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Consiglio | 10.03.2021 | 17:26

Lavori Consiglio: sostenere famiglie e donne, odio in rete

Mozioni di Süd-Tiroler Freiheit, Gruppo Verde.

Link foto (Consiglio/Werth): https://www.flickr.com/photos/190091852@N05/

Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha presentato oggi in Consiglio provinciale la mozione n. 392/21: Sostenere finanziariamente le famiglie e le donne, restituire ai cittadini i diritti e le libertà fondamentali (emendata) con la quale, evidenziando che a causa della crisi da coronavirus molte famiglie versano ormai in difficoltà finanziarie, molti genitori hanno perso il lavoro oppure percepiscono solamente la cassa integrazione e non sanno più come far fronte alle spese fisse di ogni mese, sentendosi abbandonati dalla politica, e che anche il passaggio alla didattica a distanza delle scuole per molte famiglie comporta notevoli spese, essendo necessari apparecchi più potenti e, specialmente negli istituti tecnici, software specifici, ricordava che anche prima dell’emergenza Coronavirus i genitori lamentavano crescenti difficoltà nel far fronte alle spese che la scuola porta con sé ogni anno, e che in Germania, oltre all'assegno per i figli, i genitori ricevono un bonus una tantum di 150 euro per ogni figlio, cosa che sarebbe una nota positiva anche per molte famiglie della provincia di Bolzano. A tutto ciò si aggiungono anche le maggiori spese di coloro che a causa delle misure di contrasto al Coronavirus sono costretti a lavorare da casa, e la crescente necessità di prendersi cura in casa dei bambini o delle persone bisognose di assistenza, poiché i bambini svolgono le attività didattiche a distanza e hanno bisogno di molto sostegno, e anche perché molte famiglie hanno deciso di occuparsi autonomamente dei familiari che necessitano di assistenza. Considerando anche che le donne stanno particolarmente soffrendo per la crisi dovuta al Coronavirus, e che il 98% dei posti di lavoro persi in Italia a dicembre sono femminili, deve essere nell'interesse di tutti i componenti del Consiglio provinciale sgravare il più possibile le famiglie e le donne in questi tempi difficili. Il pacchetto di aiuti per l'emergenza coronavirus che il Consiglio provinciale si accinge ad approvare rappresenta un passo nella giusta direzione, ma non sarà sufficiente a compensare i danni finanziari attuali e a lungo termine per le imprese e i cittadini della provincia di Bolzano: è quindi necessario pianificare sin d'ora concretamente ulteriori interventi di sostegno, oltre che ripristinare al più presto la libertà di movimento all’interno del territorio provinciale e a livello transfrontalierio. Pertanto, la consigliera chiedeva di incaricare la Giunta provinciale (1) di adoperarsi affinché siano create al più presto le condizioni giuridiche in modo che gli anni dedicati all'educazione e alla cura dei figli siano riconosciuti ai fini pensionistici; (2) di creare le condizioni giuridiche affinché le famiglie con un reddito annuo fino a 55.000 euro ricevano un sostegno finanziario di 150 euro per ogni figlio; (3) di verificare insieme al Consorzio dei Comuni le possibilità di ridurre il più possibile, se non addirittura sospendere per quest’anno, le imposte comunali come aiuto immediato d'emergenza per i cittadini, (4) di adoperarsi affinché ai cittadini, oltre al bonus sociale, nel 2021 venga concessa una riduzione delle tariffe di elettricità e gas, (5) di predisporre ulteriori pacchetti di aiuti finanziari trattenendo a tale scopo in provincia di Bolzano i 500 milioni di euro annui destinati al ripianamento del debito pubblico italiano, al fine di fornire sostegno finanziario alle imprese e ai cittadini, (6) di modificare l'attuale ordinanza in materia di coronavirus in modo da consentire nuovamente le riunioni con i parenti stretti (genitori, fratelli e sorelle e nonni) in tutta la provincia, (7) di modificare l'attuale ordinanza in materia di coronavirus in modo da consentire nuovamente di spostarsi con l'automobile per svolgere attività sportiva all’interno e al di fuori del proprio Comune di residenza. (8) di adoperarsi affinché venga abolito l'obbligo di quarantena di 14 giorni per chi proviene dal Tirolo del Nord e Orientale ed esibisce un test Covid negativo, e affinché siano nuovamente consentiti i ricongiungimenti transfrontalieri dei partner e delle famiglie. Atz TAmmerle ha domandato come mai non si fosse approfittato della, formazione del nuovo Governo per fare queste richieste a favore della provincia di Bolzano, e invitato a dare un segnale forte approvando questa mozione, non sapendo se il pacchetto predisposto dalla SVP, ancora da discutere, sarebbe effettivamente stato approvato.
Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha evidenziato che i perdenti dalla crisi sono i giovani, soprattutto quelli di famiglie deboli, che hanno svantaggi nella formazione: il 20,7% di bambini e giovani sono a rischio povertà. Poi ci sono il ceto medio, sempre più svantaggiato, e le donne, per il cui reinserimento nel mondo del lavoro la consigliera si sarebbe aspettata di trovare un progetto nell'ambito del recovery fund. Va inoltre riconosciuto ai fini pensionistici il lavoro di cura. Il Team K avrebbe sostenuto la mozione.
Anche Sandro Repetto (Partito Democratico -. Liste civiche) ha ritenuto interessante la mozione, rammaricandosi l’assenza di progetti per la paaritá di genere nell'ambito del Recovery fund, a fronte di 800 licenziamenti annui di donne per dedicarsi alla cura di un figlio o di un anziano. Ha quindi annunciato sostegno ai punti da 1 a 4, mentre il 5 interferisce con l’Accordo di Milano e quelli dal 6 all’8 sono un concentrato di misure filonegazioniste. Necessaria sarebbe anche una campagna di sensibilizzazione sulla responsabilitá genitoriale dei padri, per togliere alle donne il peso esclusivo della cura. OLtre ai contributi, bisognerebbe promuovere i servizi, che danno sostegno alle donne occupate e creano un volano positivo originando nuovi posti di lavoro.
Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha differenziato tra i punti, alcuni dei quali sono da respingere: tra questi il punto (8), che non riguarda le competenze della Provincia; tra l’altro, se c’è la variante sudafricana in Alto Adige è perché è arrivata dal Tirolo. Il punto (5) stimola una riflessione su un tema trascurato: non c’è alcuna consapevolezza non solo sul contenuto del pacchetto da 500 milioni, ma neppure da dove questi vengano.  Egli ha invitato la Giunta a spiegare sae tali fondi sono quelli dovuti alla compartecipazione allo Stato o se arrivano da altri fronti.
Josef Unterholzner (Enzian) ha annunciato sostegno, anche perché in questo modo si aiuterebbero coloro che da mesi non hanno un lavoro.  Va considerato che su 6,4 mld € di bilancio, 1,2 sono costi per il personale provinciale, di cui 64 milioni per la direzione generale. Vanno invece aiutate le persone che ora non possono lavorare, che sono quelle che hanno contribuito a creare il bilancio.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha annunciato sostegno ad alcuni punti, in particolare all’ultima parte, che prevede che il pres. Kompatscher possa attivarsi per migliorare la situazione. La tematica dei contributi pensionistici è discussa da anni, ma la competenza è dello Stato. Il contributo per i figli andrebbe dato a tutti indipendentemente dal reddito.
Magdalena Amhof (SVP) ha evidenziato che negli ultimi 7 anni i sostegni alle famiglie sono aumentati molto, e che il contributo per i figli è stato ricevuto lo scorso anno dal 92% delle famiglie. Inoltre le scuole dell’infanzia sono praticamente gratuite, l’istruzione è garantita per tutti, anche queste sono misure per le famiglie. Gli aiuti Covid sono aggiuntivi alle prestazioni sociali giá esistenti, tra cui 242 milioni per l’assegno di cura e più di 55 milioni per le famiglie, compensando tutto ció che lo Stato non fa.
La mozione è condivisibile nelle intenzioni, ha detto Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle), ma criticabile è che non venga rispettato il principio di progressività delle imposte riguardo all’assegno per i figli. Problematico è anche l’intervento sull'autonomia dei Comuni. Condivisibile è l’intervento sulle tariffe di luce e gas, il suo gruppo ha giá chiesto che Alperia rinunci a parte degli utili a favore dei cittadini.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), cofirmatario, ha evidenziato la gravità delle limitazioni alla libertá personale, e in particolare del divieto di incontro tra famigliari al di qua e al di á del confine: ci vuole empatia e umanità, al fine di prevedere soltanto le misure necessarie. DIvieti di questo tipo inducono le persone a violarli, come è successo a una coppia anziana multata per una passeggiata serale. Assurdo è inoltre che, per attraversare il confine, sia necessario oltre a un test negativo anche rispettare la quarantena.
Hanspeter Staffler (Grupo Verde) si è detto favorevole al sostegno alle donne, tuttavia ha criticato che si mescolasse questo tema con quello delle limitazioni introdotte: Della legittimitá delle ordinanze si occupano i tribunali. La STF chiede interventi immediati, ma ogni proposta contenuta nella mozione non può esser attuata velocemente, anche perché rientrano nella competenza dello Stato, o in quella dei Comuni.
Franz Locher (SVP) ha ricordato lo stupore per la chiusura delle scuole e delle aziende a dicembre in Germania, e sottolineato l'importanza di garantire l’apertura delle strutture, coisa che alla provincia di Bolzano è riuscita. Anche gli artigiani, ad eccezione di un ´breve periodo in primavera, hanno potuto lavorare e guadagnare. La popolazione attiva ha quindi potuto lavorare, con la garanzia dell'accudimento dei figli nelle relative strutture. Ora si tratta di aiutare coloro che effettivamente erano senza lavoro.
Gerhard Lanz (SVP) ha evidenziato che a fronte di una contrazione del PIL del 10 % si può dire che il 90% di esso si è mantenuto, e ha consentito di vivere in un paese che ha misure e sostegni, in aiuto di quel 10%. Non ha senso portare proposte che non sono realizzabili solo per poi dire che “i cattivoni della SVP non le hanno sostenute”. In quanto ai 500 milioni, la Giunta si era messa in contatto con Roma e c’era stato un accordo sul mancato finanziamento da parte della Provincia, ma ora le cose sono cambiate col nuovo Governo. Il confine si può superare per motivi di lavoro e urgenza, non si tratta di una dittatura.
Il Presidente della Provincia Arno Kompatscher ha evidenziato, in merito ai punti 5-8,  che la Provincia ha dei contratti con il Governo italiano, e che “pacta sunt servanda”. L’accordo di Milano e il patto di garanzia hanno dato molti vantaggi, e va rispettato, se la Provincia lo violasse sarebbero contenti gli oppositori dell’Alto Adige. Si è però in trattativa con lo Stato per avere uno spazio di manovra per i prossimi anni, al fine di avere margine di manovra relativamente al contributo annuale. Altri punti della mozione riguardano le ordinanze di lotta al Covid: domani ci sarà una conferenza tra Regioni e Governo in cui si informerà come lo Stato intende procedere, di seguito la Provincia adotterà un’ordinanza, cercando per quanto possibile di venire incontro alle esigenze di maggiore libertá dei cittadini. Tuttavia, le nuove varianti hanno portato un peggioramento in tutta Europa, e bisogna essere cauti, per questo la mozione non è accoglibile. L’ass. Waltraud Deeg ha riferito che si cerca sempre di sostenere le famiglie, tuttavia il riconoscimento dei periodi di cura è statale. A livello regionale c’è tuttavia un’opportunitá di sostegno alle madri che si dedicano alla cura, per un massimo di 18.000 €. CI sono poi giá gli assegni familiari e una buona percentuale di finanziamento pörovinciale al settore dell’educazione. I punti (3) e (4) sono già inclusi nel pacchetto.  Atz Tammerle ha replicato che laddove la competenza è dello Stato, la GIunta si può comunque muovere trattando a Roma; allo stesso modo, dovrebbe trattare con il Consiglio dei Comuni quando si tratta di competenze comunali. I 150 € per ogni figlio dovrebbero essere messi a disposizione anche per l’acquisto di attrezzature tecniche necessarie, come proposto anche dal Kinderlandtag-Consiglio provinciale dei bambini. Una parte delle tariffe per le scuole materne e asili dovrebbe essere ridotta, per via della scarsa frequenza attuale. Non stupisce che i cittadini perdano fiducia nella politica, se le loro libertà vengono sempre più limitate. La mozione è stata votata per parti separate e respinta: le premesse con 11 sì, 20 no, 4 astensioni, il punto (1) con 19 no, 15 sì, 1 astensione, il (2) con 6 sì, 18 no, 11 astensioni,  il (3) con 12 sì, 20 no e 3 astensioni, il (4) con 9 sì, 18 no, 7 astensioni, il (5) con 4 sì, 25 no e 6 astensioni, il (6) con 10 sì, 21 no e 4 astensioni, il (7) con 10 sì, 21 no, 4 astensioni, l’(8) con 8 sì, 22 no e 5 astensioni.

Con la mozione n. 394/21: Iniziativa della Provincia contro l'odio e il sessismo sul web, Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) segnalava che chiunque può accedere a Internet e usare i mezzi di comunicazione social per lanciare messaggi, esprimere la propria opinione, raccontare storie, lanciare iniziative; purtroppo, però ancora troppe persone sono poco consapevoli dell’effetto che un messaggio espresso in rete può provocare, comprese vere e proprie ondate di violenza. Seppur a parole, seppur filtrata da uno schermo, chi subisce questi attacchi vive un’esperienza di vera violenza fisica. Ogni persona può essere vittima di questo odio, tuttavia esso colpisce di più donne e ragazze e contro di loro la violenza assume immancabilmente i caratteri del sessismo. Soprattutto le donne esposte nella sfera pubblica, di destra o di sinistra, quando vengono criticate vengono molto spesso attaccate sul loro aspetto e sul loro corpo con l’obiettivo di umiliarle e di zittirle; se poi osano prendere posizione su temi sensibili come diritti di genere, migranti, rifugiati e minoranze linguistiche o religiose, gli attacchi diventano sempre più violenti e sessisti. Da una ricerca svolta da Amnesty International Italia svolta tra novembre e dicembre 2019 analizzando contenuti relativi a 20 personalità note, 10 donne e 10 uomini, è emerso che il 14% dei commenti risulta essere offensivo, discriminatorio o hate speech; quando però il tema oggetto della discussione è “donne e diritti di genere” l’incidenza dei commenti offensivi sale al 29%; le donne vengono attaccate più spesso, rispetto agli uomini e uno su tre di questi attacchi risulta essere di carattere sessista. La questione non è più individuale, “e noi non possiamo più lasciare le donne sole”, ha detto il consigliere, evidenziando che nessuna delle consigliere provinciali poteva dire di non aver mai ricevuto tali attacchi.  La campagna, in primis permetterebbe di non far sentire sole le vittime e di creare un clima di opinione pubblica protettivo, di far sentire ai violenti che c’è un'opposizione: spesso non si tratta di sfoghi, ma di campagne organizzate lanciate con profili sui social media non autentici, con una tecnica terrorista. Un altro aspetto della campagna sarebbe la prevenzione. Dello Sbarba ha quindi chiesto di impegnare la Giunta (1) a realizzare – in stretta collaborazione con i diversi soggetti interessati, come ad esempio il comitato per le pari opportunità, rappresentanti dei media, comitato provinciale per le comunicazioni, artisti e artiste, persone attive per i diritti umani, Università di Bolzano, consulta degli studenti, consulta dei genitori, associazioni impegnate per i diritti e il rispetto, enti e centri di competenza e così via – una campagna di sensibilizzazione per una comunicazione rispettosa e non violenta, contro l’odio e la violenza sessista sul web; (2) a coinvolgere, dal mondo della politica, della cultura, del giornalismo, dell’arte, uomini (soprattutto) e donne, disposti a rendersi testimonial per una tale campagna di sensibilizzazione; (3) a diffondere la campagna di sensibilizzazione per una comunicazione rispettosa e non violenta, contro l’odio e la violenza sessista sul web su tutti i mezzi di comunicazione disponibili sul territorio provinciale (giornali, testate online, TV, radio, social media, ecc.).
Jasmin Ladurner (SVP) ha segnalato molti commenti offensivi su facebook, ritenendo che non si potesse definire una comunicazione normale. le critiche sono ammesse, ma offerse di un certo tipo sono inaccettabili. La disponibilitá alla violenza verbale sta aumentando, e bisogna parlarne. Importante è che chi gestisce i media prenda sul serio la moderazione.
Secondo Franz Ploner (Team K) ha fatto riferimento agli hate speech che minacciano le persone e provocano nella rete un clima di odio,che può dare vita a fenomeni pericolosi. ognuno può dare il contributo affinché questo odio non si diffonda, usando toni rispettosi e facendo in modo che razzismo e sessismo non trovino spazio in rete, anche tramite un ampio lavoro educativo. La mozione sarebbe stata sostenuta.
“Il fenomeno può colpire ciascuno di noi, anche in modi diversi”, ha detto il cofirmatario Hanspeter Staffler (Grupo verde), “ma ognuno di noi è anche responsabile, quando comunica in modo non leale”. Discorsi legati all'odio vengono consapevolmente usati in politica, e spesso nell’ambito di discorsi in rete si nota che si fa spazio un odio organizzato, che ha lo scopo di diffamare chi fa una certa affermazione. I politici dovrebbero quindi essere d’esempio per la popolazione, chiedendosi anche quale sviluppo ha preso la politica per aumentare questi hate speech, e se questo odio c’è sempre stato o se si è sviluppato negli ultimi anni.
Magdalena Amhof (SVP) ha evidenziato che è molto doloroso e scoraggiante leggere certi commenti, e che spesso si sa giá che certi interventi provocheranno odio. La SVP non vuole più accettare questo fenomeno, lo vuole combattere: a volte lei stessa non ha il coraggio di leggere certi commenti. Ha ricordato la mozione della SVP sulla netiquette, appoggiato la mozione e invitato a procedere anche con ulteriori misure educative, chiedendo di aggiungere al punto (2) anche le parti sociali.
Alessandro Urzì (L’alto Adige nel cuore) ha ritenuto che il tema fosse trasversale, mostrando poi offese ricevute sui suoi social media, accompagnate dal danneggiamento della sua auto e lettere anonime. A volte, quando si incontrano gli autori dal vivo, questi chiedono scusa, altre volte passano addirittura all'aggressione fisica. tutto ciò deriva da un clima che nasce anche, nel caso degli attacchi che lo hanno visto vittima, da dichiarazioni dell’Obmann SVP che definiscono la sua parte politica neofascista. Le responsabilità sono quindi profonde anche nel mondo della politica. Anche la SVP deve fare autocritica. Egli ha quindi annunciato sostegno alla mozione dei colleghi.
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha ritenuto che la mozione fosse figlia di questo tempo: nella prima Repubblica ci si confrontava in luoghi ben precisi, ora la comunicazione sui social è costante, e l’utilizzo di queste forme di comunicazione a volte avviene demsa disponibiliá al confronto. esistono giá progetti attivi in quest’ambito, come Odiare ti costa. Il consigliere ha quindi fatto riferimento a uno studio universitario triennale che partiva da un'affermazione che imputava alle donne la scarsa produttivitá in home office, invitando a una sensibilizzazione nel complesso all’uso corretto del linguaggio e al rifiuto di pregiudizi di genere.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) si è detto d’accordo sulla necessità di combattere l’odio, tuttavia ha ricordato che nella sua carriera politica era quasi sempre stato attaccato da Verdi o sinistra. Bisogna distinguere tra offese e critiche, che possono anche essere molto dure ma vanno sopportate. I politici sono nel focus dell’opinione pubblica proprio per la loro attività, o magari anche per decisioni che sono sbagliate e influenzano negativamente la vita delle persone.  Non ci si deve spingere fino a prescrivere alle persone cosa si puó dire e cosa no.
Carlo Vettori (Alto Adige Autonomia) ha sostenuto la mozione, ritenendo che negli interventi sul web emergesse molta frustrazione e odio: aveva fatto bene la consigliera Foppa a dire che bisogna denunciare, perché bisogna far capire che si è responsabili delle parole che si pronunciano. Anche lui aveva ricevuto delle offese gratuite in rete. A volte ci sono anche iniziative politiche che hanno strascichi pesanti: non bisogna sempre pensare di avere la coscienza pulita. Ha annunciato l’intenzione di ripresentare la sua mozione sul Manifesto parole ostili, perché ogni mezzo presentato per educare è benvenuto.
Come consigliera, Waltraud Deeg (SVP) ha ringraziato per la mozione, aggiungendo che all’inizio di ogni azione c’è un pensiero, che si manifesta nelle parole. I social network sarebbero fatti per il dialogo, che è la base del sistema democratico, ed è un peccato vedere che molte persone non partecipano più ma si ritirano per paura dell’odio. Se la dignità dlele persone viene lesa, c’è bisogno di regole chiare e sanzioni.
Anche Gerhard Lanz (SVP) ha ringraziato per la mozione, e per l'inserimento di quanto richiesto dal suo gruppo. Bisogna coinvolgere anche l’economia, settore dove pure succede molto in questo senso. Se la comunicazione è violenta, diventa inaccettabile, e non bisogna sopportare. Oltre alla campagna di sensibilizzazione, bisogna anche considerare come ci si rapporta gli uni con gli altri, evitando l'accanimento.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde), cofirmataria, ha ricordato di aver sempre lavorato per avvicinare giovani donne alla politica, molte delle quali hanno poi subito commenti così gravi da ritirarsi. È vero che sono colpiti anche gli uomini, ma le donne lo sono molto di più, e in maniera sessista, toccando la dimensione sessuale e fisica. TUtto questo è voluto, queste diffamazioni hanno obiettivi ben precisi, quindi quando si tratta di hate speech non bisogna tacere.
Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha ricordato che quando iniziò a fare politica negli anni ‘90, sperimentando molte critiche dei media, come oggi non accadrebbe più. L’odio e le offese personali non sono accettabili, e a volte manca proprio un filtro. GLI hate speech riguardano anche persone private, non solo politici. La consigliera ha annunciato astensione al punti (1), perché troppo dettagliato nella definizione degli enti da coinvolgere.  A questo proposito andrebbero forse coinvolti anche giudici.  La consigliera ha aggiunto che commenti sessisti ne riceve spesso per strada da non sudtirolesi, ma se condanna questo viene definita razzista.
Rita Mattei (Lega Salvini Alto Adige Südtirol) ha ritenuto che tutti in sala la pensassero in maniera simile, pur vivendo la questione in maniera diversa. Anche lei, i colleghi della Lega ricevono espressioni d’odio, e pure lo stesso Matteo Salvini, cui vengono addirittura rivolte minacce di morte. Purtroppo la gestione dei social media è del tutto fuori controllo: chiunque si può permettere di scrivere qualsiasi cosa, e le donne sono più sotto tiro, ma nemmeno gli uomini hanno vita facile. Ha quindi fatto appello a tutti i consiglieri dell'opposizione a non strumentalizzare gli argomenti per avere vantaggi politici: ci vuole più responsbailitá da parte di ognuno.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha chiarito che la questione non riguarda in particolare i politici, ma la società in quanto tale, e che ci sono differenze di genere e di provenienza, ma il fenomeno si è acuito a livello generale. Egli aveva fatto presente questo problema non per denunciare la sua situazione personale, ma perché il fenomeno è molto diffuso. Egli aveva rinunciato a denunciare, ma bisognava dimostrare che questa violenza verbale continua non poteva essere tollerata. Non si sarebbe limitato a sostenere la mozione, il tema sarebbe stato portato avanti anche dopo la crisi, al fine di ritornare a un confronto rispettoso. Dello Sbarba ha ringraziato tutti coloro che erano intervenire, rilevando che capitava di rado un dibattito così sincero e aperto, caratterizzato dal vissuto. Infatti la mozione parlava di qualcosa che molte persone oggi vivono, trasversalmente. Va detto anche che politici e politiche sono anche tutelati e ascoltati, ma vanno considerate le tante persone vittime di cyberbullismo e senza difese. La discriminante sta tra l’attacco alle idee e la delegittimazione, l’umiliazione della persona. Negli ultimi mesi c’è anche un fenomeno nuovo, vale a dire gruppi che pensano di usare la violenza in rete come arma politica. Negli anni 60 c’era un gruppo terrorista che sosteneva “colpirne uno per educarne cento”, ed egli ritrovava questo stile in certe campagne organizzate tramite profili fasulli. In questo caso non si trattava più di disperati o depressi, ma di delinquenti. In questo senso, si avverte anche un certo pericolo di radicalizzazione della dialettica, che potrebbe degenerare. Ha quindi integrato la parte dispositiva inserendo un riferimento al coinvolgimento delle “parti sociali”, a ”spoirtive e sportivi”, “esponenti dell’economia”. Messa in votazione per parti separate, la mozione è stata approvata: le premesse con 27 sì, 1 no e 4 astensioni, il punto (1) con 31 sì e 4 astensioni, il (2) con  31 sì e 4 astensioni, il punto (3) con 32 sí e 2 astesnioni. 

(MC)