Contenuto principale

Consiglio

Consiglio | 09.03.2021 | 18:12

Lavori Consiglio: Interrogazioni su temi d’attualità - 1

Poste da consiglieri e consigliere alla Giunta provinciale, riguardavano la gestione del Recovery Fund (2 interrogazioni), palazzo del ghiaccio di Vipiteno, drive-through Sadobre, visite nelle RSA, nomi di piazze e strade, trasporto pubblico locale, alternanza scuola-lavoro, contagi nelle APSP. La seduta di oggi è terminata.

Con il Recovery Fund, il cui cuore è il Recovery and Resilience Facility (RRF), la UE promuove la ricostruzione dai danni causati dalla pandemia da coronavirus: lo ha affermato Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ricordando, nell’ambito delle discussioni su temi di attualità, che l’Alto Adige ha presentato allo Stato 47 progetti per un totale di 2,4 miliardi e, e che una delle 6 "missioni", per poco meno di 1/10 dei fondi richiesti, è "Giustizia sociale e territoriale, uguaglianza di genere". I relativi progetti riguardano il social housing (riabilitazione e costruzione di alloggi sociali), l’istruzione e formazione professionale (Casa della formazione continua, ristrutturazione energetica di collegi e scuole private, misure edilizie per la formazione professionale, istruzione digitale nelle aree periferiche) e la campagna Brand Alto Adige (creazione di un marchio olistico)- la consigliera ha chiesto alla Giunta come si raggiungerà l'uguaglianza di genere (“uno degli obiettivi di sviluppo sostenibile spesso invocati”) con questi progetti, cosa ha a che fare la "Campagna Brand Alto Adige" in particolare con tale tema, come il gender budgeting, già adottato dalla Giunta nel 2006 come parte della strategia di gender mainstreaming, è integrata nell'architettura del piano di recupero, di quali dei 47 progetti beneficeranno per almeno la metà le donne che, come dimostrato, “sono quelle che hanno perso di più dalla crisi”. Il Presidente della Provincia  Arno Kompatscher ha spiegato che in base alla modalità di presentazione dei progetti, con somme da destinare entro il 2023 e spendere entro il 2026,  era quasi impossibile presentare nuovi progetti, e che tutti i 47 progetti presentati ovviamente vanno a vantaggio di uomini e donne. La campagna Brand non è un progetto gender. Contemporaneamente, si lavora con un piano d’azione per la parificazione, che non viene finanziato col recovery Fund. 

Il Presidente della Provincia ha spiegato che i 2,4 miliardi € a disposizione della provincia di Bolzano con il Recovery Fund sono direttamente disponibili, e non soggetti a un piano di ammortamento: lo ha ricordato Paul Köllensperger (Team K), domandando alla Giunta se è corretto che i mezzi destinati all’Alto Adige non sono soggetti a restituzione e, in caso contrario, quale quota dovrà essere finanziata con debiti nel bilancio provinciale dei prossimi anni; qual è la quantificazione della crescita economica in relazione all’uso di questi mezzi, previsione che deve essere calcolata secondo il Piano Nazionale di resilienza e Resistenza, quali dei progetti finanziati sono nuovi e quali erano già esistenti, qual è il successivo iter fino al 21 marzo e se la Giunta pensa di coinvolgere il Consiglio provinciale nella formalizzazione delle proposte di progetto. Il Presidente della Provincia Arno Kompatscher ha detto di non poter fornire risposte concrete, ma questo non dipende dalla Giunta. Le modalità che riguardano il PNR sono stati criticati da molte Regioni nella Conferenza Stato-Regioni: quest’ultime si sono rimboccate le maniche per presentare un catalogo esaustivo di progetti, di cui era stato detto che la prima parte non era da rimborsare. Ora pare che essi verranno finanziati in conto capitale, ma alla fine non si può escludere che si tratterà di prestiti, e le Regioni chiedono chiarezza. La Provincia ha elaborato 47 progetto secondo i requisiti previsti, e sono stati tutti ammessi, al contrario di quanto accaduto per altre regioni, ma questo non vuol dire che saranno tutti finanziati: non si sa inoltre se il finanziamento sarà direttamente della UE o tramite lo Stato, il quale oltretutto prevede la realizzazione di nuovi progetti senza dare l’ultima parola alle regioni in cui essi devono essere realizzati. I progetti della Provincia sono per lo più giá in essere, rispettano i requisiti giuridici o di urbanizzazione, si parla anche di digitalizzazione delle scuole, e si vorrebbe mettere tutto a bilancio entro il 2023. Draghi ha promesso di coinvolgere le Regioni, ma finora il Governo ha dimenticato di definire in modo chiaro qual è il budget a disposizione delle Regioni, sulla base di quali criteri vengono scelti i progetti, come avverrà la realizzazione, se saranno accettati progetti si riserva. Fortunatamente la Provincia ha grande esperienza nella gestione di progetti europei, mentre per lo Stato sarà difficile rispettare la scadenza del 30 aprile.

Ricordando il recente crollo, probabilmente a causa del peso della neve, del tetto della “Weihenstephan Arena”, il palazzo del ghiaccio di Vipiteno, Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore – Fratelli d’Italia) ha evidenziato che nella struttura, considerata il polo del ghiaccio dell’alta val d’Isarco, si allenavano e giocavano regolarmente le partite di campionato di hockey le squadre dei Broncos Vipiteno oltre a formazioni di broomball e di curling: al momento del cedimento nessuno si trovava all’interno dell’impianto, ma se tutto questo fosse accaduto durante il periodo di normale attività sportiva con l’impianto aperto poteva essere una tragedia. Egli ha quindi chiesto alla Giunta a chi spettava garantire la sicurezza dell’impianto pubblico al fine di prevenire incidenti come quello verificatosi, se la struttura era monitorata o tenuta sotto controllo, quale esito avrebbero dato gli accertamenti eventualmente eseguiti, se erano previsti interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria dell’impianto a livello provinciale e/o comunale e, se sì, per quando gli stessi erano programmati, quali fossero gli interventi ora previsti e con quali tempistiche di esecuzione, e se la Provincia Sarebbe intervenuta per la ricostruzione. Il Presidente della Provincia Arno Kompatscher ha riferito che si tratta di una struttura comunale di interesse comprensoriale, e che pertanto le domande erano state trasmesse al Comune: appena si fosse ottenuta risposta, sarebbe stata trasmessa. Mancano ancora richieste ufficiali del Comune, ma la legge permette per un cofinanziamento del 50%da parte della Provincia in caso di impianto di interesse comprensoriale, come in questo caso.

A causa delle severe restrizioni attualmente in vigore in Tirolo, chi transita per il Land austriaco deve esibire l’esito negativo di un test per COVID-19, a cui si è sottoposto nelle ultime 48 ore; per questo motivo, la società autostrade del Brennero e l’Azienda sanitaria altoatesina hanno creato un drive-through all’autoporto Sadobre (Vipiteno), dove gli autisti dei TIR che trasportano merce possono sottoporsi a un test per COVID prima di entrare in Tirolo, il che ha causato al Brennero una vera e propria paralisi del traffico, con assembramenti all’interno del drive through: lo ha segnalato Ulli Mair (Die Freiheitlichen), domandando cosa accade se una persona risulta positiva al SARS-CoV-2 nell’autoporto di Sadobre e se l’Alto Adige ottiene un rimborso da parte dello Stato per eseguire questi test antigenici rapidi. Il Presidente della Provincia Arno Kompatscher ha chiarito che in questo caso la Giunta ha fatto del suo meglio per evitare la catastrofe, senza averne la responsabilità, perché la decisione è della Baviera e del Tirolo. Per evitare danni maggiori c’è stata collaborazione con il Commissario del Governo, l’Autostrada del Brennero anche per deviare i transiti, molti sono stati i contatti da lui avviati con Ministri in Italia e Germania. Si è cercato di evitare che tutti i camionisti facessero i test a Vipiteno, perché gli eventuali positivi sarebbero dovuti essere ospitati eventualmente a Colle Isarco, per fortuna erano positive solo 5-7 persone, lo 0,2%, . Queste norme resteranno però in vigore per settimane, per questo è stato chiesto al Ministero della Salute di intervenire perché i positivi possano tornare a casa propria, dove restare in isolamento. Con il Tirolo è stato concordato che il test si faccia a Colle Isarco e non al Brennero; il problema sarebbe risolto se la Germania abbandonasse queste disposizioni.

In molte delle RSA dell’Alto Adige, gli incontri tra gli ospiti ed i rispettivi familiari sono sospesi da settembre 2020: lo ha segnalato Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle), evidenziando come però si segnali da più parti che il piano vaccinale ha già permesso a tutte le ospiti e gli ospiti delle strutture di immunizzarsi contro il virus, mentre spesso gli operatori sanitari hanno scelto di non sottoporsi alla vaccinazione, e aggiungendo che non ovunque sono stati predisposti strumenti o misure alternative per favorire gli incontri come le c.d. “stanze degli abbracci”. Egli ha quindi chiesto alla Giunta se al termine del lock-down sarà consentita la ripresa delle visite, considerata l’avvenuta immunizzazione dei pazienti ed in caso di risposta negativa, perché, e se in caso di permanente situazione di lock-down sarà consentita la visita ai familiari in RSA includendola tra le “cause di necessità” all’interno delle autocertificazioni. L’ass. Waltraud Deeg ha rilevato che da giugno dello scorso anno la Giunta ha fissato le condizioni quadro per visite a determinate condizioni, cosa possibile solo grazie alla via altoatesina. Tutto però dipende anche dalla situazione coronavirus, perciò in alcuni casi esse possono essere vietate. Le misure potranno essere ridotte man mano che proseguono le vaccinazioni, ma non tutti gli ospiti potranno essere vaccinati,. Ci sono anche regole diverse da RSA a RSA, la situazione è difficile, ma la situazione viene seguita attentamente.

Negli ultimi anni la Giunta provinciale ha fatto sapere di aver avviato dei colloqui con il Consorzio dei Comuni della Provincia per fare il punto sui nomi di piazze e strade che possono risultare problematici da un punto di vista storico: lo ha riferito Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), domandando alla Giunta cosa è stato fatto a riguardo finora, se esiste già un inventario, come si muoveranno la Giunta provinciale e il Consorzio dei Comuni per fare dei passi avanti riguardo a questo tema. Ci sono personaggi e luoghi di guerra tuttora glorificati, la questione storica va affrontata con la sensibilità necessaria. Il Presidente della Provincia Arno Kompatscher ha spiegato che spetta ai Comuni, e non alla Provincia, la ridenominazione delle strade e piazze, con l’unica eccezione di denominazioni in onore di persone morte da meno di 10 anni. Il Consiglio dei Comuni, ha riferito, ha comunicato che si sta occupando della questione creando un apposito gruppo di esperti.

Secondo il modello misto pubblico – privato, alla società pubblica SASA verrà affidato il 45% del trasporto pubblico locale: lo ha riferito Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) domandando da quando parte il nuovo servizio SASA che copre il 45% del servizio, se le condizioni del servizio verranno fissate con un contratto di servizio o in che altro modo, come cambia il servizio di SASA, rispetto alla situazione attuale, in termini di chilometri percorsi e se è esatta l’informazione che SASA vedrà raddoppiare i chilometri attualmente percorsi, e a quanti passerà, se SASA subappalterà a privati una parte del 45% del servizio a lei affidato, in quale quota e  in quale forma, se con affidamenti diretti, gare o altro. L’ass. Daniel Alfreider ha chiarito che attualmente ci si trova in una fase di ristrutturazione e potenziamento del servizio di SASA, cui verrà affidata anche parte del servizio extraurbano. C’è un organo di coordinamento che sta definendo i dettagli, ed è in lavorazione la definizione precisa delle linee, parallelamente alla gestione della rimanente parte dei servizi. Si arriverà da 8 a 18 milioni di km gestiti, di cui 8-9 nella rete extraurbana. SASA è iscritta nel registro statale delle società in house, quindi può ricevere un affidamento dalla mano pubblica per assolvere a questi servizi. Una certa percentuale potrà essere affidata anche a privati. La fase di transizione durerà fino all’autunno, il tema della riassegnazione di vecchie concessioni sulla base di un nuovo regime è di difficile gestione in tutta Europa, un ringraziamento va a tutti coloro che se ne stanno occupando. Il contratto di servizio va fatto in base al regolamento UE, quindi si può chiudere appena finito l’iter con ART e la delibera in Giunta, indipendentemente da gare in corso.

Ricordando che con la delibera 69 del 02.02.2021 la Giunta aveva stabilito che per le scuole professionali non verrà contato lo stage ai fini del conseguimento del diploma di maturità, scelta condivisibile presa in seguito alla persistenza della pandemia legata al Covid, che ha imposto a molte aziende la riduzione dell’attività se non la chiusura, Sandro Repetto (Partito Democratico – Liste civiche) ha chiesto alla Giunta se, essendo lo stage materia d’esame alla maturità degli studenti delle scuole a carattere statale, è stata fatta una riflessione/valutazione in merito alla possibilità di poter ridurre le ore di stage richieste, anche per questi istituti per consentire a scuole e professori di garantire lo svolgimento dell’alternanza scuola-lavoro, nonché se sono arrivate indicazioni, relative a questo ambito, dal Ministero. L’ass. Giuliano Vettorato ha spiegato che in base alla normativa in vigore l’alternanza scuola-lavoro è mantenuta, laddove sia possibile garantire il rispetto delle normative di sicurezza recenti, e questo nonostante altre attività come le uscite didattiche non siano più permesse. Si è in attesa di un’ordinanza ministeriale relativa alle modalità dell’esame di Stato, si sa che il Ministro propende per una tesina con discussione orale.

In Alto Adige ci sono circa 30 Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona, particolarmente colpite dalla pandemia: lo ha segnalato Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) chiedendo alla Giunta quanti sono ora i dipendenti contagiati, quanti sono in quarantena, se i collaboratori si sono contagiati sul luogo di lavoro, quali APSP stanno soffrendo di carenza di personale per questo motivo e quali reparti stanno lavorando per questo a modello ridotto, quali misure sono state adottate per proteggere i dipendenti, e se essi e le famiglie vengono sottoposti a regolari test. L’ass. Waltraud Deeg ha spiegato che tra l’1 ottobre e il 31 dicembre ci sono stati 891 collaboratori contagiati su 5.000, e che il 30 settembre 5 collaboratori erano in quarantena, il 31 dicembre 137. Non si dispone di dati sugli ospiti, che vengono assistiti all’interno di reparti Covid. Sulla base del contact tracing è possibile dire che i contagi sono stati portati nelle strutture in maggioranza dall’esterno. Al momento non c’è sofferenza di personale, la situazione è abbastanza buona anche perché molti collaboratori hanno prestato straordinari, quindi nessuno sta lavorando a regime ridotto. Già a marzo 2020 sono state pubblicate le prime linee guida dall’ISS, e in provincia si è proceduto con cura, per esempio svolge da mesi test antigenici nelle strutture. I test vengono svolti regolarmente su dipendenti e ospiti, non su conviventi e famigliari, ma se si presume un contagio i datori di lavoro sono tenuti a invitare anche questi a svolgere i test e osservare una quarantena.

La discussione delle interrogazioni proseguirà domani a partire dalle 10. La seduta di oggi è terminata.

(MC)