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Consiglio | 10.03.2021 | 13:09

Lavori Consiglio: Aiuti Covid, Minority Safe Pack - CON VIDEO

Mozioni di Team K, Die Freiheitlichen, SVP.

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Con la mozione n. 283/20: Adeguamento degli aiuti di emergenza Covid-19 (emendata), Maria Elisabeth Rieder (Team K), ricordava che la scorsa primavera erano stati introdotti gli aiuti di emergenza Covid, un importante sostegno per tutte le persone che avevano perso il lavoro e hanno subito perdite a causa della pandemia, ma che non avevano avuto accesso ad alcuna compensazione finanziaria (indennità di disoccupazione, cassa integrazione). Gli aiuti, sospesi il 30 giugno, erano stati reintrodotti retroattivamente fino all’ottobre 2020 in seguito alla seconda ondata di dicembre, ma alla fine di marzo sarebbe scaduto anche il secondo blocco degli aiuti di emergenza Covid, pertanto era ora di adeguare o riformare questi aiuti. C'è infatti bisogno di un aiuto aggiuntivo per coloro che non hanno assicurato un reddito – un sostegno per far fronte al costo della di vita, ma anche ai costi fissi e a spese quali l'affitto, la corrente e il riscaldamento, mentre gli aiuti Covid devono diventare una misura di sostegno mirata per tutti quelli che ne hanno bisogno veramente, allontanandosi dal principio degli aiuti a pioggia, non più appropriato. Inoltre, i criteri sono così stringenti che molte persone, nonostante debbano far fronte a notevoli perdite e difficoltà, non ricevono alcun aiuto. Finora, la procedura per richiedere il sostegno è stata abbastanza semplice, ma per rendere gli aiuti Covid più mirati potrebbe essere necessario dimostrare il possesso di un numero maggiore di requisiti. È necessario anche aumentare il personale dei distretti che si occupano delle richieste di sostegno, soggetto a una notevole quantitá di lavoro, oltreché ripensare la cifra di 500 €, inferiore al lomite vitale. La consigliera chiedeva quindi di impegnare la Giunta (1) a trasformare gli "aiuti di emergenza Covid" in "aiuti Covid", nonché a introdurli sin d’ora e fino al termine dell'emergenza Covid; (2) a prorogare automaticamente gli aiuti Covid per gli aventi diritto (domande presentate da dicembre a marzo) qualora non sia intervenuto alcun cambiamento della situazione lavorativa; (3) a procedere a un adeguamento dei criteri per la fruizione degli aiuti Covid, facendo sì che le persone e le famiglie senza reddito o con un reddito basso possano accedere agli aiuti; (4) ad aumentare retroattivamente i contributi fino al dicembre 2020 per tutti gli aventi diritto; (5) ad applicare retroattivamente i nuovi criteri per il periodo degli aiuti d’emergenza Covid (domande da dicembre per 3 mesi – fino alla fine di marzo) e permettere di presentare domanda anche a coloro che precedentemente non avevano diritto; (6) a stabilire che le domande per gli aiuti Covid possono essere presentate in qualsiasi momento e fino al termine dell'emergenza Covid; (7) a sostenere le collaboratrici e i collaboratori dei distretti sociali, assumendo nuovo personale a tempo determinato al fine di accelerare l’evasione delle domande.
Franz Ploner (Team K), cofirmatario, ha evidenziato la necessitá di ridurre la sofferenza economica di molte persone, passando dagli “aiuti d’emergenza Covid” agli “aiuti Covid”. Questo riguarda in particolare i liberi professionisti e i titolari di piccole aziende, va evitato che si trovino in una situazione di emergenza totale, anche garantendo la semplicitá della presentazione delle domande. La Giunta sembra aver previsto misure in questo senso, ma l'importo previsto di 50 milioni e probabilmente nons ará sufficiente. Bisogna inoltre fare di tutto per aiutare le famiglie in situazione economica precaria.
Josef Unterholzner (Enzian) ha evidenziato che non vanno penalizzati i cittadini che hanno messo da parte qualcosa, anche se gli aiuti devono andare prioritariamente a chi non è riuscito a risparmiare, come i giovani che´hanno messo su famiglia e acquistato un alloggio con grandi sacrifici, e che a seguito delle misure restrittive hanno perso il lavoro. Le imprese fondate 20-30 anni fa dovrebbero avere da parte i fondi sufficienti per gestire la situazione, e in questo senso vanno elaborati criteri adatti ad aiutare chi ha davvero bisogno.
Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha apprezzato la proposta, invitando anche a portare su una piattaforma online che possa dare informazioni e diritto di replica/interazione, per consentire ai cittadini di districarsi nelle molteplici offerte, a fronte di una situazione normativa un po’ fuori controllo. Egli ha fatto riferimento al potenziamento del reddito di cittadinanza, di cui beneficiano 3 milioni di persone con una crescita del 30% durante la pandemia.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha sostenuto la proposta, evidenziando che l’emergenza ha stravolto anche le migliori programmazioni volte a garantirsi un futuro sicuro. Gli eventi occorsi hanno messo tutto a soqquadro, e tante situazioni richiedono un intervento urgente, altrimenti non si riuscirá più a riparare il futuro.
Paul Köllensperger (Team K), cofirmatario, ha riconosciuto che il nuovo pacchetto di misure contiene interventi utili, ha ricordato però i problemi degli stagionali e il fatto che, se si considera il patrimonio del ceto medio, va considerato anche quello delle imprese. L’importo di 500 € va alzato a 600, perché la provincia è molto cara. Tante famiglie non possono affrontare un buco che andrá da marzo a fine giugno, bisogna prorogare gli aiuti esistenti.
Anche Sven Knoll (Süd-tiroler Freiheit) ha sostenuto la mozione, al fine di tenere conto della situazione di emergenza che vivono molti cittadini, che nons anno più come arrivare alla fine dle mese o come pagare l’affitto e altre spese. I danni della crisi sarebbero molto più gravi se tante famiglie cadessero in povertá e tante aziende chiudessero, con conseguente perdita di posti di lavoro: misure di sostegno sono quindi urgenti.
Magdalena Amhof (SVP) ha evidenziato che in provincia ci sono tanti sussidi, però non all’altezza della situazione di crisi, e per questo nella primavera scorsa sono stati introdotti gli aiuti Covid. Dovendo agire velocemente sono sorte anche delle ingiustizie, ma anche sulla base di suggerimenti pervenuti sono stati elaborati nuovi aiuti Covid, che considera una soglia di reddito più alta per le famiglie, da 30.000 a 60.000 €. I distretti sociali e i patronati seguono bene i richiedenti, dando tutte le informazioni necessarie. I 500.000 € non saranno disponibili dall’oggi al domani, ci vorrà un po’ di pazienza.
Helmut Tauber (SVP) ha evidenziato che molte persone si trovano in una situazione difficile, ma nelle ultime settimane si è lavorato sodo per predisporre un pacchetto di aiuti che considera le diversa esigenze, prevedendo anche interventi sul reddito e sulle spese fisse. Ci si è confrontati con le parti sociali per fare scelte ponderate, la Giunta ha cercato soluzioni anche per il turismo che da mesi è privo di introiti: anche i colleghi a Roma si stanno battendo per il settore. Il pacchetto di aiuti della Giunta è veramente ottimo, “e cari colleghi qui pare che qualcuno abbia un po’ copiato”.
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha evidenziato che il problema era che mancavano ancora informazioni sulla manovra da votare domani, per 500 milioni. la mozione era da sostenere, ma egli era curioso di sentire la posizione della Giunta. La situazione è drammatica, bisogna agevolare chi svolge il lavoro e chi crea il lavoro.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha ringraziato Rieder per la mozione, aggiungendo che il problema è che gli aiuti vengono chiamati “immediati” ma non arrivano subito, né quelli statali  né quelli provinciali. L’amministrazione fa sicuramente di tutto per renderli disponibili, ma il sistema fa sì che i soldi arrivino alle persone troppo tardi. La Provincia deve dimostrare di esser piú veloce dello Stato.
L’ass. Waltraud Deeg ha spiegato che i criteri segnalati nella mozione sono giá previsti nel pacchetto di misure di prossima approvazione, quindi la mozione non sarebbe stata sostenuta. In provincia c’è una rete sociale ben attrezzata, che andrà estesa per affrontare l’emergenza pandemica e le relative conseguenze di lungo termine, ed è vero che la liquidazione degli aiuti deve essere piú veloce. Oltre 180 milioni sono andati a sostegno di famiglie e ceto medio, 135 milioni  sono per i contributi all'affitto e costi accessori. 25.000 domande sono state gestite dallo stesso personale dei distretti sociali, e sono stati creati i presupposti per l’assunzione di ulteriore personale, ma non ci sono richieste, si cercherà di intervenire con ulteriori misure. Il ritardo di due settimane si deve alla gestione congiunta di aiuti provinciali e statali, quest’ultimi vengono costantemente integrati, per esempio con 172 milioni di cassa integrazione. L’adeguamento del limite di reddito e patrimonio estenderá il numero di percettori degli aiuti; tutto quanto previsto dalla mozione è giá in fase attuativa. Si procederà anche a una soluzione digitale, anche perché i distretti non reggerebbero ulteriori domande. Rieder ha replicato che se la Giunta era d'accordo con le proposte, la mozione avrebbe potuto essere approvata, anche perché all’opposizione si chiede sempre collaborazione: in ogni caso, avrebbe osservato con attenzione se quanto proposto sarebbe stato effettivamente attuato. Ha ribadito che ancora non si conoscono i dettagli del pacchetto di 500 milioni €, né come si intende modificare i criteri di accesso ai sussidi. Importante è che venga permesso di richiederli anche in via retroattiva. Posta in votazione, la mozione è stata respinta con 16 sì e 19 no.

Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha quindi presentato la mozione n. 379/21: “Minority SafePack”: un milione di firme per la diversità in Europa raccolte inutilmente, accogliendo la richiesta di Gerhard Lanz (SVP) di discuterla congiuntamente con la mozione n. 399/21: "Minority SafePack": noi insistiamo! (SVP).
Con la mozione  379/21, Leiter Reber ricordava l’iniziativa dei cittadini europei “Minority SafePack – one million signatures for diversity in Europe" (MSPI), la più grande iniziativa per la tutela delle minoranze mai organizzata prima a livello europeo, che comprende nove proposte per rafforzare il ruolo delle minoranze, tra cui la creazione di un centro europeo per la diversità linguistica, l’utilizzo dei fondi di sviluppo per la tutela di minoranze nazionali oppure la fine del geoblocking ovvero il libero accesso dei contenuti audiovisivi nella propria lingua madre. Essa era stata promossa nel 2013 dall’Unione Federale delle Nazionalità Europee (FUEN), la più grande federazione di minoranze, nazionalità e comunità linguistiche autoctone. In provincia di Bolzano era stata firmata da decine di migliaia di persone e la Provincia autonoma di Bolzano l’aveva appoggiata nel suo contenuto e dal punto di vista politico, dando anche un supporto finanziario. Nonostante il risultato straordinario di 1.243.000 firme raccolte in 11 Paesi europei e il sostegno del Parlamento europeo, il 15 gennaio 2021 la Commissione europea aveva comunicato in modo lapidario che non intendeva far confluire alcuna proposta in un relativo atto giuridico e che riteneva sufficiente la normativa vigente in materia di tutela delle minoranze. L’iniziativa, che aveva richiesto la raccolta di  più di un milione di firme, era stata appoggiata anche dal Consiglio provinciale e dall’Euregio: esa chiedeva di promuovere le minoranze e la loro tutela linguistica, ma anche la ricerca sul valore aggiunto delle minoranze in europa e l’introduzione di una legge europea transnazionale sul diritto d’autore per avere media e servizi nella propria lingua madre. Si proponeva quindi che il Consiglio provinciale deliberasse (1) di rivolgere una nota di protesta alla Commissione europea rimasta inattiva per quanto riguarda le proposte dell’iniziativa Minority SafePack; (2) di chiedere al presidente del Parlamento europeo di sollevare nuovamente le questioni contenute nell’iniziativa Minority SafePack esercitando maggiori pressioni sulla Commissione europea affinché agisca; (3) di mettere in evidenza in modo particolare l’importanza del diritto democratico all’iniziativa popolare dei cittadini europei come strumento partecipativo, sottolineandone l’elemento di unione tra i diversi popoli europei e le istituzioni dell’Unione Europea. La Commissione Europea, che al contrario del parlamento UE non aveva sostenuto l’iniziativa, non sempre rispetta i principi democratici alla base della sua fondazione, ha detto Leiter Reber, e deludente è stata la sua risposta al problema, come rilevato da tanti politici in Europa; la SVP però non aveva reagito subito.
Con la mozione 399/21, Gerhard Lanz (SVP)  ha chiarito che la sua mozione non era una controproposta, ma un ampliamento delle misure. Ha quindi ricordato che più di un milione di persone avevano partecipato all’iniziativa dei cittadini europei “Minority SafePack” con l’obiettivo di introdurre a livello europeo degli standard minimi per il sostegno delle minoranze etnico-linguistiche, e che alla Commissione europea erano state presentate 1.123.422 firme di cittadini dell’UE; 73.433 firme provenivano dall’Italia, gran parte delle quali dall’Alto Adige, ha ricordato anche che la MSPI era stata lanciata a Bressanone nel 2012, e l’ex presidente della Provincia, Luis Durnwalder, era ufficialmente uno dei sette promotori rappresentati nel comitato dei cittadini della MSPI. Ha quindi proposto di incaricare la Giunta provicniale di (1) invitare l’assemblea del GECT ad adottare una posizione comune in favore della salvaguardia della diversità culturale e linguistica europea e contro la tendenza all’assimilazione e all’estinzione linguistica a livello europeo; (2) invitare il presidente della Provincia a sollevare la questione delle minoranze e della politica linguistica regionale dell’UE in seno al Comitato delle regioni e di fornire raccomandazioni e un sostegno proattivo sotto forma di finanziamenti alle comunità linguistiche più piccole da parte delle istituzioni europee; (3) invitare la Commissione europea a prendere in considerazione, quando definirà la sua futura agenda, le tematiche della MSPI in tutti i settori politici e di continuare a coinvolgere in questo processo i suoi promotori ai sensi dell’articolo 11, paragrafi 2 e 3, del Trattato sull’Unione europea; (4) invitare il presidente del Parlamento europeo, conformemente all’articolo 225 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e all’articolo 47 del regolamento interno del Parlamento europeo, a riprendere le istanze della MSPI e di invitare la Commissione a presentare proposte legislative sulle aree tematiche dell’iniziativa; (5)  indirizzare agli europarlamentari dell’Italia e dell’Austria nonché ai componenti dell’intergruppo per le minoranze nazionali del Parlamento europeo una nota per chiedere di inserire le proposte della MSPI e la questione dei diritti delle minoranze nell’agenda delle istituzioni europee.

Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’italia) ha invitato a evitare fraintendimenti, facendo riferimento in particolare al caso della Catalogna: non è compito dell'Unione Europea favorire spinte alla disgregazione dei paesi componenti. Se non si esclude questo,m si raccoglie freddezza rispetto a proposte condivisibili, come la tutela delle minoranze linguistiche. Egli avrebbe sostenuto la proposta dei Freiheitlichen, mentre aveva delle resistenze verso la proposta della SVP che propone alla GIunta di attivarsi nei confronti degli europarlamentari italiani e austriaci, quindi di un Paese terzo. Bisogna evitare iu conflitti istituzionali-diplomatici.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha sostenuto entrambe le mozioni, rilevando che ciò che succedeva in Europa era molto triste, e l’idea di un’Unione Europea come istituzione dei popoli e delle regioni era fallita. Di fatto però essa non era costituita solo da Stati nazionali, le minoranze sono molto di più, e non tenere conto di queste differenze era un problema. IL Parlamento europeo espone i deputati della Catalogna alla giustizia arbitraria in Spagna, e i partiti popolari europei stanno a osservare in silenzio, mentre si interviene subito per ogni azione ritenuta problematica nell’est europa. Il punto (1) della mozione SVP va bene, ma la lingua madre andrebbe tutelata anche in provincia di Bolzano.
Ulli Mair (Die Freiheitlichen), cofirmataria della mozione 379, ha ricordato due mozioni sul tema del 2017 promosse da Freiheitlichen e SVP. LA UE è assente nella tutela delle minoranze, al di là di dichiarazioni di facciata: l’Alto Adige ha quindi l’obbligo di attivarsi in questo senso, anche perché le minoranze si aspettano proposte e interventi concreti. LEi avrebbe appoggiato entrambe le mozioni.
Jasmin Ladurner (SVP), cofirmataria della mozione 399, ha sottolineato che la UE si vede come “Unitá delle diversità”, e questo dovrebbe comprendere anche il sostegno delle minoranze, ma così non è. È importante che gli altoatesini, che hanno una tutela ancorata a livello internazionale, si impegnassero anche per le altre minoranze, e l’importanza della questione del diritto d’autore, in particolare per i cittadini più giovani: non è possibile che in Alto Adige non si possa accedere ai servizi streaming o alle mediateche di siti e canali di lingua tedesca.
L’ass. Daniel Alfreider ha apprezzato la collaborazione in aula sul tema, evidenziando che nel corso degli ultimi anni si era sempre cercato di sensibilizzare sul tema, a livello UE, e coinvolgendo anche i cittadini. L’asse SVP-Comitato dei cittadini era attiva già dal 2012, con il lancio dell’iniziativa. Importante, come detto da Urzí, era non mescolare gli argomenti. Il Minority Safe Pack era un'iniziativa molto concreta, che chiedeva di introdurre degli stardard minimi di tutela delle minoranze a livello europeo, senza interferire nelle situazioni interne agli Stati membri. Spesso le minoranze abitano in terre di confine e hanno simili necessitá, come l’accesso a contenuti mediatici in altre lingue. È giusto che i sudtirolesi, a cui va meglio che ad altre minoranze, si impegnino solidalmente, anche perché la relazione della Commissione europea è deludente, ci si sarebbe aspettati almeno il sostegno di singoli punti. Contatti a livello europeo sono in corso, e ci saranno anche ulteriori iniziative, cui mozioni come queste danno sostegno. Leiter Reber ha ringraziato per il diffuso sostegno, ma ha chiesto di fare attenzione a vantarsi della situazione locale, perché ci sono ancora da fare compiti a casa: per esempio, spesso si dimentica la minoranza ladina, vanno poi meglio tutelati i diritti linguistici, considerati gli albi professionali, risolta la questione toponomastica. Anche Gerhard Lanz (SVP) ha ringraziato tutti gli intervenuti, ricordando che è ovvio chiedere l’appoggio dei Parlamentari austriaci in questioni che riguardano la tutela delle minoranze. In Alto Adige c’è una buona situazione quadro di tutela, ma certamente ci sono margini di miglioramento.
Le due mozioni sono quindi state messe in votazione e approvate: le premesse della 379/21 (Leiter Reber) con 27 sì, 1 no e 4 astenuti, la parte deliberante con 30 sì (unanimità); le premesse della mozione 399/21 (Gerhard Lanz) con 29 sí e 3 astensioni, la parte deliberante con  30 sì e 1 no.

È quindi iniziata la trattazione della mozione n. 392/21: Sostenere finanziariamente le famiglie e le donne, che proseguirá a partire dalle 14.30.

(MC)