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Consiglio | 10.03.2021 | 13:06

Lavori Consiglio: Interrogazioni su temi d’attualità - 2

Poste da consigliere e consiglieri alla Giunta provinciale, riguardavano il nuovo distretto socio-sanitario a Oltrisarco, negozi di abbigliamento per bambini, riapertura dei musei, percorsi abilitanti per insegnanti, sicurezza dell’autostrada, settimana di formazione per maestri di sci, ammende incassate dai Comuni. La seduta prosegue con l’esame delle proposte dell’opposizione.

È ripresa questa mattina in Consiglio provinciale la trattazione delle  interrogazioni su temi d’attualità.

Il Comune di Bolzano e la Provincia hanno stipulato, il 24.03.2005, l’Intesa per l’utilizzo dell’areale dell’ex caserma Mignone di proprietà provinciale. Dopo che le opere del primo lotto sono state realizzate e trasferite al Comune di Bolzano, era prevista la realizzazione di un centro di degenza, di un distretto Socio-Sanitario e di alloggi per anziani, tutti di competenza provinciale: lo ha ricordato Sandro Repetto (Partito Democratico – Liste civiche) ricordando che per il centro di degenza il Comune si impegna a partecipare alla spesa nella misura pari al contributo concesso dal fondo regionale, mentre la restante parte è a carico della Provincia e che a  più di quindici anni dalla stipula dell’Intesa, la Provincia ha effettuato un concorso per la progettazione del Distretto Socio-Sanitario nel 2016 e fino ad ora, non ne ha effettuato la progettazione esecutiva, nonostante tale progetto sia già stato finanziato. Attualmente il Distretto `si trova in un edificio di proprietà dell’IPES in posizione non idonea nel quartiere, e questo rende l’opera in questione una priorità per Oltrisarco e per le circa 13.500 persone che vi abitano. Egli ha quindi chiesto all’assessore competente quando verranno iniziati i lavori del distretto Socio-Sanitario di Oltrisarco, e se nella restante parte della p.ed 4215 C.C. Dodiciville, che sembra attualmente destinata all’IPES, la Provincia realizzerà il centro di degenza. Una soluzione nel breve periodo è necessaria, perché la cittá sta invecchiando. L’ass. Waltraud Deeg ha spiegato che la cronistoria risale a metá degi anni ‘90, e gli accordi sono stati costantemente modificati. Attualmente mancano 700 posti per ospiti di RSA, quindi l’opera è assolutamente necessaria, ma il Comune di Bolzano ha sempre fatto riferimento alla delibera degli anni 90 con rinuncia alla costruzione della struttura. Dovrebbe quindi rivedere questa delibera. La Ripartizione sociale finanzierà il Comune di Bolzano per i relativi lavori.

Le più recenti disposizioni di contenimento della pandemia non permettono ancora la riapertura dei negozi di abbigliamento per bambini, di cui le famiglie con i piccoli in crescita e l’imminente cambio di stagione sentono grande necessità: lo ha segnalato Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore – Fratelli d’Italia), domandando alla Giunta se non ritenesse opportuno consentire al più presto la riapertura dei negozi di abbigliamento e scarpe per bambini nel rispetto delle misure di prevenzione del virus (entrata contingentata, mascherine FFP2 per esercenti e clienti, disinfezione delle mani) ed in caso di risposta negativa per quale motivo. L’abbigliamento per bambini dovrebbe rientrare tra le merci necessarie: si pensi a quello per i neonati. L’ass. Philipp Achammer ha spiegato che la Giunta, con l’ordinanza n. 10, aveva deciso noi non applicare la lista Ateco statale per l’apertura dei negozi ma una lista più restrittiva, escludendo oltre all’abbigliamento per bambini, quello sportivo, i giocattoli: questo per ridurre il rischio, limitandosi a prodotti di necessitá quotidiana. L'ordinanza scade alla fine di questa settimana, ora si deciderà come procedere, in linea di massima si vuole prorogare la chiusura.

Nel 2020 i musei altoatesini hanno registrato un calo di visitatori del 66 % rispetto al 2019 – un crollo assolutamente drammatico: lo ha ricordato Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde), evidenziando che in estate e fino alla fine di ottobre i musei hanno potuto riaprire le proprie porte, per poi chiudere nuovamente a novembre, con tutte le conseguenze del caso per il settore della mediazione culturale in Provincia e creando scontento anche tra i visitatori affamati di cultura. Il consigliere ha quindi chiesto per quale motivo i musei, che sono chiusi da novembre scorso, non hanno mai riaperto, mentre altri settori nel frattempo hanno potuto riaprire (e richiudere) più volte e quando essi riapriranno in Alto Adige. Il Presidente della Provincia Arno Kompatscher ha fatto riferimento al decreto statale che prevedeva la chiusura dei musei anche nelle zone gialle, e che era stato ripreso nell’ordinanza provinciale, aggiungendo che molti musei altoatesini sono comunque chiusi durante il periodo invernale. Il successivo DPCM aveva consentito la riapertura, ma la situazione in Alto adige aveva indotto a mantenere le restrizioni. Si terranno d’occhio i dati epidemiologici: appena questi lo permetteranno si consentirà ai musei di riaprire, “e credo questo avevrrá anche in tempi abbastanza brevi”. La Conferenza Stato-regioni ha chiesto al Ministero una valutazione delle misure attualmente in vigore nelle diverse zone, per verificarne l’effettiva uitilitá, al fine di verificare la possibile riapertura di certe attività: nell’ultimo DPCM è appunto previsto un tavolo di lavoro a questo scopo.

Con il decreto n. 2745/2021 della Direttrice provinciale delle Scuole ladine sono stati attivati i percorsi abilitanti non selettivi rivolti agli insegnanti di madrelingua ladina; tra i percorsi è stato attivato anche quello per l’insegnamento per l’ambito disciplinare verticale AD04 (classi di concorso A-12 e A-22) con il risultato che ci saranno insegnanti di madrelingua ladina che insegnano italiano la cui stabilizzazione non sarà connessa alle vicende concorsuali (che peraltro si stanno dimostrando limitanti rispetto al numero effettivo di docenti previsti nelle dotazioni organiche) e insegnanti di madrelingua italiana la cui stabilizzazione rimarrà ancorata ai concorsi che, a quanto si prefigura, non otterranno il risultato di superare il precariato e garantire continuità educativa alle studentesse ed agli studenti: lo ha segnalato Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle), domandando alla Giunta qual è lo stato dell’arte dell’attivazione dei PAS per i docenti di madrelingua italiana, ricordando le dichiarazioni positive in merito espresse dall’assessore competente nel mese di febbraio 2021. L’ass. Daniel Alfreider ha fatto riferimento a una delibera di Giunta dell’aprile 2020, su cui si basa l'abilitazione degli insegnanti di madrelingua ladina,  aggiungendo che non verrà istituita una procedura abilitante esclusiva per gli insegnanti di madrelingua italiana in servizio nelle scuole ladine. L’ass. Giuliano Vettorato ha spiegato che per partire con i corsi alla LUB ci vogliono tempi organizzativi, ma i contatti sono in corso. I numeri sono risicati, ma l’intenzione è di percorrere questa strada.

Dopo il crollo del ponte Morandi, nel 2018 a Genova, si provvide a controllare velocemente la rete stradale e soprattutto molti ponti; da allora, preoccupa la consapevolezza che le strade, le autostrade e i ponti fossero in condizioni molto precarie: lo ha detto Josef Unterholzner (Enzian), riferendo che anche in Alto Adige l'autostrada del Brennero è stata messa sotto il microscopio e che la recente caduta di massi all'Hotel Eberle ha evidenziato i rischi legati al terreno e alla natura. Egli ha quindi chiesto alla Giunta quanto sono sicuri pendii e sporgenze rocciose lungo la A22, come con quale intervallo vengono eseguiti i controlli ai pilastri portanti e loro dintorni lungo la stessa autostrada, considerando anche l’invecchiamento del calcestruzzo, se viene esaminata geologicamente l’area circostante l’Hotel Eberle (pendii di montagna, rocce, ecc.). L’ass. Daniel Alfreider ha riferito la risposta della A22, secondo cui il rischio relativo ai pendii lungo l’autostrada è generale e legato a condizioni geologiche e climatica, ma sono state svolte opere per mettere in sicurezza tutti i pendii. Viadotti, ponti e gallerie vengono controllati più volte l’anno a intervalli regolari, ecco perché ci sono sempre cantieri, che disturbano gli utenti ma sono necessari per la sicurezza delle strutture. negli ultimi 10 anni sono stati spesi piú di 20 milioni € per analisi, controlli, acquisto di dispositivi di controllo e sistemazione.

A causa delle misure di contenimento del COVID-19, gli alberghi rimangono chiusi per i turisti; possono accogliere degli ospiti soltanto in casi eccezionali, per esempio se qualcuno deve spostarsi per ragioni di lavoro; anche moltissime strutture di formazione stanno ormai svolgendo le proprie lezioni online oppure sono chiuse. Ciononostante, ha segnalato Peter Faistnauer (Team K), il Collegio dei maestri di sci ha organizzato una settimana di formazione per i maestri di sci che lavorano in Alto Adige. Il consigliere ha quindi chiesto quali sono le settimane di formazione organizzate dal Collegio maestri di sci che hanno luogo in questo momento, quali corsi sono stati svolti negli ultimi due mesi e quali sono previsti fino alla fine di aprile del 2021, in quali alberghi sono stati ospitati i corsisti della settimana di formazione tenutasi dal 15 al 29 febbraio del 2021, quante persone partecipano ai corsi di formazione e in quali alberghi sono state ospitate nel corso dell’inverno, quali misure di sicurezza particolari sono state adottate. L’ass. Arnold Schuler ha spiegato che al momento le settimane di formazione permanente sono sospese, ma è possibile svolgere corsi di formazione, con esami approvati anche a livello nazionale: negli ultimi mesi ne sono stati svolti alcuni, e altri ne sono previsti fino al 2021, ma le localitá non sono ancora state definite. Sono i corsisti che devono organizzarsi e pagare il soggiorno: il collegio dei maestri di sci aveva previsto due hotel, ma esi poi scelgono privatamente. Si tratta di gruppi da 11-14 persone, che vengono informate delle misure di sicurezza in vigore e hanno l'obbligo di portare mascherina e rispettare la distanza sociale.

I Comuni sono obbligati a versare alla Provincia il 50% delle ammende incassate dalla polizia locale sulle strade statali e provinciali: lo ha riferito Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), domandando alla Giunta a quanto ammonta la somma che deve essere versata dai Comuni, suddivisa per singolo Comune e anno. Il presidente della provincia ha riferito di aver inoltrato un'interrogazione alle sedi competenti, tra cui il Consorzio dei Comuni, ma di non aver ancora ricevuto risposta: l’avrebbe trasmessa il prima possibile.

Lo spazio riservato alle interrogazioni su temi d’attualitá è terminata. La seduta prosegue con l’esame delle proposte dell’opposizione.

 

(MC)