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Consiglio | 09.03.2021 | 16:50

Lavori Consiglio: Pandemia, la situazione attuale - CON VIDEO

Gli interventi della Giunta, le domande di consiglieri e consigliere.

Link immagini seduta del Consiglio provinciale del 09.03.2021 - GNews

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In apertura della seduta di oggi del Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano, il presidente Josef Noggler ha informato il plenum che secondo l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige il rischio attuale è troppo elevato per permettere la presenza in aula di più persone rispetto a quelle attualmente consentite, che sono 25, in base alla regola 1 ogni 10 metri quadri, con mascherina e senza contatto personale. Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) lo ha ringraziato per aver preso sul serio la richiesta di ritrovarsi in aula, importante in particolare nella seduta in cui si dovrá discutere la gestione di 500 milioni €. Ha aggiunto che dovrebbe essere la Giunta a riconoscere la necessità di un lavoro in presenza, e che questo dovrebbe essere consentito sulla base di un tampone con esito negativo, cosí come vale per le scuole. Eventualmente ci si potrebbe riunire nella sede del Consiglio regionale a Trento, che è più grande. Il pres. Noggler ha riferito che il tema sará trattato nella prossima riunione dei capigruppo, evidenziando che, anche se si facesse il test, continuerebbe a valere la regola 1:10 prevista dal protocollo di sicurezza. Oggi ci sarebbe stato ancora posto in aula, ma evidentemente i consiglieri preferivano seguire dal proprio ufficio o da casa, senza obbligo di mascherina. Egli stesso si augurava un miglioramento in futuro.

Il Presidente della Provincia Arno Kompatscher è quindi intervenuto per aggiornare sugli sviluppi della pandemia da Covid 19. Da un paio di settimane la provincia è stata classificata come arancione dallo Stato, ma si è data regole più severe, anche per la presenza di nuove varianti, in accordo con il Ministero della Salute. Questo ha permesso di ridurre il numero dei nuovi contagi, passando dagli 800 ai 200 casi settimanali. La quota di positività si sta abbassando, e si attesta tra l’1 e il 2% delle persone testate. Anche il numero delle persone in quarantena è calato, da 18.000 a 6.000. I numeri nei reparti sono in riduzione, nelle terapie intensive stabili o in leggera crescita, anche per via di un decoro più rapido di alcuni contagiati, in particolare in caso di variante britannica e sudafricana. Quest’ultimi si trovano soprattutto in Venosta e nel Burgraviato, dove sono state introdotte misure più restrittive in accordo col ministero, con un contact tracing molto severo, nel frattempo sono stati sequenziati nuovi casi di varianti, ma sono singoli contagi, non è stato constatato un focolaio. Per questi Comuni c’è una classificazione come la nuova zona rossa del decreto del Presidente del Consiglio, si intende inoltre svolgere tantissimi tamponi su base volontaria. Insieme con Comuni, Comunitá comprensoriali e Associazioni sono state istituite stazioni per i test, in modo che chi lo desidera vi si possa sottoporre. Ieri sono stati comunicati altri 5 contagi da variante sudafricana, che riguardano anche Naturno e Bolzano: qui si tratta di una persona giá seguita in ospedale, il contact tracing è in atto. Dove si ritiene che ci sia un focolaio, ci sará la possibilità per la Giunta di introdurre misure più restrittive, come un test negativo per l’ingresso o l’uscita dal comune. Questo corrisponde alla strategia stabilita a Roma. Il primo DPCM di Draghi prevede che siano i presidenti di Regione, e quindi di Province autonome, a decidere quali misure possono essere adottate a livello locale, soprattutto con incidenza superiore ai 250 casi. Nei Comuni con la variante sudafricana ma senza focolai sarà possibile la didattica alle elementari in presenza , con misure di sicurezza e test. In quanto ai tamponi volontari nelle scuole, dove questo è stato fatto la reazione è stata favorevole; sono stati trovati anche tamponi positivi. Si intende procedere coi tamponi soprattutto dove è presente la variante sudafricana, con l’obiettivo di estendere la didattica in presenza.
Il lockdown scade il 14 marzo, pertanto oggi in Giunta si è riflettuto su come procedere: vista la situazione, con cifre che diminuiscono ma elevata pressione sugli ospedali e sulla terapia intensiva, si propende ancora per la cautela. Molto è stato raggiunto con disciplina e rinuncia, sarebbe assurdo mettere in gioco tutto questo. Si intende quindi continuare su questa linea e con la strategia vaccinale, anche se non è stata ancora definita un’ordinanza: si attende il rapporto del Comitato tecnico-scientifico, al massimo dopodomani. In quanto agli aiuti, a  livello statale ci sono i lavori preparatori per il Decreto sostegno, vale a dire il Ristori 5, adottando criteri oggettivi per garantire il sostegno più ampio possibile, con particolare sostegno alle zone sciistiche. La Giunta ha elaborato inoltre un pacchetto di 500 milioni a favore di aziende  famiglie, utilizzando anche i mezzi che lo Stato ancora deve alla Provincia. Il pacchetto per famiglie e lavoratori sarà esteso, così come il numero degli aventi diritto, come richiesto dai sindacati. Per le imprese ci sono due corsie, con una forma semplificata per le piccole imprese, e un contributo per i costi per le imprese più grandi, sempre sulla base di un deficit del 30%: Saranno previsti anche mezzi finanziari per le infrastrutture, investimenti che erano previsti giá da tempo.

L’ass. Thomas Widmann ha riferito che l’incidenza è molto diminuita grazie alle misure di lockdown e ai tantissimi test che si svolgono: 22.000 il solo 22 febbraio, partendo dai 30 test di un anno fa. La situazione nelle terapie intensive è però critica, con 64 persone, alcune delle quali giovani, peggiorate e intubate in brevissimo tempo: una anomalia non ancora verificatasi finora. sono stati identificati 9 nuovi casi di variante sudafricana con aumento dei comuni coinvolti, per questo sono stati introdotti i test in entrata e uscita. In quanto alla variante inglese, i più di 1.000 sequenziamenti eseguiti dimostrano che la variante inglese è molto diffusa: essa ha un tasso di contagio più alto. Si intende eseguire il sequenziamento anche per i pazienti in terapia intensiva. In generale, a livello nazionale ma anche tedesco e austriaco, non si sa ancora con certezza quali saranno gli effetti di queste varianti. La Germania non svolge test antigenici di massa, l’Alto Adige invece ha iniziato presto a farlo; si intende rivedere i tassi di incidenza, che sono maggiori quanto più sono maggiori i test svolti.
Nelle prossime settimane bisogna continuare a invitare la popolazione a evitare i contatti, puntare sui test e sui tamponi, e a quetsos copo è stata avviata un’indagine di mercato per acquistarne di nuovi, da utilizzare anche nelle scuole. Terzo pilastro sono i vaccini: ieri sera erano state svolte 75.000 vaccinazioni, di cui 50.000 prime dosi di Moderna, Pfizer ae astrazeneca. 24.000 sono le seconde dosi Pfizer. per Astrazeneca ci sará una pausa di tre mesi tra la prima e seconda dose, secondo il modello inglese. Le forniture assicurate arriveranno. Tra gli over 80 ci sono ancora solo 2.000 persone in lista di attesa, molti di loro però giá contagiati. Si potrá sottoporre ad Astrazeneca anche gli over 65, con qualche limitazione. Si darà la precedenza a chi ha patologie cardiovascolari o polmonari. Sono in arrivo le forniture: in tutto si tratta di 40-45.000 nuove dosi. Anche se le varianti colpiscono i giovani più del precedente virus, si conta che vaccinando gli over 70 e le persone a rischio la situazione nelle terapie intensive migliori. Si stanno creando ora 7 centri vaccinali. Resta l’appello a tutti a rispettare le regole, a ridurre i contatti, fare attenzione e procedere con cautela.

Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha esortato a potenziare l’informazione: gli stessi medici di base e farmacie ancora nons anno come si svolgono gli esami a tamponi, cosa è gratuito e cosa no, e anche i cittadini non sanno se devono essere testati o meno. Serve capacitá di pianificazione per famiglie e imprese, ed è necessario definire dei numeri limite. Ci vuole una nuova solidarietá affinché tutte le misure vengano rispettate, perché c’è grande stanchezza: sono necessari quindi obiettivi chiari.
Andreas Leiter Reber (Die Freihietlichen) ha fatto riferimento alla difficoltá di comunicazione in merito ai test gratuiti, con difficoltá per le ditte e poca chiarezza riguardo agli sportivi che in certi casi possono allenarsi. In quanto al rinvio del rimborso dei 467 milioni poteva essere approvato mesi fa: perché non si è intervenuto prima. L’aumento dei giovani in terapia intensiva preoccupa: “Quanti sono esattamente?”.
Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha chiesto come si intende procedere nelle scuole dove ci sono studenti e insegnanti non disponibili al test, e criticato che si intendesse fornire il materiale sulla manovra che verrá discussa giovedì solo giovedì mattina. Manca chiarezza sulla cornice finanziaria, sul rapporto finanziario con il governo, sui contenuti.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiesto, in merito ai tamponi, perché non essi non vengono messi a disposizione gratuitamente, come avviene per esempio in Tirolo, dove si ricevono 5 test fai da te al mese. Un costo fino a 50 € per molti non è accessibile. Ha chiesto poi informazioni sull’efficacia di astrazeneca, il cui vaccino parrebbe non efficace sulla variante sudafricana. L’esempio di Israele dimostra che la vaccinazione di massa non basta ad evitare il lockdown, anche perché sono contagiati molti giovani.
Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha chiesto perché non si fanno piú i test a chi deve uscire dai Comuni con variante sudafricana,trovando la situazione incoerente. La provincia di Bolzano è l’unica in Italia da un mese in lockdown, imprenditori e popolazione sono disperati, e i ristori arriveranno in tempi troppo lunghi. Mancano prospettive. Oltre a tes, vaccini, informazioni ci vogliono anche i controlli, che sono troppo pochi. Anche i giovani ormai vogliono sfogarsi, non è possibile continuare con euste chiusure.
Franz Ploner (Team K) ha fatto riferimento antigenici citati dall’assessore, rilevando che secondo l’Istituto superiore di Sanitá quest'ultimi vanno verificati con PRC, e almeno il 15% sequenziato per avere un quadro di pandemia e varianti. Inoltre non è raccomandato dall’OMS andare nelle scuole elementari per i test rapidi. Infine, per la somministrazione dei vaccini dovrebbero essere coinvolti anche i medici di medicina generale.
Josef Unterholzner (Enzian) ha rilevato che i dati forniti da Presidente eassesori non concordavano, e chiesto dati unitari. In quanto ai test nelle scuole, se in un istituto sono tutti negativi non deve essere necessario indossare la mascherina. Egi ha chiesto come vengono considerati i lavoratori nel pacchetto ristori, e rilevato che nonostante lo stesso Widmann abbia chiesto di considerare dati complessivi, i comuni sono stati chiusi anche con un solo caso di variante sudafricana.
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha chiesto di coinvolgere i medici di base nelle vaccinazioni, quanti vaccini verranno forniti in marzo alla provincia, e come si procede in merito ai tamponi nella scuola italiana.
A Parcines è stato identificato un solo caso di variante sudafricana, che è stato isolato: perché le scuole sono state chiuse? Lo ha chiesto Ulli Mair (Die Freiheitlichen, che ha domandato anche perché i genitori non possono effettuare i test a tampone nasale a casa, trattenendo poi a domicilio eventuali bambini positivi. Ha domandato inoltre informazioni su eventuali contatti extrascolastici dei bambini, e invitato a dare alle persone la possibilitá di spostarsi in macchina per raggiungere dei luoghi dove muoversi all’aperto con meno presenza di persone. Ancora, ha chiesto come si va avanti püer il commercio, e invitato a dare ai lavoratori la psosibilitá di fare pausa pranzo al chiuso.
Peter Faistnauer (Team K) ha chiesto dove  sono stati registrati i camionisti positivi, e se è prevista la riapertura almeno al 50% delle scuole superiori.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha chiesto se si sa quanti contagi ci sono con variante sudafricana, inglese e normale, ovvero spagnola, ed evidenziato che la mutazione sudafricana arriverá anche a Bolzano: da quando il capoluogo verrá trattato come altri Comuni segregati, basta un singolo caso?
L’ass. Thomas Widmann ha riferito del numero di test attualmente eseguiti giornalmente, fino ai 21.000 si tratta di numeri molto alti, simili a quelli austriaci. 4-5 settimane fa la situazione negli ospedali era più tranquilla nonostante un tasso di incidenza più alto, ora nelle terapie intensive la situazione è critica, non si possono dare false speranze. Bisogna valutare la situazione complessiva, come raccomandano gli esperti. Molte aziende hanno diritto al rimborso delle spese per i tamponi. I pazienti in terapia intensiva sono per l’80% over 70. La Provincia cerca di tenere mantenere alto il numero di tamponi, con possibilitá di farli gratuiti quasi ovunque. I tamponi nasali autosomministrati possono essere svolti d a tutti, ma bisogna convincere la popolazione. In quanto alle voci di morti da vaccino Astrazeneca, si tratta di fake news: tale vaccino è ottimo e supera le aspettative.Mentre prima si pensava che i giovani non potessero contagiarsi, oggi si sa che ci sono contagi anche nelle scuole, che poi vengono portati nelle famiglie: è importante aprire fino alla prima media, ma questo è possibile solo con due test a settimana. I tamponi per le scuole sono poco invasivi, è un’ottima occasione per svolgere test di massa velocemente, bloccando subito i pochi casi. Lo stesso vale per i test in ingresso e uscita dai Comuni a rischio. Ci sono 923 sequenziamenti fatti fino a oggi, di cui 300 hanno dimostrato al variante inglese, 58 quella sudafricana e poi ci sono altre varianti e sottovarianti, meno pericolosi.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha protestato per la limitazione degli interventi dei consiglieri a 2 minuti, mentre la Giunta aveva molto più tempo, il pres. Josef Noggler ha risposto che i brevi interventi erano stati concordati nel collegio dei capigruppo.
Il pres. Arno Kompatscher ha chiarito che secondo lo Stato anche nelle zone rosse si possono esercitare attività sportive di interesse nazionale, e che alcune Federazioni sono intervenute dichiarando molto di quanto fanno come “interesse nazionale”. Si è chiesto quindi al pres. Malagò di intervenire, perché non è possibile che al mattino non sia possibile andare a scuola ma al pomeriggio si possano fare allenamenti di hockey. IN quanto al denaro per il pacchetto di sostegno, non si sarebbe potuto avere già mesi fa, in quanto sarebbe stato possibile un ricorso dello Stato: con i ministri di competenza ci si confronta in maniera trasparente e con bilanci in regola, ma le trattative per le sospensioni di pagamenti nei confronti dello Stato sono un’altra cosa. In quanto alla critica di Urzì sulla mancanza di un testo da sottoporre ai consiglieri, un testo non ci sarà, ma i vari assessori spiegheranno le misure: i criteri saranno definiti con delibera di Giunta, non con legge. La maggioranza avrebbe la possibilitá di presentare in ogni momento un emendamento, ma La Giunta non lo fa, e ci sono sedute informali con i componenti della commissione legislativa. I diritti del Consiglio provinciale sono rispettati. In merito ai test gratuiti ci sono trattative con il Ministero della Salute, va detto che il Governo viene spesso incontro, reagendo positivamente anche a progetti pilota. Lo stesso si può dire dell’intervento di chiusura dei comuni con i singoli casi di variante. In quanto al caso a Bolzano, la persona con variante è in ospedale, quindi non si chiude il comune, ma la situazione cambia nel caso si trovi un focolaio: si reagisce in modo dinamico, sempre d’intesa con l’autorità sanitaria.  Gli assembramenti non sono un problema solo altoatesino, ma si cerca di fare il massimo. In Italia vengono registrati sia tamponi antigenici che test PCR, in Germania solo i PCR: alla fine si hanno risultati diversi non comparabili. I casi di variante sudafricana sono 9, non 5 come da lui detto precedentemente. Le persone sperano che ci sia una fine del lockdown, e questo è comprensibile, e tutti vogliono tornare alla didattica in presenza, eppure alcuni continuano a non autorizzare i test a scuola: ci vuole collaborazione, la popolazione deve fare la sua parte. Autorizzare le persone a spostarsi in auto è rischioso, perché poi si potrebbero spostare per andare da parenti o amici, e questo non è controllabile; i dati delle ultime 2-3 settimane dimostrano che le restrizioni hanno aiutato a ridurre il contagio. Quando il quadro complessivo lo consentirà, saranno riaperte anche le mense; non si puó obbligare il personale scolastico a effettuare il test, ma si vuole tornare in presenza.

 (La seduta continua con la trattazione delle interrogazioni su temi d'attualità)

(MC)