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Consiglio | 15.02.2021 | 13:09

Lavori Consiglio: Seduta straordinaria sulla gestione della pandemia - CON VIDEO

Le opposizioni criticano le misure adottate e la relativa comunicazione e chiedono un maggiore coinvolgimento del Consiglio. La seduta prosegue al pomeriggio.

Link imm. seduta del Consiglio provinciale del 15.02.2021 (GNews): https://we.tl/t-z5fRP21Vm1

Si è riunito questa mattina in seduta straordinaria il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano. La convocazione avveniva su richiesta dei consiglieri e delle consigliere di tutti i gruppi consiliari di opposizione, ed era motivata dal fatto che la Giunta non aveva preventivamente informato il plenum del nuovo lockdown. 
Il pres. Josef Noggler ha spiegato che l'opposizione aveva anche richiesto l’istituzionalizzazione di un incontro settimanale tra capigruppo e Presidente della Provincia sulla situazione relativa al Coronavirus, e un’ulteriore consultazione prima che la Giunta prenda qualsiasi decisione importante, al fine di essere informati sulle misure previste e avere l’opportunità di proporre eventuali modifiche. Le recenti misure adottate dalla Giunta, dovute al peggioramento della situazione, non erano ben accettate dalla popolazione, “ma forse invece che cercare il capro espiatorio è opportuno convincere la cittadinanza. Questa si aspetta misure concordate con i consiglieri e uscire il prima possibile dall’emergenza”, ha detto il pres. Noggler.

“Non si tratta di trovare i colpevoli, ma di coinvolgere il Consiglio provinciale”, ha confermato il primo firmatario della richiesta di convocazione straordinaria, Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), ricordando che nelle ultime decisioni il Consiglio non era stato coinvolto. La popolazione, inoltre, ritiene insensate le ultime decisioni, e ha la sensazione che il Parlamento provinciale non serva nulla: “Dobbiamo chiederci qual è la nostra funzione, se siamo solo delle statuette o se siamo disposti ad assumerci una certa responsabilità, con senso critico, considerano che certe decisioni necessitano di una legittimazione democratica”. L’incontro settimanale con i capigruppo, per discutere di decisioni che creano incertezza nella popolazione e a volte devono essere corrette, era già stato richiesto, ma non si era proceduto; ecco perché era stata chiesta questa seduta straordinaria, anche a fronte di quanto avvenuto nel corso dell'ultima sessione di sedute: giovedì alle 17.20 era stato detto che non c’era nulla di nuovo, ma due ore più tardi veniva indetto il lockdown; questo è inaccettabile. La politica in questa emergenza è stata molto caotica, anche a livello comunicativo; problematico è anche l’invio dei campioni da analizzare a Roma, con ritardi nella risposta, invece che a istituti tirolesi che verificherebbero in 24 ore. La conseguenza è che nel frattempo le mutazioni si sono diffuse; questa incertezza, unita ai continui stop-and-go, porta sull’orlo del fallimento molte imprese. Bisogna chiedersi perché la provincia di Bolzano ha dati peggiori delle regioni circostanti.  Ogni giorno passato senza intervenire crea danni ai cittadini e all’economia. Certe misure sono hanno senso: paradossale è, per esempio, che non si possa far visita ai genitori, ma si possa andare a comprare giocattoli nel comune limitrofo. E i consiglieri non possono limitarsi a guardare cosa fa la Giunta, hanno la responsabilità di controllare e non possono restare con le mani in mano.
Paul Köllensperger (Team K) ha evidenziato gli enormi danni per la provincia, compresa l’immensa perdita economica, e il fatto che la Giunta venga sempre meno ascoltata dai cittadini, tanto più che essa prende decisioni che il giorno stesso vengono messe in dubbio dagli stessi assessori. Il Trentino non invia a Roma i risultati dei test asintomatici positivi, solo l'Alto Adige lo fa. Il coinvolgimento del Consiglio provinciale non è una richiesta esagerata: i consiglieri hanno già dimostrato di poter agire in modo responsabile. Se in estate fossero stati preparati i 100 letti in terapia intensiva, oggi ci si troverebbe in un’altra situazione, invece ci si trova davanti a un disastro organizzativo. Il Presidente della Provincia deve riflettere su come l’Alto Adige può uscire da questa situazione vergognosa, in altri Paesi sarebbe già un caso da dimissioni.
Secondo Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia), bisogna agire da un lato dal punto di vista sanitario, dall’altro per riparare i danni patiti da famiglie e imprese. I responsabili ci sono, e sono coloro che hanno preso le scelte che hanno portato ai dati più alti di diffusione del virus, a imboccare una via altoatesina che ha portato a schiantarsi contro il muro: “Essa è stata votata da tutti in Consiglio Provinciale, tranne che dal sottoscritto”, ha ricordato Urzì, facendo riferimento al fatto che ci si comportava da zona gialla quando si era dichiarati rossi, che la maggioranza aveva detto no a una campagna per sollecitare la popolazione a vaccinarsi e a un piano della riduzione della spesa superflua per garantire risorse immediate a chi ne aveva bisogno. Inoltre, erano stati forniti dati sbagliati sui morti, era stato detto che bastava uno scaldacollo e ora si imponevano costose FFP2. Urzì ha chiesto un gesto di responsabilità della maggioranza SVP-Lega e le dimissioni del Presidente Kompatscher “’unico atto coerente in questo travagliato percorso ad ostacoli”. 

Gerhard Lanz (SVP) ha chiesto un’interruzione di mezz’ora per un incontro tra il presidente della Provincia e i capigruppo. Dopo l’interruzione, è stata presentato un emendamento della parte dispositiva della richiesta delle opposizioni, firmato da Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), Brigitte Foppa (Gruppo Verde), Paul Köllensperger (Team K), Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen), Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle), Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche), Josef Unterholzner (Enzian) e Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia), affinché il Consiglio deliberasse, “ai fini di un migliore scambio di informazioni e di una collaborazione costruttiva tra le istituzioni per quanto riguarda le misure correlate alla pandemia di Covid, di procedere come segue: (1) Per la durata dell’emergenza Coronavirus avrà luogo una volta alla settimana un incontro istituzionale, anche in videoconferenza, tra il presidente della Provincia e il collegio dei capigruppo per scambiare informazioni e discutere della situazione attuale in relazione al Coronavirus nonché delle relative misure. Al collegio dei capigruppo verranno messe a disposizione tutte le informazioni necessarie a tal fine; (2) prima che vengano prese, nell’immediato, decisioni importanti il presidente della Provincia informerà tempestivamente il presidente del Consiglio provinciale e i capigruppo sulle misure previste, in modo da avere con questi ultimi uno scambio di vedute sulle basi decisionali e per accogliere eventuali osservazioni e indicazioni dei capigruppo; (3) all’inizio di ogni sessione consiliare la Giunta provinciale informerà i consiglieri e le consigliere sugli sviluppi della pandemia di Covid nonché sulle misure adottate e previste. Inizialmente l’emendamento portava anche la firma di Gert Lanz (SVP), poi ritirata da un secondo emendamento con lo stesso contenuto.
Dopo un’ulteriore interruzione su richiesta dell’opposizione, alla ripresa della seduta Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha fatto riferimento a un nuovo emendamento, che sarebbe stato ora sottoposto alla maggioranza. 

Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha invitato a parlare di “responsabilità”, aggiungendo che la strada speciale è diventata una strada in cui ci si è persi. Pertanto, come rappresentanti della popolazione si chiedevano informazioni, e informazioni trasparenti. Il suo gruppo aveva dato fiducia, ma erano state prese decisioni su decisioni e la comunicazione era stata una catastrofe, cosa particolarmente grave. Poi però si rimproveravano i cittadini come colpevoli dell’aumento dei contagi: era mancata trasparenza, così come il riferimento a dati certi e alle decisioni degli esperti. L’ass. Widmann si rifiutava di informare in maniera trasparente la popolazione, e questo mentre tutti i giorni il personale sanitario denunciava una situazione preoccupante: primari lanciavano l’allarme, medici di base si lamentavano, anche infermieri e infermiere avrebbero da dire ma non ne avevano il coraggio.  L’assessore stava giocando con la salute della popolazione, cercava di rappresentare la situazione meglio di quanto fosse, ma non veniva più ascoltato. 
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha detto che per la prima volte in 7 anni da consigliera aveva visto un Consiglio provinciale che era stato protetto dalle forze dell’ordine, e questo dimostrava la forte pressione sui cittadini: le persone stanno iniziando ad arrabbiarsi. Le prime decisioni risalgono a un anno fa, e i cittadini sono stati molto attenti e collaboranti, ma ora non è più così: son state fatte promesse che non potevano essere mantenute, per esempio con lo screening di massa, e quindi molte persone sono deluse. I provvedimenti adottati negli ultimi mesi non sono comprensibili: bisognerebbe invece ascoltare e seguire le indicazioni degli esperti, anche se quelle dell’apposito comitato non sono così chiare. A livello internazionale le misure sono state indicate, e bisogna seguire una linea ben precise. Informazioni più chiare permetteranno a seguire meglio le regole e abbassare la soglia.
Josef Unterholzner (Enzian) ha sostenuto che la grande presenza di forze dell'ordine intorno al Consiglio basterebbe a far capire che qualcosa è andato storto. Egli aveva partecipato alla manifestazione di domenica scorsa, e in parte anche a quella di stamattina: si trattava di un grido d’allarme di persone “che sono disperate”. I rappresentanti del popolo hanno ragione a pretendere che le decisioni si fondino su una base concreta, mentre ora non sono comprensibili né per i consiglieri né per la popolazione. Molti genitori non capiscono le limitazioni per i bambini, come il divieto ad andare mascherati a scuola, né che sia loro impedita l’attività sportiva. Coinvolgere il Consiglio provinciale consentirebbe di spiegare meglio le misure alla popolazione, ma anche di valutare meglio i pro e i contro di una decisione, evitando tante limitazioni prese di punto in bianco.

La seduta riprende alle 14.30.

(MC)