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Consiglio | 15.02.2021 | 17:29

Lavori Consiglio: Sì a confronto regolare tra presidente della Provincia e capigruppo

Terminata la seduta straordinaria sulla gestione della pandemia: accolta all’unanimità la proposta, sottoscritta da tutti i gruppi consiliari di maggioranza e opposizione, di incontri istituzionalizzati per confrontarsi sulla situazione coronavirus e le relative misure, con informazioni aggiuntive prima di decisioni importanti e un'informativa della Giunta all'inizio di ogni sessione consiliare.

È proseguita nel pomeriggio la discussione dell’emendamento alla mozione firmato da maggioranza e opposizione (Sven Knoll, Brigitte Foppa, Paul Köllensperger, Gert Lanz, Andreas Leiter Reber, Rita Mattei, Diego Nicolini, Sandro Repetto, Josef Unterholzner, Alessandro Urzì, Carlo Vettori) che richiedeva ai fini di un migliore scambio di informazioni e di una collaborazione costruttiva tra le istituzioni per quanto riguarda le misure correlate alla pandemia di Covid si procederà come segue : (1) per la durata dell’emergenza Coronavirus avrà luogo a intervalli regolari un incontro istituzionale, anche in videoconferenza, tra il presidente della Provincia e il collegio dei capigruppo per scambiare informazioni e discutere della situazione attuale in relazione al Coronavirus nonché delle relative misure. A tal fine al collegio dei capigruppo sarà messo a disposizione un rapporto settimanale corredato dalle valutazioni dell’Azienda sanitaria; (2) prima che vengano prese, nell’immediato, decisioni importanti il presidente della Provincia informerà tempestivamente il presidente del Consiglio provinciale e i capigruppo sulle misure previste in modo da avere con questi ultimi uno scambio di vedute sulle basi decisionali e per ricevere eventuali osservazioni e indicazioni da parte dei capigruppo; (3) all’inizio di ogni sessione consiliare la Giunta provinciale informerà i consiglieri e le consigliere sugli sviluppi della pandemia di Covid nonché sulle misure adottate e previste. Il primo firmatario Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha evidenziato che si voleva che le decisioni fossero prese sulla base di criteri trasparenti e con il coinvolgimento del Consiglio provinciale. Si tratta di una proposta attuabile, al fine di permettere all’opposizione, che si voleva assumere la sua responsabilità, di essere coinvolta e di avanzare suggerimenti, al fine di fare il meglio per la popolazione.

Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha evidenziato un equivoco di fondo: non ci si trovava solo per definire un metodo di confronto Giunta-opposizione, ma anche per parlare delle responsabilità. CI si trovava in uno dei territorio più a rischio d’Italia, veniva ora comunicato che erano finiti, o quasi, i posti in terapia intensiva: tuttavia l’approccio al tema dell’emergenza sanitaria era stato molto leggero, lo stesso Kompatscher aveva invitato i dipendenti provinciali a fare i Törggelen in ottobre, e la maggioranza aveva rivendicato la via altoatesina solo per fare in maniera diversa da quanto avveniva a livello nazionale. Bisognava ammettere questo fallimento. Il dibattito sarebbe dovuto servire a dare un giudizio sul metodo utilizzato, tenendo conto anche dei mancati ristori.
Paul Köllensperger (Team K) ha evidenziato che l’emendamento firmato da tutti era un successo della giornata odierna, e ricordato alla maggioranza che anche nelle sue fila c’era chi remava contro. dai media emergeva che alcuni assessori erano contrari a misure adottate dalla Giunta.  Non era vero che l’opposizione non aveva fatto proposte, né che non avesse mai sollevato tematiche: il suo gruppo aveva inviato tra l’altro un catalogo con 8 punti, con proposte su come gestire il lockdown, e un altro di 12 punti, una strategia vaccinale, la gestione dei Covid-hotel, degli stagionali e del trasporto alunni, senza mai ottenere risposta.
Josef Unterholzner (Enzian) ha ricordato che il 16 febbraio è una scadenza per molte tasse, e molte imprese altoatesine non sanno come pagare, pur non avendo colpa, perché viene vietato loro di lavorare: è giunto quindi il momento di collaborare per trovare una soluzione e dare una prospettiva ad aziende e famiglie, valutando svantaggi e vantaggi delle decisioni prima di prenderle, e pensando anche a come risarcire le persone che ci rimettono. I danni arrecati fino a oggi non saranno mai compensabili.
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche), chiarendo che la mozione era solo una procedura di rapporti tra maggioranza e opposizione, era un atto dovuto e avrebbe potuto essere adottata tempo fa. Le opposizioni fanno delle proposte e cercano di essere costruttive, ma va detto che questa pandemia è l'occasione di una serie riflessione sul futuro della sanità, nell’ambito dei vertici dirigenziali e politici. Vanno considerati anche altri elementi: oggi al Brennero ci sono 40 km di coda perché la Giunta tirolese ha deciso che per passare ci vuole un tampone recente, ci si dovrebbe chiedere dov’è l’Euregio. Oggi è stato posto un piccolo mattoncino di rapporti costruttivi.
Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha condiviso l’opinione di aver raggiunto un buon compromesso, augurandosi che fosse accettata anche qualche proposta dell'opposizione. Quando critica, essa fa il suo lavoro, soprattutto quando ci sono errori macroscopici, e comunque c’è stata anche solidarietà, mentre dall’altra parte c’è stata solo negazione. Ora si entra in una nuova fase, ed è vero che va affrontato il problema della sanità, perché le cose non andavano bene neanche prima. 
L’ass. Thomas Widmann ha riferito che ci si trovava in una situazione estrema, che riguardava tutta la società, non solo la sanità. Due, tre, quattro volte al giorno ci si trova davanti a nuovi parametri, che richiedono nuove decisioni, e in questa situazione si fanno anche errori. La proposta di fare più tamponi era stata accolta e attuata, e il contact tracing non era più possibile a fronte di un numero altissimo di contagiati. A marzo si facevano 30 test al giorno, oggi 10.000. I vertici dell’Azienda sanitaria sanno bene come vanno le cose ai collaboratori, ma non è vero che in estate non si è fatto nulla: sono state ampliate le terapie intensive, per quanto difficile. Oggi l’opposizione ha detto esclusivamente ciò che non va, che mancava un piano vaccinale, ma la Provincia in quest'ambito non può agire da sola, anche l’Emilia-Romagna ha copiato il Piano statale, modificandolo tre volte. Nel frattempo, la Provincia di Bolzano ha vaccinato tre volte tanto rispetto alla media italiana. L’opposizione chiede alternative al lockdown, ma dovrebbe anche dire quali alternative ci sono. A novembre, lei stessa era per il test di massa, che oggi critica, e se chiede quali sono i parametri, ce ne sono 21 e ben chiari e trasparenti. L'opposizione dovrebbe aiutare a dare sicurezza alla popolazione, considerando che la situazione pandemica richiede nuove decisioni ogni giorno; la Giunta informa sempre, e il bilancio di cosa ha funzionato o meno si potrà fare solo alla fine. Widmann ha comunicato poi il sospetto che in Comune sia stata riscontrata la variante sudafricana, seppur non ancora confermato: qualora lo fosse, sarà comunicato immediatamente.
La vicepresidente della Provincia Waltraud Deeg ha chiarito che una pandemia è una situazione straordinaria. In tutto il mondo la strategia poggia su tre pilastri: contenere i contagi, con misure che però colpiscono le categorie, screening di massa/vaccini, contenimento degli effetti collaterali. La pandemia ha portato a molti decessi, ha avuto effetti sull'economia e il sociale, ha avuto conseguenze psicosociali, si pensi ai bambini: la stessa opposizione aveva alzato l’attenzione sulle categorie penalizzate, e va detto che ogni giorno che un’azienda può lavorare e un bambino può andare a scuola è un buon giorno. L'Inghilterra è al terzo lockdown, e questo dimostra che ovunque avviene la stessa cosa. Quello di cui le persone non hanno bisogno, è l’insicurezza. La Provincia è stata l’unica a prevedere test antigenici nelle RSA, e vanno ricordate le misure adottate nel sociale, con gli aiuti immediati Covid, considerando che si può solo integrare quanto fatto dallo Stato. L’opposizione non dice come vuole finanziare tutto ciò che promette alla gente. Bisogna procedere in modo coeso per uscire da questa situazione. 
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha ricordato la disponibilità al confronto già data nella scorsa primavera, rallegrandosi che si trovasse un modo di collaborare. C’è la volontà comune per questo, e questo è positivo, e sarà positivo comunicare insieme alla popolazione almeno le decisioni di base, considerando l'insicurezza dominante. Nel mondo occidentale ci si trova davanti alla sfida aggiuntiva collegata all’ancorato individualismo.  Anche l’Italia ha dovuto adeguare le misure man mano, e introdurre molti lockdown, lo stesso è valso per Germania e Austria, dove pure è stato raggiunto un limite e ci sono misure molto rigide da mesi, come in Isvizzera. La via più sicura per tutti sarebbe stato il lockdown totale per mesi, ma si sarebbe distrutto tutto il resto per sempre: per questo tutti hanno proceduto con tira-e-molla.  In quanto alla via sudtirolese, l’obiettivo era di tutelare l’Azienda sanitaria e allo stesso tempo di tenere aperta il più possibile l’economia, “e ci siamo riusciti, pur facendo degli errori”. Ogni tanto, allentando le misure, si era data ai cittadini l'impressione che il problema non ci fosse più, e questo aveva portato a comportamenti meno disciplinati, forse bisognava chiarire che la situazione era comunque grave; su qualche misura e comunicazione pure erano stati fatti errori, ma il messaggio principale era di ridurre al minimo i contatti sociali. Ora tutta Italia sta discutendo su un lockdown molto rigido, come fa l’Alto Adige, che pur essendo a tutti gli effetti arancione, come ora il Trentino, ha stabilito misure molto più rigide. Le aperture in primavera sono state un successo, e tutto il Consiglio ha approvato la relativa legge. Il lockdown in autunno era stato preso d’intesa con il Ministero della Sanità, insieme allo screening di massa, nella consapevolezza degli eventuali danni del lockdown a Natale. Le successive aperture non avevano avuto conseguenze importanti sulla curva: il 7 gennaio la provincia di Bolzano era stata classificata come gialla, il che ha permesso di aprire le scuole in presenza. I contagi non sono aumentati per la via altoatesina, ma nelle settimane successive. In quanto al caso sospetto citato da Widmann, egli si è subito confrontato con altre Regioni: sono 11 quelle colpite da altre varianti oltre a quella inglese. È in atto uno scambio di informazioni anche sulle misure da adottare, magari a livello comunale, così come continuo è il confronto con i Ministri del Governo italiano ma anche con i ministri degli Esteri austriaco e tedesco Schallenberg e Maas, il ministro Di Maio. Si è intervenuti anche per la coda al Brennero. La collaborazione di tutti sarà utile per adottare le necessarie misure, per quanto rigide, nel caso in cui il sospetto della nuova variante venisse confermato. Si adotteranno misure secondo la necessità, e il Consiglio si occuperà a marzo delle decisioni relativi alle misure di sostegno. In quanto alla campagna vaccinale, la Provincia è piuttosto avanti, ma è vero che mancano dosi vaccinali a livello UE: si discute su come acquisirne di nuove, e la Provincia sta cercando di ottenerne, partecipando con altre Regioni ad acquisti di vaccini ammessi dal Ministero.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha ammesso che è necessario convincere la popolazione del valore delle regole, ma essa spesso si è chiesta quale fosse il senso delle misure: il dialogo è importante per spiegare le ragioni alla base di queste. Bisogna inoltre discutere dei sussidi, considerando che tante persone e aziende sono sull’orlo del baratro. I cittadini devono anche avere la percezione che ci si occupa delle loro questioni. Nell’incontro istituzionale proposto dalla mozione si discuterà delle singole misure e della loro ragione d’essere. Bisognerà anche riflettere su come reagire alle varie mutazioni, quali vaccini proporre alla cittadinanza.

Posta in votazione, la mozione è stata approvata all’unanimità (34 sì).

La seduta è conclusa. 

(MC)