi grazie ai loro risparmi e speravano inoltre di poter mantenere le loro attività lavorative, ma ora che si profilava un’ulteriore interruzione erano disperati. Data la crisi del Governo, non ci si potevano aspettare aiuti da Roma nelle prossime settimane o mesi. Bisognava quindi trovare un altro modo per assistere le altoatesine e gli altoatesini, quale un fondo centrale per fornire un aiuto proprio in questi casi di grave difficoltà dovuti al Coronavirus: l'Alto Adige doveva mantenere una coesione sociale a lungo termine, e questo presupponeva una "società solidale". Rilevando che non ci sono solo persone che hanno  bisogno di aiuto, ma anche persone che vogliono dare un contributo, al consigliera chiedeva quindi di impegnare la Giunta (1) a creare un fondo di solidarietà in cui tutti le altoatesine e gli altoatesini possano versare un importo senza complicazioni burocratiche; (2) a coinvolgere attivamente nella sua istituzione le associazioni sociali e gli uffici che già distribuiscono contributi di questo tipo e a coordinarsi con essi per evitare sovrapposizioni; (3) a stabilire dei criteri per la distribuzione di tali risorse; (4) a esaminare e considerare la possibilità di coinvolgere i Comuni nella distribuzione dei mezzi del fondo di solidarietà.
Magdalena Amhof (SVP) ha rilevato che effettivamente ci sono molte persone che vogliono aiutare, però in maniera efficace. In Alto Adige ci sono già molte organizzazioni che dispongono di questi fondi di solidarietà: ACLI, Associazione famiglie cattoliche, Caritas, San Vincenzo ecc. L’associazione delle famiglie cattoliche ha appoggiato anche un’iniziativa a Natale, individuando poi con grande difficoltà le famiglie da aiutare. La creazione di un ulteriore fondo non è opportuna, piuttosto è meglio rendere più visibili i fondi esistenti. La mozione va quindi respinta.
Gerhard Lanz (SVP) ha parlato di tematica molto sensibile, rilevando però il pericolo di “greenwashing”, ovvero strategie per sembrare migliori di quanto si è. Più di un anno fa era stata lanciata un’iniziativa analoga tramite Südtirol hilft e chi lo desiderava poteva mettere a disposizione per tre mesi una parte del suo stipendio. Sarebbe sbagliato istituire un nuovo fondo, perché richiede tempi lenti, meglio sarebbe dare maggiore pubblicità ad azioni esistenti.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha riferito che molti cittadini sarebbero pronti a contribuire, ma sapendo a chi vanno i soldi, con il desiderio che vadano alla popolazione locale. Spesso si trascurano i problemi della propria comunità, dove ci sono persone che si vergognano di chiedere ma non arrivano a fine mese.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde), cofirmatario, ha evidenziato che il fondo di solidarietà sarebbe per altoatesine, altoatesini e tutti coloro che vivono in Alto Adige, in situazione di difficoltà. La rete sociale è molto forte, ma le maglie non sono sufficientemente fitte: il fondo raccoglierebbe chi sfugge da esse. È vero che ci sono già fondi del genere, ed è vero che bisogna essere veloci, quindi forse la proposta del collega Lanz è giusta: pubblicizzare maggiormente strumenti esistenti.
Josef Unterholzner (Enzian) ha ricordato un intervento del Presidente della Provincia su Südtirol 1 a favore della beneficenza: lui aveva apprezzato la proposta, auspicando che egli desse in beneficenza il suo stipendio, come lui stesso aveva fatto a dicembre. Questa era la soluzione più semplice e pragmatica, basta fare un versamento. Più che la beneficenza, tuttavia, sarebbe utile permettere alla gente di lavorare, senza rinchiuderla in casa facendola ammalare.
Secondo Paul Köllensperger (Team K), cofirmatario, la solidarietà si basa sulla volontarietà - Südtirol hilft era stata un’azione di successo, ma con la mozione si intendeva portare tutto a un livello istituzionale. Si è detto però aperto ai suggerimenti.
Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle), cofirmatario, ha evidenziato che bisogna evitare il benaltrismo, oppure di vincolare la destinazione dei fondi raccolti a questo o all’altro gruppo: importante è dare il buon esempio e far arrivare il messaggio che tutti coloro che non sono stati colpiti dalla pandemia possono dare un aiuto agli altri.

La discussione della mozione riprenderà domani a partire dalle 10.00. La seduta di oggi è terminata.

 

(MC)